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ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

ELDISINE

EV 1FL POLV 5MG

CRINOS SpA

Descrizione prodotto

ELDISINE*EV 1FL POLV 5MG

Principio attivo

VINDESINA SOLFATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALCALOIDI DERIVATI DA PIANTE ED ALTRI PRODOTTI NATURALI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

187.57


Codice ATC livello 5:
L01CA03

Codice AIC:
25289024


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Eldisine è un farmaco antineoplastico per esclusivo uso endovenoso, che può essere usato da solo o in associazione ad altri farmaci oncolitici. Le informazioni fino ad ora disponibili suggeriscono che Eldisine come farmaco singolo può essere utile nel trattamento di:

- Leucemia linfoblastica acuta dei bambini resistente ad altri farmaci.

- Crisi blastiche di leucemia mieloide cronica.

- Melanoma maligno non responsivo ad altre forme di terapia.

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Composizione

Ogni flacone di polvere contiene:

Principio attivo

Vindesina solfato 5 mg

Per gli eccipienti, vedere sez. 6.1.

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Eccipienti

Il flacone di polvere contiene: mannitolo

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Controindicazioni

Eldisine è controindicato nei pazienti che presentano granulocitopenia o trombocitopenia indotte da farmaci od infezioni in atto.

Tali infezioni devono essere poste sotto controllo con antisettici o antibiotici prima di usare Eldisine.

Il prodotto non va somministrato per via intratecale, poichè la somministrazione di Eldisine per questa via abitualmente causa la morte del paziente.

Non debbono ricevere Eldisine pazienti affetti da Sindrome di Charcot-Marie-Tooth.

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

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Posologia

Eldisine deve essere usato esclusivamente per via endovenosa e da personale esperto nella somministrazione di vindesina solfato.

Deve essere usata una grandissima cura nel calcolare e somministrare la dose di Eldisine, dal momento che sovradosaggi possono avere esito grave o fatale.

Si raccomanda che il farmaco venga somministrato per via endovenosa in una sola iniezione ad intervalli settimanali.

La dose viene determinata per mezzo della superficie corporea.

Negli adulti la dose di inizio raccomandata è 3 mg/m², mentre nei bambini può essere 4 mg/m².

In seguito la conta dei granulociti deve essere eseguita prima di ogni dose successiva per determinare la sensibilità del paziente al farmaco.

Se non si verificano granulocitopenia o altri eventi tossici (vedere sez. 4.8) il dosaggio può essere aumentato con incrementi di 0,5 mg/m² alla volta ad intervalli settimanali.

La dose non deve essere aumentata dopo quel dosaggio che:

1. Riduce la conta dei granulociti al di sotto di 1500 cellule/mm³ o in rare occasioni.

2. Riduce le piastrine al di sotto di 100.000/mm³.

3. Causa dolore addominale acuto (vedere sez. 4.4).

In ciascuno di questi casi si deve avere un pieno recupero prima di somministrare la dose successiva, che deve essere ridotta rispetto a quella che ha causato la reazione avversa.

Per la maggioranza dei pazienti, tuttavia, il dosaggio settimanale sarà dell'ordine di 3,0-4,0 mg/m² negli adulti e 4,0-5,0 mg/m² nei bambini (è disponibile a richiesta un nomogramma per il calcolo della superficie corporea).

L'uso di piccole quantità giornaliere di Eldisine per lunghi periodi non è consigliato, anche se il dosaggio totale settimanale risultante può essere simile a quello raccomandato.

Infatti, quando sono stati utilizzati tali schemi di dosaggio il vantaggio terapeutico ricavatone è stato scarso o nullo, mentre gli effetti collaterali sono aumentati. Una stretta aderenza allo schema di dosaggio raccomandatoè molto importante.

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Avvertenze e precauzioni

I 5 mg di polvere di Elisine devono essere disciolti in un volume di 10 ml di soluzione fisiologica o acqua per preparazioni iniettabili.

Le soluzioni preparate in questo modo devono essere conservate in frigorifero ed essere usate entro 24 ore dalla loro preparazione.

Eldisine deve essere usato esclusivamente per via endovenosa. Il farmaco deve essere somministrato da personale con esperienza nella somministrazione di vindesina solfato.

La somministrazione intratecale di vindesina solfato abitualmente causa la morte del paziente.

Le siringhe contenenti Eldisine e preparate estemporaneamente dal personale devono essere etichettate con la seguente scritta: “Non rimuovere la protezione fino al momento dell’iniezione. La somministrazione intratecale è fatale. Solo per uso endovenoso”.

