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ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

VEPESID

20CPS 50MG

BRISTOL-MYERS SQUIBB Srl

Descrizione prodotto

VEPESID*20CPS 50MG

Principio attivo

ETOPOSIDE

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

191.63


Codice ATC livello 5:
L01CB01

Codice AIC:
24639039


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

VEPESID è indicato per il trattamento di:

– Carcinoma del polmone a piccole cellule;

– Morbo di Hodgkin;

– Linfomi maligni (non Hodgkin);

– Leucemia acuta non linfocitica.

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Composizione

Una capsula molle di VEPESID 50 mg contiene 50 mg di etoposide.

Una capsula molle di VEPESID 100 mg contiene 100 mg di etoposide.

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Eccipienti

Acido citrico anidro, polietilenglicole 400, acqua depurata e glicerina.

Costituenti della capsula: glicerina, gelatina, titanio biossido, ossido di ferro rosso, sodio p–idrossibenzoato di etile, sodio propilidrossibenzoato, acqua depurata.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravi alterazioni epatiche.

La contemporanea somministrazione del vaccino contro la febbre gialla o di altri vaccini vivi è controindicata in pazienti immunosoppressi (vedere il paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

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Posologia

Il trattamento deve essere praticato sotto controllo di un medico specialista.

La dose raccomandata di VEPESID, somministrato per via orale, è di 100–200 mg/m²/die per i primi cinque giorni, o di 200 mg/m²/die il 1°, 3° e 5° giorno, con un intervallo di 3–4 settimane tra un ciclo terapeutico e l’altro e in associazione ad altri farmaci approvati per la patologia trattata.

Tali dosi si basano sulle dosi raccomandate di VEPESID somministrato per via endovenosa, tenendo in considerazione che la biodisponibilità di VEPESID capsule dipende dalla dose somministrata. Una dose di 100 mg, somministrata per via orale, è paragonabile ad una dose di 75 mg somministrata per via endovenosa; una dose di 400 mg somministata per via orale è paragonabile ad una dose di 200 mg somministrata per via endovenosa.

Inoltre, al momento di prescrivere il farmaco, bisogna tenere in considerazione il fatto che la biodisponibilità di VEPESID, somministrato per via orale, varia da paziente a paziente; per tale motivo, possono essere necessari aggiustamenti di dosaggio per ottenere l’efficacia terapeutica desiderata.

Il dosaggio dovrebbe essere modificato tenendo conto degli effetti mielosoppressivi degli altri farmaci impiegati in associazione con VEPESID e degli effetti di precedenti trattamenti chemioterapici o radioterapici che possano aver compromesso la funzionalità del midollo osseo.

I pazienti non devono iniziare un nuovo ciclo di trattamento con VEPESID se la conta neutrofila è inferiore a 1.500 cellule/mm³ o se la conta piastrinica è inferiore a 100.000 cellule/mm³, a meno che non siano causate da patologia maligna.

Dosi successive a quella iniziale devono essere aggiustate se la conta neutrofila è inferiore a 500 cellule/mm³ per più di 5 giorni o è associata a febbre o infezione, se la conta piastrinica è inferiore a 25.000 cellule/mm³, se si sviluppano altre tossicità di grado 3 o 4 o se la clearence renale è inferiore a 50 ml/min.

Uno schema posologico alternativo è 50 mg/m²/die per 2–3 settimane, con cicli ripetuti dopo un periodo di riposo di 1 settimana o dopo recupero della mielosoppressione.

Dosi superiori a 200 mg/die devono essere suddivise in 2 somministrazioni (BID).

Le capsule devono essere assunte a stomaco vuoto.

Insufficienza renale

In pazienti con funzione renale compromessa, si dovrà considerare una eventuale modifica iniziale del dosaggio basata sui valori della clearance della creatinina:

Clerance della creatinina Dosaggio dell’etoposide
> 50 ml/min 100% della dose
15–50 ml/min 75% della dose

Le dosi successive si baseranno sulla tolleranza del paziente e sui risultati clinici. Non sono disponibili dati per pazienti con clearance della creatinina <15 ml/min, quindi per questi pazienti si dovrà considerare una ulteriore riduzione del dosaggio.

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Avvertenze e precauzioni

Avvertenze speciali

VEPESID deve essere somministrato sotto controllo di un medico specialista con esperienza nell’uso di farmaci chemioterapici.

Può verificarsi mielosoppressione grave con conseguenti infezioni o sanguinamenti.

A seguito di somministrazione di etoposide è stata riportata mielosoppressione fatale.

Sia durante che dopo terapia con VEPESID i pazienti devono essere attentamente e frequentemente controllati per la possibilità di insorgenza di mielosoppressione.

