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SOSTANZE DOPAMINERGICHE

MADOPAR

30CPS 100MG+25MG

ROCHE SpA

Descrizione prodotto

MADOPAR*30CPS 100MG+25MG

Principio attivo

LEVODOPA/BENSERAZIDE CLORIDRATO

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

SOSTANZE DOPAMINERGICHE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

4.71


Codice ATC livello 5:
N04BA02

Codice AIC:
23142019


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Morbo di Parkinson. Parkinsonismo sintomatico (post–encefalitico, arteriosclerotico, tossico), escluso quello di origine medicamentosa.

Madopar 100 mg + 25 mg compresse dispersibili è particolarmente adatto a quei pazienti con disfagia (difficoltà a deglutire) o che necessitino di una formulazione con un più rapido inizio d’azione, per esempio pazienti che soffrono di acinesia al mattino presto o al pomeriggio, o che manifestino i fenomeni di "risposta ritardata" o di "deterioramento di fine dose".

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide a rilascio prolungato trova indicazione in tutti quei pazienti che presentino un andamento oscillante nella risposta alla terapia con levodopa, specialmente quando tale andamento risulti legato a variazioni dei livelli plasmatici (ad esempio: "con discinesia al picco della dose" e "deterioramento da fine dose") e per meglio controllare la sintomatologia notturna.

Saranno necessari ulteriori studi per determinare se sia vantaggioso l’uso di Madopar a rilascio prolungato anche nella terapia iniziale di pazienti parkinsoniani, che non siano stati trattati in precedenza con levodopa da sola o in associazione con un inibitore della decarbossilasi in una forma di dosaggio convenzionale.

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Composizione

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide

Una capsula contiene: levodopa 100 mg, benserazide 25 mg (come benserazide cloridrato 28,5 mg).

Madopar 200 mg + 50 mg compresse divisibili

Una compressa divisibile contiene: levodopa 200 mg, benserazide 50 mg (come benserazide cloridrato 57 mg).

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Una capsula contiene: levodopa 100 mg, benserazide 25 mg (come benserazide cloridrato 28,5 mg).

Madopar 100 mg + 25 mg compresse dispersibili

Una compressa dispersibile contiene: levodopa 100 mg, benserazide 25 mg (come benserazide cloridrato 28,5 mg).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezioni 6.1.

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Eccipienti

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide

Contenuto della capsula:

Povidone K30

Talco

Magnesio stearato

Cellulosa microcristallina

Opercolo della capsula:

Gelatina

Ossido di ferro rosso (E172)

Titanio diossido (E171)

Indigotina (E132)

Inchiostro da stampa per uso alimentare (gomma shellac, idrossido di potassio, ossido di ferro nero (E172))

Madopar 200 mg + 50 mg compresse divisibili

Mannitolo (E421)

Calcio fosfato dibasico anidro

Cellulosa microcristallina

Amido pregelatinizzato

Crospovidone

Magnesio stearato

Etilcellulosa

Ferro ossido rosso (E172)

Silice colloidale anidra

Sodio docusato

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Contenuto della capsula:

Ipromellosa

Olio vegetale idrogenato

Calcio fosfato dibasico anidro

Mannitolo (E421)

Talco

Povidone K30

Magnesio stearato

Opercolo della capsula:

Gelatina

Indigotina (E132)

Titanio diossido (E171)

Ossido di ferro giallo (E172)

Inchiostro da stampa per uso alimentare (gomma shellac, idrossido di potassio, ossido di ferro rosso (E172))

Madopar 100 mg + 25 mg compresse dispersibili

Acido citrico anidro

Amido di mais pregelatinizzato

Cellulosa microcristallina

Magnesio stearato

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Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Madopar non deve essere somministrato in associazione con gli inibitori non selettivi delle monoaminossidasi (MAO). Viceversa, gli inibitori selettivi MAO–B, come la selegilina o la rasagilina, o inibitori selettivi MAO–A, come la moclobemide, non sono controindicati. L’associazione di un inibitore MAO–A con un MAO–B equivale alla somministrazione di un inibitore non selettivo e quindi non deve essere prescritta in concomitanza con Madopar (vedere sezione 4.5).

Madopar presenta le stesse controindicazioni dei simpaticomimetici (adrenalina, noradrenalina e loro derivati).

