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crioablazione


la tecnica che utilizza un dispositivo medico a forma di palloncino criopallone in grado di sfruttare l’energia fredda - la temperatura media varia dai -40° ai -45° - per cicatrizzare, ghiacciandolo, il tessuto da cui scaturisce il problema elettrico del cuore.

Nella Crioablazione, l’energia fredda si somministra in maniera più omogena rispetto alla Radiofrequenza (o ablazione a caldo estremo). Il dispositivo, del diametro di circa 30 millimetri, è introdotto dall’atrio sinistro in corrispondenza delle 4 vene polmonari.

Contiene un piccolo sensore capace di riprodurre i segnali elettrici da eliminare; in questo modo si è in grado di capire dove, durante la procedura, il segnale smette di propagarsi. Se il potenziale elettrico s’interrompe entro 1 minuto dall’inizio dell’ablazione, l’efficacia del trattamento è a lungo termine.

È una metodica che dimostra minore probabilità di recidive - riducendo di molto l’esposizione radiologica per tecnici, medici e malati - nonché minori eventi avversi dopo la procedura (necessità di eseguire una cardioversione elettrica o di ripetere l’ablazione). Richiede una sedazione del paziente.

Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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