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ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

VINCRISTINA

IV FL 1MG 1ML

CRINOS SpA

Descrizione prodotto

VINCRISTINA*IV FL 1MG 1ML

Principio attivo

VINCRISTINA SOLFATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

11.23


Codice ATC livello 5:
L01CA02

Codice AIC:
20782037


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Vincristina® può essere impiegata sia in monoterapia che in associazione con altri agenti oncolitici per il trattamento delle seguenti condizioni patologiche: leucemie acute; linfomi maligni, tra i quali il morbo di Hodgkin, il linfosarcoma ed il reticolosarcoma; altre neoplasie come il neuroblastoma, il tumore di Wilms ed il rabdomiosarcoma.

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Composizione

Ogni flacone di prodotto contiene:

Principio attivo

Vincristina solfato 1 mg

Per gli eccipienti vedere sez. 6.1

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Eccipienti

Metil parabeni e propil parabeni, mannitolo, acido acetico e sodio acetato, acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza e allattamento. Non deve essere somministrata per via intratecale.

La somministrazione intratecale di solfato di vincristina abitualmente causa la morte del paziente.

Forma demielinizzante della malattia di Charcot-Marie-Tooth.

Non dovrebbe essere somministrata a pazienti con infezioni batteriche in atto.

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Posologia

Si deve porre particolare attenzione nel calcolare e nel somministrare la dose di Vincristina® perché il sovradosaggio può avere conseguenze molto gravi o mortali.

Il farmaco si somministra per via endovenosa ad intervalli settimanali.

Nei bambini la dose normale di Vincristina® è di 2 mg/m² . Nei bambini di peso uguale o inferiore a 10 kg la dose iniziale deve essere di 0.05 mg/kg in somministrazione unica settimanale.

Negli adulti la dose normale è di 1.4 mg/m² . Una riduzione del 50% della dose di Vincristina® viene raccomandata nei pazienti con valori di bilirubina diretta superiore a 3 mg/100 ml. Vincristina® non deve essere somministrato a pazienti che ricevono radioterapia che includa l'area epatica.

Somministrando Vincristina® in combinazione con la L-asparaginasi, Vincristina® deve essere somministrato da 12 a 24 ore prima dell'enzima, al fine di minimizzare la tossicità acuta. La somministrazione di L-asparaginasi effettuata prima di quella di Vincristina® può ridurne la clearance epatica.

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Avvertenze e precauzioni

Vincristina® deve essere impiegato esclusivamente per via endovenosa. Deve essere inoltre iniettatoda personale esperto nella somministrazione di Vincristina solfato.

La somministrazione intratecale di solfato di Vincristina abitualmente causa la morte del paziente.

Le siringhe contenenti Vincristina® e preparate estemporaneamente dal personale devono essereetichettate con la seguente scritta: “Non rimuovere la protezione fino al momento dell’iniezione. La somministrazione intratecale è fatale. Solo per uso endovenoso”

Il prodotto, come del resto la maggior parte dei farmaci antitumorali e immunosoprressori, ha dimostrato proprietà cancerogene negli animali in particolari condizioni sperimentali. Quanto sono presenti Leucopenia o complicazioni infettive, la somministrazione di una seconda dose di Vincristina® richiede molta cautela.

Nei casi in cui il sistema nervoso centrale è interessato dal processo leucemico, ed in considerazione del fatto che Vincristina® non oltrepassa in maniera adeguata la barriera ematoencefalica, può essere necessario ricorrere ad associazioni con altri farmaci o schemi di terapia.

Particolare attenzione deve essere prestata ai dosaggi ed agli effetti neurologici che possono manifestarsi quando Vincristina® viene somministrata a pazienti con preesistenti malattie neuromuscolari e quando vengono impiegati altri farmaci dotati di potenziale neurotossicità

Trattamento di emergenza per accidentale somministrazione intratecale

In questi casi, l'immediata rimozione del liquido spinale ed il lavaggio con soluzione di Ringer Lattato o con altre soluzioni non sono state sufficienti a prevenire la paralisi ascendente ed il decesso del paziente.

