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Malattie oncologiche

I tumori rappresentano la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Anche se la mortalità per cancro ha manifestato un modesto declino negli ultimi anni, il numero di casi continua ad aumentare a causa della crescente longevità della popolazione. Dato che per molti tumori non esistono ancora terapie soddisfacenti, è necessario dare il massimo spazio alla prevenzione , sia primaria sia secondaria. Si stima che l’80% dei tumori siano di origine ambientale, cioè legati al tipo di lavoro, alla dieta, al consumo di tabacco e di alcol , all’esposizione ai raggi solari. Il fumo è il più importante fattore di rischio prevenibile, dato che si ritiene che il 90% dei tumori polmonari (ma che anche neoplasie di altri distretti, come lo stomaco , la mammella , la vescica e la laringe ) siano legati al fumo di sigaretta. Per quanto riguarda la dieta, sembra che l’ obesità e il consumo di proteine animali e alimenti raffinati (zucchero bianco, farina bianca ecc.) aumentino il rischio di tumore alla mammella e al colon , mentre si ritiene che una dieta ricca di frutta e verdura abbia effetti protettivi sulle stesse patologie. La prevenzione secondaria permette l’identificazione di tumori in stadio iniziale, suscettibili di cure radicali con prognosi migliore. La mammografia e l’esame periodico del seno, la ricerca del sangue occulto nelle feci, la determinazione periodica del PSA sono strumenti di prevenzione secondaria attualmente molto diffusi. I progressi nella terapia dei tumori negli ultimi anni hanno portato a un netto miglioramento nella prognosi soprattutto dei tumori ematologici ( leucemie , linfomi ) e a una migliore qualità di vita del paziente oncologico, grazie alla diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore . Tuttavia per alcuni tumori solidi ( polmone , pancreas , colon , melanoma ) le terapie non sono soddisfacenti e molto ci si attende dalla ricerca sperimentale e clinica.
Approccio al paziente:
La relazione medico-paziente rappresenta l’aspetto fondamentale nel percorso della malattia neoplastica . Il momento della comunicazione della diagnosi, le prospettive di una prognosi spersonalizzante in quanto legata alle statistiche, i timori di indagini invasive, il consenso informato, sono tappe dolorose che comportano senso di angoscia e di lutto nel paziente e nella sua famiglia. Anche per i tumori, come per tutte le altre malattie, la disposizione emotiva e la reazione psicologica sono fattori determinanti per il successo delle terapie mediche. È assolutamente necessario che il paziente riesca a porsi in un atteggiamento fiducioso così da trovare le energie per combattere la malattia. L’ambiente medico e infermieristico e le strutture sanitarie nel loro insieme dovrebbero essere in grado di offrire l’accoglienza necessaria e il comfort che tali situazioni richiedono. Gli effetti collaterali delle terapie oncologiche possono oggi essere minimizzati, e il dolore neoplastico può essere controllato con successo nella maggioranza dei casi. Una nuova frontiera si presenta con il counseling genetico nel caso dei tumori ereditari: è una materia di grande rilevanza psicologica, che richiede scelte delicate e pone problemi bioetici di non facile soluzione.


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