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Enciclopedia medica

coloranti alimentari


COLLEGAMENTI

additivi atti a rendere più gradevole l'aspetto dei prodotti di tipo alimentare, soprattutto in campo industriale. Molti sono i prodotti ai quali vengono aggiunti: bibite, caramelle, budini, sottaceti o sottolio. Possono essere naturali o sintetici.

I principali coloranti alimentari naturali sono: 

- antociani: conferiscono colorazione rossa, violetta, blu ai frutti che li contengono; possono essere utilizzati per colorare alimenti e bibite purché estratti da frutti commestibili.

- carotenoidi: comprendono l’alfa-, il beta- e il gamma- carotene; sono presenti come pigmenti nelle carote, nei pomodori, nelle arance, nelle albicocche, nei vegetali in foglia.

- clorofille: di colore verde, difficilmente si ottengono pure nel corso dell’estrazione; è più spesso impiegato un loro derivato che risulta più facilmente solubile in acqua e più stabile alla luce.

- cocciniglia: di colore rosso, è un antrachinoide contenuto in natura nel tuorlo d’uovo e nelle parti grasse delle femmine di coccinella americana.

curcumina: colorante giallo-arancione estratto dalla radice della curcuma.

- lattoflavina: colorante prodotto da un lievito, risulta giallo, anche fino all’arancione; può trovarsi nelle uova, nelle verdure e nel latte.

- rosso di barbabietola: poco impiegato perché è difficile ottenerlo senza l’inconfondibile sapore di bietola.

- xantofille: derivati dei carotenoidi, hanno perlopiù colore giallo; comprendono: cantaxantina, criptoxantina, flavoxantina, luteina, rodoxantina, rubixantina, violoxantina.

I principali coloranti alimentari sintetici sono: azorubina, rosso di cocciniglia, giallo tartraziana, giallo arancio S, nero brillante BN (coloranti azoici), giallo di chinolina (presente nel catrame di carbon fossile), eritrosina, blu patent V, indigotina (coloranti del catrame di carbon fossile).

Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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