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ANTITROMBOTICI

KYBERNIN P

IV FL 1000UI+F 20ML

CSL BEHRING SpA

Descrizione prodotto

KYBERNIN P*IV FL 1000UI+F 20ML

Principio attivo

ANTITROMBINA III UMANA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTITROMBOTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

330.00


Codice ATC livello 5:
B01AB02

Codice AIC:
25766027


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Profilassi e trattamento di complicanze tromboemboliche in caso di:

-  carenza congenita di antitrombina III.

-  carenza acquisita di antitrombina III.

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Composizione

Kybernin P 500 U.I.

Un flaconcino di polvere (309 mg di frazione plasmatica umana) contiene: antitrombina III, umana 500 U.I.

Kybernin P1000 U.I.

Un flaconcino di polvere (619 mg di frazione plasmatica umana) contiene: antitrombina III, umana 1000 U.I.

  Confezione
Kybernin P 500 U.I. Kybernin P 1000 U.I.
Antitrombina III 500 U.I. 1000 U.I.
Volume di solvente per la ricostituzione 10 ml 20 ml
U.I. totali dopo ricostituzione con solvente 500 U.I./10 ml 1000 U.I./20 ml
U.I./ml di soluzione ricostituita 50 U.I./ml 50 U.I./ml
Proteine totali 95 mg 190 mg
La potenza (U.I.) è determinata mediante il saggio cromogenico della Farmacopea Europea.
L’attività specifica è approssimativamente di 5 U.I./mg di proteina

Dopo ricostituzione con il solvente incluso nella confezione, la soluzione ottenuta contiene 50 U.I./ml di antitrombina III.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedi sezione 6.1

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Eccipienti

-  Acido aminoacetico

-  Sodio cloruro

-  Sodio citrato

-  Acido cloridrico o idrossido di sodio (in piccole quantità per la correzione del PH)

-  Acqua per preparazioni iniettabili (solvente)

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti del prodotto.

Precedenti di trombocitopenia indotta da eparina.

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Posologia

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento di pazienti con deficit di antitrombina.

Posologia

La posologia e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità del disturbo e dalle condizioni cliniche

Nella carenza congenita, il dosaggio deve essere individualizzato per ogni paziente, tenendo in considerazione la storia familiare riguardo gli eventi tromboembolici e gli effettivi fattori di rischio clinico.

Nella carenza acquisita, il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dal livello di antitrombina nel plasma, dalla presenza di segni di aumentato turnover, dalla malattia di base e dalla gravità della condizione clinica.

Il volume da somministrare e la frequenza di somministrazione devono essere basate sull’efficacia clinica e sui risultati delle indagini di laboratorio nei singoli casi.

Il numero di unità di antitrombina somministrate è espresso in Unità Internazionali (U.I.), riferite allo standard corrente WHO per l’antitrombina. L’attività di antitrombina nel plasma è espressa come percentuale (relativa al plasma umano normale) o in Unità Internazionali (relative allo Standard Internazionale per l’antitrombina nel plasma).

Una unità di antitrombina III equivale all’attività di antitrombina III presente in 1 ml di  plasma umano normale citratato. Questa concentrazione viene considerata pari al 100%. La somministrazione di 1 U.I. di Kybernin P per kg di peso corporeo aumenta l’attività di antitrombina III di 1,5%.

La dose iniziale viene calcolata secondo la seguente formula:

·  unità necessarie = peso corporeo (kg) x [100 - attività effettiva di antitrombina III (in %)] x 2/3

La dose deve essere determinata in base alle indagini di laboratorio per l’attività dell’antitrombina III. Queste indagini devono essere effettuate almeno due volte al giorno finchè la situazione del paziente è stabilizzata, successivamente una volta al giorno, preferibilmente subito  prima della successiva infusione di Kybernin P.

Aggiustamenti del dosaggio devono tenere conto sia dei segni di un aumentato turnover di antitrombina sulla base dei controlli di laboratorio, sia del decorso clinico.