E’ inoltre controindicato nelle malattie endocrine, renali, epatiche e cardiache gravemente scompensate, nella fase acuta dell’infarto miocardico, nelle psicosi e psiconevrosi gravi, nel melanoma maligno (possibile attivazione da parte della levodopa) e lesioni cutanee sospette non diagnosticate, nel glaucoma ad angolo acuto. Non va somministrato a pazienti di età inferiore a 25 anni (a causa della incompletezza dello sviluppo scheletrico).

Madopar non deve essere somministrato alle donne in gravidanza né alle donne in età fertile in assenza di una adeguata protezione contraccettiva (vedere sezione 4.6). Se una donna in trattamento con Madopar dovesse rimanere incinta, la somministrazione del farmaco deve essere sospesa.

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Posologia

Le capsule devono essere inghiottite intere e non aperte o disciolte in liquidi.

Le compresse dispersibili possono essere deglutite sia intere sia dopo essere state mescolate con un quarto di bicchiere d’acqua (circa 25–50 ml) (non utilizzare succo d’arancia, perché l’efficacia del prodotto verrebbe diminuita); le compresse si disperdono completamente entro pochi minuti, dando al liquido un aspetto opalescente. Bere il liquido entro mezz’ora da quando è stato preparato, ricordandosi di mescolare bene prima dell’assunzione.

Madopar deve essere preso possibilmente 30 minuti prima o un’ora dopo i pasti.

Effetti indesiderati gastrointestinali, che possono verificarsi soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, possono essere ben controllati assumendo il farmaco insieme ad uno spuntino (ad es. biscotti) o a liquidi, oppure attraverso un graduale aumento del dosaggio.

Con Madopar è indispensabile determinare individualmente la posologia giornaliera ottimale e raggiungerla con un aumento graduale delle singole dosi.

Terapia iniziale

Per quanto detto sopra converrà iniziare la somministrazione con una capsula o una compressa dispersibile di Madopar 100 mg + 25 mg o con ½ compressa di Madopar 200 mg + 50 mg una volta al giorno e aumentare poi questa posologia con una capsula o una compressa dispersibile di Madopar 100 mg + 25 mg o ½ compressa di Madopar 200 mg + 50 mg ogni 3 giorni fino al raggiungimento della dose individuale efficace.

Nei rari casi in cui sopravvengano effetti collaterali mal tollerati si cesserà di aumentare la posologia o si ridurrà la dose. Alla scomparsa o all’attenuazione degli effetti collaterali si riprenderà l’aumento a ritmo più lento: per esempio si aumenterà di una sola capsula o di una compressa dispersibile di Madopar 100 mg + 25 mg o di ½ compressa di Madopar 200 mg + 50 mg per settimana.

La dose efficace media di mantenimento si situa abitualmente tra 600 mg di levodopa + 150 mg di benserazide e 800 mg di levodopa + 200 mg di benserazide pro/die, cioè tra 3–4 compresse di Madopar 200 mg + 50 mg pro/die, ripartibili in 3–4 somministrazioni. Tuttavia, la dose va strettamente adattata alla risposta del singolo paziente.

Nel caso fosse necessario oltrepassare questa dose media, si raccomanda di attendere qualche settimana, perché prima che l’effetto del medicamento si manifesti può trascorrere un periodo abbastanza lungo.

Solo raramente si rende necessario somministrare più di 5 compresse/die di Madopar 200 mg + 50 mg.

Per la determinazione della posologia ottimale può valere come orientamento il seguente schema posologico.

MADOPAR
Giorni Mattino mezzogiorno ore 16 sera Totale
  Madopar 100 mg +25 mg cps/co disp. Madopar 200 mg +50 mg co divis. Madopar 100 mg +25 mg cps/co disp. Madopar 200 mg +50 mg co divis. Madopar 100 mg +25 mg cps/co disp. Madopar 200 mg +50 mg co divis. Madopar 100 mg +25 mg cps/co disp. Madopar 200 mg +50 mg co divis. Madopar 100 mg +25 mg cps/co disp. Madopar 200 mg +50 mg co divis.
1°–3° 1 o ½ – – – – – – 1 o ½
4°–6° 1 o ½ – – – – 1 o ½ 2 o 1
7°–9° 1 o ½ 1 o ½ – – 1 o ½ 3 o 1 ½
10°–12° 1 o ½ (1 o ½ 1 o ½) * 1 o ½ 4 o 2
13°–15° 2 o 1 (1 o ½ 1 o ½) * 1 o ½ 5 o 2 ½
dal 16° 2 o 1 (1 o ½ 1 o ½) * 2 o 1 6 o 3
Mantenere questa posologia fino al 23° giorno. Se il miglioramento non è soddisfacente, conviene aumentare la posologia ad un ritmo più lento secondo questo schema:
23°–29° 2 o 1 2 o 1 1 o ½ 2 o 1 7 o 3 ½
dal 30° 2 o 1 2 o 1 2 o 1 2 o 1 8 o 4

* le due somministrazioni a mezzogiorno e alle ore 16 sono sostituibili con un’unica somministrazione a mezzogiorno di 1 compressa di Madopar 200 mg + 50 mg compresse divisibili.

