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Enciclopedia medica

carenza nutritiva


deficitaria o nulla assunzione di principi nutritivi che può essere primitiva o secondaria.
Nel primo caso è la quota alimentare globale a essere insufficiente; mentre nel secondo caso gli alimenti introdotti potrebbero essere sufficienti, ma non lo sono per varie condizioni come: un'aumentata richiesta di alcuni principi alimentari, un'aumentata eliminazione per mezzo delle vie urinarie, malattie del tratto gastrointestinale, vomito, diarrea e dispepsia e malattie endocrine.

A seconda che vengano meno elementi come proteine, carboidrati e grassi abbiamo una carenza nutritiva di tipo protidica, glicidica e lipidica.

Vi si interviene equilibrando l'apporto alimentare sia compensando la carenza con appositi preparati farmaceutici.
In caso di carenza vitaminica si parla di avitaminosi.

La mancata o deficiente assunzione di principi nutritivi come il ferro, il calcio, il potassio e lo zinco può provocare specifiche sindromi. La carenza di ferro può manifestarsi con stanchezza, pallore e disturbi alla bocca e alle unghie; a rischio per esempio chi segue una dieta inadeguata, le donne con mestruazioni copiose e gli anziani. La carenza di calcio può aumentare un rischio di fratture per osteoporosi in età avanzata. Individui con diarrea cronica o che assumono alcuni tipi di diuretici possono essere colpiti da una carenza di potassio che si manifesta con debolezza e palpitazioni. La carenza di zinco infine può causare perdita dell’appetito e difficoltà nella cicatrizzazione.

Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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