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Enciclopedia medica

tessuto osseo


(o endostio), tessuto che forma, insieme a quello cartilagineo, le ossa. È caratterizzato dall’abbondante presenza di sali di calcio, ai quali si debbono la particolare consistenza e quindi le elevate possibilità di prestazioni meccaniche delle ossa. La sostanza fondamentale del tessuto òsseo consiste in un substrato, che forma fasci di fibrille collagene, in cui si trovano gli osteociti, dotati di prolungamenti che scorrono in piccole cavità (lacune ossee) e condotti (canalicoli ossei) ramificati, tra loro anastomizzati. Nelle ossa dell’adulto la sostanza fondamentale è disposta a lamelle (tessuto òsseo lamellare) sovrapposte concentricamente attorno a piccolissimi canali (canali di Havers). I canali, le lamelle e gli osteociti costituiscono gli osteoni, fra i quali si trovano altre lamelle e cellule interstiziali, la cosiddetta breccia dell’osso. In base alla disposizione delle lamelle si possono avere due differenti tipi di tessuto òsseo: quello compatto, caratterizzato da particolare compattezza del sistema lamellare, e quello spugnoso, le cui trabecole ossee si intersecano lasciando interstizi irregolari riempiti di midollo osseo. Nell’osso compatto sono presenti altri piccoli canali (canali di Volkmann) non circondati da lamelle, che percorrono l’osso attraversando i sistemi lamellari. Il tessuto òsseo è rivestito esternamente da una membrana connettivale detta periostio, contenente cellule (osteoblasti) che provvedono all’accrescimento e al costante nutrimento dell’osso. Il canale midollare è rivestito internamente dall’endostio. Vi sono infine gli osteoclasti, posti nelle lacune del tessuto osseo, che hanno la funzione di erodere e rinnovare continuamente la sostanza ossea stessa. Una varietà di tessuto òsseo mineralizzato è la dentina, che costituisce i denti.
Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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