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ORMONI DEL LOBO ANTERIORE DELL'IPOFISI

GENOTROPIN MINI

4TBF 2MG(6UI)

PFIZER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

GENOTROPIN MINI*4TBF 2MG(6UI)

Principio attivo

SOMATROPINA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ORMONI DEL LOBO ANTERIORE DELL'IPOFISI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

332.36


Codice ATC livello 5:
H01AC01

Codice AIC:
26844276


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Bambini

Disturbi della crescita dovuti a insufficiente increzione di ormone somatotropo (deficit di ormone della crescita, GHD)e disturbi della crescita associati a Sindrome di Turner o a insufficienza renale cronica.

Disturbi della crescita (altezza attuale < -2,5 SDS e altezza corretta in base alla statura dei genitori < - 1 SDS) in bambini di bassa statura nati piccoli per l’età gestazionale (SGA), con peso e/o lunghezza alla nascita inferiore a - 2 SD, che non hanno presentato recupero di crescita (HV < 0 SDS durante l’ultimo anno) entro l’età di 4 anni od oltre.

Sindrome di Prader-Willi per il miglioramento della crescita e della composizione corporea. La diagnosi di Sindrome di Prader-Willi deve essere confermata da appropriati test genetici.

Adulti

Trattamento sostitutivo nei pazienti adulti con marcato deficit di ormone della crescita.

Insorgenza in età adulta: pazienti che hanno un grave deficit di ormone della crescita associato a deficit ormonali multipli come conseguenza di una patologia ipotalamica o ipofisaria nota, e che hanno almeno un deficit di un ormone ipofisario, ad eccezione della prolattina.Questi pazienti devono essere sottoposti ad un appropriato test dinamico di secrezione per la diagnosi o per l’esclusione del deficit di ormone della crescita.

Insorgenza in età infantile: pazienti carenti di ormone della crescita in età infantile per cause congenite, genetiche, acquisite, o idiopatiche. I pazienti con  GHD insorto in età infantile devono essere rivalutati per quanto riguarda la capacità secretoria dell’ormone della crescita al completamento della crescita longitudinale. Nei pazienti con elevata probabilità di GHD persistente, ad esempio per una causa congenita o GHD secondario ad una malattia o ad un danno ipotalamo-ipofisario, livelli di IGF-I con SDS< -2 in assenza di trattamento con ormone della crescita per almeno 4 settimane, devono essere considerati segno evidente di totale GHD.

Per tutti gli altri pazienti saranno necessari il dosaggio dei livelli di IGF-I e un test di stimolazione dell’ormone della crescita.

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Composizione

Somatropina ricombinante, ormone della crescita umano da DNA ricombinante utilizzando E. coli

Genotropin MiniQuick 0,2 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 0,2 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 0,2 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 0,4 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 0,4 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 0,4 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 0,6 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 0,6 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 0,6 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 0,8 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 0,8 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 0,8 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 1,0 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 1,0 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 1,0 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 1,2 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 1,2 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 1,2 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 1,4 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 1,4 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 1,4 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 1,6 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 1,6 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 1,6 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 1,8 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 1,8 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 1,8 mg di somatropina in 0,25 ml
Genotropin MiniQuick 2,0 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile
Una cartuccia contiene 2,0 mg di somatropina.
Dopo ricostituzione una cartuccia contiene 2,0 mg di somatropina in 0,25 ml

Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Polvere (scomparto anteriore):

- glicina (E640)

- sodio fosfato monobasico anidro (E339)

- sodio fosfato bibasico anidro (E339)

- mannitolo (E421)

Solvente (scomparto posteriore):

- acqua per preparazioni iniettabili

- mannitolo (E421)

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Controindicazioni

GENOTROPIN MINIQUICK non deve essere usato in presenza di tumore e prima di iniziare la terapia con GENOTROPIN MINIQUICK la terapia antitumorale deve essere stata completata.

GENOTROPIN MINIQUICK non deve essere usato per promuovere la crescita nei bambini con saldatura dell’epifisi.

