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Enciclopedia medica

vitamina d


COLLEGAMENTI

gruppo di 12 vitamine liposolubili, insensibili al calore e quindi alla cottura, che svolgono l’attività biologica del colecalciferolo (vitamina D3) e del calciferolo (vitamina D2). La D3 è presente nei tessuti animali, la D2 in cibi di origine vegetale. La vitamina D3 si forma nella pelle umana in seguito all’esposizione al sole (radiazioni ultraviolette); le fonti principali sono l’olio di fegato di pesce, il tuorlo d’uovo, il latte e il burro. La vitamina D viene accumulata nel fegato; dal fegato e dal rene viene trasformata in composti più attivi, come il calcitriolo (trasformazione controllata dal paratormone). Influisce favorevolmente sulla calcificazione dell’osso, aumentando l’assorbimento del calcio assunto con la dieta; se il calcio introdotto è abbondante, si può arrivare alla sua deposizione nelle ossa; se è insufficiente, per effetto della vitamina viene mobilizzato dall’osso e immesso nel sangue per mantenere normale la calcemia. L’avitaminosi porta al rachitismonell’infanzia, all’osteomalacia nell’età adulta. Nel primo caso si ha deformazione delle ossa (per la mancata mineralizzazione dell’osso in accrescimento), nel secondo grande fragilità delle ossa (per la diffusa decalcificazione). L’introduzione di vitamina D in notevoli quantitativi può portare a intossicazione, con ipercalcemia, cefalea, nausea, vomito, ipertensione, fino a ritardo della crescita, alopecia e aumento della pressione intracranica. Un adulto, con dieta varia e normale esposizione solare, non necessita di supplementi; nei bambini in accrescimento invece è utile incrementare la dose con latte e burro.
Fonti
Ultima modifica: 25-11-2015

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