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ANTIMALARICI

PLAQUENIL

25CPR RIV 200MG

SANOFI-AVENTIS SpA

Descrizione prodotto

PLAQUENIL*25CPR RIV 200MG

Principio attivo

IDROXICLOROCHINA SOLFATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIMALARICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

5.07


Codice ATC livello 5:
P01BA02

Codice AIC:
13967031


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

PLAQUENIL è indicato per il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva e cronica, e nel lupus eritematoso (discoide e disseminato).

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Composizione

Una compressa rivestita contiene

Principio attivo: Idrossiclorochina solfato              200         mg

Per gli eccipienti, vedere sez. 6.1.

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Eccipienti

calcio fosfato dibasico, amido di mais, magnesio stearato, (saccarosio, amido, talco, titanio diossido, gomma lacca, gomma arabica, paraffina, paraffina liquida, cera carnauba)

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Controindicazioni

Alterazioni retiniche e del campo visivo attribuibili a composti 4-aminochinolinici;

ipersensibilità al principio attivo e in generale verso i composti 4-aminochinolinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti;

In caso di maculopatie preesistenti;

Le formulazioni dosate a 200 mg sono controindicate in bambini di età inferiore a 6 anni o comunque con peso inferiore a 35 Kg.

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Posologia

Artrite reumatoide: il farmaco agisce per accumulo e sono necessarie alcune settimane perchè si manifestino i primi effetti benefici, mentre lievi disturbi possono presentarsi relativamente presto. Possono essere necessari diversi mesi di cura prima che si possano ottenere gli effetti massimi.

Se un miglioramento obiettivo non si rileva entro sei mesi è opportuno sospendere il trattamento.

Non è stata accertata l’innocuità del farmaco nell’artrite reumatoide giovanile.

Dosaggio iniziale: da 400 a 600 mg al giorno (da 2 a 3 compresse rivestite) somministrati ai pasti o con un bicchiere di latte. In una piccola percentuale di pazienti la comparsa di effetti secondari spiacevoli può richiedere la riduzione della dose iniziale. In seguito, dopo 5-10 giorni, la dose può essere gradualmente elevata fino a raggiungere quella ottimale, spesso senza che si ripresentino gli effetti secondari.

Dose di mantenimento: quando si ottiene una buona risposta terapeutica, di solito tra le 4 e le 12 settimane, la dose viene ridotta a metà, da 200 a 400 mg (1 o 2 compresse rivestite) al giorno. E’ stata descritta una più alta incidenza di retinopatia qualora si superi questa dose.

Se si dovesse presentare una ricaduta dopo l’interruzione della terapia, il farmaco può essere ripreso continuando con una somministrazione intermittente, se non esistono controindicazioni oculari.

I corticosteroidi ed i salicilati possono essere usati di solito a dosi ridotte in associazione a PLAQUENIL o possono essere del tutto sospesi dopo che il farmaco è stato somministrato per parecchie settimane.

Quando è indicata una graduale riduzione della dose di steroidi essa può effettuarsi riducendo ogni 4 o 5 giorni la dose di cortisonico di non oltre 5-15 mg di idrocortisone; di 5-10 mg di prednisolone e di prednisone; di 1-2,5 mg di metilprednisolone; di 1-2 mg di triamcinolone; di 0,25-0,5 mg di desametazone.

Lupus eritematoso: la dose media iniziale è di 400 mg una o due volte al giorno. Questa dose può essere continuata per diverse settimane o mesi in base alla risposta del paziente. Per una terapia di mantenimento spesso basterà una dose più bassa da 200 a 400 mg al giorno.

E’ stata descritta una più alta incidenza di retinopatia quando si supera questa dose di mantenimento.

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Avvertenze e precauzioni

Dopo trattamenti prolungati con dosi elevate di derivati chinolinici sono stati segnalati, in rari casi, disturbi del sistema nervoso periferico. E’ necessario pertanto attenersi alla posologia prescritta. In alcuni pazienti che hanno ricevuto dosi elevate e prolungate di derivati 4-aminochinolinici, per il trattamento dell’artrite reumatoide e del lupus eritematoso, sono state osservate lesioni irreversibili della retina, che si ritengono correlate alla dose.

Quando si prevede una terapia prolungata con PLAQUENIL si deve eseguire inizialmente un esame oculistico approfondito che comprende la determinazione dell’acuità visiva, del campo visivo, della visione dei colori e l’esame del fundus. Questi esami, in seguito, devono venire ripetuti almeno una volta all’anno.