Non devono essere trattati con GENOTROPIN MINIQUICK pazienti in terapia intensiva che soffrono di complicazioni a seguito di intervento chirurgico a cuore aperto, intervento all’addome, traumi accidentali multipli, deficit respiratorio acuto o condizioni simili. (Per quanto riguarda i pazienti in trattamento con terapia sostitutiva, vedi sezione 4.4. Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego).

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

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Posologia

Il dosaggio e lo schema di somministrazione devono essere personalizzati.

L’iniezione deve essere somministrata per via sottocutanea e la sede deve essere cambiata per prevenire la comparsa di lipoatrofia.

Disturbi della crescita da insufficiente increzione di ormone somatotropo nei bambini: in genere si consiglia una dose di 0,025 - 0,035 mg/kg di peso corporeo al giorno oppure 0,7 - 1,0 mg/m² di superficie corporea al giorno.

È possibile somministrare anche dosi più elevate.

Quando l’insorgenza del GHD in età infantile persiste nell’adolescenza, il trattamento deve essere continuato per raggiungere il completo sviluppo somatico (composizione corporea, massa ossea). Per il monitoraggio, il raggiungimento di un normale picco di massa ossea definito da un T score > -1 (standardizzato rispetto al picco medio di massa ossea in una popolazione di adulti misurata mediante DEXA, Densitrometria Assiale a raggi X, considerando il sesso e la razza) rappresenta uno degli obiettivi terapeutici durante il periodo di transizione. Per le indicazioni sul dosaggio, vedere la sezione dedicata agli adulti sotto riportata.

Sindrome di Prader-Willi per il miglioramento della crescita e della composizione corporea nei bambini: in genere si consiglia una dose di 0,035 mg/kg di peso corporeo al giorno o 1,0 mg/m² di superficie corporea al giorno. Non deve essere superata la dose giornaliera di 2,7 mg. Il trattamento non deve essere usato nei bambini con una velocità di crescita inferiore ad 1 cm all’anno e prossima saldatura delle epifisi.

Disturbi della crescita dovuti alla Sindrome di Turner: si consiglia una dose di 0,045 - 0,050 mg/kg di peso corporeo al giorno oppure 1,4 mg/m² di superficie corporea al giorno.

Disturbi della crescita nell’insufficienza renale cronica: si consiglia una dose di 1,4 mg/m² di superficie corporea al giorno (approssimativamente 0,045 - 0,050 mg/kg di peso corporeo al giorno). Possono essere necessarie dosi più elevate se la velocità di crescita risulta troppo bassa. L’aggiustamento della dose può risultare necessario dopo 6 mesi di trattamento.

Disturbi della crescita in bambini di bassa statura nati piccoli per l’età gestazionale (SGA): si raccomanda generalmente una dose di 0,035 mg/kg di peso corporeo al giorno (1 mg/m² di superficie corporea al giorno) fino al raggiungimento dell’altezza finale (vedi sezione 5.1).

Il trattamento deve essere interrotto dopo il primo anno di terapia se la velocità di crescita è inferiore a + 1 SDS. Il trattamento deve essere interrotto se la velocità di crescita è < 2 cm/anno e, nel caso fosse necessaria una conferma, se l’età ossea è > 14 anni (per le ragazze) oppure > 16 anni (per i ragazzi), corrispondente alla saldatura delle epifisi.

Dosi consigliate nei bambini

Indicazioni mg/kg di peso corporeo dose giornaliera mg/m² di superficie corporea dose giornaliera
Insufficienza ormonale nei bambini 0,025-0,035 0,7-1,0
Sindrome di Prader Willi nei bambini 0,035 1,0
Sindrome di Turner 0,045-0,050 1,4
Insufficienza renale cronica 0,045-0,050 1,4
Bambini nati piccoli per l’età gestazionale (SGA) 0,035 1,0

Deficit di ormone della crescita nel paziente adulto: nei pazienti che proseguono la terapia con l’ormone della crescita dopo il GHD in età infantile, la dose raccomandata per ricominciare è 0,2-0,5 mg al giorno. La dose deve essere gradualmente aumentata o diminuita in relazione alle necessità dei singoli pazienti, determinate in base alle concentrazioni di IGF-I.