Inizialmente si deve cercare di ottenere un’attività dell’antitrombina III del 100%, e l’attività deve essere mantenuta al di sopra dell’80% per la durata del trattamento, a meno che le condizioni cliniche indichino un livello efficace differente.

Si deve tenere presente che l’emivita dell’antitrombina III può essere fortemente ridotta in determinate condizioni cliniche quali ad esempio coagulazione intravasale disseminata.

Nella carenza congenita la dose iniziale usuale sarebbe di 30-50 U.I./Kg. Successivamente, il dosaggio, la frequenza di somministrazione e la durata del trattamento devono essere aggiustati sulla base dei dati biologici e della situazione clinica.

Posologia nei neonati e bambini

Non sono disponibili dati sufficienti per raccomandare l’impiego di Kybernin P nei bambini di età inferiore a 6 anni.

In genere la terapia deve continuare fino alla normalizzazione dell’attività dell’antitrombina III e fino alla scomparsa della sintomatologia.

Modo di somministrazione

Ricostituire il preparato come descritto alla sezione 6.6 ed iniettare lentamente per via endovenosa (non oltre 4 ml/minuto).

Per l’infusione si può utilizzare una soluzione di albumina al 5% come diluente. Per preparazione con diluizioni di 1:5 si possono usare anche: soluzione Ringer lattato, soluzione salina (fisiologica), soluzione di glucosio al 5%, polygelin.

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Avvertenze e precauzioni

Come con ogni prodotto contenente proteine da somministrarsi per via endovenosa, è possibile la comparsa di reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere strettamente monitorati ed osservati con attenzione per tutta la durata dell’infusione al fine di evidenziare la comparsa di qualsiasi sintomo

I pazienti devono essere informati su quali siano i segni precoci delle reazioni di ipersensibilità, come orticaria, anche generalizzata, dispnea, sibili, ipotensione ed anafilassi. Se questi sintomi si verificano dopo la somministrazione, devono contattare il loro medico.

In caso di reazioni allergiche o anafilattiche (vedere anche la sezione 4.8), l’infusione di Kybernin P deve essere interrotta immediatamente e deve essere instaurato un’adeguato trattamento medico. In caso di shock si devono seguire le correnti indicazioni terapeutiche per questa patologia.

Se necessario potranno essere adottate le seguenti ulteriori terapie:

Reazioni di modesta entità:

-  somministrare corticosteroidi e antistaminici,

Reazioni gravi o potenzialmente letali (es. shock anafilattico), in relazione alla gravità della reazione:

-  iniettare immediatamente adrenalina per infusione endovenosa lenta,

-  aggiungere corticosteroidi ad alti dosaggi per infusione endovenosa lenta,

-  se necessario ripristino del volume plasmatici, ossigenoterapia.

Sicurezza virale

Kybernin P viene prodotto da plasma umano. Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici indicatori di infezione e l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.

Per Kybernin P le misure prese sono considerate efficaci per i virus con involucro come HIV, HCV e HBV.

Le procedure di inattivazione/rimozione virale potrebbero risultare di valore limitato nei confronti di virus privi di involucro, quali il virus dell’epatite A o il Parvovirus B19. L’infezione da parvovirus B19 può essere grave per donne in stato di gravidanza (infezione fetale) e per individui immunocompromessi o con aumentata eritropoiesi (per es. anemia emolitica).

Per ridurre il rischio di agenti infettivi vengono adottati controlli severi nella selezione dei donatori e delle donazioni. Inoltre, nel processo di produzione del Kybernin P vengono incluse procedure di inattivazione/rimozione virale:

•  Kybernin P viene preparato esclusivamente da donazioni di plasma risultate negative al test per gli anticorpi anti HIV-1, HIV-2, HCV e per l’antigene HBs.