Dopo accidentale somministrazione intratecale, è richiesto un immediato intervento neurochirurgico allo scopo di impedire che la paralisi ascendente porti a morte. In un ristretto numero di pazienti, la paralisi che metta in pericolo la vita e la successiva morte fu scongiurata ma ebbe come conseguenza gravissime sequele neurologiche e, in seguito, una guarigione limitata.

Con riferimento a casi pubblicati sul trattamento di sopravvivenza effettuato, se vincristina solfato viene erroneamente somministrato per via intratecale, il seguente trattamento deve essere iniziato immediatamentedopo l’iniezione

Rimozione della maggior quantità possibile di liquido spinale attraverso l’accesso lombare.

Posizionamento di un catetere epidurale nello spazio subaracnoideo attraverso lo spazio intervertebrale al di sopra dell’accesso lombare iniziale ed irrigazione del liquido spinale con soluzione Ringer Lattato

E’ richiesto del plasma fresco congelato e, quanto prima possibile, 25 ml devono essere aggiunti per ogni litro di soluzione Ringer Lattato.

Inserzione di un drenaggio intraventricolare o di un catetere da parte di un neurochirurgo e continuazione dell’irrigazione del liquido spinale con rimozione del liquido attraverso l’accesso lombare collegato ad un sistema di drenaggio chiuso. La soluzione Ringer Lattato deve essere somministrata mediante infusione continua alla velocità di 150 ml/h, oppure ad una velocità di 75 ml/h quando è stato aggiunto, come già detto, del plasma fresco congelato.

La velocità di infusione deve essere aggiustata in modo tale da mantenere nel liquido spinale una concentrazione proteica pari a 150 mg/dl.

Quantunque possano non essere essenziali, in aggiunta sono state attuate anche le seguenti misure: sono stati somministrati 10 g di acido glutammico per via endovenosa nell’arco delle 24 ore seguiti da 500 mg tre volte al giorno per via orale per 1 mese.

Acido folinico per via endovenosa è stato somministrato inizialmente come bolo di 100 mg, poi infuso ad una velocità di 25 mg/h per 24 ore, quindi somministrato in boli di 25 mg ogni 6 ore per la durata di una settimana.

La piridossina è stata somministrata da dosi di 50 mg ogni 8 ore mediante infusione endovenosa della durata di oltre 30 minuti.

Non sono chiari i loro ruoli nel determinare una riduzione della neurotossicità.

E' estremamente importante che l'ago od il catetere endovenoso siano correttamente posizionati prima della somministrazione di Vincristina® Lo stravaso del farmaco nei tessuti può essere irritante. Se ciò si verificasse, l'iniezione deve essere interrotta immediatamente e la parte rimanente della dose deve essere iniettata in un'altra vena. Una infiltrazione locale con jaluronidasi e l'applicazione di impacchi caldi nella zona del versamento possono favorire la dispersione del farmaco, minimizzare il fastidio e la possibilità di una flogosi del tessuto sottocutaneo.

E' necessario fare la massima attenzione per evitare la contaminazione degli occhi con le concentrazioni di Vincristina® impiegate per uso clinico. In caso di contaminazione accidentale si può verificare irritazione grave e, se il farmaco è stato somministrato sotto pressione, anche delle ulcerazioni corneali. L'occhio deve essere lavato immediatamente ed in modo completo.

Poiché il fattore limitante la dose è rappresentato dalla neurotossicità, è necessario valutare con molta attenzione gli eventuali segni clinici idonei ad evidenziarla.

Le manifestazioni neurotossiche sono dose-correlate.

In alcuni soggetti, a seguito della somministrazione di Vincristina® si può avere riduzione delle piastrine e dei leucociti, particolarmente in quei casi in cui terapie precedenti abbiano già ridotto la funzionalità midollare. Pertanto è necessario eseguire una conta leucocitaria prima di ogni dose.