Nei pazienti con insorgenza di GHD in età adulta, la terapia va iniziata con una dose bassa, 0,15-0,3 mg al giorno che deve essere gradualmente aumentata in relazione alle necessità dei singoli pazienti, determinate in base alle concentrazioni di IGF-I.

In entrambi i casi l’obiettivo del trattamento è  l’ottenimento di valori di concentrazioni del fattore di crescita insulino-simile (IGF-I) entro le 2 SDS del valore medio corretto per l’età.

Nei pazienti con concentrazioni normali di IGF-I all’inizio del trattamento, l’ormone della crescita deve essere somministrato fino ad ottenere valori di IGF-I tendenti al limite superiore di normalità, senza superare le 2 SDS.

Per la titolazione del dosaggio si possono anche usare come riferimento la risposta clinica e gli effetti collaterali. È noto che vi sono pazienti con GHD per i quali i valori di IGF-I non si normalizzano nonostante la buona risposta clinica e di conseguenza in questi casi non è necessario aumentare il dosaggio.

La dose di mantenimento giornaliera raramente supera 1,0 mg al giorno.

Le donne possono necessitare di dosaggi più elevati rispetto agli uomini per i quali è dimostrata un’aumentata sensibilità dell’IGF-I.

Può sussistere il rischio che le donne, specialmente quelle sottoposte a terapia sostitutiva estrogenica orale, possano assumere un dosaggio insufficiente; lo stesso dosaggio può invece risultare elevato per gli uomini.

L’accuratezza della dose di ormone della crescita deve, pertanto, essere controllata ogni sei mesi. Dato che la produzione di ormone della crescita fisiologica diminuisce con l’età, la dose necessaria si riduce. Nei pazienti di età superiore a 60 anni, la terapia va iniziata con una dose di 0,1-0,2 mg al giorno che deve essere gradualmente aumentata in relazione alle necessità dei singoli pazienti. Si deve utilizzare la dose minima efficace. La dose di mantenimento giornaliera raramente supera 0,5 mg al giorno.

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Avvertenze e precauzioni

Diagnosi e Terapia con GENOTROPIN devono essere promosse e monitorate da medici qualificati con la necessaria esperienza nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti per i quali sia indicato l’uso terapeutico.

La Somatropina può indurre un’insulino-resistenza e in alcuni pazienti iperglicemia. Quindi i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per evidenziare intolleranza al glucosio. In rari casi la terapia con somatropina può indurre la comparsa di una condizione simile a quella diagnosticabile come diabete mellito di tipo II, ma fattori di rischio come obesità (inclusi pazienti obesi con la Sindrome di Prader-Willi), anamnesi familiare, trattamento con steroidi o preesistente scarsa tolleranza al glucosio sono presenti nella maggioranza dei casi dove ciò si verifica. Nei pazienti con diabete mellito conclamato può essere necessario un aggiustamento della terapia antidiabetica, quando viene somministata somatropina.

Durante il trattamento con somatropina si è riscontrata un’aumentata conversione da T4 a T3 che può risultare in una riduzione della concentrazione di T4 ed un aumento di T3 nel siero. In generale, i livelli periferici dell’ormone tiroideo sono rimasti entro i limiti di riferimento per i soggetti sani. Gli effetti della somatropina sui livelli dell’ormone tiroideo possono avere una rilevanza clinica nei pazienti con ipotiroidismo subclinico centrale in cui teoricamente si può sviluppare ipotiroidismo. Invece, nei pazienti in terapia sostitutiva con tiroxina, può insorgere un lieve ipertiroidismo. È quindi consigliabile controllare in modo particolare la funzionalità tiroidea dopo l’inizio del trattamento con somatropina e dopo gli aggiustamenti posologici.

Nel deficit dell’ormone della crescita secondario al trattamento di malattie di natura maligna fare particolare attenzione per rilevare eventuali sintomi di recidiva della neoplasia.

