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ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

CAPOTEN

50CPR 25MG

BRISTOL-MYERS SQUIBB Srl

Descrizione prodotto

CAPOTEN*50CPR 25MG

Principio attivo

CAPTOPRIL

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

10.07


Codice ATC livello 5:
C09AA01

Codice AIC:
24446015


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ipertensione: CAPOTEN è indicato nel trattamento dell'ipertensione. Può essere usato da solo o in associazione con altri ipotensivi, specie i diuretici tiazidici.

Insufficienza cardiaca congestizia: CAPOTEN è indicato nei pazienti con scompenso cardiaco ed è da usare in associazione a diuretici e digitale.

Infarto del miocardio: CAPOTEN è indicato nel post-infarto in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, anche in assenza di segni e sintomi di scompenso cardiaco. La terapia a lungo termine con CAPOTEN è in grado di migliorare la sopravvivenza, ritardare l'insorgenza e la progressione dello scompenso cardiaco e ridurre il rischio di reinfarto e la necessità di rivascolarizzazione coronarica.

Nefropatia diabetica: CAPOTEN è indicato nel trattamento dei pazienti affetti da nefropatia diabetica. In questi soggetti CAPOTEN è in grado di prevenire la progressione del danno renale, migliorando la prognosi e la sopravvivenza.

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Composizione

CAPOTEN 25 mg compresse

ogni compressa contiene: principio attivo: captopril 25 mg.

CAPOTEN 50 mg compresse

ogni compressa contiene: principio attivo: captopril 50 mg.

Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere sez. 6.1.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina, amido, lattosio, acido stearico;

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Controindicazioni

Ipersensibilità al Captopril o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Stenosi aortica.

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Posologia

CAPOTEN può essere preso prima, durante o dopo i pasti. Il dosaggio deve essere determinato individualmente. Adulti Ipertensione arteriosa: nei pazienti non in trattamento con altra terapia antiipertensiva, iniziare con 50 mg giornalieri di CAPOTEN in una o due somministrazioni. Dopo due-quattro settimane, qualora si desiderasse un più marcato effetto antiipertensivo, la dose di CAPOTEN può essere aumentata a 100 mg giornalieri, sempre in una o due somministrazioni. Successivamente, nei pazienti in cui non fosse stato raggiunto un soddisfacente controllo dei valori pressori, è consigliabile aggiungere una modesta dose di diuretico tiazidico, ad es. 25 mg/die di idroclorotiazide.

Nei pazienti ipertesi già in terapia diuretica, si consiglia di aggiungere CAPOTEN a dosaggi inferiori. Questo accorgimento posologico è suggeribile anche per i pazienti fortemente sodio e/o volume depleti. Qualora dopo due settimane di tale terapia si desiderasse un ulteriore effetto antiipertensivo, incrementare la posologia del CAPOTEN seguendo lo schema precedentemente esposto. Nella terapia dell'ipertensione arteriosa essenziale lieve-moderata con CAPOTEN, il controllo dei valori pressori è ottenuto generalmente con posologie giornaliere comprese fra 50 e 100 mg. In casi particolari, o secondo giudizio del medico, è possibile utilizzare posologie superiori comunque non eccedenti i 450 mg al giorno. Nei casi in cui si impone una rapida riduzione dei valori pressori, è possibile incrementare, sotto controllo medico, la posologia giornaliera di CAPOTEN ogni 24 ore fino al raggiungimento di un controllo soddisfacente della pressione arteriosa o finché non sia stata raggiunta la dose massima di CAPOTEN. Insufficienza cardiaca congestizia: la dose iniziale di CAPOTEN è generalmente di 25 mg 2 o 3 volte al giorno. Al fine di minimizzare l'incidenza e la durata di effetti ipotensivi occasionali (possibili nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia già ipotesi) - v. sez. 4.4 - è suggeribile in tali casi instaurare la terapia con dosi iniziali pari a 6,25 o 12,5 mg due o tre volte al giorno. In genere, la posologia efficace è compresa entro 150 mg/die. Ulteriori aumenti dei dosaggi giornalieri sono da attuare, possibilmente, solo dopo due settimane al fine di osservare se si ottenga una risposta soddisfacente. Non deve essere comunque superata la dose massima giornaliera di 450 mg. CAPOTEN si usa in associazione con un diuretico e digitale a dosi normali. La terapia deve essere iniziata in ospedale (v. sez. 4.4).