Iperuricemia può manifestarsi acutamente nel corso della remissione indotta di una leucemia acuta: i livelli uricemici debbono essere determinati frequentemente durante le prime tre o quattro settimane di trattamento, in modo da evitare una nefropatia urica.

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Interazioni

E' stato riportato che la contemporanea somministrazione orale od endovenosa di fenitoina e combinazioni di polichemioterapia includenti Vincristina® riducono i livelli plasmatici dell'anticonvulsivante e diminuiscono la soglia per le convulsioni. L'aggiustamento del dosaggio dovrebbe essere basato sul monitoraggio dei livelli plasmatici di fenitoina. Il contributo della Vincristina® a questa interazione non è certo. L'interazione può essere spiegata da un ridotto assorbimento della fenitoina e da un suo aumentato metabolismo ed eliminazione.

Nei soggetti trattati in combinazione con la Mitomicina C, si sono manifestati casi di dispnea e di broncospasmo grave (vedi effetti indesiderati). Queste reazioni possono verificarsi da pochi minuti ad alcune ore dopo la somministrazione di Vincristina® e fino a 2 settimane dopo quella della Mitomicina C.

Può verificarsi una dispnea progressiva che richiede una terapia a lungo termine. Vincristina® non dovrebbe essere più somministrato.

Nel caso in cui il farmaco venga iniettato attraverso il deflussore di una fleboclisi, bisogna fare molta attenzione che i liquidi non modifichino il pH della soluzione al di fuori dei valori di 3,5 e 5,5.

Pertanto, Vincristina® non deve essere miscelata con nessun altro liquido eccetto che la soluzione fisiologica o glucosata.

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Effetti indesiderati

Le reazioni avverse che si manifestano nel corso della somministrazione di Vincristina® sono in genere reversibili e direttamente proporzionali alla dose.

Tra le manifestazioni più comuni vi è l'alopecia; tra quelle più fastidiose, sono i disturbi neuromuscolari. Somministrando Vincristina® in dosi uniche settimanali, le reazioni avverse (leucopenia, dolori neuritici, stitichezza) sono di breve durata (meno di sette giorni) e diminuiscono o scompaiono riducendo la dose. Invece esse tendono ad aumentare somministrando la stessa dose in modo frazionato.

Gli altri sintomi (alopecia, perdita della sensibilità, parestesie, difficoltà alla deambulazione, andatura steppante, atassia, perdita dei riflessi tendinei profondi ed atrofie muscolari) possono persistere più a lungo ed eventualmente durare per tutta la terapia però tendono a scomparire circa sei settimane dopo la sospensione della terapia. La disfunzione sensorio-motoria generalizzata può aggravarsi continuando il trattamento.

Ipersensibilità.

Casi rari di reazioni di tipo allergico quali anafilassi, rash ed edema correlabili a Vincristina® sono stati osservati in pazienti trattati con regimi polichemioterapici contenenti Vincristina®

Manifestazioni neuromuscolari: Gli effetti indesiderati a carico del sistema neuro-muscolare si sviluppano frequentemente seguendo una sequenza caratteristica. Inizialmente si manifestano soltanto ipoestesie e parestesie. Con la prosecuzione del trattamento possono apparire dolori neuritici ed ancora più tardi difficoltà motorie, perdita dei riflessi tendinei profondi, paralisi flaccida dei piedi, atassia e manifestazioni a carico dei nervi cranici, tra cui paresi isolate e/o in particolare paralisi della muscolatura, che possono verificarsi in qualsiasi distretto anche in assenza di un'insufficienza motoria. La muscolatura extraoculare e laringea sono i distretti più frequentemente interessati. Sono stati riportati inoltre dolori mascellari, faringei, della ghiandola parotide, ossei, lombari, degli arti, muscolari, anche gravi. Non esistono farmaci od altre sostanze che possano di per sé prevenire od ovviare alla sintomatologia neuromuscolare indotta da Vincristina® Negli adulti sono state notate convulsioni, frequentemente associate ad ipertensione e nei bambini convulsioni seguite da coma In tali casi si suggerisce la somministrazione di una dose anticonvulsivante di fenobarbital.