La tossicità retinica è in gran parte in rapporto alla dose. Il rischio di danno retinico è lieve fino alla dose giornaliera di 6,5 mg/kg. Superare la dose giornaliera raccomandata aumenta decisamente il rischio di tossicità retinica.

Questi esami devono venire ripetuti più frequentemente e devono essere adattati al singolo paziente, nelle seguenti situazioni:

dosaggio giornaliero superiore a 6,5 mg/kg di peso ideale (soggetto magro): fare riferimento al peso corporeo ideale (quello del soggetto magro), l’impiego del peso corporeo assoluto potrebbe portare a un sovradosaggio nell’obeso;

insufficienza renale;

dose cumulativa superiore a 200 g;

soggetto anziano;

acuità visiva diminuita.

Se si rilevano segni di alterazioni dell’acuità visiva, del campo visivo, della visione dei colori e delle zone maculari della retina - quali alterazioni del pigmento, perdita del riflesso foveale - o qualsiasi sintomo visivo che non sia completamente spiegabile con difficoltà di accomodazione od opacità corneale, bisogna sospendere immediatamente il farmaco ed il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione per scoprire una eventuale progressione delle alterazioni. Le lesioni retiniche (e i disturbi della vista) possono aggravarsi anche dopo la sospensione del trattamento.

I metodi consigliati per una diagnosi precoce di “retinopatia da clorochina” sono:

l’esame fondoscopico della macula alla ricerca di minime alterazioni pigmentarie o di perdite del riflesso foveale;

l’esame del campo visivo centrale con un piccolo oggetto rosso per scoprire uno scotoma pericentrale o paracentrale o per determinare la soglia retinica per il rosso. Anche qualsiasi sintomo visivo non spiegato quali lampi o raggi di luce, deve essere guardato con sospetto come possibile manifestazione di retinopatia.

Usare particolare cautela nei pazienti con insufficienza epatica o renale: può essere necessario ridurre la dose in questi pazienti come in coloro che assumono farmaci che hanno effetto su tali organi.

È necessario usare particolare cautela anche in: pazienti con disturbi gastrointestinali, neurologici o ematologici; pazienti con ipersensibilità alla chinina; in caso di deficit della glucosio-6-fosfato deidrogenasi, di porfiria e di psoriasi.

Nei pazienti in terapia a lungo termine si raccomanda di verificare periodicamente i parametri dell’esame emocrocitometrico completo e di sospendere la somministrazione dell’idrossiclorochina se compaiono anomalie.

I bambini più piccoli sono particolarmente sensibili agli effetti tossici delle 4-aminochinoline; è pertanto necessario che i pazienti vengano avvertiti sulla necessità di conservare l’idrossiclorochina fuori della portata dei bambini.

Tutti i pazienti in trattamento prolungato con PLAQUENIL devono essere periodicamente sottoposti ad un esame comprendente l’esame dei riflessi rotuleo ed achilleo, allo scopo di evidenziare qualsiasi segno di astenia muscolare. Qualora si manifesti astenia muscolare sospendere il farmaco.

Nel trattamento dell’artrite reumatoide se non si rileva un obiettivo miglioramento entro sei mesi è opportuno sospendere la terapia.

Non è stata stabilita la sicurezza d’impiego di PLAQUENIL nell’artrite reumatoide giovanile.

Poichè PLAQUENIL può provocare reazioni dermatologiche, se ne dovrà far uso con cautela nei pazienti ai quali vengono somministrati farmaci dotati di tendenza significativa a provocare dermatiti.

Medicinale contenente lattosio quindi non è adatto per i soggetti con intolleranza ereditaria al fruttosio, sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi.

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Interazioni

Esiste la possibilità di interazioni con il fenilbutazone o con altri farmaci che abbiano tendenza a provocare dermatiti e con preparati notoriamente epatotossici.

La somministrazione contemporanea di idrossiclorochina e digossina può determinare un aumento dei livelli ematici della digossina: è necessario pertanto monitorare strettamente la digossinemia nei pazienti trattati con tale combinazione di farmaci.

Poiché l’idrossiclorochina può aumentare gli effetti di un trattamento ipoglicemico è necessario diminuire le dosi di insulina o dei farmaci antidiabetici in generale.