Infarto del miocardio: la terapia con CAPOTEN va iniziata in 3a giornata, con una dose di 6.25 mg ripetibile, ad intervalli di 12 ore. La dose giornaliera di CAPOTEN andrà gradualmente incrementata: 12,5 mg tre volte al dì, nei successivi due giorni; e poi 25 mg tre volte al dì, fino alla dimissione del paziente. Successivamente, la posologia dovrà essere incrementata, se ben tollerata, sino a 150 mg/die, in dosi refratte e continuata cronicamente. In caso di ipotensione sintomatica, può essere necessaria una riduzione della posologia giornaliera ed il trattamento può essere proseguito con dosi inferiori. CAPOTEN può essere impiegato in associazione con i farmaci normalmente utilizzati nella terapia dei pazienti infartuati (Trombolitici, ASA, beta-bloccanti, ecc.).

Nefropatia diabetica: il dosaggio di CAPOTEN raccomandato in pazienti con nefropatia diabetica è di 75-100 mg/die in dosi refratte. Nel caso sia necessario ottenere ulteriori riduzioni della pressione arteriosa, altri farmaci quali diuretici, beta-bloccanti, antipertensivi ad azione centrale e vasodilatatori possono essere associati al CAPOTEN. L'eliminazione di CAPOTEN può risultare diminuita in soggetti con riduzione della funzione renale. Pertanto, tali pazienti possono rispondere al trattamento con dosaggi inferiori di farmaco o con somministrazioni meno frequenti. Nei pazienti con grave riduzione della funzione renale, la dose iniziale di CAPOTEN deve essere ridotta con successivi piccoli incrementi posologici effettuati ad intervalli di una, due settimane. Inoltre, in tali pazienti, nel caso di associazione con diuretici, è necessario somministrare diuretici dell'ansa e non tiazidici. Pazienti anziani: in tali pazienti è consigliabile iniziare la terapia con bassi dosaggi.

Bambini: in questi pazienti, affetti da ipertensione grave secondaria, la dose iniziale di CAPOTEN è di 0,3 mg/kg, somministrata sotto stretto controllo medico. Il trattamento nei lattanti e nei bambini potenzialmente soggetti ad avere ipotensione, come quelli in terapia diuretica, può iniziare con 0,15 mg/kg. La dose di CAPOTEN è somministrata due volte al giorno, o a seconda della risposta del singolo paziente.

Pazienti con disfunzioni renali: in presenza di disfunzione renale, si verifica ritenzione di CAPOTEN. In questi pazienti è pertanto necessario regolare il dosaggio. Dopo che si è ottenuto l'effetto terapeutico desiderato, si consigliano i seguenti intervalli nel dosaggio per evitare l'accumulo del farmaco:

Clearance della creatinina (ml/min/1,73 m²) Intervallo del dosaggio (ore)
>75 8
75-35 12-24
34-20 24-48
19-8 48-72
7-5 72-108 (da 3 a 4 ½ giorni)

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Avvertenze e precauzioni

Angioedema - In pazienti trattati con ACE-Inibitori, compreso il captopril, si è manifestato angioedema. Se l'angioedema interessa la lingua, la glottide o la laringe, va intrapresa immediatamente una terapia d'emergenza per il rischio di soffocamento, anche fatale. L'arrossamento limitato al viso, alle mucose orali, alle labbra ed alle estremità sono reversibili con la sospensione del farmaco.

