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ANTIBIOTICI CITOTOSSICI E SOSTANZE CORRELATE

MITOMYCIN C

INIET 1FL 10MG

PROSTRAKAN Srl

Descrizione prodotto

MITOMYCIN C*INIET 1FL 10MG

Principio attivo

MITOMICINA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIBIOTICI CITOTOSSICI E SOSTANZE CORRELATE

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

37.19


Codice ATC livello 5:
L01DC03

Codice AIC:
16766026


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

La mitomicina C è raccomandata per la terapia di alcuni tipi di neoplasie sia da sola, sia associata con altri farmaci o dopo che il protocollo terapeutico di elezione ha fallito. Il farmaco è stato impiegato con successo nel tentativo di migliorare la sintomatologia soggettiva ed oggettiva di un gran numero di neoplasie, compresi i carcinomi gastrici, pancreatici, uterini e della mammella; l’adenocarcinoma polmonare; la carcinosi peritoneale; i tumori del colon, della vescica, del retto e della cute. Inoltre è stato impiegato con qualche successo nei sarcomi, negli epatocarcinomi, nelle leucemie acute e croniche e nel morbo di Hodgkin.

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Composizione

MITOMYCIN-C 10 mg - polvere per soluzione iniettabile

Ogni flacone contiene:

Principio attivo: Mitomicina C 10 mg

MITOMYCIN-C 40 mg - polvere per soluzione iniettabile

Ogni flacone contiene:

Principio attivo: Mitomicina C 40 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cloruro di sodio.

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Controindicazioni

L’impiego della mitomicina C è controindicato nei pazienti che hanno in precedenza dimostrato ipersensibilità al principio attivo, ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti e nei pazienti con trombocitopenia, coagulopatie o un’aumentata tendenza ad emorragie secondaria ad altre cause.

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Posologia

Mitomycin-C può essere impiegato sia per via sistemica (endovenosa) che per uso locale.

La dose deve essere adattata in relazione all’età e alle condizioni generali del paziente.

Somministrazione per via sistemica (endovenosa):

la dose abituale è compresa tra i 4 e i 15 mg/m² a intervalli di 1-6 settimane, in relazione anche ad un eventuale impiego in polichemioterapia e alla crasi ematica.

È spesso richiesta una dose totale di mitomicina C compresa tra 40 e 80 mg/m² per ottenere una risposta soddisfacente quando il farmaco è impiegato in mono o in polichemioterapia.

Può essere impiegata una dose superiore se la mitomicina C è impiegata da sola. Il farmaco può anche essere somministrato quotidianamente (1-2 mg/die).

Per le iniezioni endovenose il prodotto va disciolto in acqua sterile per preparazioni iniettabili (circa 20 ml per la preparazione "da 10 mg" e 80 ml per la preparazione "da 40 mg").

Se la somministrazione viene effettuata per infusione endovenosa il prodotto può anche essere disciolto in soluzione glucosata al 20%.

Somministrazione locale:

infusione intraarteriosa (2-4 mg ogni giorno, oppure 10-30 mg in bolo unico).

Infusione in cavo pleurico e peritoneale (2-10 mg/die).

Infusione endovescicale (vengono instillati in vescica attraverso un catetere uretrale 10-40 mg di mitomicina C una, due o anche tre volte alla settimana o ogni due o quattro settimane, per un totale di 15-20 instillazioni, sia per la terapia dei tumori vescicali che nella profilassi di recidive delle neoplasie vescicali).

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Avvertenze e precauzioni

La mitomicina C dovrebbe essere somministrata sotto la supervisione di un medico-chemioterapista. I pazienti devono essere accuratamente controllati durante ogni ciclo terapeutico, facendo particolare attenzione all’emocromo, piastrine incluse, poiché potrebbero verificarsi gravi reazioni avverse come depressione del midollo osseo. Se si osserva qualsiasi anormalità occorre prendere appropriate misure come la riduzione della dose o la sospensione del trattamento.

La mitomicina C va impiegata con grande cautela nei pazienti:

- in mediocri condizioni generali;

- sottoposti a grave intervento chirurgico;

- epato- e nefropatici;

- affetti da mielodepressione (la somministrazione del medicinale potrebbe esacerbare la mielodepressione);

- con infezioni complicate (la somministrazione del medicinale potrebbe aggravare le infezioni dovute a depressione del midollo osseo);

- affetti da varicella (si potrebbero determinare disordini sistemici fatali).

Il prodotto, come del resto la maggior parte dei farmaci antitumorali, ha dimostrato proprietà cancerogena negli animali in particolari condizioni sperimentali.

La comparsa di reazioni di ipersensibilità comporta l’immediata interruzione del trattamento.

L’uso del medicinale nel lungo periodo potrebbe aumentare e protrarre nel tempo le reazioni avverse.

È richiesta speciale precauzione per il possibile manifestarsi o aggravarsi di infezioni o tendenza a emorragie.

Occorre prendere precauzioni a causa del possibile manifestarsi di leucemia acuta o sindrome mielodisplastica (MDS) in pazienti trattati con Mitomycin C ed altri agenti antineoplastici.

Mitomycin C deve essere somministrata con cautela ai bambini prestando particolare attenzione al manifestarsi di reazioni avverse. In caso di somministrazione a bambini e adulti in età fertile occorre considerare i potenziali effetti del medicinale sulle gonadi.

La iniezione endovenosa di mitomicina C deve essere effettuata con la massima attenzione, particolarmente quando si prepara la soluzione e si scelgono la sede e il metodo dell’iniezione, che va effettuata nel modo più lento possibile poiché in rare occasioni si possono manifestare dolori vascolari e tromboflebite.

L’infusione deve essere effettuata con la maggiore cautela possibile. Se la soluzione di mitomicina C è somministrata fuori vena si può avere indurimento o necrosi nella sede dell’iniezione.