Terapia di mantenimento

Non appena raggiunta la dose ottimale diviene utile il passaggio da Madopar 100 mg + 25 mg a Madopar 200 mg + 50 mg.

Quando cioè detta dose ottimale equivale a 6 o 8 (o più) capsule o compresse dispersibili di Madopar 100 mg + 25 mg, queste possono essere sostituite con 3 o 4 (o più) compresse di Madopar 200 mg + 50 mg.

Poiché il miglioramento ottenibile con la terapia può subire delle oscillazioni, la ripartizione della dose pro/die in 3 o 4 somministrazioni va adattata alle esigenze individuali, sia come numero di singole somministrazioni che come loro distribuzione durante la giornata.

Passaggio dalla levodopa a Madopar

Quando Madopar deve essere somministrato a malati trattati fino a quel momento con sola levodopa, sarà opportuno attenersi al seguente schema:

• diminuire la dose di levodopa progressivamente fino a quando i sintomi parkinsoniani ricompaiono o si accentuano;

• sostituire allora ogni singola dose di 500 mg di levodopa con una capsula o una compressa dispersibile di Madopar 100 mg + 25 mg o con ½ compressa di Madopar 200 mg + 50 mg compresse divisibili, la cui efficacia corrisponde appunto a quella di 500 mg di levodopa.

• osservare il malato per una settimana e, se necessario, aumentare poi la dose di Madopar fino al conseguimento di un soddisfacente miglioramento (schema identico a quello valido per i malati mai trattati con levodopa).

Passaggio alla terapia con Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide a rilascio prolungato

In tutti quei pazienti che presentano ampie oscillazioni nella risposta terapeutica durante il corso della giornata si raccomanda di suddividere la dose giornaliera in un maggior numero di somministrazioni o preferibilmente di usare Madopar a rilascio prolungato.

Il passaggio alla terapia con Madopar a rilascio prolungato può essere effettuato da un giorno all’altro, mantenendo la stessa dose giornaliera e la stessa frequenza di assunzione. Dopo 2–3 giorni la dose va gradualmente incrementata di circa il 50% a causa della minore biodisponibilità di questa speciale forma a lento rilascio.

I pazienti devono essere informati della possibile comparsa di un peggioramento momentaneo delle loro condizioni.

Madopar a rilascio prolungato, per le sue proprietà farmacocinetiche, inizia la sua attività in circa 3 ore. Si possono raggiungere livelli plasmatici efficaci più rapidamente somministrando Madopar a rilascio prolungato in associazione con capsule o compresse convenzionali. Questo può portare giovamento in particolare nella somministrazione della dose del mattino, che deve essere preferibilmente un po’ più alta di quelle successive.

La ricerca della dose individuale ottimale di Madopar a rilascio prolungato deve essere effettuata lentamente e con molta attenzione, attendendo almeno 2–3 giorni prima di variare le dosi.

Qualora la risposta a Madopar a rilascio prolungato risultasse insoddisfacente anche a dosi giornaliere corrispondenti a 1500 mg di levodopa, è preferibile tornare al trattamento precedente con capsule o compresse convenzionali.

Nel caso di pazienti che rispondano in maniera eccessiva al trattamento, piuttosto che intervenire riducendo le singole dosi, andrà aumentato l’intervallo tra le somministrazioni.

In pazienti con ipo–acinesia notturna sono stati riportati risultati positivi a seguito del graduale incremento dell’ultima dose serale fino a 3 capsule di Madopar a rilascio prolungato da assumersi prima di coricarsi.

I pazienti devono essere attentamente controllati allo scopo di evidenziare la possibile insorgenza di effetti collaterali a carico della sfera psichica.

Lo schema posologico deve essere attentamente valutato a livello individuale in tutti i pazienti.

La somministrazione di Madopar deve durare almeno sei mesi prima che possa essere espresso un giudizio di inefficacia alle dosi medie.