Reazioni anafilattoidi - Nel corso di recenti studi clinici sono state osservate, in pazienti in terapia con ACE-Inibitori, reazioni anafilattoidi durante emodialisi con membrane per dialisi high-flux e durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) eseguita con colonne al destran-solfato. Questi pazienti dovranno essere trattati con particolare attenzione, soprattutto coloro che hanno già avuto reazioni simili.

In due pazienti in trattamento desensibilizzante al veleno di imenotteri (p. es.: insetti come api, vespe, ecc.), la contemporanea somministrazione di un altro ACE-Inibitore ha provocato gravi reazioni anafilattoidi. Pertanto, in tali pazienti il trattamento con ACE-Inibitori deve essere attuato con cautela.

Proteinuria - L'incidenza di una proteinuria superiore a 1 g/die è risultata dello 0,7% in soggetti trattati con captopril. Circa il 90% di tali pazienti riportavano una diagnosi di pregressa nefropatia e/o un trattamento con dosaggi superiori ai 150 mg/die di captopril. In un quinto dei pazienti con proteinuria si è manifestata una sindrome nefrosica. Nella maggior parte dei casi, la proteinuria è diminuita o scomparsa entro sei mesi, anche quando il trattamento con CAPOTEN non è stato interrotto. Nei pazienti con proteinuria alcuni parametri della funzionalità renale (azotemia e creatininemia) sono raramente risultati alterati.

Nei pazienti con nefropatia o in quelli trattati con dosi di CAPOTEN superiori a 150 mg/die è necessaria una periodica valutazione della proteinuria.

Neutropenia/Agranulocitosi - In alcuni pazienti in terapia con CAPOTEN, con preesistenti danni renali, malattie del collageno o in trattamento con farmaci immunosoppressori o citostatici, si è manifestata neutropenia; pertanto è opportuno, in questi pazienti, eseguire una leucometria con formula leucocitaria prima di iniziare il trattamento ogni due settimane durante i primi tre mesi di terapia e periodicamente in seguito.

Il rischio di neutropenia dipende dalle condizioni cliniche del paziente.

Durante studi clinici su pazienti ipertesi con funzione renale normale (creatinina sierica inferiore a 1.6 mg/dL e senza malattie del collageno) la neutropenia si è manifestata in un paziente su 8.600 trattati.

In pazienti con lieve disfunzione renale (creatinina sierica superiore a 1.6 mg/dL) senza malattie del collageno ed in terapia con dosi giornaliere relativamente alte di CAPOTEN, l'incidenza di neutropenia si è verificata approssimativamente in un caso ogni 500 pazienti trattati, dimostrando una frequenza 15 volte superiore a quella riscontrata per l'ipertensione non complicata.

La contemporanea somministrazione di allopurinolo e captopril è stata associata a neutropenia.

Durante studi clinici, nel 3,7% dei pazienti con malattie del collageno (per es.: lupus eritematoso sistemico, sclerodermia) e funzione renale compromessa, si è verificata neutropenia.

La neutropenia si è generalmente manifestata entro 3 mesi dall'inizio della terapia con captopril.

In genere, il numero dei neutrofili è ritornato nella norma entro 2 settimane dall'interruzione della terapia con captopril e le infezioni gravi si sono verificate esclusivamente in pazienti dal quadro clinico complicato. Circa il 13% dei casi di neutropenia ha avuto esito fatale, ma tutti i decessi hanno riguardato pazienti con gravi malattie come insufficienza renale, malattie del collageno, insufficienza cardiaca o in terapia con immunosoppressori.

Si dovrà sempre tenere sotto stretto controllo la funzione renale nei pazienti ipertesi o con insufficienza cardiaca.

In pazienti con insufficienza renale si dovrà effettuare il conteggio dei leucociti con formula leucocitaria prima di iniziare la terapia con captopril. Tale analisi verrà ripetuta ogni 2 settimane durante i primi 3 mesi della terapia e periodicamente in seguito.

