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ANTIBATTERICI AMINOGLICOSIDICI

ZETAMICIN 15

IM IV F 15MG/1,5M

A.MENARINI IND.FARM.RIUN.Srl

Descrizione prodotto

ZETAMICIN 15*IM IV F 15MG/1,5M

Principio attivo

NETILMICINA SOLFATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIBATTERICI AMINOGLICOSIDICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

1.45


Codice ATC livello 5:
J01GB07

Codice AIC:
24829018


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

ZETAMICIN è indicato nel trattamento di:

•  infezioni pleuro-polmonari: bronchiti, broncopolmoniti, pleuriti, empiemi;

•  infezioni del rene e delle vie genito-urinarie: cistiti, pieliti, cistopieliti, pielonefriti, calcolosi infette, uretriti, prostatiti, vescicoliti;

•  infezioni chirurgiche: infezioni perioperatorie, peritoniti, ascessi, flemmoni, osteomieliti, infezioni post-traumatiche, infezioni a carico delle ossa o dei tessuti molli, ferite e ustioni infette;

•  infezioni ostetrico-ginecologiche: metriti, parametriti, salpingiti, salpingo-ovariti, pelvi-peritoniti, aborto settico, mastiti;

•  stati settici: batteriemie, setticemie, settico-piemie;

•  infezioni gastro-enteriche e delle vie biliari sostenute da germi sensibili alla netilmicina.

ZETAMICIN è risultato efficace anche nel trattamento di infezioni dovute a microrganismi resistenti ad altri aminoglicosidi e quindi è raccomandato nella terapia di attacco delle infezioni da Gram-negativi, siano esse sospette o accertate; la decisione di continuare la terapia con ZETAMICIN dovrà basarsi sui tests di sensibilità e sulla risposta clinica del paziente oltre che sulla tollerabilità del farmaco. Nelle infezioni che mettono in pericolo la vita del paziente, ZETAMICIN può essere somministrato in associazione ad un beta-lattamico, ancora prima di conoscere i dati di sensibilità in vitro.

Se si sospetta la coesistenza di microrganismi anaerobi bisogna instaurare un’adeguata terapia di associazione.

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Composizione

ZETAMICIN 15 mg/ 1,5 ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo: netilmicina solfato 22,72 mg (pari a netilmicina anidra 15 mg).

ZETAMICIN 50 mg/ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo netilmicina solfato 75,75 mg (pari a netilmicina anidra 50 mg).

ZETAMICIN 100 mg/ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo: netilmicina solfato 151,51 mg (pari a netilmicina anidra 100 mg).

ZETAMICIN 150 mg/ 1,5 ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo: netilmicina solfato 227,26 mg (pari a netilmicina anidra 150 mg).

ZETAMICIN 200 mg/ 2 ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo: netilmicina solfato 303,02 mg (pari a netilmicina anidra 200 mg).

ZETAMICIN 300 mg/ 3 ml soluzione iniettabile

1 fiala contiene:

Principio attivo: netilmicina solfato 454,53 mg (pari a netilmicina anidra 300 mg).

Per gli eccipienti, vedere 6.1

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Eccipienti

ZETAMICIN 15 mg/1,5 ml soluzione iniettabile

Sodio metabisolfito, sodio solfito anidro, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

ZETAMICIN 50 mg/ml soluzione iniettabile

Sodio metabisolfito, sodio solfito anidro, sodio edetato, sodio solfato anidro, propile p-idrossibenzoato, metile p-idrossibenzoato, acqua per preparazioni iniettabili.

ZETAMICIN 100 mg/ml - 150 mg/1,5 ml - 200 mg/2 ml - 300 mg/3 ml soluzione iniettabile

Sodio metabisolfito, sodio solfito anidro, sodio edetato, alcool benzilico, acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad altri aminoglicosidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Anche una storia di ipersensibilità o di gravi reazioni tossiche agli aminoglicosidi può controindicare l’uso di ZETAMICIN. Data la presenza di alcool benzilico le soluzioni iniettabili di ZETAMICIN da 100 mg/ml, 150 mg/1,5 ml, 200 mg/2 ml e 300 mg/3 ml non vanno somministrate ai bambini al disotto dei due anni.

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Posologia

ZETAMICIN può essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa: la posologia è identica.