Come per tutte le terapie di sostituzione il trattamento deve essere continuo.

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Avvertenze e precauzioni

I pazienti con anamnesi d’infarto miocardico, alterazioni del ritmo, coronariti e modificazioni pressorie, vanno sottoposti a periodici controlli cardiocircolatori, in particolare elettrocardiografico. Rigorosi controlli vanno effettuati anche in caso di pazienti con anamnesi positiva per ulcera gastro–duodenale e per osteomalacia.

In soggetti predisposti possono verificarsi reazioni di ipersensibilità.

I pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto vanno sottoposti a regolari controlli della pressione endooculare dal momento che la levodopa è potenzialmente in grado di aumentare la pressione endooculare.

La depressione può essere parte del quadro clinico nei pazienti con morbo di Parkinson e può anche insorgere nei pazienti trattati con Madopar.

Nei pazienti diabetici è bene effettuare numerosi controlli della glicemia e adattare il dosaggio dei farmaci antidiabetici ai livelli glicemici.

Se si deve sottoporre ad anestesia generale un paziente che assume levodopa, il normale trattamento con Madopar deve essere continuato il più a lungo possibile prima dell’intervento chirurgico, eccetto nel caso dell’alotano. Nell’anestesia generale con alotano, si deve interrompere la somministrazione di Madopar tra 12 e 48 ore prima dell’intervento chirurgico poiché nei pazienti che assumono Madopar si possono verificare fluttuazioni della pressione arteriosa e/o aritmie. In seguito il trattamento sarà ripreso raggiungendo la precedente posologia del farmaco attraverso un aumento progressivo delle dosi.

Nei trattamenti prolungati con Madopar è opportuno praticare periodici controlli dell’emocromo e della funzionalità epatica, renale e cardiocircolatoria.

Sia levodopa che benserazide sono in gran parte metabolizzate e meno del 10% di levodopa è escreta immodificata per via renale (vedere sezione 5.2). Pertanto non è necessaria alcuna riduzione del dosaggio in caso di insufficienza renale di grado lieve o moderato.

Non sono disponibili dati di farmacocinetica con levodopa in pazienti con insufficienza renale (vedere sezione 5.2).

Levodopa è principalmente metabolizzata dalla decarbossilasi degli aminoacidi aromatici (vedere sezione 5.2) che è abbondantemente presente nel tratto intestinale, nel rene e nel cuore, oltre che nel fegato.

Non sono disponibili dati di farmacocinetica con levodopa in pazienti con insufficienza epatica (vedere sezione 5.2).

La somministrazione di Madopar non deve essere interrotta bruscamente. Una brusca interruzione può comportare l’insorgenza di una sindrome neurolettica ad evoluzione maligna (iperpiressia e rigidità muscolare, in alcuni casi alterazioni della psiche e aumento della creatininfosfochinasi), che può mettere a rischio la sopravvivenza del paziente. Di fronte all’insorgenza di alcuni di questi segni e sintomi, è necessario tenere il paziente sotto osservazione, se necessario in ambiente ospedaliero, e somministrare rapidamente un adeguato trattamento sintomatico; questo può prevedere anche la ripresa della somministrazione di Madopar, previa una accurata valutazione del caso.

Madopar è stato associato a sonnolenza e a episodi di attacchi di sonno improvviso.

Molto raramente sono stati segnalati attacchi di sonno improvviso durante l’attività quotidiana, in qualche caso senza consapevolezza o senza segni premonitori. I pazienti in trattamento con Madopar devono essere informati di queste eventualità e avvertiti di usare cautela durante la guida o l’uso di macchinari. I pazienti che hanno manifestato episodi di sonnolenza e/o un episodio di sonno improvviso devono astenersi dalla guida e dall’uso di macchinari. Inoltre può essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia (vedere sezione 4.7).

Un piccolo sottogruppo di pazienti con morbo di Parkinson presenta disturbi cognitivo–comportamentali che possono essere direttamente attribuiti all’assunzione del farmaco in quantità maggiori rispetto a quelle consigliate dal medico e ben oltre i dosaggi richiesti per trattare le loro alterazioni motorie.

Disturbi del controllo degli impulsi

I pazienti devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e coloro che si prendono cura dei pazienti devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali del disturbo del controllo degli impulsi incluso gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina e/o con altri trattamenti dopaminergici contenenti levodopa incluso Madopar. Se si sviluppano tali sintomi, si raccomanda una rivalutazione del trattamento.