In caso di stravaso di mitomicina C si raccomanda di infiltrare immediatamente l’area interessata con 5 ml di una soluzione di sodio bicarbonato all’8,4% e con la successiva iniezione di 4 mg di desametasone. Inoltre possono essere somministrati per via parenterale 200 mg di vitamina B6 così da favorire la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Chi pratica l’iniezione endovenosa di mitomicina C deve evitare che la soluzione venga a contatto con la propria cute.

La somministrazione intrarteriale può causare disturbi della cute come ulcera, indurimento, dolore, rossore, eritema, vesciche ed erosione della parte coinvolta che può comportare necrosi della cute e necrosi muscolare. Nel caso si manifestino questi sintomi occorre interrompere la somministrazione del medicinale e prendere le opportune precauzioni.

A seguito della somministrazione del medicinale nella arteria epatica possono manifestarsi soprattutto biloma, colangite (anche sclerosante) e necrosi del dotto biliare.

Nella somministrazione nell’arteria epatica, si deve stabilire tramite mezzi di indagine fotografica o altri la localizzazione della parte terminale del catetere e dell’area di distribuzione del medicinale, prestando attenzione alla possibile deviazione del catetere o al modificarsi della quantità di infusione, poiché l’afflusso della soluzione in altri siti, diversi da quelli mirati, può causare ulcera gastroduodenale, emorragie, perforazione, ecc.

Nel caso si sviluppino questi sintomi occorre interrompere la somministrazione del medicinale e prendere opportuni provvedimenti.

Poiché la somministrazione intravescicale può causare la contrazione della vescica, sono stati riportati casi di calcinosi, disuria e poliuria, perforazione della vescica, necrosi della vescica e necrosi del pene.

Mitomycin C deve essere pertanto iniettata con cautela.

Poiché l’efficacia di Mitomycin C può essere ridotta con l’utilizzo di una soluzione per la ricostituzione a basso pH, si raccomanda di utilizzare la soluzione subito dopo la ricostituzione. Inoltre si raccomanda di evitare miscele con altre soluzioni iniettabili a basso pH.

Non utilizzare il farmaco oltre la data di scadenza riportata sulla confezione.

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Interazioni

Farmaci citostatici, CAF, fenilbutazone, fenitoina, pirazolinici: aumento della tossicità della mitomicina C (mielodepressione); adriamicina: aumento della tossicità dell’adriamicina (cardiotossicità); l’inattivazione epatica della mitomicina C è potenziata da: vit. B2 B6 C; cisteina, inosina, ATP, TPNH, DPN; sodio iposolfito.

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Effetti indesiderati

La principale manifestazione tossica della mitomicina C è la mielodepressione, particolarmente trombocitopenia e leucopenia. Solitamente la mielodepressione raggiunge il massimo circa quattro settimane dopo il trattamento e l’effetto tossico è cumulativo, con un rischio aumentato dopo ogni ciclo terapeutico.

Questo non dovrebbe essere ripetuto finché la conta leucocitaria non è superiore a 4000/ml e quella piastrinica a 75.000/ml.

Se la neoplasia continua a progredire dopo due cicli terapeutici, il farmaco deve essere sospeso dato che le possibilità di risposta sono in tal caso assai scarse.

Lesioni ulcerative locali e processi infiammatori cellulari possono essere causati dallo stravaso del farmaco durante l’esecuzione dell’endovenosa: si raccomanda la massima attenzione durante la somministrazione.

Gli eventi avversi correlati al trattamento sono:

Patologie del sistema emolinfopoietico:

mielodepressione, pancitopenia, leucopenia, neutropenia, granulocitopenia, neutropenia febbrile,trombocitopenia, eritropenia,anemia, anemia emolitica, sindrome emolitica uremica, trombosi, porpora trombocitopenica, emorragie.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

malattia polmonare interstiziale, fibrosi polmonare, broncospasmo, pneumoniti, tosse.

Patologie gastrointestinali:

nausea, vomito, diarrea, costipazione, disturbi addominali, stomatiti.

Patologie renali e urinarie:

insufficienza renale acuta, disturbi renali, cistiti, ematuria, proteinuria

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

rash, eritema, prurito, alopecia.

Patologie del metabolismo e della nutrizione:

anoressia, perdita di peso.

Infezioni ed infestazioni:

infezioni batteriche, virali o fungine a localizzazione varia, da lievi a moderate e di solito reversibili con appropriato trattamento. Sono stati riportati sepsi e shock settico.

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi):

sindrome mielodisplastica, leucemia acuta mieloide, leucemia acuta.

Patologie vascolari:

vampate di calore, ipertensione.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

febbre, raffreddamento, malessere, flebite nel sito di iniezione, edema.

Disturbi del sistema immunitario:

ipersensibilità, shock anafilattico, reazione anafilattoide, eosinofilia, sudorazione, abbassamento della pressione sanguigna, dispnea.

Patologie epatobiliari:

disturbi epatici del sistema parenchimatico, colecistiti e ittero.

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Gravidanza e allattamento

La mitomicina C non dovrebbe essere somministrata a pazienti gravide o donne che allattano.

Non è noto se la mitomicina C può compromettere la fertilità.

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Conservazione

Conservare al di sotto di 25 ° C e al riparo dalla luce diretta.

Dopo che la mitomicina C è stata posta in soluzione con acqua sterile per preparazioni iniettabili, è preferibile impiegare il farmaco entro 6 ore. Se è necessario conservare la soluzione, questa va mantenuta al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa fra 2 e 6 °C; in questo modo il prodotto è stabile per un periodo di 6 giorni.

Se aggiunta a liquidi per infusione, la soluzione risultante va impiegata immediatamente.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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