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macchia


in medicina, area cutanea circoscritta, che mostra un’alterazione del colorito, di dimensioni e forma variabili, a limiti netti o sfumati, che non scompare alla pressione. Le macchie pigmentarie risultano dall’eccesso di melanina, come nel caso del nevo. L’assenza di tale sostanza è causa di macchie acromiche, che si riscontrano per esempio, nella vitiligine. Si distinguono -dunque- melanodermie, leucodermie e leucomelanodermie in base all'aumento o all'assenza di melanina o all'associarsi delle due condizioni. Modificazioni del contenuto ematico di un’area cutanea circoscritta sono alla base della formazione delle macchie eritematose che si riscontrano, per esempio, nel morbillo, o delle macchie emorragiche da diffusione di sangue nei tessuti superficiali, dovute a traumi contusivi. In particolare, rientrano in questa categoria petecchie (rotondeggianti e di dimensioni inferiori a 5 mm), ecchimosi (irregolari e di dimensioni superiori a 5 mm), vibici (se lineari) e soffusioni emorragiche (quando interessano ampie zone cutanee). Gli angiomi piani sono macchie malformative (amartomi), determinate da anomalo sviluppo dei vasi sanguigni: popolarmente vengono definiti "voglie" o "macchie di vino".
Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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