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La dieta Crudista



Autore: Redazione Sanihelp.it
Data inserimento: 31-12-2015

La dieta crudista, come suggerisce il nome, prevede che si mangino solo prodotti crudi, perché ritiene che molte qualità nutrizionali vadano perdute con la cottura.


Per chi SI e per chi NO  Per chi SI e per chi NO
Per chi SI e per chi NO

Per chi SI e per chi NO

Max Bircher Benner, celebre medico svizzero del secolo scorso, ha elevato a moderno comportamento dietetico la più antica forma di alimentazione dell’uomo, quella a base di frutti e bacche.
Benner sosteneva che gli organismi vegetali incamerano la forza del sole attraverso la fotosintesi, e la trasmettono a chi se ne nutre soltanto se consumati crudi.

Inoltre, solo i cibi non alterati da sbalzi di temperatura elevati conservano intatto il proprio potenziale di carica aerea, cioè dell’aria incamerata naturalmente, con il risultato di apportare al nostro corpo una combinazione di ossigeno e minerali preziosa per darci energia, vitalità, ma non calorie.

I vegetali crudi e freschi mantengono intatto il proprio patrimonio di enzimi, vitamine, sali minerali, che invece la cottura disperde in gran parte.

Il cibo crudo, poi, si mangia in quantità inferiori rispetto a quello cotto, con sicuro vantaggio per la linea e la salute.
I crudisti sostengono che psicologicamente questa dieta permette un rapporto più intimo con la natura, la pratica della meditazione, un rispetto e una consapevolezza di sé superiori, nonchè il rispetto degli animali, a tutto vantaggio del benessere.

Tuttavia mangiare solo cibi crudi comporta un’assunzione molto limitata di carboidrati complessi, che dovrebbero rappresentare il nostro nutrimento base.
Cereali e legumi, che ne sono la fonte principale, non vengono consumati in modo comune ma solo una volta germogliati: quanto a contenuto glucidico, i germogli sono simili alla verdura.

Questa dieta è controindicata per persone che presentino disturbi gastrici e intestinali: i cibi crudi non subiscono la rottura dei legami tra molecole attuata con la cottura, e quindi la loro digeribilità è più bassa.
Il nostro apparato digerente, infatti, durante l’evoluzione della specie ha perso l’abitudine a ricevere grandi quantità di alimenti crudi (previsti dal menu crudista per il 95%).
Il crudismo poi implica un eccesso di fibra alimentare che, in molti casi, può aggravare un’irritabilità intestinale, provocando dolori, evacuazioni frequenti e forte meteorismo.


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