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ANTIARITMICI, CLASSE I E III

RYTMONORM

28CPS 425MG RP PVC/A

ABBOTT Srl

Descrizione prodotto

RYTMONORM*28CPS 425MG RP PVC/A

Principio attivo

PROPAFENONE CLORIDRATO

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ANTIARITMICI, CLASSE I E III

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

13.22


Codice ATC livello 5:
C01BC03

Codice AIC:
24862106


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

RYTMONORM 150 mg e 300 mg Compresse rivestite

RYTMONORM 325 mg e 425 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

Prevenzione e trattamento di tachicardie e tachiaritmie ventricolari e sopraventricolari, compresa la sindrome di W.P.W., quando associate a sintomi disabilitanti.

RYTMONORM 70 mg/20 ml Soluzione iniettabile per uso endovenoso

Rapido controllo o profilassi a breve termine di tachicardie e tachiaritmie ventricolari e sopraventricolari, compresa la sindrome di W.P.W., quando associate a sintomi disabilitanti.

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Composizione

RYTMONORM 150 mg Compresse rivestite

Una compressa rivestita contiene:

Principio attivo: Propafenone cloridrato 150 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

RYTMONORM 300 mg Compresse rivestite

Una compressa rivestita contiene:

Principio attivo: Propafenone cloridrato 300 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

RYTMONORM 325 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

Una capsula rigida a rilascio prolungato contiene:

Principio attivo: Propafenone cloridrato 325 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

RYTMONORM 425 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

Una capsula rigida a rilascio prolungato contiene:

Principio attivo: Propafenone cloridrato 425 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

RYTMONORM 70 mg/20 ml Soluzione iniettabile per uso endovenoso

Una fiala da 20 ml contiene:

Principio attivo: Propafenone cloridrato 70 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

RYTMONORM 150 mg e 300 mg Compresse rivestite

Amido pregelificato, copovidone, crospovidone, ipromellosa, macrogol 6000, magnesio stearato, silicone antischiuma emulsione (polidimetilsilossano, poliglicolsteariletere), sodio laurilsolfato, talco, titanio diossido.

RYTMONORM 325 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

Ipromellosa, magnesio stearato.

Composizione della capsula: gelatina, ossido di ferro giallo (E 172), ossido di ferro rosso (E 172), sodio laurilsolfato, titanio diossido (E 171).

RYTMONORM 425 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

Ipromellosa, magnesio stearato.

Composizione della capsula: gelatina, ossido di ferro rosso (E 172), sodio laurilsolfato, titanio diossido (E 171).

RYTMONORM 70 mg/20 ml Soluzione iniettabile per uso endovenoso

Acqua per preparazioni iniettabili, glucosio.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad altre sostanze strettamente collegate dal punto di vista chimico o ad uno qualsiasi degli eccipienti. RYTMONORM 325 mg e 425 mg Capsule rigide a rilascio prolungato è controindicato in pazienti con ipersensibilità alla soia e agli arachidi.

Sindrome di Brugada nota, insufficienza cardiaca manifesta. Cardiopatia strutturale significativa come: episodio di infarto miocardico negli ultimi tre mesi, insufficienza cardiaca congestizia incontrollata in cui l’output (frazione di eiezione) del ventricolo sinistro è minore del 35%, shock cardiogeno (ad eccezione di quello provocato da aritmia), grave bradicardia sintomatica, gravi disturbi preesistenti della conduzione dell’eccitamento a livello senoatriale, atrioventricolare ed intraventricolare, malattia del nodo del seno atriale (sindrome bradicardia–tachicardia), difetti di conduzione atriale, blocco atrioventricolare di secondo grado o di grado maggiore o blocco di branca o blocco distale in assenza di un pacemaker artificiale, marcata ipotensione. Disturbi manifesti del bilancio elettrolitico (ad es. disturbi del metabolismo del potassio), gravi pneumopatie ostruttive, miastenia grave. Generalmente controindicato in gravidanza (vedere 4.6). Controindicato durante l’allattamento (vedere 4.6).

Controindicato nei pazienti che assumono contemporaneamente ritonavir e propafenone cloridrato (vedere "Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione").

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Posologia

La posologia dovrà essere come riportato di seguito, a meno di variazioni apportate dal medico.