Nei pazienti affetti da disturbi del sistema endocrino, compreso il deficit dell’ormone della crescita, può verificarsi lo slittamento dell’epifisi dell’anca più frequentemente che nel resto della popolazione.

Ogni eventuale episodio di claudicatio insorto nei bambini durante la terapia con somatropina deve essere controllato clinicamente.

In caso di cefalea grave o ricorrente, disturbi alla vista, nausea e/o vomito si consiglia di eseguire una fondoscopia per rilevare l’eventuale presenza di edema papillare. Nel caso questo venga diagnosticato si deve considerare una diagnosi di ipertensione endocranica benigna e, se del caso, la terapia con ormone della crescita deve essere interrotta.

Attualmente non sono ancora disponibili sufficienti informazioni per poter dare un avvertimento specifico sulla continuazione del trattamento con ormone della crescita nei pazienti in cui l’ipertensione endocranica è risolta. Comunque, l’esperienza clinica ha dimostrato che spesso è possibile ripristinare la terapia senza una recrudescenza dell’ipertensione endocranica. Quando la terapia con ormone della crescita viene ripristinata è necessario un attento monitoraggio del paziente per rilevare eventuali sintomi di ipertensione endocranica.

Vi è un’esperienza limitata nel trattamento di pazienti di età superiore a 80 anni. I pazienti anziani possono essere più sensibili all’azione di Genotropin e di conseguenza più esposti all’insorgenza di reazioni avverse.

Nei pazienti con la Sindrome di Prader-Willi, la terapia deve essere sempre abbinata ad una dieta ipocalorica.

Sono stati segnalati casi di decesso associati all’uso dell’ormone della crescita in pazienti pediatrici affetti da sindrome di Prader-Willi con uno o più dei seguenti fattori di rischio: obesità grave, (pazienti nei quali il rapporto peso/altezza supera il 200%), storia di compromissione della funzionalità respiratoria o apnea notturna, o infezione respiratoria non identificata. I pazienti con uno o più di questi fattori di rischio possono essere esposti ad un rischio maggiore.

Prima di iniziare il trattamento con la somatropina in pazienti con sindrome di Prader-Willi, devono essere valutati segnali di ostruzione delle vie respiratorie superiori, apnea notturna, o infezioni respiratorie.

Se in corso di valutazione di ostruzione delle vie respiratorie superiori sono osservati risultati patologici, il bambino deve essere indirizzato ad uno specialista in otorinolaringoiatria per il trattamento e la risoluzione del disturbo respiratorio prima di iniziare il trattamento con l’ormone della crescita.

L’apnea notturna deve essere valutata prima dell’inizio del trattamento con l’ormone della crescita mediante metodi riconosciuti quali la polisonnografia o l’ossimetria notturna, e monitorata in caso di sospetta apnea notturna.

Se durante il trattamento con somatropina i pazienti mostrano segni di ostruzione delle vie respiratorie superiori (incluso l’insorgenza o aggravamento del russare) il trattamento deve essere interrotto e deve essere eseguito un nuovo esame otorinolaringoiatrico.

Tutti i pazienti affetti da sindrome di Prader-Willi con sospetta apnea da sonno devono essere monitorati.

I pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda i segnali di infezioni respiratorie, che devono essere diagnosticate prima possibile e trattate in modo aggressivo.

Tutti i pazienti con sindrome di Prader-Willi devono inoltre essere sottoposti a controllo attento del peso prima e durante il trattamento con l’ormone della crescita.

La scoliosi è frequente nei pazienti con la Sindrome di Prader-Willi. La scoliosi può progredire in qualsiasi bambino con una crescita rapida. Durante il trattamento bisogna monitorare i segni di scoliosi. Comunque il trattamento con l’ormone della crescita non ha evidenziato un incremento nell’incidenza o gravità della scoliosi.

Vi è un’esperienza limitata nel trattamento prolungato di pazienti adulti e di pazienti con la Sindrome di Prader-Willi.

Prima di iniziare il trattamento devono essere escluse altre cause o trattamenti che possano spiegare il disturbo della crescita nei bambini di bassa statura nati piccoli per l’età gestazionale (SGA).