La soppressione midollare è il fattore tossicologico più significativo associato a VEPESID e che ne limita la dose impiegata. Per questo motivo all’inizio della terapia e prima di ogni successiva dose di VEPESID dovranno essere eseguiti i seguenti controlli: conta delle piastrine, emoglobina, conta leucocitaria con formula.

Se prima di iniziare il trattamento con etoposide è stata somministrata radioterapia o chemioterapia, un adeguato intervallo dovrebbe consentire un recupero della funzionalità midollare.

VEPESID non deve essere somministrato a pazienti con una conta neutrofila inferiore a 1.500 cellule/mm³ o con una conta piastrinica inferiore a 100.000 cellule/mm³, a meno che non siano causate da patologia maligna.

Dosi successive a quella iniziale devono essere aggiustate se la conta neutrofila è inferiore a 500 cellule/mm³ per più di 5 giorni o è associata a febbre o infezione, se la conta piastrinica è inferiore a 25.000 cellule/mm³, se si sviluppano altre tossicità di grado 3 o 4 o se la clearence renale è inferiore a 50 ml/min.

Il dosaggio dovrebbe essere modificato tenendo conto degli effetti mielosoppressivi degli altri farmaci impiegati in combinazione o degli effetti di precedenti trattamenti radioterapici o chemioterapici che possano aver compromesso la funzionalità del midollo osseo.

In pazienti trattati con regimi chemioterapici contenenti etoposide sono stati descritti casi di leucemia acuta, con o senza sindrome mielodisplastica.

Non sono noti nè il rischio cumulativo nè i fattori predisponenti allo sviluppo di leucemie secondarie. Sono stati suggeriti, ma non chiaramente definiti, i ruoli di entrambi gli schemi di somministrazione e delle dosi cumulative. È stata riscontrata un’anomalia cromosomica 11q23 in alcuni casi di leucemia secondaria in pazienti che hanno ricevuto epipodofillotossine. Quest’anormalità è stata anche osservata in pazienti che hanno sviluppato leucemia secondaria dopo essere stati trattati con regimi chemioterapici non contenenti epipodofillotossine e in pazienti in cui la leucemia è comparsa de novo. Un’altra caratteristica che è stata associata a leucemia secondaria in pazienti che hanno ricevuto epipodofillotossine sembra essere un breve periodo di latenza, con un tempo medio per lo sviluppo della leucemia di circa 32 mesi.

Il medico deve tener presente la possibilità che con VEPESID si manifestino reazioni anafilattiche, caratterizzate da brividi, febbre, tachicardia, broncospasmo, dispnea ed ipotensione, che possono essere fatali.

La somministrazione di VEPESID deve essere interrotta immediatamente e deve essere seguita da trattamento sintomatico, che comprende la somministrazione di agenti vasopressori, corticosteroidi, antistaminici e liquidi, secondo il giudizio del medico.

Opportune precauzioni d’impiego

In tutti i casi in cui è opportuno l’impiego di VEPESID quale agente chemioterapico, il medico deve valutare il beneficio dell’impiego del farmaco rispetto all’eventuale rischio di reazioni avverse. La maggior parte delle reazioni avverse è reversibile se evidenziate prontamente. In caso di gravi reazioni avverse, la dose somministrata deve essere ridotta fino a considerare, se necessario, l’interruzione della terapia, e devono essere prese opportune misure correttive, secondo il giudizio del medico. La ripresa della terapia con VEPESID deve essere attentamente valutata, considerando il beneficio del trattamento e il rischio di nuovi episodi di tossicità.

Il rischio di tossicità associata a etoposide può aumentare nei pazienti con bassi livelli di albumina sierica.

A causa del rischio di accumulo occorre monitorare regolarmente la funzionalità epatica e renale in caso di pazienti in cui queste funzionalità risultano compromesse.

Le infezioni batteriche devono essere tenute sotto controllo prima del trattamento con VEPESID.

Dato il potenziale mutagenico dell’etoposide, pazienti di entrambi i sessi sono tenuti ad usare un’efficace misura contraccettiva durante il trattamento e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento.

Si raccomanda una consulenza genetica se il paziente desidera avere figli dopo la fine del trattamento. Dato che l’etoposide può ridurre la fertilità maschile, può essere presa in considerazione la conservazione del liquido seminale per una futura paternità (vedere il paragrafo 4.6 Gravidanza e allattamento).

Uso pediatrico: l’efficacia e la sicurezza di VEPESID nei pazienti in età pediatrica non sono state studiate sistematicamente.

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Interazioni

L’impiego di VEPESID è generalmente attuato secondo schemi di polichemioterapia. In tali casi occorre valutare il potenziale sinergismo tossico dei farmaci specie a livello midollare.