Pazienti con funzionalità renale normale

Il dosaggio raccomandato di ZETAMICIN è il seguente:

  DOSE TOTALE DOSE SINGOLA
Prematuri e Neonati a termine fino a 1 settimana di vita 6 mg/kg/die 3 mg/kg ogni 12 ore
Lattanti e Neonati oltre 1 settimana di vita 7,5-9 mg/kg/die 3,75-4,5 mg/kg ogni 12 ore oppure 2,5-3 mg/kg ogni 8 ore
Bambini 6-7,5 mg/kg/die 3-3,75 mg/kg ogni 12 ore oppure 2-2,5 mg/kg ogni 8 ore
Adulti 4-6 mg/kg/die 2-3 mg/kg ogni 12 ore oppure 1,3-2 mg/kg ogni 8 ore oppure 4,5 mg/kg ogni 24 ore

Orientativamente per adulti di peso compreso tra 50 e 90 kg si consiglia una dose di 150-200 mg ogni 12 ore oppure di 100-150 mg ogni 8 ore oppure, nelle infezioni sistemiche non gravi, 300 mg ogni 24 ore. In genere la dose più bassa è indicata nelle infezioni delle vie urinarie e la più elevata nelle infezioni sistemiche. In ogni caso il dosaggio deve essere adeguato alla gravità dell’infezione e alle condizioni del paziente.

Nelle infezioni non complicate delle vie urinarie può essere sufficiente una posologia di 3 mg/kg/die in unica somministrazione giornaliera (ad es. per un paziente adulto 150 o 200 mg al dì).

Nelle infezioni che mettono in pericolo la vita del paziente si possono somministrare negli adulti fino a 2,5 mg/kg ogni 8 ore, scendendo a 2 mg/kg appena clinicamente possibile, di solito entro 48 ore.

La durata abituale del trattamento è di 7-14 giorni per tutti i pazienti, benché nelle infezioni complicate possa rendersi necessario un trattamento più protratto.

Sebbene terapie prolungate con ZETAMICIN siano ben tollerate, nei pazienti trattati per periodi superiori a quelli raccomandati si consiglia il controllo delle funzioni renale, vestibolare e uditiva.

Somministrazione endovenosa

È raccomandata nei pazienti con setticemia o in stato di shock ed è preferibile nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, disordini ematologici, gravi ustioni e masse muscolari ridotte. Negli adulti la dose singola può essere diluita in 50-200 mL delle soluzioni compatibili (vedere oltre); nei lattanti e bambini si adeguerà il volume del diluente alle necessità di liquidi del paziente. La durata dell’infusione deve essere compresa fra mezz’ora e due ore. ZETAMICIN può inoltre essere iniettato lentamente in vena, sia direttamente che attraverso un deflussore, in un tempo compreso tra 3 e 5 minuti.

N.B.: ZETAMICIN non deve essere mescolato nella stessa siringa o flacone per fleboclisi con altri farmaci.

ZETAMICIN è fisicamente compatibile senza perdita di attività con le seguenti soluzioni parenterali: Fisiologica; Destrosio 5% - 10%; Ringer e Ringer lattato; Isolyte P,M,E con destrosio 5%; Travert 10% con Electrolyte n. 2 - n. 3; Destrano 40 al 10% e destrosio 5%; Destrosio 5% in Polysal, e in acqua sterile per iniezioni. In queste soluzioni ZETAMICIN, a una concentrazione di 0,8 mg/mL, è stabile per 48 ore a temperatura ambiente.

Pazienti con funzionalità renale alterata

La posologia va adattata al grado di compromissione della funzionalità renale. I valori di creatinina sierica possono essere utilizzati per adeguare la posologia nel singolo caso mediante uno dei seguenti schemi:

A) Allungamento dell’intervallo fra le dosi, calcolate come per i pazienti con funzionalità renale integra:

creatininemia (mg/100 mL)x8 = intervallo in ore fra le dosi per es: ad un paziente di 60 kg con un valore di creatininemia di 3 mg/100 mL si somministrano 120 mg (2 mg/kg) ogni 24 ore (3x8).

B) Riduzione delle dosi, dopo una dose iniziale calcolata come per un paziente a funzionalità renale integra:

      Dose iniziale (mg/kg)       = dose ridotta ogni 8 ore
Creatininemia (mg/100 mL)

Per es: dopo una dose iniziale di 120 mg (2 mg/kg), ad un paziente di 60 kg con un valore di creatininemia di 3 mg/100 mL si somministrano 40 mg (120:3) ogni 8 ore.

Quest’ultimo schema posologico è particolarmente indicato in pazienti con infezioni sistemiche gravi.