Dopo accidentale somministrazione intratecale di vinca alcaloidi, è richiesto un immediato intervento neurochirurgico allo scopo di impedire che la paralisi ascendente porti a morte. In un ristretto numero di pazienti, la paralisi che metta in pericolo la vita e la successiva morte fu scongiurata ma ebbe come conseguenza gravissime sequele neurologiche, e in seguito, una guarigione limitata.

Con riferimento a casi pubblicati sul trattamento di sopravvivenza effettuato nei confronti del vinca alcaloide vincristina solfato, se vindesina solfato viene erroneamente somministrato per via intratecale, il seguente trattamento deve essere iniziato immediatamente dopo l’iniezione:

1. Rimozione della maggior quantità possibile di liquido spinale attraverso l’accesso lombare.

2. Posizionamento di un catetere epidurale nello spazio subaracnoideo attraverso lo spazio intervertebrale al di sopra dell’accesso lombare iniziale ed irrigazione del liquido spinale con soluzione Ringer Lattato. E’ richiesto del plasma fresco congelato e, quanto prima possibile, 25 ml devono essere aggiunti per ogni litro di soluzione Ringer-Lattato.

3. Inserzione di un drenaggio intraventricolare o di un catetere da parte di un neurochirurgo e continuazione dell’irrigazione del liquido spinale con rimozione del liquido attraverso l’accesso lombare collegato ad un sistema di drenaggio chiuso. La soluzione Ringer Lattato deve essere somministrata mediante infusione continua alla velocità di 150 ml/h, oppure ad una velocità di 75 ml/h quando è stato aggiunto, come già detto, del plasma fresco congelato.

La velocità di infusione deve essere aggiustata in modo tale da mantenere nel liquido spinale una concentrazione proteica pari a 150 mg/dl.

Quantunque possano non essere essenziali, in aggiunta sono state attuate anche le seguenti misure: sono stati somministrati 10 g di acido glutammico per via endovenosa nell’arco delle 24 ore seguiti da 500 mg tre volte al giorno per via orale per 1 mese.

Acido folinico per via endovenosa è stato somministrato inizialmente come bolo di 100 mg, poi infuso ad una velocità di 25 mg/h per 24 ore, quindi somministrato in boli di 25 mg ogni 6 ore per la durata di una settimana.

La piridossina è stata somministrata a dosi di 50 mg ogni 8 ore mediante infusione endovenosa della durata di oltre 30 minuti.

Non sono chiari i loro ruoli nel determinare una riduzione della neurotossicità.

Il prodotto, come del resto la maggior parte dei farmaci antitumorali ed immunosoppressori, ha dimostrato proprietà cancerogena negli animali in particolari condizioni sperimentali.

Una notevole irritazione può essere causata da una fuoriuscita di Eldisine nei tessuti circostanti durante la somministrazione endovenosa. L'iniezione va interrotta immediatamente e ogni quantità residua della dose deve essere iniettata in un'altra vena. Una iniezione locale di ialuronidasi o idrocortisone e l'applicazione di moderato calore aiutano a disperdere il farmaco e potrebbero ridurre il dolore e la possibilità di cellulite.

Deve essere assolutamente evitato lo stravaso dalla vena durante la somministrazione di Eldisine. Lo stravaso durante l'iniezione endovenosa può causare cellulite e flebite. Se la quantità di farmaco fuoriuscita è grande, si potranno verificare fenomeni di necrosi. La guarigione delle suddette lesioni potrebbe richiedere alcune settimane e risultare piuttosto dolorosa. Il fastidio potrebbe persistere anche dopo la guarigione delle lesioni.

Deve essere evitata la contaminazione degli occhi con la soluzione di Eldisine alle concentrazioni usate in clinica. Se tale contatto dovesse verificarsi, si avrebbe una grave irritazione e potrebbe prodursi l'ulcerazione della cornea. L'occhio deve essere immediatamente e perfettamente lavato con acqua o soluzione fisiologica. E' necessario attenersi scrupolosamente ai dosaggi indicati.

Clinicamente la tossicità dose-limitante di Eldisine è la granulocitopenia, sebbene in generale l'attività antitumorale venga ottenuta a dosi che causano scarso o nessun effetto a carico dei polimorfonucleati.

Il nadir della granulocitopenia si verifica dopo 3-5 giorni dall'ultimo giorno di somministrazione del farmaco.

In seguito la normalizzazione della conta di polimorfonucleati è rapida e abitualmente completa entro 6-8 giorni dall'ultima dose.

La conta delle piastrine è abitualmente o non modificata o aumentata dalla terapia settimanale con Eldisine.

Tuttavia occasionalmente si è verificata una trombocitopenia significativa, soprattutto somministrando le dosi a una frequenza superiore di una volta alla settimana. Ciò è più probabile che avvenga quando i pazienti sono trombocitopenici (meno di 100.000 cellule/mm³) prima della terapia con l'Eldisine.

