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Enciclopedia medica

canapa indiana


(o hashish), (Cannabis sativa, var. canapa indica), pianta le cui foglie e infiorescenze femminili contengono resine ricche di principi attivi, detti cannabinoli, che generano euforia e agiscono a livello psicologico in base alla predisposizione individuale e alla situazione ambientale, oltre che alla dose di sostanza attiva.

Una comune dose non dà complicazioni, e gli effetti si esauriscono entro un'ora. Per dosi molto alte si può invece giungere ad allucinazioni, confusione mentale, reazioni di panico.

Il consumo cronico può portare ad apatia e perdita di interesse, sindrome amotivazionale, disturbi della personalità e danni da fumo.

La canapa indiana non determina dipendenza fisica nè sindrome di astinenza, ma solo dipendenza psichica.
In alcuni paesi viene utilizzata come efficace terapia del dolore nella cura di alcuni tumori.

A livello sportivo, l’uso di cannaboidi come hashish e marijuana è proibito dalla legislazione anti-doping.
La soglia limite di concentrazione del carbossi – THC (11- nor –delta 9 – tetraidrocannabiolo–9-acido carbossilico) è 15 nanogrammi per millilitro.
Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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