La contemporanea somministrazione di etoposide orale e ciclosporina ad alte dosi, che producono concentrazioni superiori a 2000 ng/ml, ha portato ad un incremento dell’80% dell’AUC dell’etoposide e ad una diminuzione del 38% della clearance totale corporea in confronto alla somministrazione del solo etoposide.

La somministrazione contemporanea di cisplatino si associa ad una riduzione della clearance totale corporea di etoposide.

La somministrazione contemporanea di fenitoina si associa ad un incremento della clearence di etoposide e ad una riduzione dell’efficacia.

La somministrazione contemporanea di warfarin può portare ad un aumento del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR). Si raccomanda uno stretto monitoraggio dell’INR.

È stato riscontrato un aumento del rischio di malattia sistemica fatale da vaccinazione con l’uso del vaccino contro la febbre gialla. I vaccini vivi sono controindicati in pazienti immunosoppressi (vedere il paragrafo 4.3 Controindicazioni).

L’uso precedente o contemporaneo di altri farmaci con azione mielosoppressiva simile a quella dell’etoposide potrebbe implicare effetti additivi o sinergici (vedere il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego).

In vitro il legame alle proteine plasmatiche è pari al 97%. Fenilbutazone, sodio salicilato ed aspirina possono spostare l’etoposide dal legame alle proteine (vedere il paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche).

In sperimentazioni precliniche è stata riportata una cross–resistenza tra antracicline ed etoposide.

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Effetti indesiderati

La tabella sottostante elenca le reazioni avverse riportate secondo classificazione per sistemi e organi e frequenza. Le frequenze sono classificate: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000).

Sommario delle reazioni avverse
Tumori benigni e maligni (cisti e polipi compresi) Comune Leucemia acuta
Patologie del sistema emolinfopoietico* Molto comune Mielosoppressione*, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, anemia
Patologie cardiache Comune Infarto del miocardio, aritmia
Disturbi del sistema immunitario Comune (formulazione iniettabile) Reazioni anafilattoidi**
  Raro (formulazione orale) Reazioni anafilattoidi
Patologie del sistema nervoso Comune Capogiro
  Non comune Neuropatia periferica
  Raro Convulsioni***, neurite ottica, cecità corticale transitoria, neurotossicità (per es. sonnolenza, affaticamento)
Patologie vascolari Comune Ipotensione sistolica transitoria in seguito a somministrazione endovenosa rapida, ipertensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro Fibrosi polmonare, polmonite interstiziale
Patologie gastrointestinali Molto comune Dolore addominale, stipsi, nausea e vomito, anoressia
  Comune Mucosite (inclusa stomatite ed esofagite), diarrea
  Raro Disfagia, disgeusia
Patologie epatobiliari Molto comune Epatotossicità
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Alopecia, pigmentazione
  Comune Rash, orticaria, prurito
  Raro Sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica, dermatite da rievocazione da radiazione
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Astenia, malessere
  Comune Stravaso****, flebite
* É stata riportata mielosoppressione con esito fatale.
** Le reazioni anafilattoidi possono essere fatali.
*** Le convulsioni sono occasionalmente associate a reazioni allergiche.
****Complicazioni riportate durante l’esperienza postmarketing a seguito di stravaso hanno incluso tossicità dei tessuti molli, gonfiore, dolore, cellulite e necrosi inclusa necrosi della pelle

Nella sezione che segue, l’incidenza degli eventi avversi, indicata in percentuale media, deriva da studi nei quali è stato utilizzato VEPESID quale unico agente terapeutico.

Tossicità ematologica: a seguito di somministrazione di etoposide è stata riportata mielosoppressione con esito fatale (vedere il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego). La mielosoppressione è nella maggior parte dei casi dose–limitante.

Il recupero della funzionalità midollare di solito si completa entro il ventesimo giorno, e non sono state evidenziate tossicità cumulative.

Il nadir dei granulociti e delle piastrine tende a manifestarsi circa 10–14 giorni dopo la somministrazione di etoposide in dipendenza della via di somministrazione e dello schema di trattamento.

Il nadir tende a verificarsi prima con la somministrazione endovenosa rispetto a quella orale.

Leucopenia e leucopenia grave (quest’ultima caratterizzata da leucociti <1.000/mm³) sono state osservate rispettivamente nel 60%–91% e nel 7%–17% dei pazienti trattati con etoposide. Trombocitopenia e trombocitopenia grave (quest’ultima caratterizzata da piastrine <50.000/mm³) sono state osservate rispettivamente nel 28%–41% e nel 4%–20% dei pazienti trattati con etoposide.

Casi di febbre ed infezioni sono stati riportati molto frequentemente in pazienti con neutropenia trattati con etoposide.