RYTMONORM 150 mg e 300 mg Compresse rivestite

Adulti

Per il trattamento iniziale e quello di mantenimento, la dose giornaliera consigliata è di 450–600 mg (una compressa da 150 mg tre volte al giorno o una compressa da 300 mg due volte al giorno).

Occasionalmente può essere necessario un aumento della dose giornaliera fino a 900 mg (una compressa da 300 mg o due compresse da 150 mg tre volte al giorno).

Questa dose giornaliera può essere superata solamente in casi eccezionali sotto stretto controllo cardiologico.

Questi dosaggi si riferiscono a pazienti con peso corporeo di circa 70 kg. Le dosi giornaliere dovranno essere ridotte proporzionalmente per pazienti con peso corporeo inferiore. Non devono essere effettuati aumenti di dosaggio fino a che il paziente non abbia assunto il trattamento per 3 – 4 giorni.

Nei pazienti che presentano un allargamento significativo del complesso QRS o un blocco AV di secondo o terzo grado, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio.

La dose individuale di mantenimento deve essere determinata sotto controllo specialistico cardiologico comprendente il monitoraggio dell’ECG e ripetuti controlli della pressione (fase di titolazione).

La dose deve essere adattata alle esigenze individuali dei pazienti.

Anziani

Complessivamente non sono state osservate differenze in termini di sicurezza o di efficacia tra i pazienti anziani. Tuttavia non può essere esclusa una maggiore sensibilità di alcuni soggetti più anziani, pertanto, questi pazienti devono essere attentamente monitorati.

Il trattamento deve essere iniziato gradualmente e con particolare cautela in piccole dosi incrementali. Lo stesso vale per la terapia di mantenimento. Qualsiasi aumento di dosaggio, che potrebbe essere richiesto, deve essere iniziato dopo almeno 5 – 8 giorni di trattamento.

Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e/o renale, si potrebbe verificare un accumulo di farmaco dopo somministrazione di dosi terapeutiche standard. Tuttavia in pazienti in queste condizioni la dose di propafenone cloridrato può essere ulteriormente titolata sotto controllo dell’ECG e monitorando il livelli plasmatici. Per via del loro sapore amaro e per via dell’effetto anestetizzante locale del principio attivo, le compresse devono essere inghiottite intere con un sorso di liquido, a stomaco pieno.

RYTMONORM 325 mg e 425 mg Capsule rigide a rilascio prolungato

La dose di propafenone a rilascio prolungato deve essere titolata individualmente sulla base della risposta e della tollerabilità.

Per il trattamento iniziale e quello di mantenimento, la dose giornaliera consigliata è di 650 mg (una capsula a rilascio prolungato di 325 mg due volte al giorno).

Se è necessario un effetto terapeutico aggiuntivo, la dose di propafenone cloridrato (capsule a rilascio prolungato) può essere aumentata a 425 mg somministrati ogni dodici ore, dopo almeno 5 giorni.

Le capsule devono essere inghiottite intere con un sorso di liquido, a stomaco pieno.

La dose individuale di mantenimento dovrà essere determinata sotto controllo specialistico cardiologico comprendente ripetute valutazioni elettrocardiografiche e rilievi della pressione arteriosa (fase di aggiustamento posologico).

Se la durata dell’intervallo QRS è prolungata o l’intervallo QT corretto per la frequenza è prolungato di oltre il 20%, la dose dovrà essere ridotta o sospesa fino alla normalizzazione del tracciato elettrocardiografico. Nei pazienti con blocco AV di secondo o terzo grado, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio.

Dosaggio in caso di funzione epatica compromessa: propafenone cloridrato a rilascio prolungato viene estesamente metabolizzato attraverso un’ossidasi epatica saturabile. A causa dell’aumentata biodisponibilità ed emivita di eliminazione del propafenone cloridrato, potrebbe essere necessaria una riduzione della dose raccomandata.

Dosaggio in caso di funzione renale compromessa: l’eliminazione del metabolita principale del propafenone è influenzata dall’insufficienza renale, pertanto propafenone cloridrato deve essere somministrato con cautela.

Anziani: complessivamente non sono state osservate differenze in termini di sicurezza o di efficacia tra i pazienti anziani. Tuttavia non può essere esclusa una maggiore sensibilità di alcuni soggetti più anziani e pertanto, questi pazienti devono essere attentamente monitorati. La titolazione della dose in questi pazienti deve essere effettuata con particolare cautela.