Nei bambini nati piccoli per l’età gestazionale, si raccomanda di controllare i livelli di insulina e di glucosio a digiuno prima dell’inizio della terapia e, successivamente, una volta l’anno. Nei pazienti a maggior rischio di sviluppare diabete mellito (es. anamnesi familiare di diabete, obesità, grave resistenza all’insulina, acantosi nigricans) deve essere effettuata la curva da carico orale al glucosio (OGTT). Nel caso di presenza di diabete conclamato, l’ormone della crescita non deve essere somministrato.

Nei bambini nati piccoli per l’età gestazionale (SGA) si consiglia di monitorare i livelli di IGF-I prima dell’inizio della terapia e due volte all’anno durante il trattamento. Qualora, dopo ripetute determinazioni, si riscontrassero livelli di IGF-I maggiori di + 2SD rispetto al range di normalità per l’età e stadio di sviluppo puberale, si deve prendere in considerazione il rapporto IGF-I/IGFBP-3 per un’eventuale aggiustamento posologico.

Vi è un’esperienza limitata riguardo l’inizio del trattamento in pazienti SGA vicini all’esordio puberale. È pertanto non raccomandato iniziare il trattamento in questo periodo. Vi è un’esperienza limitata nei pazienti con Sindrome di Silver-Russell.

Nei bambini di bassa statura nati piccoli per l’età gestazionale (SGA) si può verificare una perdita di parte del beneficio, in termini di guadagno staturale ottenuto con il trattamento con ormone della crescita, se si interrompe la terapia prima del raggiungimento della statura definitiva.

Nell’insufficienza renale cronica la funzionalità renale deve essere inferiore al 50% rispetto ai valori normali prima di iniziare la terapia con l’ormone della crescita. Per verificare il disturbo della crescita quest’ultima deve essere stata monitorata per 1 anno prima dell’inizio della terapia. Durante questo periodo si deve instaurare e mantenere durante il trattamento, un trattamento conservativo dell’insufficienza renale (che include il controllo dell’acidosi, l’iperparatiroidismo e lo stato nutrizionale).

Il trattamento deve essere sospeso dopo trapianto renale.

Ad ora, non sono disponibili dati sull’altezza finale nei pazienti con insufficienza renale cronica trattati con Genotropin.

Gli effetti di Genotropin sulla guarigione sono stati studiati in due studi controllati con placebo effettuati su 522 pazienti adulti in terapia intensiva che soffrivano di complicazioni a seguito di interventi chirurgici a cuore aperto, interventi addominali, traumi accidentali multipli o deficit respiratorio acuto. La mortalità è stata maggiore nei pazienti trattati con somministrazioni giornaliere di Genotropin 5,3 o 8 mg rispetto ai pazienti trattati con placebo, 42% contro 19%. Sulla base di questa informazione, questo tipo di pazienti non deve essere trattato con Genotropin. Poiché non sono disponibili informazioni sulla sicurezza della terapia sostitutiva con ormone della crescita in pazienti in terapia intensiva, devono essere valutati i benefici di un trattamento continuato in questa situazione rispetto ai rischi potenziali.

Deve essere valutato il possibile beneficio derivante dal trattamento con Genotropin contro il rischio potenziale in tutti i pazienti che sviluppano altre o similari patologie acute critiche.

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Interazioni

I dati di uno studio sull’interazione effettuato in pazienti adulti con deficit di ormone della crescita indicano che la somministrazione di somatropina può aumentare la clearance di sostanze metabolizzate dal citocromo P450 isoenzimi. La clearance di sostanze metabolizzate dal citocromo P450 3A4 (steroidi sessuali, corticosteroidi, anticonvulsivanti e ciclosporina) può essere particolarmente aumentata per cui i livelli di plasma di queste sostanze risultano più bassi. Non si conosce il significato clinico di ciò.

Vedere anche la sezione 4.4 per quanto riguarda il diabete mellito e i disturbi tiroidei e la sezione 4.2 per quanto riguarda la terapia sostitutiva con estrogeni orali.

