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ANTINFIAMMATORI INTESTINALI

SALAZOPYRIN EN

100CPR 500MG

PFIZER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

SALAZOPYRIN EN*100CPR 500MG

Principio attivo

SULFASALAZINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE GASTRORESISTENTI

ATC livello 3

ANTINFIAMMATORI INTESTINALI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

14.91


Codice ATC livello 5:
A07EC01

Codice AIC:
12048031


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Colite ulcerosa: nel trattamento della colite ulcerosa di media e lieve gravità, come terapia aggiuntiva nella colite ulcerosa grave. Per la prevenzione delle ricadute della colite ulcerosa. Morbo di Crohn: specialmente nei pazienti con interessamento del colon.

Artrite reumatoide.

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Composizione

Ogni compressa contiene:

Principio attivo: Sulfasalazina mg 500

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Ogni compressa contiene:

Eccipienti: Povidone, Amido di mais, Magnesio stearato, Silice colloidale anidra, Cellulosa acetato ftalato, Glicole propilenico, Cera gialla, Cera carnauba, Macrogol 20.000, Glicerolo monostearato, Talco.

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Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo, ai metaboliti della sulfasalazina o ad uno qualsiasi degli eccipienti così come ai sulfamidici o ai salicilati.

• Insufficienza renale grave con iperazotemia.

• Epatopatie gravi.

• Tendenza accertata alle emorragie.

• Nei bambini sotto i 2 anni.

• All’ultimo stadio di gravidanza e durante il periodo di allattamento, poichè i sulfamidici passano la placenta e vengono escreti nel latte.

• Nei neonati i sulfamidici sono in competizione con la bilirubina nei punti di legame con le proteine plasmatiche e pertanto possono causare ittero grave con eritroblastosi.

• Pazienti con porfiria non devono essere trattati con sulfamidici in quanto possono precipitare un attacco acuto.

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Posologia

La posologia va regolata secondo la gravità della malattia e la tolleranza del paziente al medicinale.

Colite ulcerosa e morbo di Crohn:

inizialmente si consiglia di aumentare gradualmente la dose nei primi due giorni.

Adulti: 2–4 compresse 4 volte al dì.

Bambini: 40–60 mg per chilo di peso corporeo nelle 24 ore. Suddivisi in 3–6 dosi. E’ della massima importanza suddividere equamente le dosi. L’intervallo tra le dosi non deve eccedere le 8 ore durante il periodo notturno.

In casi acuti di colite e diarrea è preferibile cominciare con dosi massive raggiungendo un massimo di 16 compresse nelle 24 ore. In casi di nausea si deve ridurre la dose a metà e sospendere per 2 giorni il trattamento e ricominciare poi con dosi inizialmente ridotte. Il medicinale va somministrato per due settimane: quindi si sospende la cura per una settimana. Il risultato della terapia va controllato con la rettoscopia. Talvolta è necessario continuare il trattamento per parecchi mesi. Anche se la diarrea cessa dopo un paio di giorni, come spesso succede, la cura deve essere continuata fino a che gli esami rettoscopici siano soddisfacenti. In seguito basterà una terapia di mantenimento con dosi ridotte, per es. 4 compresse. Al più piccolo segno di ricaduta si deve aumentare immediatamente la dose.

Artrite reumatoide

Trattamento dell’artrite reumatoide che non ha risposto a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Lo schema posologico raccomandato è il seguente (n. compresse).

Settimana 1^ 2^ 3^ 4^ e successive
cpr mattina   1 1 2
cpr sera 1 1 2 2

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Avvertenze e precauzioni

Prima di iniziare ad assumere le compresse di sulfasalazina e ogni seconda settimana durante i primi tre mesi di terapia, devono essere effettuati un emocromo completo con formula leucocitaria e la valutazione della funzionalità epatica. Nel trimestre successivo al primo, gli stessi test dovranno essere effettuati una volta al mese e in seguito una volta ogni tre mesi, e come da indicazione clinica.

La valutazione della funzionalità renale (compreso l’esame delle urine) deve essere effettuata in tutti i pazienti all’inizio del trattamento e almeno ogni mese per i primi tre mesi di terapia. In seguito i pazienti dovranno essere sottoposti a monitoraggio clinico specifico.

