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DIURETICI AD AZIONE DIURETICA MINORE, ESCLUSE LE TIAZIDI

ZAROXOLYN

50CPR 5MG

TEOFARMA Srl

Descrizione prodotto

ZAROXOLYN*50CPR 5MG

Principio attivo

METOLAZONE

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

DIURETICI AD AZIONE DIURETICA MINORE, ESCLUSE LE TIAZIDI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

5.10


Codice ATC livello 5:
C03BA08

Codice AIC:
24488064


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Zaroxolyn è indicato nel trattamento della ipertensione da solo o, nelle forme più severe, associato ad altri farmaci antiipertensivi.

Zaroxolyn è indicato anche, come diuretico, in tutti i casi di ritenzione idrico-salina.

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Composizione

Ogni compressa da 5 mg contiene:

Principio attivo: metolazone 5 mg.

Eccipienti: cellulosa microcristallina 144,5 mg; magnesio stearato 500 mcg.

Ogni compressa da 10 mg contiene:

Principio attivo: metolazone 10 mg.

Eccipienti: cellulosa microcristallina mg 139,35; magnesio stearato 500 mcg; colorante E 127 (sotto forma di lacca di alluminio al 15%) 150 mcg.

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Eccipienti

Compresse da 5 mg: cellulosa microcristallina, magnesio stearato.

Compresse da 10 mg: cellulosa microcristallina, magnesio stearato, colorante E 127 (sotto forma di lacca di alluminio al 15%).

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Controindicazioni

Ipersensibilità al metolazone. Anuria. Coma e pre-coma epatico.

E' sconsigliato l'uso in età pediatrica.

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Posologia

Salvo diversa prescrizione medica, la posologia iniziale può variare da mezza a 2 compresse (2,5-5-10 mg) al giorno, al mattino.

In particolare vengono suggeriti i seguenti schemi per indicazioni:

stati ipertensivi: 2.5-5 mg una volta al giorno, al mattino;

edemi da scompenso cardiaco: 5-10 mg una volta al giorno, al mattino;

edemi da insufficienza renale: 5-20 mg una volta al giorno, al mattino.

Zaroxolyn è un farmaco potente con una prolungata durata di azione (da 12 a 24 ore). Allorquando sia stato ottenuto l'effetto terapeutico desiderato, è di norma opportuno ridurre la dose di Zaroxolyn a più bassi livelli di mantenimento. Il tempo richiesto per il trattamento d'attacco con la posologia più elevata può variare da alcuni giorni negli stati edematosi, a 3-4 settimane nel trattamento di stati ipertensivi.

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Avvertenze e precauzioni

Determinazioni periodiche degli elettroliti sierici, allo scopo di rilevare possibili squilibri, devono essere effettuate ad intervalli appropriati. Azotemia, uricemia, glicemia devono essere periodicamente controllate in corso di terapia diuretica.

Tutti i pazienti in terapia con Zaroxolyn vanno tenuti sotto osservazione allo scopo di rilevare segni clinici di squilibri del bilancio idrico-salino (iponatriemia, alcalosi ipocloremica, ipopotassiemia). Le determinazioni degli elettroliti nel siero e nelle urine sono particolarmente importanti se il paziente vomita in maniera eccessiva od è trattato con liquidi per via parenterale. Anche alcune terapie, come ad esempio quella digitalica, possono essere influenzate dagli elettroliti sierici.

I primi segni di squilibrio idroelettrolitico,  indipendentemente dalla causa, sono: secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolori o crampi muscolari, fatigabilità muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, ecc.).

La potassiemia deve essere determinata ad intervalli regolari ed istituendo, quando indicato, un apporto suppletivo di potassio oppure somministrando un farmaco risparmiatore di potassio; una eventuale ipopotassiemia si potrà presentare, in genere, quando la terapia diuretica sia stata intensa e prolungata, con concomitante terapia steroidea o con ACTH, e con inadeguato apporto di sali. Anche se ciò non è stato riscontrato fino ad oggi con Zaroxolyn, diuretici di questo tipo possono aumentare la risposta alla tubocurarina e diminuire la risposta arteriosa alla norepinefrina. Di conseguenza può essere opportuno sospendere Zaroxolyn tre giorni prima di un intervento chirurgico elettivo.

Potendo Zaroxolyn aggravare l'iperuricemia, si deve usare cautela nel somministrarlo a pazienti iperuricemici o gottosi. Zaroxolyn esercita un effetto minimo sul metabolismo glucidico, ma può interferire sul fabbisogno insulinico di pazienti diabetici ed in soggetti con diabete latente possono manifestarsi iperglicemia e glicosuria.

Può manifestarsi un deficit di cloruri ed una alcalosi ipocloremica. In pazienti con edemi cospicui associati a scompenso cardiaco o insufficienza renale si può presentare una sindrome iposalina; a ciò possono contribuire un clima caldo ed una dieta iposalina.

Si deve usare cautela nel somministrare Zaroxolyn a pazienti con funzionalità renale gravemente diminuita. Poiché la maggior parte del farmaco è escreta attraverso i reni, in tali condizioni si possono osservare effetti cumulativi.