In pazienti con malattie del collageno o che assumono altri farmaci noti influenzare i leucociti o la risposta immunitaria, in particolar modo in presenza di insufficienza renale, il captopril dovrà essere utilizzato solo se il beneficio supera il rischio.

Dato che l'interruzione della terapia con captopril e altri farmaci ha generalmente portato ad un immediato ritorno del numero dei leucociti nella norma, allorquando la diagnosi di neutropenia è confermata (conta dei neutrofili <1000/mm³) il medico dovrà interrompere la terapia con captopril seguendo attentamente il decorso clinico del paziente.

Ipotensione - I pazienti in terapia con diuretici, specie quelli in cui tale terapia sia stata iniziata di recente, come pure quelli soggetti a rigorosa restrizione dietetica di sodio o sottoposti a dialisi, possono avere occasionalmente una riduzione repentina della pressione arteriosa entro le prime tre ore dall'assunzione della dose iniziale di Captopril. Un effetto ipotensivo esagerato può anche verificarsi, ma con minore frequenza e minore intensità, dopo la seconda o terza dose. Questa risposta accentuata è attribuita al fatto che l'angiotensina II ha un ruolo importante nel mantenimento della pressione arteriosa in condizioni di deplezione sodio-volume. La possibilità di effetti ipotensivi può essere ridotta al minimo sospendendo il diuretico o aumentando l'assunzione di sodio circa una settimana prima di iniziare il trattamento con CAPOTEN. In alternativa il paziente va tenuto sotto osservazione medica per almeno tre ore dopo la dose iniziale. Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina praticandogli, se necessario, una fleboclisi di soluzione fisiologica. Questa transitoria risposta ipotensiva non costituisce una controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi che possono essere date senza difficoltà una volta che, dopo l'espansione della volemia, la pressione arteriosa sia aumentata. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia grave a valori pressori normali o bassi possono anche presentare marcate cadute della pressione arteriosa, che, in rari casi sono state accompagnate da aritmia o disturbi di conduzione, dopo l'una o l'altra delle dosi iniziali di CAPOTEN. In questi casi, in considerazione del potenziale abbassamento della pressione arteriosa e della gravità dell'insufficienza cardiaca congestizia, la terapia deve essere iniziata in ospedale. I pazienti vanno attentamente seguiti per le prime due settimane di trattamento ed ogni volta che la dose iniziale di CAPOTEN e/o di diuretico viene aumentata.

Chirurgia anestesia - In pazienti sottoposti ad interventi di alta chirurgia o durante l'anestesia con agenti che producono ipotensione, CAPOTEN bloccherà la formazione di angiotensina II secondaria a liberazione compensatoria di renina. Ciò può portare ad ipotensione che può essere corretta mediante espansione della volemia.

Funzione renale compromessa - In taluni soggetti nefropatici, e particolarmente in quelli con stenosi dell'arteria renale, si sono avuti aumenti dei tassi sierici di azoto e di creatinina dopo la riduzione della pressione arteriosa con CAPOTEN, di solito quando il farmaco veniva somministrato unitamente ad un diuretico. Può essere quindi necessario in tali casi ridurre il dosaggio di CAPOTEN e/o sospendere la somministrazione del diuretico. In alcuni di questi pazienti può non essere possibile normalizzare la pressione arteriosa e mantenere una perfusione renale adeguata.

Potassiemia - Poiché CAPOTEN diminuisce la produzione di aldosterone può verificarsi un aumento del potassio sierico in pazienti con insufficienza renale. L'impiego di diuretici che risparmiano il potassio o di quote integrative di potassio, ove ciò sia necessario, va pertanto fatto con cautela in quanto può comportare un aumento sensibile della potassiemia.

