Enciclopedia medica
idroclorotiazide
farmaco
diuretico, appartenente alla famiglia delle tiazidi, che agisce bloccando il riassorbimento del sodio nel tratto ascendente dell'ansa di Henle, aumentando l'escrezione dell'ammoniaca, inibendo la secrezione tubulare dell'acido urico, riducendo l'escrezione del calcio e aumentando quella del magnesio. Usato nella terapia degli
edemi e nell’
ipertensione. Spesso la terapia è attuata in modo discontinuo (a giorni alterni o due volte la settimana). Può determinare: disturbi gastrici, astenia, anoressia, minore tolleranza ai carboidrati, aumento di colesterolo e trigliceridi, rash cutanei, trombocitopenia e leucopenia, ipopotassiemia, ipomagnesiemia e
iperuricemia, depressione psichica. Per contrastare la perdita di
potassio si può ricorrere a una dieta ricca di tale elemento o all'assunzione dei sali di tale elemento. L'idroclorotiazide è il diuretico attualmente più utilizzato nelle associazioni tra
farmaci antipertensivi e in particolare viene associato agli ACE-inibitori. Aumenta la tossicità dei
digitalici.
Fonti
Ultima modifica: 03-02-2012
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