Le diete di Sanihelp.it
La dieta punti
La dieta punti è stata inventata circa 20 anni fa da un dietologo italiano, il dottor Guido Razzoli, che ha avuto un'idea geniale: quella di associare ai diversi alimenti un punteggio.
Che cos'è
La dieta punti è stata inventata circa vent'anni fa da un dietologo italiano, il dottor Guido Razzoli, che ha avuto un'idea geniale: quella di
associare ai diversi alimenti un particolare punteggio.
Ogni giorno si ha a disposizione un determinato numero di punti ed è compito della persona a dieta fare in modo di non superare il tetto massimo concesso.
Accanto all'aspetto dei punti da sommare, la dieta punti presenta una particolarità anche dal punto di vista nutrizionale.
Come la dieta Atkins e la dieta Scarsdale, anche la dieta punti è una dieta prevalentemente proteica, che lascia libero, cioè, il consumo di carne, pesce, formaggi e grassi, e limita enormemente pane, pasta, riso, legumi, frutta e verdure.
Proprio la limitazione di carboidrati ridurrebbe la produzione di
insulina e aumenterebbe la mobilizzazione dei grassi dai depositi, con conseguente dimagrimento.
Come funziona
La dieta punti si basa su un concetto molto originale e cioè quello di non imporre menù ma educare le persone a gestire la propria alimentazione.
In tal senso, la dieta punti propone un'estesa tabella che assegna ai diversi alimenti una data quantità di punti.
Alla persona in dieta non viene chiesto altro che sommare i punti relativi ai cibi assunti e non superare il tetto concesso.
In tal senso va detto che il tetto massimo dei punti concesso (in realtà è previsto anche un minimo di punti sotto il quale non scendere) non è strettamente vincolato ai parametri normalmente utilizzati nella definizione di una dieta (sesso, altezza, peso, attività fisica…) dato che nella dieta punti non si devono calcolare
calorie.
La dieta in pratica
La dieta punti si basa su una tabella che indica quanti punti posseggono tot grammi di un dato alimento.
I punti degli alimenti assunti nell'arco della giornata devono essere sommati, e il totale deve essere
inferiore a 60 ma superiore a 40.
I punti di ciascun alimento dipendono esclusivamente dalla porzione e non dalle sue calorie.
In tal modo è possibile vedere equiparati con lo stesso numero di punti cibi assolutamente poveri di calorie e cibi decisamente ipercalorici.
Per fare un esempio hanno
0 punti:
100 g di dentice, salmone e tonno sott'olio;
100 g di merluzzo;
500 g di anatra;
100 g d'olio;
3 tazzine di caffè.
Hanno
5 punti:
10 g di fette biscottate integrali;
100 g di albicocca;
mezzo bicchiere di vino da tavola secco.
Considerazuioni nutrizionali
Da un punto di vista nutrizionale, la dieta punti è tendenzialmente sbilanciata, pur senza arrivare agli estremi delle diete iperproteiche americane, a causa della ridotta presenza di carboidrati e della grande presenza di proteine e grassi.
La carenza di frutta e verdura può portare anche a una carenza di
vitamine e
sali minerali, da recuperare attraverso l'uso di integratori.
Per chi sì e per chi no
Gli effetti collaterali cui possono andare incontro quanti praticano una dieta iperproteica come quella a punti sono legati principalmente all'eccessivo metabolismo proteico, con grossa produzione di scorie azotate e rischio di danno renale.
Potenzialmente dannosa anche l'eccessiva acidità del sangue cui si può andare incontro a causa della produzione di
chetoni.
L'assenza di
fibre può inoltre provocare
stitichezza.
La dieta punti non è assolutamente consigliata a persone anziane, malati di cuore, reni, fegato, donne in gravidanza e bambini.
Essendo, comunque, una dieta sbilanciata, non la si ritiene consigliabile in alcuna circostanza.
Cosa ne pensiamo noi
Essendo una dieta sbilanciata non è sicuramente una dieta che possa essere protratta per tempi lunghi.
Può essere considerata accettabile (non consigliabile) solo per chi intende perdere pochi chili in breve tempo, per tornare rapidamente a un'alimentazione più equilibrata.
Interessante, tuttavia, l'idea di affidare alla persona a dieta uno strumento per crearsi giorno per giorno il proprio menù.
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di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009
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