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Effetti indesiderati

Effetti oculari:

Possono presentarsi, ma è raro, retinopatia con modifiche della pigmentazione e difetti del campo visivo. Nella sua forma iniziale, la retinopatia sembra reversibile con l’interruzione della terapia con idrossiclorochina. Se ha la possibilità di svilupparsi, il rischio di progressione è possibile, anche dopo la fine del trattamento. I pazienti con modifiche a livello della retina possono essere inizialmente asintomatici, o possono avere visione scotomatosa con anello paracentrale e pericentrale e scotomi temporali.

Sono state segnalate modifiche corneali che comprendono edema e opacità, che possono essere o asintomatiche o possono causare disturbi come aloni, offuscamento della vista o fotofobia. Questi segni e sintomi possono essere transitori o reversibili dopo l’interruzione del trattamento.

Può anche presentarsi offuscamento della vista, dovuto a disturbi dell’accomodamento, che sono dose dipendenti e reversibili.

Effetti dermatologici:

Talvolta si verificano rash cutanei; pigmentazione della cute e delle mucose, prurito, incanutimento dei capelli, alopecia. Tali effetti si risolvono prontamente interrompendo il trattamento.

Sono state segnalate eruzioni cutanee, (urticarioidi, morbilliformi, lichenoidi, maculopapulari, porpora, eritema circinato centrifugo) eruzioni bollose, compresi casi rarissimi di eritema multiforme e di sindrome di Stevens-Johnson, fotosensibilità e casi isolati di dermatite esfoliativa.

Casi molto rari di esantema acuto pustoloso generalizzato da distinguere dalla psoriasi anche se l’idrossiclorochina può aggravare attacchi di psoriasi. Contemporaneamente si può avere febbre e iperleucocitosi. La prognosi è generalmente favorevole dopo sospensione del trattamento.

Effetti gastrointestinali:

Anoressia, nausea, diarrea, crampi addominali e raramente vomito. Questi sintomi si risolvono rapidamente riducendo la dose o interrompendo il trattamento.

Effetti sul S.N.C.:

Irritabilità, nervosismo, alterazioni emotive, incubi, psicosi, cefalea, vertigini, capogiri, tinnito, perdita dell’udito, nistagmo, sordità nervosa, convulsioni, atassia.

Effetti neuromuscolari:

Sono state riscontrate miopatia muscoloscheletrica o neuromiopatie che portano a progressiva debolezza e atrofia dei gruppi muscolari prossimali. La miopatia può essere reversibile dopo sospensione del trattamento, ma la guarigione può richiedere molti mesi.

Sono stati osservati disturbi minori del sensorio, depressione dei riflessi tendinei e conduzione nervosa anomala.

Effetti cardiovascolari:

Raramente è stata riscontrata cardiomiopatia.

Si deve sospettare l’esistenza di effetti da tossicità cronica quando si evidenziano disordini di conduzione (blocco di branca/blocco atrio-ventricolare) così come ipertrofia biventricolare. La sospensione del trattamento può portare a guarigione.

Effetti ematologici:

Raramente sono stati segnalati casi di depressione midollare (anemia aplastica, agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia).

Emolisi in soggetti con deficit di G6P-DH.

L’idrossiclorochina può aggravare la porfiria.

Effetti epatici:

Sono stati segnalati casi isolati di anomalie nei test di funzionalità epatica e sono stati pubblicati pochi casi di collasso epatico fulminante.

Altri effetti:

Perdita di peso, stanchezza, psoriasi non sensibile alla luce.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

L’idrossiclorochina attraversa la placenta. I dati relativi all’uso dell’idrossiclorochina durante la gravidanza sono limitati. Si deve notare che dopo somministrazione di derivati 4-aminochinolinici a dosi terapeutiche sono stati osservati effetti collaterali a carico del Sistema Nervoso Centrale, quali ototossicità (tossicità uditiva e vestibolare, sordità congenita), emorragie retiniche e pigmentazione retinica anomala.

L’idrossiclorochina deve essere evitata in gravidanza, a meno che, a giudizio del medico, i potenziali benefici superino i possibili rischi.

Allattamento:

Attenzione particolare deve venire prestata in caso di allattamento da parte di pazienti in trattamento con idrossiclorochina, poichè il farmaco viene escreto in piccole quantità nel latte materno ed in considerazione del fatto che il bambino è molto sensibile agli effetti tossici della 4-aminochinolina.

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Conservazione

Nessuna.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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