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Interazioni

Interazioni di tipo farmacocinetico

La somministrazione concomitante del farmaco anticolinergico triesifenidile cloridrato con Madopar capsule o compresse divisibili riduce la velocità, ma non l’entità, dell’assorbimento della levodopa. Il triesifenidile cloridrato somministrato insieme a Madopar a rilascio prolungato non modifica la farmacocinetica della levodopa.

La somministrazione concomitante degli antiacidi con Madopar capsule a rilascio prolungato riduce l’assorbimento della levodopa del 32%.

Il solfato ferroso riduce la concentrazione plasmatica massima e l’AUC della levodopa del 30–50%. Le modificazioni di tipo farmacocinetico osservate durante il trattamento concomitante con il solfato ferroso risultano clinicamente evidenti in alcuni, ma non in tutti i pazienti.

La metoclopramide aumenta la velocità di assorbimento della levodopa.

Nessuna interazione di tipo farmacocinetico tra la levodopa e i seguenti farmaci: bromocriptina, amantadina, selegilina e domperidone.

Interazioni di tipo farmacodinamico

I neurolettici, gli oppioidi e gli antiipertensivi contenenti reserpina inibiscono l’attività di Madopar.

Gli inibitori delle MAO irreversibili e non selettivi non vanno associati a Madopar; il trattamento con quest’ultimo non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 2 settimane dalla sospensione degli anti–MAO irreversibili e non selettivi, altrimenti è probabile che compaiano effetti indesiderati (crisi ipertensive) (vedere sezione 4.3).

E’ possibile prescrivere inibitori selettivi delle MAO–B, come la selegilina e la rasagilina e inibitori selettivi delle MAO–A, come la moclobemide, ai pazienti in trattamento con Madopar; si raccomanda di modificare la posologia della levodopa in base alle necessità del singolo paziente, in termini di efficacia e di tollerabilità. L’associazione di un inibitore MAO–A con un MAO–B equivale alla somministrazione di un inibitore non selettivo e quindi non deve essere prescritta in concomitanza con Madopar (vedere sezione 4.3).

Madopar non dovrebbe essere somministrato in associazione con farmaci simpaticomimetici (adrenalina, noradrenalina, isoproterenolo o anfetamine, in grado di stimolare il sistema nervoso simpatico), in quanto l’attività di questi ultimi può risultare potenziata: in tale circostanza si richiede quindi l’adozione di misure prudenziali (controllo della funzione cardiocircolatoria, eventuale riduzione della dose dei simpaticomimetici).

La somministrazione concomitante a quella di altri farmaci come gli anticolinergici, l’amantadina e gli agonisti della dopamina è possibile, ma bisogna tenere conto della potenziale intensificazione tanto degli effetti terapeutici che di quelli indesiderati. Può essere necessario ridurre il dosaggio del Madopar o dell’altro farmaco. Quando si inizia un trattamento adiuvante con un inibitore delle COMT, può essere necessario ridurre la posologia del Madopar.

Il passaggio a Madopar non deve comportare la brusca interruzione degli anticolinergici antiparkinsoniani in precedenza utilizzati, dato che l’effetto della levodopa si manifesta dopo un periodo di latenza di alcuni giorni.

La levodopa può alterare i risultati dei test di laboratorio relativi alle catecolamine, alla creatinina, all’acido urico e alla glicemia. Il test di Coombs può dare un risultato falso positivo nei pazienti che assumono Madopar.

L’effetto terapeutico di Madopar si riduce se il farmaco viene assunto in concomitanza con un pasto ricco di proteine.

La contemporanea assunzione di levodopa e Madopar va effettuata sotto controllo medico in quanto la levodopa somministrata aggiuntivamente potrebbe risultare anch’essa potenziata dalla benserazide con conseguente rischio di sovradosaggio.

La vitamina B6 a dosi medie o elevate non va somministrata insieme a Madopar in quanto antagonizza gli effetti della levodopa: questa attività antagonista non ha significato clinico nel caso di vitamina B6 a basse dosi, come quelle contenute in preparati polivitaminici.

Anestesia generale con alotano: si deve interrompere la somministrazione di Madopar tra 12 e 48 ore prima di un intervento chirurgico che richieda anestesia generale con alotano, poiché potrebbero verificarsi fluttuazioni della pressione arteriosa e/o aritmie.

Nel caso di anestesia generale con altri anestetici, vedere sezione 4.4.