La presenza di sintomi clinici come mal di gola, febbre, pallore, porpora o ittero durante il trattamento con Salazopyrin EN può indicare mielosoppressione, emolisi, o epatotossicità. Il trattamento con Salazopyrin EN deve essere interrotto fino a quando non sono noti i risultati delle analisi del sangue.

Salazopyrin EN non deve essere somministrato nei pazienti con disfunzioni epatiche o renali o con discrasia ematica, a meno che il potenziale beneficio non risulti superiore al rischio.

Salazopyrin EN deve essere somministrato con cautela nei pazienti con allergie gravi o con asma bronchiale.

L’impiego di Salazopyrin EN in bambini affetti da artrite giovanile ad esordio sistemico può comportare la manifestazione di reazioni come malattia da siero; pertanto l’uso di Salazopyrin EN in questi pazienti non è raccomandato.

Salazopyrin EN inibisce l’assorbimento ed il metabolismo dell’acido folico e può pertanto determinare un deficit di acido folico (vedere paragrafo 4.6 Gravidanza e allattamento) che può causare gravi patologie del sistema ematico (quali macrocitosi e pancitopenia).

Pazienti con deficienza della glucosio–6–fosfato deidrogenasi vanno tenuti sotto stretta osservazione per segni di anemia emolitica.

Poiché Salazopyrin EN causa cristalluria e la formazione di calcoli renali, è necessario un’adeguato apporto di liquidi.

Con l’uso di Salazopyrin EN sono state segnalate le seguenti reazioni cutanee potenzialmente letali: sindrome di Stevens–Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN).

I pazienti devono essere informati riguardo i segni e i sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. II più alto rischio di insorgenza di SJS e TEN si ha nelle prime settimane di trattamento.

Se si verificano i sintomi e i segni di SJS e TEN (per esempio rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa) il trattamento con Salazopyrin EN deve essere sospeso.

I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi.

Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di Salazopyrin EN, Salazopyrin EN non deve essere più riutilizzato in questo paziente.

La sulfasalazina può causare una colorazione giallo–arancione dell’urina. E’ stata anche riscontrata una colorazione simile della cute. Per la presenza del derivato salicilico, la terapia concomitante con anticoagulanti richiede un costante controllo medico.

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Interazioni

E’ stato segnalato un ridotto assorbimento di folato e digossina se impiegati contemporaneamente a sulfasalazina. I livelli sierici di digossina sono risultati non terapeutici.

La sulfasalazina può interagire con farmaci per il trattamento del gozzo, con certi diuretici ed ipoglicemizzanti orali.

La sulfasalazina inibisce la tiopurina metiltransferasi (TPMT) e può indurre soppressione del midollo osseo e leucopenia, nei casi in cui viene somministrata insieme a tiopurina, 6–mercaptopurina o al suo profarmaco azatioprina.

La somministrazione concomitante di sulfasalazina e metrotexato per via orale in pazienti affetti da artrite reumatoide non altera la farmacocinetica di questi medicinali. Tuttavia, è stato riportato un aumento dell’incidenza degli eventi avversi gastrointestinali, soprattutto della nausea.

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Effetti indesiderati

I più comuni collaterali effetti indesiderati dovuti al trattamento con sulfasalazina sono: nausea, inappetenza, disturbi gastrici ed occasionalmente lieve aumento della temperatura. Nella maggior parte dei casi il trattamento può essere continuato se la posologia viene diminuita oppure se la somministrazione viene sospesa per alcuni giorni e poi ripresa gradualmente fino a raggiungere i livelli terapeutici. La gastroprotezione consente di migliorare significativamente la tollerabilità di sulfasalazina.

I sulfamidici presentano certe similarità chimiche con alcuni farmaci per il trattamento del gozzo; con certi diuretici (acetazolamide ed i tiazidici) e farmaci ipoglicemizzanti per via orale. La comparsa di gozzo, l’aumento della diuresi ed ipoglicemia si sono manifestate raramente. Una sensibilizzazione crociata può esistere con questi farmaci. Nella valutazione delle complicazioni epatiche ed articolari si deve tener presente che queste sono spesso associate alla colite ulcerosa.