Gli schemi di dosaggio sopra riportati servono da guida quando non è possibile ottenere dati relativi alle concentrazioni sieriche di netilmicina. In caso contrario le sin–gole somministrazioni di ZETAMICIN, alle dosi per pazienti con funzionalità renale integra, devono essere effettuate quando i livelli sierici sono ≤ a 3 mcg/mL.

Emodialisi

Nei nefropazienti in trattamento dialitico, la quantità di netilmicina che si elimina dal sangue varia in funzione di diversi fattori, compreso il metodo di dialisi adottato.

Un’emodialisi di 8 ore può ridurre le concentrazioni sieriche di ZETAMICIN del 63%. La dose consigliata alla fine di ciascun trattamento dialitico è per gli adulti 2 mg/kg e per i bambini 2-2,5 mg/kg.

Terapia in associazione

ZETAMICIN in associazione ad altri antibiotici deve essere somministrato a dosi piene.

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Avvertenze e precauzioni

Occorre monitorare attentamente dal punto di vista clinico i pazienti trattati con aminoglicosidi, a causa della potenziale tossicità correlata al loro uso. I pazienti anziani e pediatrici possono essere particolarmente a rischio, ed è quindi consigliato un attento controllo clinico. La valutazione della funzionalità renale e degli elettroliti sierici all’inizio del trattamento e periodicamente è consigliata per i pazienti che potrebbero essere trattati con ZETAMICIN per periodi prolungati (più di 7-10 giorni) o che potrebbero richiedere dosi più alte di quelle raccomandate in base a età, peso o presunta funzionalità renale.

Nei pazienti adulti e pediatrici che vengono trattati con ZETAMICIN per più di 7-10 giorni per il trattamento di gravi infezioni o che potrebbero essere trattati con dosi più alte di quelle raccomandate in rapporto all’età, il peso o la presunta funzionalità renale, durante la terapia devono essere periodicamente valutati la funzionalità renale e gli elettroliti sierici.

La nefrotossicità a seguito di somministrazione di netilmicina è stata lieve. Tuttavia, come per altri aminoglicosidi, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata durante la terapia. Il rischio di incorrere in effetti collaterali nefrotossici può insorgere soprattutto nei pazienti con funzionalità renale ridotta, in quelli trattati con dosi più elevate e per periodi di tempo prolungati e negli anziani.

Sebbene l’ototossicità con netilmicina sia stata osservata raramente ed in maniera più lieve rispetto agli altri aminoglicosidi, possono verificarsi perdita dell’udito e disfunzione vestibolare, soprattutto in pazienti con pregresso danno renale e in pazienti con funzionalità renale normale trattati con dosi più alte e/o per periodi di tempo più prolungati rispetto a quelli raccomandati.

Durante la terapia è raccomandato il monitoraggio della funzionalità renale e dell’ottavo paio di nervi cranici, soprattutto nei pazienti con nota o sospetta riduzione della funzionalità renale sia all’inizio che durante la terapia. Devono essere analizzate le urine per evidenziare diminuzione del peso specifico, aumento nell’escrezione di proteine e presenza di cellule o filamenti.

Periodicamente devono essere determinati l’azoto ureico, la creatinina sierica e la clearance della creatinina. Se possibile, soprattutto nei pazienti ad alto rischio, sono raccomandati una serie di audiogrammi. La presenza di ototossicità o nefrotossicità richiede aggiustamenti della dose o interruzione del trattamento. Come con altri aminoglicosidi, in rari casi, la variazione della funzionalità renale e dell’ottavo paio di nervi cranici può cominciare a manifestarsi solo dopo la fine del trattamento. Quando possibile, dovrebbero essere controllate le concentrazioni sieriche di antibiotico per assicurare livelli adeguati ed evitare quelli potenzialmente tossici. Si raccomanda di aggiustare il dosaggio per evitare livelli sierici di netilmicina prolungatamente superiori a 16 mcg/mL e di non effettuare ulteriori somministra–zioni finché i livelli sierici minimi non siano compresi in un range da 0.5 a 2 mcg/mL alle dosi raccomandate. Concentrazioni minime superiori a 4 mcg/mL devono essere evitate. Eccessive concentrazioni sieriche massime e/o minime possono aumentare il rischio di tossicità renale e a carico dell’ottavo paio di nervi cranici.