Reazioni di ipersensibilità - Rashes e sintomi ad essi associati (prurito, febbre e occasionalmente eosinofilia) sono una possibile evenienza (v. "Reazioni Secondarie"). Il rash è in genere lieve e scompare nel giro di giorni dopo una riduzione del dosaggio e/o la somministrazione di un antistaminico per alcuni giorni. In alcuni casi, la remissione del rash avviene spontaneamente, senza modificazioni della posologia. In alcuni pazienti si è manifestato angioedema del viso, delle mucose orali, e delle estremità, reversibile con la sospensione del farmaco.

Informazioni ai pazienti - I pazienti devono essere avvertiti di segnalare immediatamente al medico l'eventuale comparsa di segni indicativi di neutropenia (come ad esempio: mal di gola e febbre). Dopo trattamento con CAPOTEN, alcuni pazienti con insufficienza cardiaca congestizia sono stati in grado di aumentare in maniera straordinaria la loro attività fisica. E' comunque prudente che tali pazienti siano avvertiti di aumentare lentamente e cautamente la loro attività fisica.

Stenosi aortica - CAPOTEN, come altri farmaci che riducono le resistenze vascolari, non va usato in pazienti con stenosi aortica a causa delle potenziali pericolose conseguenze della riduzione della perfusione coronarica secondaria alla diminuzione della pressione arteriosa.

Gravidanza - La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

Uso pediatrico - Poiché nei neonati e nei bambini della prima infanzia la funzione renale non è equivalente a quella degli adulti, si devono usare dosi più basse di CAPOTEN, mantenendo il paziente sotto stretto controllo medico.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

Il medicinale contiene Lattosio quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

CAPOTEN può essere usato in combinazione con la maggior parte dei farmaci antipertensivi: diuretici tiazidici e dell'ansa, clonidina, metildopa, guanabenz, betabloccanti, prazosina, alfa-beta bloccanti, idralazina, nifedipina. L'impiego di diuretici risparmiatori di potassio, ove ciò sia necessario, va fatto con cautela in quanto può comportare un aumento sensibile della potassiemia. La combinazione di CAPOTEN con un diuretico esplica un effetto di tipo additivo. La dose efficace giornaliera di CAPOTEN sembra essere più bassa quando combinata con un diuretico, rispetto a quando il farmaco viene usato da solo o con un betabloccante. Ciò è dovuto al fatto che, quando un diuretico causa deplezione sodica, viene stimolata la liberazione di renina. Impedendo l'effetto pressorio della renina, CAPOTEN elimina l'azione autolimitante dei diuretici. Da quanto detto, è comprensibile che la riduzione della pressione arteriosa raggiunta associando un betabloccante a CAPOTEN, tende ad essere minore di quando si associa un diuretico. Il principale risultato della combinazione con un betabloccante è una significativa riduzione della frequenza cardiaca.

IPOTENSIONE: Pazienti trattati con diuretici: i pazienti in terapia con diuretici e specialmente quelli che hanno iniziato di recente tale terapia, come anche coloro che osservano un severo regime dietetico povero di sale o che sono in dialisi, possono occasionalmente presentare un abbassamento repentino della pressione, che si verifica generalmente durante la prima ora successiva alla dose iniziale di captopril.

AGENTI AD ATTIVITA' VASODILATATRICE: nitroglicerina o altri nitrati (usati per il trattamento dell'angina) o altri medicinali ad attività vasodilatatrice dovranno, se possibile, essere interrotti prima di iniziare la terapia con CAPOTEN. Se tali medicinali saranno risomministrati durante terapia con CAPOTEN, questi dovranno essere utilizzati con cautela, e ai dosaggi inferiori.

AGENTI CON ATTIVITA' SUL SISTEMA NERVOSO SIMPATICO: Il sistema nervoso simpatico può avere una importanza particolare nel regolare la pressione nei pazienti in terapia con captopril da solo o in associazione con diuretici.

Comunque, agenti con attività sul sistema nervoso simpatico (per es. agenti bloccanti gangliari o bloccanti del neurone adrenergico) dovranno essere usati con cautela. I farmaci che bloccano il sistema beta-adrenergico aggiungono alcuni effetti antiipertensivi al captopril, ma la risposta è meno che additiva.