Nei pazienti trattati con Salazopyrin EN sono stati riscontrati i seguenti effetti indesiderati:

Infezioni ed infestazioni: meningite asettica, colite pseudo membranosa.

Patologie del sistema emolinfopoietico: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, anemia con corpuscoli di Heinz, porpora, leucopenia, ipoprotrombinemia, metemoglobinemia, macrocitosi, anemia megaloblastica, pancitopenia, trombocitopenia (vedere paragrafo 4.4, Avvertenze speciali ed opportune precauzioni di impiego).

Disturbi del sistema immunitario: malattia da siero.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: diminuzione dell’appetito.

Disturbi psichiatrici: depressione, insonnia, allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso: vertigini, encefalopatia, emicranie, neuropatia periferica, atassia, convulsioni, lesioni transitorie della colonna vertebrale, mielite trasversa, alterazioni dell’olfatto e del gusto.

Patologie dell’orecchio e del labirinto: tinnito.

Patologie cardiache: pericardite, cianosi, miocardite allergica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: alveolite fibrosa, malattia polmonare interstiziale, infiltrazione eosinofila, tosse, complicazioni polmonari con dispnea.

Patologie gastrointestinali: dolore addominale, stomatite, disfunzioni dell’assorbimento di acido folico, peggioramento della colite ulcerosa, epigastralgia, diarrea, nausea, pancreatite, parotite, vomito.

Patologie epatobiliari: insufficienza epatica, epatite fulminante, epatite (vedere paragrafo 4.4, Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzioni cutanee generalizzate, anafilassi, rash cutaneo con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi tossica, alopecia, eritema, esantema, dermatite esfoliativa, lichen planus, fotosensibilizzazione, prurito, orticaria, infezione congiuntivale o sclerale, edema periorbitale. Gravi reazioni avverse cutanee (SCARs) come la sindrome di Stevens–Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate (vedere paragrafo 4.4). Frequenza: molto rara.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: lupus erimatoso sistemico, sindrome di Sjögren, artralgia, periarterite nodosa

Patologie renali ed urinarie: sindrome nefrotica, nefrite interstiziale, cristalluria (vedere paragrafo 4.4, Avvertenze speciali e precauzioni di impiego), ematuria, proteinuria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: oligospermia reversibile (vedere paragrafo 4.4, Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: edema facciale, febbre, colorazione gialla della pelle e dei liquidi corporei.

Esami diagnostici: induzione di anticorpi, aumento degli enzimi epatici.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Studi sulla riproduzione condotti su ratti e su conigli non hanno evidenziato alcun danno per il feto. I dati pubblicati sull’uso di sulfasalazina nelle donne in gravidanza non hanno evidenziato alcun rischio di teratogenesi. Se la sulfasalazina viene usata durante la gravidanza, la possibilità che si possa verificare un danno fetale sembra essere remota. La sulfasalazina per via orale inibisce l’assorbimento ed il metabolismo dell’acido folico e può pertanto determinare un deficit di acido folico. Poiché la possibilità che vi sia un danno fetale non può essere completamente esclusa, Salazopyrin EN deve essere utilizzato durante la gravidanza solo in caso di effettiva necessità.

Allattamento

Sono stati riscontrati bassi livelli di sulfasalazina e di sulfapiridina nel latte materno. Deve essere usata cautela in particolare nell’allattamento di neonati prematuri o con deficit di glucosio–6–fosfato deidrogenasi (G–6–PD). Nei bambini allattati al seno da madri che assumevano sulfasalazina sono stati riportati casi di sangue nelle feci o diarrea. Nei casi in cui tale esito è stato segnalato, gli episodi di sangue nelle feci o diarrea nei bambini si sono risolti dopo che le madri hanno interrotto la terapia con sulfasalazina.

Fertilità

Negli uomini trattati con Salazopyrin EN si possono verificare oligospermia ed infertilità. Tali effetti sembrano essere reversibili entro 2–3 mesi dalla sospensione del trattamento.

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Conservazione

Da conservarsi a temperatura ambiente ed in luogo asciutto.

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Malattie Collegate: 4

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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