In pazienti anziani o in pazienti con gravi danni miocardici, così come per altri farmaci antiaritmici, la dose dovrà essere aumentata gradualmente effettuando uno speciale controllo durante la fase iniziale del trattamento.

Propafenone cloridrato a rilascio prolungato non è stato studiato nei bambini e negli adolescenti.

RYTMONORM 70 mg/20 ml Soluzione iniettabile per uso endovenoso

Il dosaggio deve essere personalizzato e determinato sotto controllo dell’ECG e monitorando la pressione sanguigna. Quando si somministrano soluzioni per infusione, è necessario un accurato monitoraggio dell’ECG (intervallo QRS, PR e QTc) e dei parametri circolatori.

La somministrazione intravenosa in dose singola è di 1 mg/kg di peso corporeo (corrispondente ad una fiala di 20 ml in pazienti di peso corporeo di 70 kg).

Spesso l’effetto terapeutico desiderato può già essere raggiunto con una dose di 0,5 mg/kg di peso corporeo (corrispondenti a 10 ml di soluzione). Se necessario, la dose singola può essere aumentata a 2 mg/kg di peso corporeo (corrispondenti a 40 ml di soluzione).

Il trattamento deve essere iniziato con la più bassa dose possibile, tenendo il paziente sotto attenta osservazione e stretto controllo elettrocardiografico e pressorio.

L’iniezione intravenosa lenta deve essere somministrata entro un periodo di 3–5 minuti.

L’intervallo tra due iniezioni non deve essere inferiore a 90–120 minuti. Se l’intervallo QRS risultasse prolungato o se si osservasse un allungamento dell’intervallo QT corretto per la frequenza di oltre il 20%, la somministrazione deve essere sospesa immediatamente.

Infusione di breve durata

Per infusione di breve durata (1–3 ore) la dose di 0,5–1 mg/min. di RYTMONORM 70 mg/20 ml Soluzione iniettabile viene somministrata in soluzione al 5% di glucosio o fruttosio.

Infusione lenta endovenosa

–      Per infusione lenta endovenosa la massima dose giornaliera è generalmente di 560 mg (corrispondenti a 160 ml di soluzione). Per la preparazione dell’infusione deve essere utilizzata una soluzione di glucosio o fruttosio al 5%. A causa del potenziale di precipitazione, la soluzione fisiologica non è adatta alla preparazione della soluzione per infusione.

Insufficienza renale

Propafenone cloridrato deve essere somministrato con cautela nei pazienti affetti da insufficienza renale.

Insufficienza epatica

Il dosaggio deve essere adeguato ai pazienti affetti da insufficienza epatica.

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Avvertenze e precauzioni

E’ essenziale valutare dal punto di vista elettrocardiografico e clinico ogni paziente cui venga somministrato propafenone cloridrato prima e durante la terapia allo scopo di determinare se la risposta al propafenone cloridrato sia tale da giustificare un uso continuativo. Dopo somministrazione di propafenone può rivelarsi la Sindrome di Brugada oppure possono essere provocate alterazioni dell’elettrocardiogramma (ECG) simili al Brugada nei portatori precedentemente asintomatici della sindrome. Una volta iniziata la terapia con propafenone deve essere eseguito un ECG per escludere alterazioni indicative della Sindrome di Brugada.

Propafenone cloridrato può peggiorare la miastenia grave.

RYTMONORM soluzione iniettabile contiene glucosio quindi non è adatto per i soggetti con sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio.

La frequenza e la soglia di sensibilità dei pace–makers possono subire alterazioni durante la terapia con propafenone.

Perciò il funzionamento dei pace–makers dovrà essere opportunamente verificato e modificato di conseguenza durante la terapia.

Esiste un potenziale di conversione della fibrillazione atriale parossistica in flutter atriale con conseguente blocco della conduzione 2:1 o conduzione 1:1 (vedere il paragrafo 4.8).

Come con altri farmaci antiaritmici di classe 1C, nei pazienti affetti da cardiopatia strutturale significativa si possono più facilmente manifestare gravi eventi avversi, pertanto, propafenone cloridrato è controindicato in questi pazienti (vedere il paragrafo 4.3).

In caso di pregresso infarto miocardico, l’uso di RYTMONORM deve essere limitato al trattamento delle aritmie ventricolari che mettono in pericolo la vita del paziente.