Quantunque fino ad oggi non siano stati riscontrati casi di allergia crociata, questa potrebbe teoricamente sopravvenire quando il metolazone fosse somministrato a pazienti riconosciuti allergici ai derivati di sulfonamidi, tiazidi o chinetazone.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

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Interazioni

Diuretici: la furosemide e probabilmente altri diuretici dell'ansa somministrati con metolazone possono provocare una perdita di liquidi ed elettroliti inusualmente abbondante e prolungata.

Altri antipertensivi: con la somministrazione contemporanea di metolazone occorre un adeguato monitoraggio della pressione arteriosa, soprattutto nella fase iniziale, al fine di modificare tempestivamente le dosi, se indicato.

Alcool, barbiturici e narcotici: l'effetto ipotensivo di queste sostanze può essere potenziato dalla riduzione del volume plasmatico che può essere correlato all'uso di metolazone.

Ciclosporina: aumento della creatinina sierica, se associata a metolazone.

Captopril: deterioramento della funzione renale, che migliora con la sospensione del metolazone.

Digitale: la ipokaliemia indotta da metolazone può aumentare la sensibilità del miocardio alla digitale, da cui possono derivare gravi aritmie.

Corticosteroidi ed ACTH: possono aumentare il rischio di ipokaliemia ed aumentare la ritenzione idrico-salina.

Litio: la litiemia può aumentare per riduzione della sua clearance, come in caso di uso concomitante di altri diuretici; ciò aumenta il rischio di tossicità del litio.

Curari: la ipokaliemia indotta dal diuretico può aumentare l'effetto di blocco neuromuscolare proprio dei curari (come la tubocurarina), con depressione respiratoria fino all'apnea;  perciò occorre sospendere Zaroxolyn almeno 3 giorni prima di un intervento chirurgico.

Salicilati ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei: possono ridurre l'effetto antipertensivo di Zaroxolyn.

Simpaticomimetici: il metolazone può diminuire la risposta alla norepinefrina, senza però impedirne l'efficacia come agente pressorio.

Insulina ed antidiabetici orali: il metolazone può diminuire la tolleranza al glucosio, determinando la necessità di un aumento degli ipoglicemizzanti.

Anticoagulanti: Zaroxolyn, come i diuretici tiazidici, può modificarne la risposta ipoprotrombinemica, da cui la necessità di aggiustarne la dose.

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Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali che si possono incontrare durante terapie con farmaci ad alta attività possono essere suddivisi in due gruppi: quelli da considerare come estensioni dell'azione farmacologica esercitata dal  farmaco e quelli,  farmacologicamente imprevisti, di idiosincrasia o tossici, dati da allergia o ipersensibilità, o da cause non spiegate.

Per Zaroxolyn gli effetti collaterali che costituiscono un'estensione delle azioni farmacologiche proprie di questo potente farmaco diuretico/saluretico/antiipertensivo, possono comprendere:

Reazioni gastrointestinali: stipsi.

Reazioni del S. N.C.: sincope, vertigini, sonnolenza.

Reazioni cardiovascolari: ipotensione ortostatica, eccessiva ipovolemia, emoconcentrazione, trombosi venosa.

Altri effetti:  secchezza delle fauci,  ipopotassiemia sintomatica e asintomatica, iponatriemia,   ipocloremia,  alcalosi  ipocloremica,  ipofosfatemia,  iperuricemia, iperglicemia, glicosuria, aumento dell'azotemia e della creatinina, fatigabilità , crampi o spasmi muscolari, astenia, irrequietezza che qualche volta porta all'insonnia.

Nel secondo gruppo gli effetti collaterali da Zaroxolyn possono comprendere:

Reazioni gastrointestinali:  nausea, vomito, anoressia, diarrea, flatulenza, peso epigastrico, ittero intraepatico colestatico, epatite.

Reazioni del S.N.C.: vertigini, cefalea, parestesia.

Reazioni ematologiche: leucopenia, anemia aplastica.

Reazioni dermatologiche da ipersensibilità: orticaria ed altri esantemi cutanei, porpora, angiopatia necrotizzante (vasculite cutanea).

Reazioni cardiovascolari: palpitazioni, dolori toracici, momentanei annebbiamenti della vista.

Ulteriori effetti: brividi, attacchi acuti di gotta.

Gli effetti collaterali osservati con altri diuretici, ma non riscontrati fino ad oggi con Zaroxolyn  comprendono: pancreatite, xantopsia, agranulocitosi, trombocitopenia, fotosensibilità . Durante l'uso clinico dello Zaroxolyn non si può comunque escludere l'evenienza di tali reazioni. Quando insorgano effetti collaterali di media o grave entità la dose di Zaroxolyn deve essere ridotta o si deve interrompere il trattamento.

Comunicare al medico curante od al farmacista l'eventuale insorgenza di effetti indesiderati non descritti nel presente foglio illustrativo.

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Gravidanza e allattamento

Il metolazone attraversa la barriera placentare e pertanto ne è sconsigliato l'uso in gravidanza; nell'animale da esperimento il farmaco non è risultato teratogeno, ma il suo uso può esporre il feto al rischio di ittero fetale e neonatale, piastrinopenia ed altre reazioni presenti negli adulti.

Il prodotto non modifica il travaglio di parto.

Il metolazone passa nel latte materno , per cui l'allattamento dovrebbe essere sospeso.

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Conservazione

Nessuna.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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