•  Il pool di plasma viene inoltre testato per gli anticorpi anti HIV-1, HIV-2 e per l’antigene HBs e per la ricerca del materiale genetico dei virus HBV, HCV e anti HIV-1 utilizzando la metodica di Amplificazione dell’Acido Nucleico (NAT), per es. Reazione a catena della Polimerasi (PCR). Quest’ultima è la metodica più sensibile, a differenza della ricerca degli anticorpi, perché è una ricerca diretta del materiale genetico dei virus eventualmente presenti. Il pool di plasma viene utilizzato per l’ulteriore lavorazione solo se i risultati sono negativi.

•  Il processo di produzione del Kybernin P prevede numerosi passaggi che contribuiscono, a loro volta, all’inattivazione/rimozione dei virus. Per il passaggio di virus inattivazione è stato introdotto un trattamento a calore in soluzione acquosa per 10 ore a 60°C.

Ai pazienti che ricevono regolarmente somministrazioni di prodotti derivati da plasma umano, incluso Kybernin P (antitrombina III), si raccomanda di effettuare una appropriata vaccinazione (Epatite A ed Epatite B).

Nell’interesse dei pazienti si raccomanda che ogni volta che venga loro somministrato Kybernin P si registri, quando possibile, il nome ed il numero del lotto del prodotto.

Sorveglianza clinica e biologica quando l’antitrombina è usata insieme con l’eparina

•  Per regolare il dosaggio dell’eparina e per evitare una eccessiva ipocoagulabilità, devono essere eseguiti regolarmente i controlli del grado dell’anticoagulazione (APPT, e dove appropriato attività anti-Fxa), a intervalli ravvicinati e, in particolare, nei primi minuti/ore che seguono l’inizio della somministrazione di antitrombina.

•  Per regolare la dose individuale devono essere controllati quotidianamente i livelli di antitrombina, per il rischio di diminuzione dei livelli di antitrombina dovuto ad un prolungato trattamento con eparina non frazionata.

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Interazioni

L’effetto inibitore della coagulazione prodotto dall’antitrombina III viene fortemente accelerata con l’utilizzo contemporaneo di eparina. La somministrazione contemporanea di eparina può ridurre considerevolmente l’emivita dell’antitrombina III (per accelerato turnover) e può aumentare il rischio di emorragie.

In pazienti con aumentato rischio di emorragia la somministrazione contemporanea di eparina a dosaggi superiori a 500 U.I., deve essere valutata molto attentamente. È necessario un attento monitoraggio dei parametri della coagulazione e dell’attività dell’antitrombina III.

Vedere anche la sezione 4.4, paragrafo “Sorveglianza clinica e biologica quando l’antitrombina è usata insieme con l’eparina”.

La contemporanea somministrazione di antitrombina III con altri inibitori della coagulazione, es. Proteina C attivata,  deve avvenire sotto stretto controllo del paziente perché il rischio di emorragie aumenta notevolmente.

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Effetti indesiderati

Raramente sono state osservate ipersensibilità o reazioni allergiche (che possono includere angioedema, bruciore ed irritazione nel sito di iniezione, brividi, arrossamento, eritema generalizzato, mal di testa, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, senso di costrizione toracica, formicolio, vomito, dispnea), che possono portare in alcuni casi a grave anafilassi (incluso lo shock).

In rare occasioni è stata osservata febbre.

Per informazioni sulla sicurezza virale, vedere la sezione 4.4.

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Gravidanza e allattamento

L’esperienza relativa alla sicurezza d’uso in gravidanza dei prodotti a base di antitrombina è limitata.

Per Kybernin P non esistono studi clinici controllati condotti in donne in gravidanza che stabiliscano la sicurezza dell’impiego. Gli studi sperimentali condotti nell’animale sono insufficienti a stabilirne la sicurezza nei riguardi di riproduzione, sviluppo dell’embrione e del feto, influenza sulla gravidanza e sviluppo peri- o post- natale.

Pertanto, Kybernin P, deve essere impiegato durante la gravidanza e l’allattamento di donne con carenza di antitrombina soltanto se specificatamente indicato, tenendo conto che la gravidanza comporta in queste pazienti un incremento del rischio di eventi tromboembolici.

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Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25°C. Non congelare.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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