In pazienti che presentano una alterata funzionalità epatica o renale, può verificarsi accumulo di farmaco anche con la somministrazione di dosi terapeutiche di RYTMONORM.

Tuttavia, sotto costante controllo elettrocardiografico, questi pazienti possono essere trattati con RYTMONORM a dosi ridotte.

Propafenone cloridrato deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con ostruzione delle vie aeree (per es. asma) a causa dell’attività beta–bloccante. Somministrare con cautela in pazienti con broncopneumopatia ostruttiva poiché l’attività beta–bloccante del propafenone può aumentare le resistenze delle vie respiratorie.

Durante infusione continua è consigliato un monitoraggio accurato del tracciato elettrocardiografico e del valore della pressione arteriosa.

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Interazioni

In caso di impiego contemporaneo di anestetici locali (per esempio durante l’impianto di pace–makers, interventi chirurgici od odontoiatrici) nonchè di altri farmaci che determinano un effetto inibitorio sulla frequenza cardiaca e/o sulla contrattilità del miocardio (per esempio beta–bloccanti, antidepressivi triciclici) deve essere tenuta in considerazione la possibilità di un potenziamento degli effetti collaterali di RYTMONORM.

Sono stati riscontrati aumenti dei livelli plasmatici di ciclosporina, teofillina, desipramina, propranololo, metoprololo e digossina a seguito della somministrazione contemporanea di questi farmaci con propafenone. Le dosi di questi medicinali devono essere ridotte, secondo le esigenze, se si osservano segni di sovradosaggio.

L’uso concomitante di propafenone e fenobarbitale e/o rifampicina (induttori del CYP3A4) può ridurre l’efficacia antiaritmica del propafenone come risultato della riduzione della concentrazione plasmatica di propafenone. Si richiede un attento monitoraggio della risposta alla terapia con propafenone durante la cosomministrazione cronica con fenobarbital e/o rifampicina.

Gli anticoagulanti orali possono interagire con propafenone, con conseguente potenziamento dell’effetto anticoagulante.

Si raccomanda quindi di controllare accuratamente i parametri della coagulazione di quei pazienti trattati contemporaneamente con anticoagulanti orali (ad esempio, fenprocumone, warfarina) e propafenone poichè quest’ultimo può potenziare l’efficacia di tali farmaci causando un aumento del tempo di protrombina. Le dosi di questi medicinali devono essere modificate, se necessario.

Farmaci che inibiscono CYP2D6, CYP1A2 e CYP3A4 come chetoconazolo, cimetidina, chinidina, eritromicina e succo di pompelmo possono causare un incremento dei livelli di propafenone. Quando propafenone viene somministrato con inibitori di questi enzimi, i pazienti devono essere attentamente monitorati e la dose modificata di conseguenza.

La cosomministrazione del Propafenone con farmaci metabolizzati dal CYP2D6 (come la venlafaxina) può causare un aumento dei livelli di questi farmaci.

Il propafenone è controindicato in cosomministrazione con ritonavir per il potenziale aumento delle concentrazioni plasmatiche (vedere il paragrafo 4.3).

La terapia di combinazione di amiodarone e propafenone può avere effetti sulla conduzione e sulla ripolarizzazione cardiaca e condurre ad anomalie potenzialmente proaritmiche. Possono essere richiesti degli aggiustamenti posologici per entrambe i composti sulla base della risposta terapeutica.

L’uso concomitante del propafenone e della lidocaina non ha evidenziato effetti significativi sulla farmacocinetica. Tuttavia, è stato riportato che la cosomministrazione del propafenone e della lidocaina aumenta il rischio di reazioni avverse associate alla lidocaina sul sistema nervoso centrale.

Si possono presentare livelli plasmatici elevati di propafenone quando viene somministrato in concomitanza con SSRI, come la fluoxetina e la paroxetina. La somministrazione contemporanea di propafenone cloridrato e fluoxetina nei metabolizzatori estensivi incrementa i valori di Cmax e AUC del S–propafenone del 39% e 50% e di Cmax ed AUC del R–propafenone del 71% e 50% rispettivamente.

Basse dosi di propafenone possono essere sufficienti per provocare la risposta terapeutica desiderata.

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Effetti indesiderati

Le più frequenti e molto comuni reazioni avverse correlate alla terapia con Propafenone sono: capogiri, disturbi della conduzione cardiaca e palpitazioni.