In pazienti trattati con VEPESID, in associazione con altri agenti antineoplastici, si è manifestata leucemia acuta preceduta o meno da una fase pre–leucemica (vedere il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego).

Tossicità gastrointestinale: nausea e vomito, i principali effetti tossici di natura gastrointestinale, sono stati osservati nel 31%–43% dei pazienti trattati con VEPESID per via endovenosa. Nausea e vomito generalmente possono essere controllati con la somministrazione di farmaci antiemetici. Anoressia e stomatite sono state osservate rispettivamente nel 10%–13% e nel 1%–6% dei pazienti trattati con VEPESID per via endovenosa.

Sono state anche descritte mucositi/esofagiti da moderate a gravi. Nell’1%–13% di questi pazienti è stata osservata diarrea.

Alopecia: alopecia reversibile, talvolta fino alla calvizie, è stata osservata fino al 66% dei pazienti trattati.

Alterazione dei valori pressori del sangue

Ipertensione: in studi clinici di pazienti trattati con VEPESID, sono stati riportati episodi di ipertensione. Se nei pazienti trattati con VEPESID si manifesta un’ipertensione clinicamente significativa, deve essere iniziata un’appropriata terapia di supporto.

Reazioni allergiche: nello 0,7%–2% dei pazienti, durante o immediatamente dopo la somministrazione di VEPESID per via endovenosa, sono state osservate reazioni anafilattoidi caratterizzate da: brividi, febbre, tachicardia, broncospasmo, dispnea e/o ipotensione.

Tali reazioni sono avvenute in percentuale più elevata nei bambini trattati con VEPESID per via endovenosa. Non è chiaro il ruolo che la concentrazione o la velocità di infusione gioca nello sviluppo di reazioni anafilattoidi.

Queste reazioni generalmente regrediscono prontamente con l’interruzione della somministrazione di etoposide e con l’assunzione di agenti vasopressori, corticosteroidi, antistaminici o con liquidi.

Generalmente i valori pressori tornano nella norma entro poche ore dall’interruzione della somministrazione. Reazioni anafilattoidi possono verificarsi con la prima dose di VEPESID.

Sono state riportate reazioni acute fatali associate a broncospasmo e casi di ipertensione e/o vampate e/o convulsioni.

Sono state riportate crisi di apnea con ripresa spontanea della respirazione.

Nei pazienti trattati con VEPESID capsule reazioni anafilattoidi sono state riportate molto raramente.

Complicazioni metaboliche: è stata riportata sindrome da lisi tumorale (in alcuni casi fatale) in seguito all’uso di VEPESID in associazione ad altri agenti chemioterapici.

Neuropatia: nello 0,7% dei pazienti è stata riportata neuropatia periferica.

Altre tossicità: sono stati osservati i seguenti eventi avversi: polmonite interstiziale/fibrosi polmonare, convulsioni (occasionalmente associate a reazioni allergiche), tossicità neurologica centrale (sonnolenza ed affaticamento), tossicità epatica, sensazione gustativa residua, febbre, sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica (è stato riportato un caso fatale), rash, pigmentazione cutanea, prurito, orticaria, dermatite da rievocazione di radiazione, dolore addominale, stipsi, disfagia, astenia, malessere, cecità corticale temporanea e neurite ottica.

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Gravidanza e allattamento

Se somministrato a donne in stato di gravidanza VEPESID può causare danno al feto.

VEPESID si è dimostrato teratogeno in topi e ratti. Non sono disponibili studi specifici e controllati su donne in gravidanza. Qualora il farmaco debba essere utilizzato in gravidanza o questo evento si verifichi durante la sua somministrazione, la paziente deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto. Le donne in età fertile dovrebbero essere avvertite di evitare la gravidanza.

Dato il potenziale mutagenico dell’etoposide, pazienti di entrambi i sessi sono tenuti ad usare un’efficace misura contraccettiva durante il trattamento e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento.

Si raccomanda una consulenza genetica se il paziente desidera avere figli dopo la fine del trattamento. Dato che l’etoposide può ridurre la fertilità maschile, può essere presa in considerazione la conservazione del liquido seminale per una futura paternità.

Non ci sono dati a riprova che VEPESID passi nel latte materno. Dato che molti farmaci sono escreti nel latte materno e data la possibilità di gravi reazioni avverse per il lattante causabili da VEPESID, deve essere considerata l’opportunità, da parte del medico, di fare interrompere l’allattamento o la somministrazione del farmaco, valutando il beneficio del farmaco per la madre in confronto al potenziale rischio di tossicità per il bambino.

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Conservazione

Conservare il prodotto a temperatura non superiore a 25° C.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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