INIBITORI DELLA SINTESI ENDOGENA DELLE PROSTAGLANDINE: è stato riportato che l'indometacina può ridurre gli effetti antiipertensivi del captopril. Co-SOMMINISTRAZIONE CON FANS: quando ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con farmaci anti-infiammatori non steroidei (per es. inibitori selettivi della Cox 2, acido acetil salicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un'attenuazione dell'effetto anti-ipertensivo.

L'uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con pre-esistente compromessa funzione renale. La combinazione deve essere somministrata con cautela specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve esser preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all'inizio della terapia concomitante.

LITIO: in pazienti in terapia con ACE-Inibitori e litio sono stati riportati aumenti dei livelli sierici di litio e sintomi di tossicità da litio. Questi farmaci dovranno essere somministrati in associazione con cautela e si raccomanda il monitoraggio frequente dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo può aumentare il rischio di tossicità da litio.

IPOGLICEMIZZANTI: la somministrazione contemporanea di Ace-Inibitori e farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina) può causare un aumento dell'effetto ipoglicemizzante di questi ultimi, con maggiore rischio di ipoglicemia, soprattutto durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con funzionalità renale compromessa.

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Effetti indesiderati

Reazioni cutanee: In circa il 4-7% dei pazienti, si verifica un rash, di solito pruriginoso, in genere durante le prime quattro settimane di trattamento. E' di norma maculopapuloso, ma raramente orticarioide (vedere sez. 4.4). Sono stati anche osservati prurito, arrossamento e fotosensibilizzazione. In qualche paziente si è manifestato angioedema (vedere sez. 4.4).

Reazioni gastrointestinali: Circa il 2-4% dei pazienti ha avuto una diminuzione o la perdita della percezione del gusto. Tale fenomeno è reversibile e di solito limitato nel tempo (2-3 mesi). Alla perdita del gusto può associarsi perdita di peso. E' stata osservata stomatite con ulcerazioni pseudo-aftose. In qualche paziente che riceveva il farmaco è stato riscontrato aumento degli enzimi epatici, sebbene non si sia provata alcuna relazione causale. Possono verificarsi irritazione gastrica e dolore addominale.

Alterazioni epatiche - Nel corso di trattamento con ACE-Inibitori è stata raramente descritta una sindrome itterica con grave evoluzione verso l'epatite fulminante. Pertanto, i pazienti trattati con ACE-Inibitori che sviluppino ittero o marcato incremento degli enzimi epatici devono sospendere la terapia ed essere adeguatamente trattati.

Reazioni renali: Proteinuria (vedere sez. 4.4). Transitoria elevazione dell'azotemia e della creatininemia (vedere sez. 4.4). Aumento della potassiemia (vedere sez. 4.4). Reazioni ematiche: Neutropenia/agranulocitosi (vedere sez. 4.4).

Reazioni cardiovascolari: Dopo l'inizio della terapia con Captopril in pazienti in corso di trattamento con diuretici o dopo l'aggiunta di un diuretico al regime terapeutico, può verificarsi ipotensione (vedere sez. 4.4). In qualche paziente con volemia diminuita è stata osservata tachicardia.

Altre reazioni: Sono stati riferiti parestesie delle mani, manifestazioni del tipo malattia da siero, tosse, broncospasmo e linfoadenopatie. CAPOTEN può causare una falsa positività del test urinario per l'acetone.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

L'uso degli ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L'uso degli ACE inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

E' noto che nella donna l'esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.

I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Allattamento

Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrafo 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di Capoten in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perchè non c'è abbastanza esperienza clinica.

Nei neonati più grandi, se ritenuto necessario per la madre, Capoten può essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

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Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25 °C. Conservare nel contenitore originale per proteggere dall’umidità.

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Ultima modifica: 19-09-2013
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