Nei pazienti con ustioni estese, l’alterazione della cinetica può comportare diminuzione delle concentrazioni sieriche degli aminoglicosidi. La determinazione di dette concentrazioni è particolarmente importante in questi pazienti al fine di adattare la posologia.

Durante il trattamento i pazienti devono essere ben idratati.

I pazienti anziani possono avere una ridotta funzionalità renale, che può non risultare evidente dalle analisi di routine, come l’azoto ureico e la creatinina sierica. Potrebbe essere più utile la determinazione della creatinina sierica. In questi pazienti, durante la terapia con netilmicina, come con altri aminoglicosidi, è particolarmente importante monitorare la funzionalità renale.

Nei pazienti anziani, in quelli trattati per periodi prolungati ad alte dosi ed in quelli con funzionalità renale ridotta si consiglia un frequente controllo delle funzioni renale, vestibolare e uditiva.

Gli aminoglicosidi devono essere usati con cautela in pazienti con disturbi neuromuscolari quali miastenia grave, parkinsonismo o botulismo infantile, poiché tali farmaci in via teorica possono aggravare la debolezza muscolare, dato il loro effetto curaro-simile sulle giunzioni neuromuscolari.

Il trattamento con netilmicina può determinare una superinfezione da germi resistenti; in tali evenienze occorre sospendere il trattamento ed istituire una terapia idonea.

In alcuni pazienti adulti e pediatrici è stata osservata una sindrome tipo Fanconi con aminoaciduria e acidosi metabolica.

Il prodotto contiene sodio metabisolfito e sodio solfito; tali sostanze possono provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico inclusi sintomi anafilattici ed attacchi asmatici gravi che possono mettere in pericolo la vita o meno. La sensibilità ai solfiti è osservata più frequentemente negli asmatici rispetto ai non asmatici.

Molto raramente, a seguito dell’uso di aminoglicosidi, compresa netilmicina, sono stati riportati sindrome di Steven-Johnson e necrolisi tossica epidermica.

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Interazioni

Come per gli altri aminoglicosidi, deve essere evitata la somministrazione contemporanea o sequenziale per via sistemica o topica di altri farmaci potenzialmente nefrotossici e/o neurotossici. L’uso concomitante di ZETAMICIN ed altri farmaci potenzialmente nefrotossici aumenta il rischio di nefrotossicità. Queste sostanze comprendono aminoglicosidi, vancomicina, polimixina B, colistina, organoplatini, metotrexato ad alte dosi, ifosfamide, pentamidina, foscarnet, alcuni farmaci antivirali (aciclovir, ganciclovir, adefovir, cidofovir, tenovir), amfotericina B, immunosoppressori quali ciclosporina o tacrolimus e prodotti di contrasto a base di iodio. Se l’uso di queste associazioni fosse necessario, la funazionalità renale deve essere attentamente monitorata con appropriati esami di laboratorio. Altri fattori che possono aumentare il rischio di nefrotossicità sono la disidratazione e l’età avanzata.

Si deve evitare la somministrazione contemporanea di netilmicina con diure–tici potenti quali la furosemide o l’acido etacrinico, poiché questi possono essere di per sé ototossici. Inoltre, se somministrati per via endovenosa, i diuretici possono aumentare la tossicità degli aminoglicosidi, alterando la concentrazione dell’antibiotico nel siero e nei tessuti.

Si può verificare l’assorbimento da parte della superficie corporea di quantità significative di antibiotici neurotossici o nefrotossici a seguito di applicazione cutanea o irrigazione locale: occorre tenere in considerazione il potenziale effetto tossico di antibiotici somministratiti in tal modo.

Sebbene negli studi clinici non siano stati riferiti blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria, essi si sono verificati negli animali a cui è stata somministrata netilmicina a dosi considerevolmente superiori a quelle raccomandate nell’uso clinico. La possibilità che questi fenomeni si verifichino nell’uomo deve essere presa in considerazione, soprattutto per somministrazione contemporanea di aminoglicosidi e bloccanti neuromuscolari, come succinilcolina, tubocurarina, decametonium, anestetici o massicce trasfusioni di sangue contenenti citrato in veste di anticoagulante. In tale eventualità, il blocco può essere rimosso con sali di calcio o neostigmina.

Il prodotto non va mescolato nella stessa siringa con altri farmaci.

È stata dimostrata allergenicità crociata fra aminoglicosidi.