L'effetto dell'Eldisine sulla conta degli eritrociti e la concentrazione di emoglobina è abitualmente insignificante quando altri trattamenti non complicano il quadro generale.

Quantunque la neurotossicità non sia abitualmente dose-limitante, particolare cura va riservata al dosaggio ed agli effetti collaterali neurologici se l'Eldisine viene somministrato a pazienti con preesistenti malattie neuromuscolari, ed anche quando vengono usati altri farmaci potenzialmente neurotossici. La neurotossicità associata con l'Eldisine può essere additiva.

Poichè l'Eldisine viene escreta principalmente dal fegato, può essere necessario ridurre le dosi iniziali in presenza di una significativa compromissione della funzionalità epatica e biliare.

Quando la chemioterapia è somministrata in concomitanza con la terapia radiante l'impiego dell'Eldisine deve essere ritardato fino a che la terapia radiante sia conclusa.

Difficoltà respiratorie acute e grave broncospasmo sono stati riportati dopo somministrazione di Eldisine.

Queste reazioni sono state più frequenti quando l'Eldisine è stata impiegata in combinazione con mitomicina C e ciò può richiedere trattamento aggressivo, particolarmente quando esiste una precedente disfunzione polmonare.

L'evento si può verificare entro pochi minuti o dopo diverse ore dall'iniezione o anche fino a 2 settimane dopo la somministrazione di mitomicina C. Potrebbe verificarsi dispnea progressiva richiedente terapia cronica; in questo caso Eldisine non dovrebbe essere risomministrato.

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Interazioni

Eldisine non deve essere mescolata mai con altri farmaci.

Sebbene non riportata con Eldisine, la somministrazione contemporanea orale ed endovenosa di fenitoina e combinazioni di chemioterapia antineoplastica (inclusi gli altri alcaloidi della vinca) è risultata aver ridotto i livelli plasmatici degli anticonvulsivanti e di aver aumentato la possibilità di comparsa dell'attacco epilettico, probabilmente per un ridotto assorbimento ed una aumentata eliminazione della fenitoina.

Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio di fenitoina in caso di combinazione con Eldisine.

Il contributo degli alcaloidi della vinca in questa interazione non è stato stabilito.

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Effetti indesiderati

Prima della somministrazione i pazienti e/o i loro genitori o tutori debbono essere avvertiti sulla possibilità di effetti sfavorevoli. L'incidenza degli effetti collaterali sembra correlata non solo alla dose impiegata ma anche alla dose cumulativa totale. E' più probabile che la tossicità acuta si manifesti impiegando dosi al di sopra di 4 mg/m². Abitualmente i sintomi persistono per non più di 24 ore. La comparsa di neuropatia periferica sembra essere correlata alla dose totale cumulativa somministrata.

Di seguito si riportano manifestazioni riferite come effetti collaterali:

- Gastro-intestinali: comparsa di vescicole sulla mucosa orale. Disfagia, anoressia, nausea, vomito, dispepsia, ulcera duodenale perforata, dolore addominale, ileo paralitico, diarrea, stipsi. La nausea ed il vomito sono generalmente controllati con gli antiemetici.

- Neurologici: torpore, parestesie delle dita, neuriti periferiche, perdita dei riflessi tendinei profondi, mialgia, piede cadente, convulsioni, dolori mascellari, sindromi depressive, cefalea.

Cecità corticale è stata riportata in pazienti trattati con polichemioterapici che includevano vindesina il cui contributo a questa reazione è incerto.

- Cutanei: eruzioni maculopapulari, cellulite da stravaso, alopecia da modica a totale. L'alopecia è l'effetto collaterale più comune. La ricrescita dei capelli può avvenire anche durante la terapia.

- Ematologici: granulocitopenia (fattore dose-limitante), trombocitosi, trombocitopenia, anemia leggera. Il nadir della granulocitopenia si verifica dopo 3 giorni dall'ultimo giorno di somministrazione del farmaco. In seguito, la normalizzazione della conta dei polimorfonucleati è rapida ed abitualmente completa entro 6-8 giorni dall'ultima dose.

- Vari: malessere, puntate febbrili, brividi, mialgie diffuse, fenomeni reattivi e dolori nella sede dell'iniezione, astenia.

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Gravidanza e allattamento

La sicurezza del prodotto in gravidanza o durante l'allattamento non è stata stabilita; pertanto prima dell'uso in queste pazienti deve essere attentamente valutato il rapporto rischio/beneficio.

Studi in animali con Eldisine suggeriscono che possono verificarsi effetti teratogeni. Questo prodotto non deve essere di norma somministrato a pazienti in gravidanza o a madri in allattamento.

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Conservazione

Il prodotto deve essere conservato in frigorifero (fra +2°C e +8°C).

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Malattie Collegate: 3

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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