Enciclopedia medica
congelamento
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lesione in un’unica parte del corpo causata dal freddo. La perfrigerazione provoca una
vasocostrizione con conseguente blocco della circolazione sanguigna specialmente sulle zone anatomiche più esposte al freddo, come naso, orecchie, dita. Se la zona viene riscaldata tempestivamente, la circolazione torna alla normalità (si avvertirà un formicolio nella zona interessata, talvolta dolore); se invece l’esposizione al freddo è prolungata nel tempo i danni diventano via via più gravi, fino a giungere alla
necrosi dei tessuti.
Lesioni da congelamento.
grado | descrizione |
| primo | caratterizzato da dolore trafittivo, edema, torpore, eritema; le manifestazioni regrediscono in 10-20 giorni, mentre la parte interessata può conservare per qualche mese un colorito bruno-grigiastro |
| secondo | come il precedente, ma di gravità maggiore, cosicché può evolvere con la comparsa di vesciche (flittene) sempre più estese, le unghie possono staccarsi, si verificano disturbi della sensibilità e talvolta paresi con rigidità muscolare |
| terzo | le vesciche già presenti nel congelamento di secondo grado disseccandosi non mostrano un recupero del tessuto cutaneo, ma persistono ulcerazioni torpide, cioè con scarsa tendenza alla guarigione; inoltre le parti interessate tendono a divenire cianotiche e bluastre fino alla necrosi |
Congelamento.
Le lesioni provocate dal freddo su singole parti del corpo si possono classificare, in base alla gravità, di primo, secondo e terzo grado.
Per maggiori approfondimenti consulta la scheda dedicata alla malattia.
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Fonti
Ultima modifica: 03-02-2012
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