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CORTICOSTEROIDI, ASSOCIAZIONI CON ANTIBIOTICI

DERMAFLOGIL

CREMA 30G

NCSN FARMACEUTICI Srl

Descrizione prodotto

DERMAFLOGIL*CREMA 30G

Principio attivo

DIFLUCORTOLONE VALERATO/KANAMICINA SOLFATO

Forma farmaceutica

CREMA

ATC livello 3

CORTICOSTEROIDI, ASSOCIAZIONI CON ANTIBIOTICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

14.90


Codice ATC livello 5:
D07CC

Codice AIC:
18060107


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Affezioni flogistiche della cute o del derma, di origine allergica, batterica, micotica o mista, in fase acuta o cronica, sensibili ai corticosteroidi. Dermatiti varie (eczema o dermatite da contatto - eczema volgare - eczema nummulare - eczema anale - eczema seborroico - eczema dei bambini - eczema disidrosico - psoriasi - piodermiti - follicoliti - epidermodermiti - impetigine - ustioni) accompagnate da sovrinfezioni o con immediato rischio di sovrinfezione.

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Composizione

g 100 di crema contengono:

Principi attivi:

Diflucortolone valerato                 g                 0,10

Kanamicina solfato                       g                 3,00

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Eccipienti

Estere poliglicolico di acidi grassi (Xalifin-15-Vevy), lidocaina cloridrato, disodio edetato, metile p-idrossibenzoato, essenza limone, acqua depurata   

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Controindicazioni

Ipersensibilità nota ed accertata verso uno o più componenti della specialità. L'impiego del preparato è controindicato quando siano presenti processi di tubercolosi cutaneo e/o virosi, pustole vacciniche da vaiolo e da varicella, herpes, acne rosacea, ulcere cutanee.

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Posologia

Secondo prescrizione medica. Applicazioni locali sulla zona interessata, 2-4 volte al giorno. Con il migliorare dei sintomi, le applicazioni verranno opportunamente ridotte, secondo il giudizio del medico.

Spalmare la crema, in strato sottile, sulla zona da trattare, frizionare leggermente.

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Avvertenze e precauzioni

La specialità non è per uso oftalmico. Lattanti e bambini della prima infanzia, dovrebbero essere trattati per periodi di tempo contenuti entro le tre settimane. In special modo, se la zona interessata alla terapia è soggetta all'impiego dei pannolini, bisogna tenere presente che questi possono fungere da bendaggio occlusivo.

Nel caso in cui sia necessario impiegare medicazioni con bendaggio occlusivo, la durata di questo tipo di trattamento, dovrà essere, di volta in volta, stabilita dal medico curante; di norma, comunque, non deve superare i due giorni, al fine di escludere la possibilità di alterazioni della omeostasi. Il bendaggio occlusivo potrà essere, eventualmente, ripetuto; è tuttavia da sconsigliare nei casi in cui sia accertato, o in via di accertamento, un processo infettivo. Nel caso in cui si presenti la necessità di procedere al trattamento su zone estese sarà opportuno procedere alla determinazione di aree ridotte da trattare, una alla volta, in tempi successivi.

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Interazioni

Non ne sono state segnalate, in letteratura ed in pratica clinica.

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati o sistemici sono assai rari a causa dei bassi dosaggi impiegati. La loro comparsa, tuttavia può essere favorita dalla terapia occlusiva o quando vengono trattate zone cutanee estese con dosi elevate o per periodi di tempo prolungati. Si tratta, in questi casi, dei disturbi classici della cortico o della antibiotico terapia, in forma lieve e reversibile. Localmente, possono verificarsi: senso di bruciore, irritazione, secchezza della cute, follicoliti, eruzioni acneiche, ipertricosi, ipopigmentazione, atrofia cutanea. La comparsa delle sopra elencate reazioni richiede l'interruzione del trattamento e, ove del caso, la istituzione di idonea terapia. Altrettanto dicasi in caso di sviluppo di microrganismi non sensibili, compresi i funghi, il che può determinarsi a seguito dell'uso prolungato dell'antibiotico. L'uso eccessivo del prodotto, per durata del trattamento, o per estensione delle zone trattate, può determinare fenomeni generali da assorbimento sistemico (sindrome di Cushing, inibizione dell'asse ipofisi-surrene), specialmente in soggetti con insufficienza renale o trattati con altri farmaci lesivi della funzionalità renale.

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Gravidanza e allattamento

L'applicazione cutanea di corticosteroidi ad animali da laboratorio in corso di gravidanza, può indurre la comparsa di malformazioni fetali. La correlabilità di tali referti all'impiego in terapia umana non è dimostrata. Tuttavia, nel primo trimestre di gravidanza, è opportuno non impiegare preparati corticosteroidei per l'impiego locale, in elevate quantità o per lunghi periodi, limitandosi ai casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

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Conservazione

Il prodotto va conservato secondo le norme consuete per le specialità medicinali.

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Malattie Collegate: 4

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
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Ultima modifica: 19-09-2013
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