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Domanda #39

Ipertrofia prostatica


Pubblicato il: 2016-01-25 13:02:59

Ho 45 anni è mi sono accorto che ho necessità di urinare molto spesso; anni fa durante un’ecografia il medico mi aveva anticipato che avrei sofferto di ipertrofia. Esistono attualmente delle cure da seguire? Che conseguenze porta?

La risposta degli esperti

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo che determina l’aumento di volume della prostata; si manifesta quasi sempre con il frequente bisogno di andare in bagno a fare pipì, che comporta inevitabilmente risvegli, nella notte o la mattina presto.

Chi ne soffre fa fatica nel cominciare a urinare; il getto si fa inoltre discontinuo e meno voluminoso. Il fatto che lei avverta frequente bisogno di urinare, però, non è ancora una diagnosi, soprattutto vista la sua giovane età (solitamente questo disturbo si presenta dopo i 50 anni). Per questo le suggerirei, per prima cosa, di prendere appuntamento con il suo urologo, che certamente saprà inquadrare la situazione ed indirizzarla, eventualmente, verso ulteriori esami specifici. Posso anticiparle, a questo riguardo, che quelli finalizzati a individuare l’ipertrofia prostatica sono l’uroflussometria, pratica indolore e non invasiva che misura il getto dell’urina; l’ecografia addominale, che monitora lo stato di vescica, prostata e reni; e infine la rilevazione del PSA (antigene prostatico specifico), valore che si individua attraverso un esame del sangue, e che è importante anche perché in grado di formulare una diagnosi differenziale e scongiurare la presenza di un eventuale tumore.

Quanto alle cure, nei casi più lievi di ipertrofia prostatica si prescrivono integratori quali il Saw Palmetto o Serenoa Rapens. La cura farmacologica prevede invece la somministrazione di alfalitici, che favoriscono il rilascio di prostata e uretra, e quella dei cinque alfa reduttasi, enzima che interviene sugli equilibri ormonali portando alla riduzione delle dimensioni della prostata. Se la situazione non migliora si può pensare all’intervento chirurgico; la tecnica più spesso utilizzata è la TURP (resezione transuretrale della prostata). Una valida alternativa a questo tipo d’intervento è però rappresentata da quello effettuato con tecnica TULEP, che sfrutta il laser al tullio per asportare la porzione di prostata aumentata. L’intervento con questa tecnica si effettua in regime di day-surgery (si trascorre in ospedale solo la notte che lo segue), ed è consigliabile perché rispetto a quella tradizionale comporta una maggiore sicurezza per i pazienti e tempi di recupero più rapidi.


Ha risposto
Urologia
Risponde il professor Luca Carmignani Responsabile dell'U.O. di Urologia dell'IRCCS Policlinico San Donato di San Donato Milanese (MI) e collabora con la Casa di Cura La Madonnina di Milano.
Ha all'attivo 10.000 interventi chirurgici e si occupa di tutte le patologie legate all'apparato urinario, concentrandosi in modo particolare sulla chirurgia oncologica e l'ipertrofia prostatica.
Utilizza nuove metodiche chirurgiche innovative e poco invasive come la chirurgia endoscopica laser e la laparoscopia robotica.