Enciclopedia medica
ipertiroidismo
condizione morbosa causata da eccessiva produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide, a carico della quale si rileva, generalmente, iperplasia. Questo fenomeno può manifestarsi clinicamente come un nodo unico (adenoma o morbo di Plummer) o multiplo (gozzo nodulare tossico), oppure come un aumento diffuso e piuttosto omogeneo della tiroide (gozzo tossico diffuso, o
morbo di Basedow, o di Graves). Oltre a queste, che sono le cause più frequenti, si può avere ipertiroidismo anche a seguito di
tiroiditi (in questo caso l'ipertiroidismo è transitorio e tende ad autoestinguersi), di tumori ipofisari che secernono TSH, di intossicazione farmacologica (soggetti che assumono ormoni tiroidei a scopo dimagrante) o di produzione ectopica di ormoni tiroidei da parte di neoplasie endocrino-secernenti. I principali sintomi presenti nell’ipertiroidismo sono da imputare all'aumento dei processi metabolici generali dell'organismo, indotti dall'aumentata presenza in circolo degli ormoni tiroidei (triiodotironina e tetraiodotironina, anche detta tiroxina):
gozzo,
esoftalmo e altri segni di sofferenza oculare (rarità dell'ammiccamento, ritardo del movimento della palpebra superiore rispetto all'occhio quando il paziente guarda verso il basso, scorretta convergenza dei bulbi oculari quando un oggetto viene avvicinato alla radice del naso, mancato corrugamento della fronte nello sguardo verso l'alto), tachicardia (spesso
fibrillazione atriale) e
ipertensione arteriosa, tremori, nervosismo e insonnia, perdita di peso associata ad aumento dell’appetito, mani calde e umide, intolleranza al caldo, aumento delle evacuazioni, oligomenorrea o amenorrea. Per la diagnosi e la terapia si rimanda alle patologie specifiche.
Per maggiori approfondimenti consulta la scheda dedicata alla malattia.
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Fonti
Ultima modifica: 03-02-2012
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