Le diete di Sanihelp.it
La dieta privazione
La dieta di privazione si propone proprio di scoprire la possibile causa di un'intolleranza alimentare, verificando progressivamente tutti gli alimenti normalmente utilizzati.
Che cos'è
Per cercare di individuare l'alimento responsabile di una presunta
intolleranza alimentare, è indispensabile partire con la sospensione di tutti gli alimenti potenzialmente coinvolti.
La dieta di privazione si propone proprio questo fine: scoprire la
possibile causa di un'intolleranza alimentare, verificando progressivamente tutti gli alimenti normalmente utilizzati.
Come funziona
La dieta di privazione parte col consumo di pochi elementi solitamente sicuri, dei quali ci si dovrà accontentare per almeno 10 giorni.
Questi 10 giorni dovrebbero essere indicativi sulla buona tolleranza di tali alimenti.
A partire dall'undicesimo giorno si potrà iniziare a introdurre un nuovo alimento ogni 4 giorni, scegliendolo personalmente tra i gruppi elencati.
L'alimento scelto potrà essere considerato sicuro solo al termine dei 4 giorni. Dopo i 4 giorni relativi a un alimento si potrà passare al successivo.
Sarà importante tenere un
diario dell'andamento della dieta, su cui annotare le reazioni ai diversi alimenti. In caso di dubbio converrà
congelare l'alimento, passando a un altro per poi ritornare a questo in un secondo tempo.
La dieta in pratica
La dieta di privazione prevede un primo periodo di verifica di alimenti solitamente innocui, quali thè leggero, pane, pasta, pera, patata e vitello.
Se in questi giorni i disturbi di cui il paziente si lamenta dovessero continuare, potrebbe esistere un intolleranza a qualche alimento presente nel primo menù (verosimilmente al
glutine presente nella pasta e nel pane).
Se, viceversa, i disturbi dovessero scomparire, si potrà passare alla reintroduzione progressiva di tutti gli alimenti solitamente assunti, a partire da quelli che causano meno frequentemente intolleranza, per finire con quelli che la causano con maggiore frequenza (dado ed estratti vari, prosciutto cotto, salumi e insaccati vari, cibi in scatola, pelati e conserve).
Ecco la
dieta base da seguire per i primi 10 giorni.
Colazione:
thè leggero
zucchero
pane
Spuntino:
pera
Pranzo:
pasta o riso conditi con olio d'oliva
patata lessata
pane
Spuntino:
pera
Cena:
manzo ai ferri
patata lessata
pane
Gruppo 1 - Latticini freschi o formaggi senza lavorazioni particolari:
Latte intero fresco della centrale
Yogurt intero fresco della centrale
Burro
Parmigiano
Fontina
Gruviera
Crescenza
Bel paese
Evitare assolutamente:
formaggini, formaggi a lunga conservazione quali philadelphia, jocca ecc ecc, derivati del latte fresco (latte a lunga conservazione, latte scremato o parzialmente scremato).
Gruppo 2 - Verdure
Carote
Insalata (provare ogni qualità per almeno quattro giorni)
Zucchine
Pomodoro ben maturo
Fagiolini
Altri tipi…
Gruppo 3 - Carne
Filetti di pollo
Alte parti del pollo
Tacchino
Maiale (evitando assolutamente qualsiasi tipo di insaccato)
Gruppo 4 - Pesce
Sogliola
Trota
Palombo
Nasello
Altri tipi di pesce
Gruppo 5 - Frutta
Pera
Arancia
Succo di limone
Ananas fresco
Banana
Altri tipi di frutta
Gruppo 6 - Uova
Uovo alla coque (solo il rosso)
Uovo alla coque intero
Gruppo 7 - Alimenti composti
Marmellate fatte in casa
Gelati casalinghi
Creme di pasticceria casalinga
Maionese fatta in casa
Sugo di pomodoro
Gruppo 8 - Alimenti proibiti
Dado ed estratti vari
Prosciutto crudo e cotto
Salumi ed insaccati vari
Cibi in scatola
Pelati e conserve
Sughi pronti
Cibi conservati
Creme varie
Dolci conservati comprese brioches e biscotti
Gelati
Caramelle
Marmellate confezionate
Patate preparate per il purè
Maionese pronta
Margarine e olii di semi
Caffè liofilizzato
Considerazioni nutrizionali
La dieta di privazione non si pone problemi di correttezza alimentare, dato che il suo scopo è quello di scoprire cibi potenzialmente fastidiosi per una persona e non si propone l'obbiettivo di sostituirne l'alimentazione.
Generalmente, comunque, si tende a organizzare anche la dieta di privazione in modo che non presenti squilibri tra i vari costituenti.
Per chi sì e per chi no
La dieta di privazione può essere eseguita da tutte le persone con un livello di salute minimamente accettabile, per le quali cioè il disturbo causato dell'alimentazione sia maggiore di eventuali patologie in corso.
In altri termini: chiunque abbia un disturbo potenzialmente causato da un alimento, può cercare di scoprire la causa di tali disturbi attraverso una dieta di privazione.
Cosa ne pensiamo noi
Per scoprire la causa di un'eventuale intolleranza alimentare esistono molti metodi, molto più sofisticati o innovativi della dieta di privazione.
Non sempre però questi metodi riescono a mettere in evidenza l'alimento incriminato, poiché spesso i risultati non sono attendibili.
La dieta di privazione rappresenta pertanto un metodo sicuro, non fastidioso e a costo zero, e pertanto costituisce una valida alternativa ad esami decisamente più costosi ed impegnativi.
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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