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dovuti all’attività periferica della dopamina ed osservati in corso di terapia con levodopa risultano sensibilmente ridotti come frequenza e gravità con l’uso di Madopar.

Patologie del sistema emolinfopoietico: sono stati segnalati alcuni casi di anemia emolitica, leucopenia e trombocitopenia transitorie; di conseguenza, come in tutti i trattamenti a lungo termine a base di levodopa, è necessario controllare periodicamente l’ematocrito e la funzionalità epatica e renale.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia.

Disturbi psichiatrici: agitazione, ansia, insonnia, allucinazioni, episodi di delirio e disorientamento temporale possono verificarsi soprattutto nei pazienti anziani e in quelli che abbiano già presentato tali sintomi in passato. La depressione può essere parte del quadro clinico nei pazienti con morbo di Parkinson e può insorgere anche nei pazienti trattati con Madopar.

Disturbi del controllo degli impulsi: Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina e/o con altri trattamenti dopaminergici contenenti levodopa compreso Madopar (vedere paragrafo 4.4. Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).

Patologie del sistema nervoso: in qualche caso isolato sono stati riportati perdita o alterazione del gusto. In una fase più tardiva del trattamento, possono comparire movimenti involontari, di tipo coreiforme o atetosico. Nel corso di trattamenti prolungati possono insorgere anche fluttuazioni nella risposta terapeutica che comprendono episodi di congelamento, deterioramento di fine dose e il fenomeno "on–off". Tutti questi effetti secondari sono legati alla posologia e scompaiono o si riducono sensibilmente diminuendo le dosi, mentre l’interruzione del farmaco è una misura solo raramente necessaria. Se, in seguito a questi provvedimenti, la risposta al trattamento divenisse insoddisfacente, si dovrà tentare un nuovo aumento della dose o la ripresa della terapia in caso di sospensione.

Madopar può provocare sonnolenza; molto raramente è stato associato a eccessiva sonnolenza diurna e a episodi di attacchi di sonno improvviso.

Patologie cardiache: occasionalmente sono state osservate aritmie cardiache.

Patologie vascolari: occasionale ipotensione ortostatica. I disturbi ortostatici di solito migliorano con la riduzione del dosaggio di Madopar.

Patologie gastrointestinali: nausea, vomito e diarrea sono stati riscontrati durante il trattamento con Madopar. Effetti indesiderati a livello gastrointestinale, che possono presentarsi soprattutto durante le prime fasi del trattamento, si possono limitare considerevolmente somministrando Madopar al momento dei pasti e, in ogni caso, con qualche cibo o bevanda; è inoltre indicato raggiungere la dose ottimale del farmaco in modo graduale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: in rari casi si sono verificate reazioni cutanee di tipo allergico, come prurito ed eruzioni.

Esami diagnostici: durante il trattamento con Madopar sono stati riportati casi di iperazotemia e transitori rialzi delle transaminasi epatiche e della fosfatasi alcalina. Sono stati riportati casi di aumento della gamma–glutamiltransferasi.

In caso di trattamento con Madopar può comparire una colorazione rossastra delle urine, che tendono a scurirsi con il tempo.

La tolleranza di Madopar è identica a quella osservata per la levodopa somministrata da sola.

Senza parlare di assuefazione nel senso stretto della parola si è constatato dopo vari anni di trattamento continuativo con Madopar una diminuzione dell’efficacia terapeutica del prodotto. Allo stato attuale delle conoscenze si ritiene che questa riduzione di efficacia non debba attribuirsi ad una perdita di attività di Madopar, bensì all’evoluzione del morbo di Parkinson.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Studi condotti sugli animali hanno dimostrato la possibile presenza di disturbi dello sviluppo scheletrico fetale. Sulla base di questi risultati Madopar è assolutamente controindicato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non pratichino una contraccezione adeguata (vedere sezione 4.3 e 5.3).

Allattamento

Dal momento che non è chiaro se la benserazide sia in grado di passare nel latte materno o meno, le madri che necessitano di un trattamento con Madopar non dovrebbero allattare, poiché non si può escludere il rischio di malformazioni scheletriche nei lattanti ed è pertanto prudente ricorrere all’allattamento artificiale.

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Conservazione

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C.

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.

Madopar 100 mg + 25 mg capsule rigide a rilascio prolungato

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C.

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.

Madopar 200 mg + 50 mg compresse divisibili

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.

Madopar 100 mg + 25 mg compresse dispersibili

Conservare a temperatura non superiore a 30° C.

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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