In vitro l’associazione di un aminoglicoside con un antibiotico beta-lattamico (penicilline o cefalosporine) può causare una reciproca e significativa inattivazione. Anche quando un antibiotico aminoglicosidico ed uno penicillino-simile sono stati somministrati attraverso due vie differenti, si è verificata una riduzione dell’emivita o dei livelli plasmatici dell’aminoglicoside in pazienti con insufficienza renale ed in alcuni pazienti con funzionalità renale normale. Generalmente l’inattivazione dell’aminoglicoside assume un significato clinico importante solo nei pazienti con grave insufficienza renale.

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Effetti indesiderati

Nefrotossicità: a seguito della somministrazione di netilmicina sono stati talvolta riferiti effetti collaterali renali, in genere di tipo lieve, come evidenziato dalla presenza nelle urine di filamenti, cellule o proteine o da un aumento dell’azoto ureico, dell’azoto non proteico o della creatinina sierica, o dall’oliguria. Tali effetti, molto spesso reversibili, sono più frequenti negli anziani, nei soggetti con pregressa insufficienza renale, in pazienti trattati per lunghi periodi o con dosi più alte di quelle raccomandate.

Neurotossicità: a differenza di altri aminoglicosidi, l’incidenza di disturbi vestibolari e cocleari con ZETAMICIN è molto bassa. Il disturbo della funzione vestibolare può essere transitorio per un meccanismo di compenso. Il disturbo cocleare, riportato raramente, è normalmente irreversibile. Tali effetti sono più frequenti nei soggetti con pregressa insufficienza renale ed in pazienti trattati con alte dosi e/o per lunghi periodi. La disidratazione, la concomitante somministrazione di acido etacrionico o furosemide, o una precedente esposizione ad altri farmaci ototossici costituiscono altri fattori che possono aumentare il rischio di ototossicità indotta da aminoglicosidi.

I sintomi della ototossicità indotta da aminoglicosidi sono per lo più transitori e possono comprendere sensazione di instabilità, vertigine, tinnito, ronzii auricolari, ipoacusia nell’ambito dei toni alti.

Non è mai stata riferita sordità totale. Alcuni pazienti con preceden–ti manifestazioni ototossiche da altri aminoglicosidi sono stati trattati senza ulteriore risentimento con ZETAMICIN.

Il rischio di reazioni tossiche è basso nei pazienti con funzionalità renale normale che non assumono ZETAMICIN a dosi più alte e per periodi più lunghi di quanto raccomandato.

Altre reazioni raramente osservate e probabilmente correlabili all’impiego della netilmicina sono: eruzione cutanea, esantema, prurito, manifestazioni su base allergica o anafilattica, patologia da raffreddamento, febbre, ce–falea, malessere, disorientamento, parestesie, anoressia, vomito, dolori ad–dominali, ritenzione dei liquidi, diarrea, tachicardia, ipotensione, palpitazioni, aumento della glicemia, aumento occasionale della fosfatasi alcalina, della SGOT o della SGPT in genere transitorio, talora con epa–tomegalia lieve, anormalità dei valori funzionalità epatica, bilirubinemia, aumento di potassio, diminuzione di emoglobina, globuli bianchi e piastrine, eusinofilia, anemia, aumento del tempo di protrombina, leucopenia, granulocitopenia, trombocitosi, parestesia, agra–nulocitosi di norma reversibile, scialorrea, stomatite, di–sturbi visivi, depressione, confusione.

Sebbene la tollerabilità locale di ZETAMICIN sia in genere eccellente, è stato riportato un caso occasionale di dolore al sito di iniezione o reazione localizzata. In uno studio clinico comparativo randomizzato con netilmicina e amikacina, il dolore associato alle iniezioni intramuscolari è stato molto più leggero con netilmicina rispetto ad amikacina.

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Gravidanza e allattamento

Gli antibiotici aminoglicosidici attraversano la placenta e possono causare danni fetali qualora somministrati a donne in gravidanza. Sono stati riportati casi di sordità congenita bilaterale irreversibile in bambini le cui madri avevano ricevuto aminoglicosidi, fra cui netilmicina, durante la gravidanza.

Se Zetamicin viene somministrato durante la gravidanza o se la paziente si accorge di aver iniziato una gravidanza mentre assume Zetamicin, la paziente stessa deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto.

Studi condotti in donne che allattavano hanno evidenziato che una piccola quantità di Zetamicin è escreta nel latte materno. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi, occorre decidere se interrompere l’allattamento o sospendere il trattamento.

Da usarsi sotto il diretto controllo del medico.

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Conservazione

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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