Sono state descritte cecità corticale transitoria ed atrofia ottica con cecità.

Manifestazioni endocrine. La sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico ipofisario è stata osservata raramente in alcuni pazienti sottoposti a trattamento con Vincristina®

Il miglioramento della iponatremia e della perdita renale di sodio si ottengono con la restrizione dell'apporto di liquidi.

Manifestazioni gastrointestinali. Stitichezza, crampi addominali, perdita di peso, nausea, vomito, anoressia, ulcerazioni buccali, diarrea, ileo paralitico, necrosi intestinale con o senza perforazione, stitichezza può manifestarsi con ritenzione fecale nel tratto superiore del colon e, all’esame obiettivo, il retto può risultare vuoto. La sindrome può simulare, nei casi estremi, l'occlusione intestinale. Una radiografia dell'addome in bianco può essere di particolare aiuto nel porre la giusta diagnosi. Tutti i casi possono essere risolti con l'ausilio di enteroclismi e lassativi. Al fine di ovviare alla stipsi, si raccomanda che tutti i pazienti trattati con Vincristina® seguano un regime dietetico.

Nel bambino può svilupparsi ileo paralitico che si risolve interrompendo la somministrazione di Vincristina® e con terapia sintomatica. La sintomatologia può simulare l'addome acuto.

Genito-urinari:

Poliuria, disuria, ritenzione urinaria per atonia vescicale.

Nei soggetti anziani, la terapia con farmaci che causano ritenzione urinaria dovrebbe essere interrota nei primi giorni dopo la somministrazione di Vincristina®.

Cardiovascolari: Ipertensione ed ipotensione arteriosa. Regimi polichemioterapici contenenti Vincristina® in pazienti che erano stati trattati con irradiazione mediastinica sono risultati associati a coronaropatia ed infarto del miocardio, anche se non è stato stabilito un rapporto di causalità.

Polmonari: Dispnea acuta e broncospasmo grave sono stati riportati a seguito della somministrazione degli alcaloidi della Vinca. Queste reazioni si sono verificate più frequentemente quando l'alcaloide della Vinca veniva somministrato in combinazione con la Mitomicina C. L'inizio può aver luogo entro pochi minuti o diverse ore dalla somministrazione dell'alcaloide della Vinca, e fino a due settimane dopo la dose di Mitomicina C. Può verificarsi una dispnea progressiva che richiede terapia a lungo termine. Vincristina® non deve più essere somministrato.

Ematologici:La grave depressione del midollo osseo non costituisce generalmente un fattore che limita la dose. Comunque, sono state osservate anemia, leucopenia e trombocitopenia.

Se la trombocitopenia è presente al momento in cui si inizia la terapia con Vincristina® può anche migliorare prima che si manifesti una remissione midollare.

Pelle: Alopecia e rash

Altri: Febbre, cefalea.

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Gravidanza e allattamento

Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il farmaco va somministrato in caso di effettiva necessità e sotto il controllo del medico.

Vincristina® può causare danni al feto. Somministrando il farmaco ad una donna gravida o se una donna diviene gravida nel corso di un trattamento con Vincristina® bisogna fornire adeguate informazioni sul danno potenziale che il feto può ricavarne. Le donne in età feconda debbono essere avvisate ed evitare la gravidanza.

Vincristina® somministrata a topi od a cricete gravide, a dosaggi capaci di determinare un riassorbimento fetale dal 23 all'85%, ha prodotto malformazioni nei feti sopravvissuti. Nelle scimmie, somministrando la Vincristina® tra il 27° ed il 34° giorno di gravidanza, si sono avuti casi di evidenti malformazioni in due dei cinque animali trattati. I rimanenti tre erano normali.

Non è noto se il farmaco viene escreto con il latte. Nel caso di allattamento al seno, la somministrazione di Vincristina® è controindicata.

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Conservazione

Il prodotto deve essere conservato in frigorifero (fra +2°C e +8°C).

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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