Tabella riepilogativa delle reazioni avverse

La seguente tabella mostra le reazioni avverse riportate con propafenone negli studi clinici e nell’esperienza post–marketing.

Le reazioni considerate almeno possibilmente correlate all’assunzione di propafenone cloridrato sono descritte secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a <1/10), non comune (da ≥ 1/1000 a <1/100) e non nota (reazioni avverse post–marketing; le quali non possono essere definite sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità, quando la gravità possa essere valutata.

Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥ 1/10 Comune ≥ 1/100 a <1/10 Non comune ≥ 1/1000 a <1/100 Non nota (non può essere definita dai dati disponibili)
Patologie del sangue e del sistema linfatico     Trombocitopenia Agranulocitosi, leucopenia, granulocitopenia
Patologie del sistema immunitario       Ipersensibilità¹
Patologie del metabolismo e della nutrizione     Diminuzione dell’appetito  
Patologie psichiatriche   Ansia, disturbi del sonno Incubi Stato confusionale
Patologie del sistema nervoso Capogiro² Mal di testa, disgeusia (alterazione del gusto) Sincope Atassia Parestesia Convulsioni, sintomi extrapiramidali, irrequietezza
Patologie dell’occhio   Visione offuscata    
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Vertigine  
Patologie cardiache Disturbi della conduzione cardiaca³, palpitazioni Bradicardia sinusale, bradicardia, tachicardia, flutter atriale Tachicardia ventricolare, aritmia4 Fibrillazione ventricolare, insufficienza cardiaca5, frequenza cardiaca ridotta
Patologie vascolari     Ipotensione Ipotensione ortostatica
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Dispnea    
Patologie gastrointestinali   Dolore addominale, vomito, nausea, diarrea, costipazione, secchezza delle fauci Distensione addominale, flatulenza Conati di vomito, disturbi gastrointestinali
Patologie epatobiliari   Alterazione della funzionalità epatica6   Danno epatocellulare, colestasi, epatite, ittero
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Orticaria, prurito, rash cutaneo, eritema  
Patologie muscoloscheletriche e del tessuto connettivo       Sindrome Lupus–simile
Patologie del sistema riproduttivo e della mammella     Disfunzione erettile Diminuzione del numero di spermatozoi7
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Dolore toracico, astenia, fatica, piressia    

¹ Potrebbero manifestarsi colestasi, discrasie del sangue e rash cutaneo

² Escluso vertigini

³ Compreso blocco senoatriale, blocco atrioventricolare e blocco intraventricolare

4Propafenone può essere associato ad effetti proaritmici che si manifestano come un aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) o fibrillazione ventricolare. Alcune di queste aritmie possono essere pericolose per la vita e possono richiedere rianimazione per evitare un esito potenzialmente fatale

5Può verificarsi un aggravamento della preesistente insufficienza cardiaca

6Questo termine comprende alterazione dei test di funzionalità epatica, quali aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento della gamma–glutamiltransferasi e aumento della fosfatasi alcalina nel sangue

7La diminuzione del numero di spermatozoi è reversibile dopo la sospensione di propafenone

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza.

Propafenone deve essere assunto in gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto.

E’ noto che Propafenone cloridrato sia in grado di superare la barriera placentare nell’uomo.

La concentrazione del propafenone nel cordone ombelicale risulta essere circa il 30% di quella nel sangue materno.

L’assunzione di RYTMONORM durante la gravidanza deve essere effettuata nei casi di riconosciuta ed effettiva necessità, sotto diretto controllo medico.

Allattamento al seno

Non vi sono studi riguardanti l’escrezione del propafenone nel latte materno.

Dati limitati inducono a ritenere che propafenone possa essere escreto nel latte materno. Propafenone deve essere usato con cautela nelle mamme che allattano.

A causa dei potenziali gravi effetti indesiderati sul neonato, il medico dovrebbe decidere se fare interrompere l’allattamento o l’impiego del farmaco, considerando l’importanza di quest’ultimo per la madre.

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Conservazione

Compresse rivestite

Capsule rigide a rilascio prolungato

Conservare il medicinale a temperatura inferiore ai 30°C.

Soluzione iniettabile per uso endovenoso

Conservare il medicinale a temperatura compresa tra 15°C e 25°C.

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Questo farmaco disponibile in altre 5 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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