Le diete di Sanihelp.it
La dieta dissociata
Molti gli studiosi che sostengono che l'assunzione associata di proteine e carboidrati comporti una difficoltà nella digestione, mentre una loro assunzione separate la favorisce.
Che cos'è
Il concetto di
dieta dissociata è sicuramente uno dei concetti più utilizzati, a volte anche in modo improprio, di tutto il panorama dietologico.
Se, in effetti, sono moltissime le variazioni sul tema della separazione degli alimenti, altrettanti sono i luoghi comuni diffusi tra la popolazione.
Padri della dieta dissociata possono essere considerati il dottor
Howard Hay e il dottor
Herbert Shelton, che introdussero separatamente i concetti della corretta associazione degli alimenti nelle prime decadi del '900.
Come funziona
Senza entrare nel merito delle singole interpretazioni della separazione dei cibi, si può genericamente definire dissociata una dieta che ordina e gestisce gli alimenti in base alla loro associabilità.
In linea di massima, pertanto, le diete dissociate non contemplano alimenti permessi e alimenti proibiti, ma per lo più alimenti che possono e che non possono coesistere.
In particolare i cibi che si ritiene non possano coesistere nello stesso pasto sono
carboidrati (pane, pasta, riso…) e
proteine (carne, pesce, formaggio…).
L'idea di una corretta separazione tra cibi considerati tra loro incompatibili, del resto, non è una novità.
Nella cultura ebraica, per esempio, la
kasherut (insieme di norme che regolano l'alimentazione) vieta la commistione di carne e latticini.
Nell'era moderna sono molti gli studiosi che sostengono che l'assunzione associata di proteine e carboidrati comporti una difficoltà nella
digestione, mentre una loro assunzione separata la favorisca.
Il presupposto che sta alla base di questa convinzione è il fatto che la digestione delle proteine è favorita da una maggior acidità gastrica, mentre per i carboidrati l'ambiente più favorevole per la digestione è quello basico.
La compresenza di carboidrati e proteine determinerebbe un livello di acidità insufficiente per le proteine ed eccessivo per i carboidrati.
La dieta in pratica
I principi della dieta dissociata sono pochi e ben chiari: mai consumare cibi incompatibili nello stesso pasto o in periodi ravvicinati, consumare frutta e verdura abbondantemente e preferire i cibi integrali a quelli raffinati. La compatibilità tra i cibi è indicata nella tabella sottostante: gli alimenti della lista B (alimenti neutri) possono essere assunti assieme con gli alimenti delle liste A (proteine) e C (carboidrati), mentre gli alimenti delle liste A e C non possono essere assunti tra di loro.
| Lista A - Proteine |
Lista B - Alimenti neutri |
Lista C - Carboidrati |
| Carne |
Verdura |
Biscotti |
| Latticini in genere |
Olio |
Pane |
| Pesce |
Burro |
Pasta |
| Uova |
Frutta secca |
Riso |
| Frutta fresca |
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Banane |
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Patate |
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Dolci |
Considerazioni nutrizionali
Se ben interpretata, la dieta dissociata può essere considerata una dieta corretta da un punto di vista nutrizionale, dato che non propone rivoluzioni del rapporto quantitativo tra
proteine, grassi e
carboidrati, ma solo una loro particolare organizzazione.
Non sono pertanto richieste attenzioni particolari, ne supporti integrativi di alcun genere.
Per chi sì e per chi no
Se eseguita correttamente e se si includono quotidianamente le giuste quantità dei diversi alimenti, chi segue i principi della dieta dissociata non corre alcun rischio di effetti collaterali.
Anche se non tutti i nutrizionisti sono d'accordo sui presupposti della dieta dissociata, non esistono elementi che la possano far ritenere nociva per alcun gruppo di persone.
L'unica categoria per la quale può essere necessaria una certa attenzione è quella dei
diabetici, dato che un apporto di carboidrati troppo squilibrato nel corso della giornata potrebbe influenzare negativamente la terapia ipoglicemizzante.
Cosa ne pensiamo noi
La consuetudine di consumare a ogni pasto primo, secondo, contorno, pane e frutta conduce inevitabilmente ad assumere un'elevata quantità di alimenti, con conseguente eccesso calorico e rallentamento dei processi digestivi, pesantezza, sonnolenza e ridotta efficienza.
In tal senso, l'abitudine di alternare nella giornata un
pasto proteico (carne, pesce, uova, formaggio, affettati…) con un
pasto glucidico (pasta, riso…), eventualmente associando a essi un buon piatto di verdura e intervallandoli con spuntini a base di frutta, contribuirebbe non poco a limitare l'apporto calorico quotidiano e a favorire una maggior leggerezza dopo i pasti.
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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