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CORTICOSTEROIDI SISTEMICI, NON ASSOCIATI

URBASON

10CPR 4MG

SANOFI-AVENTIS SpA

Descrizione prodotto

URBASON*10CPR 4MG

Principio attivo

METILPREDNISOLONE

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

CORTICOSTEROIDI SISTEMICI, NON ASSOCIATI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

1.91


Codice ATC livello 5:
H02AB04

Codice AIC:
24001012


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Reumatismo articolare acuto (febbre reumatica) e poliartriti croniche, manifestazioni reumatiche e reumatoidi di organi interni, vasi, occhi, cute e sierose; artrite urica; artropatia psoriasica; asma bronchiale, febbre da fieno, malattia da siero, ipersensibilità ai medicamenti ed altre reazioni allergiche e tossico-allergiche; orticaria, eczemi generalizzati, dermatiti; eritrodermia, Erythematodes disseminato, dermatomiosite, pemfigo, dermatite esfoliativa; agranulocitosi, trombocitopenia, anemia emolitica acquisita, mieloblastosi, linfoadenosi, linfogranulomatosi; epatite, colite ulcerosa, sindrome adrenogenitale; sindrome nefrosica (anche in associazione al saluretico Lasix).

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Composizione

URBASON 4 mg compresse:

1 compressa contiene: metilprednisolone 4 mg.

URBASON 8 mg compresse a rilascio prolungato:

1 compressa contiene: metilprednisolone 8 mg.

URBASON 4 mg compresse a rilascio prolungato:

1 compressa contiene: metilprednisolone 4 mg.

Per gli eccipienti, vedere 6.1.

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Eccipienti

URBASON 4 mg compresse:

lattosio, amido di mais, talco, silicio biossido colloidale e magnesio stearato.

URBASON 8 mg compresse a rilascio prolungato:

amido di mais, lattosio, talco, magnesio stearato, saccarosio, gomma arabica, gelatina, glucosio liquido, calcio carbonato, glicerina, copolimero dell'acido metacrilico, trietilcitrato, E127, E110, polietilenglicole 6000.

URBASON 4 mg compresse a rilascio prolungato:

amido di mais, lattosio, talco, magnesio stearato, saccarosio, gomma arabica, gelatina, glucosio liquido, calcio carbonato, glicerina, copolimero dell'acido metacrilico, trietilcitrato, E104, polietilenglicole 6000.

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Controindicazioni

Infezioni micotiche sistemiche.

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Posologia

Posologia:

URBASON 4 mg compresse:

Nell'asma bronchiale e nelle malattie allergiche si raccomandano dosi iniziali fra 16-40 mg al giorno, mentre la dose di mantenimento è per lo più di 4-16 mg al giorno.

Nei casi leggeri di poliartrite cronica possono essere sufficienti 8-16 mg per iniziare la terapia, mentre in quelli gravi sono necessari 16-40 mg. Per mantenere il successo terapeutico è per lo più sufficiente la dose giornaliera di 4-16 mg.

Nella febbre reumatica acuta occorrono, secondo le esperienze più recenti, elevate dosi di steroidi. Pertanto la dose giornaliera di 40-80-120 mg (nei bambini al di sotto dei 14 anni, 1,2-1,6 mg/kg) dovrebbe essere somministrata fino a quando la velocità di eritrosedimentazione e' rimasta normale per almeno una settimana; indi si diminuisce gradualmente la posologia.

Posologie notevolmente superiori, fino a dosi giornaliere di 100 mg e più, occorrono talvolta nell'Erythematodes acuto, pemfigo volgare ed in varie emopatie.

Nei pazienti trattati con prednisone o prednisolone, in caso di passaggio all'Urbason, la dose di mantenimento è in genere l'80% della dose somministrata in precedenza, ovvero una compressa da 4 mg di Urbason corrisponde ad una compressa da 5 mg di prednisone o di prednisolone.

URBASON 8 mg compresse a rilascio prolungato e URBASON 4 mg compresse a rilascio prolungato:

È senz'altro possibile iniziare subito la terapia corticosteroidea orale con Urbason 8 mg compresse a rilascio prolungato od Urbason 4 mg compresse a rilascio prolungato; in genere si comincia con dose giornaliera fra 20 e 40 mg e si passa poi, possibilmente al più presto ed a giudizio del medico, a dose inferiore.

La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia; la riduzione posologica va fatta sempre gradualmente.

Modo di somministrazione:

Le compresse non vanno ingerite a digiuno.

Le compresse a rilascio prolungato vanno ingerite intere, senza masticarle.

La ripartizione della dose durante il giorno e la durata della terapia sono lasciate al giudizio del medico che deciderà, come in ogni terapia con glicocorticoidi, in base alla gravità del quadro morboso e alla diversa risposta dei pazienti al trattamento.

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Avvertenze e precauzioni

Poiché lo stato di relativa insufficienza surrenalica, indotto dal corticosteroide, può persistere anche dopo la sospensione della terapia, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo la terapia ormonale dovrebbe essere ripresa. In tale situazione la secrezione mineralcorticoide può essere compromessa e quindi può essere opportuno somministrare in concomitanza sali e/o mineralcorticoide.

Nei pazienti ipotiroidei od affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi può essere aumentata.

Si consiglia cautela nei pazienti con Herpes simplex oculare, perché è possibile perforazione corneale.

I corticosteroidi devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi: colite ulcerosa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi ed infezioni piogeniche in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica attiva o latente, insufficienza renale, ipertensione, osteoporosi e miastenia grave.

I pazienti sotto terapia corticosteroidea non devono essere vaccinati contro il vaiolo.

Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi, specialmente ad alte dosi, a causa di possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente risposta anticorpale.

L'uso dei corticosteroidi nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata ed associato ad appropriata terapia antitubercolare. Se i corticosteroidi vengono somministrati a pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina è necessaria stretta sorveglianza in quanto si può verificare riattivazione della malattia. Nella corticoterapia prolungata questi soggetti devono essere sottoposti a chemioprofilassi.

I bambini sottoposti a prolungata corticoterapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo.

Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo medico.

Nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolari stress, è indispensabile l'adattamento della dose in rapporto all’entità della condizione stressante.

I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni d'infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti. In questi casi va sempre valutata l’opportunità di istituire adeguata terapia antibiotica.

In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di Na e K.

I corticosteroidi aumentano l'escrezione di Ca.

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Interazioni

Nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroidi.

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Effetti indesiderati

In corso di terapia corticosteroidea, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni fra i seguenti effetti:

alterazioni del bilancio idroelettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono arrivare all'ipertensione ed all'insufficienza cardiaca congestizia;

alterazioni muscoloscheletriche quali osteoporosi, miopatie e fragilità ossea;

complicazioni a carico dell'apparato gastrointestinale, che possono arrivare fino alla comparsa od all'attivazione di ulcera peptica;

alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute;

alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea ed aumento della pressione endocranica;

disendocrinie quali irregolarità mestruali, aspetto similcushingoide, disturbi della crescita nei bambini, interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress;

diminuita tollerabilità ai glucidi e possibile manifestazione di diabete mellito latente, nonché aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici;

complicazioni oftalmiche quali cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endooculare;

negativizzazione del bilancio dell'azoto.

Durante la corticoterapia possono inoltre manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere: euforia, insonnia, mutamenti dell'umore e della personalità, depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi.

Preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.

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Gravidanza e allattamento

In gravidanza l'Urbason va somministrato in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo medico.

Durante la terapia corticosteroidea si deve sospendere l'allattamento.

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Conservazione

Non sono previste alle ordinarie condizioni di ambiente.

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Malattie Collegate: 9

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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