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Effetti indesiderati

I pazienti con deficit dell’ormone della crescita sono caratterizzati da un deficit del volume extracellulare. Una volta iniziato il trattamento con somatropina, questo deficit viene corretto rapidamente. In pazienti adulti sono comuni effetti collaterali collegati a ritenzione idrica, come edema periferico, rigidità delle estremità, artralgia, mialgia e parestesia. In genere questi eventi avversi sono lievi o moderati, insorgono nei primi mesi di trattamento regrediscono spontaneamente o riducendo la dose.

L’incidenza di questi eventi avversi è correlata alla dose somministrata, l’età del paziente e può essere inversamente legata all’età del paziente quando insorge il deficit di ormone della crescita. Nei bambini questi effetti non sono comuni

Nei bambini sono comuni reazioni cutanee locali e transitorie nella sede di iniezione.

Sono stati riportati rari casi di diabete mellito di tipo II.

Sono stati riportati rari casi di ipertensione endocranica benigna

Sono stati riportati casi non comuni di sindrome del tunnel carpale negli adulti.

Nell’1% circa di pazienti somatropina ha causato la formazione di anticorpi la cui capacità legante è bassa e non è stato associato significato clinico alla loro formazione.

Neoplasie benigne e maligne

Molto raro (<1/10000): leucemia.

Disturbi del sistema immunitario

Comune (>1/100, <1/10): formazione di anticorpi.

Disturbi endocrini

Raro (> 1/10 000, < 1/1000): diabete mellito tipo II.

Disturbi del sistema nervoso

Comune (>1/100, <1/10): parestesia negli adulti.

Non comune (>1/1000,<1/100): sindrome del tunnel carpale negli adulti. Parestesia nei bambini.

Raro (> 1/10 000, < 1/1000): ipertensione endocranica benigna.

Disturbi cutanei e del tessuto sottocutaneo

Comune (>1/100, <1/10): nei bambini reazioni cutanee transitorie locali.

Disturbi muscoloscheletrici, del tessuto connettivo e ossei

Comune (>1/100, <1/10): negli adulti rigidità delle estremità, artralgia, mialgia.

Non comune (>1/1000,<1/100): nei bambini rigidità delle estremità, artralgia, mialgia.

Disturbi di carattere generale e del sito di somministrazione

Comune (>1/100, <1/10): edema periferico negli adulti.

Non comune (>1/1000,<1/100): edema periferico nei bambini.

È stato riportato che la somatropina riduce i livelli plasmatici di cortisolo, probabilmente influenzando le proteine trasportatrici o aumentando la clearance epatica. La rilevanza clinica di questi risultati può essere limitata. Ciononostante la terapia sostitutiva con corticosteroidi deve essere ottimizzata prima di iniziare la terapia con Genotropin.

Sono stati riportati rarissimi casi di leucemia in bambini con deficit dell’ormone della crescita trattati con somatropina, ma l’incidenza sembra essere simile a quella dei bambini non affetti da deficit dell’ormone della crescita.

Durante l’esperienza successiva alla commercializzazione sono stati segnalati rari casi di morte improvvisa in pazienti affetti da sindrome di Prader-Willi trattati con somatropina, sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale.

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Gravidanza e allattamento

Non vi è esperienza clinica dell’uso del farmaco in donne gravide. I dati degli studi sulla riproduzione nell’animale sono incompleti. Il trattamento con Genotropin deve essere interrotto in caso di gravidanza.

Durante una normale gravidanza i livelli dell’ormone della crescita pituitario diminuiscono notevolmente dopo 20 settimane di gestazione e vengono sostituiti quasi interamente dall’ormone della crescita placentare entro le 30 settimane. Per questo motivo, è improbabile che sia necessaria la terapia sostitutiva continuata con somatropina in donne con deficit dell’ormone della crescita nel terzo trimestre di gravidanza.

Non esistono informazioni sul passaggio di somatropina nel latte materno, ma è estremamente improbabile che una proteina tal quale venga assorbita nel tratto gastrointestinale del neonato.

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Conservazione

Prima della ricostituzione

Conservare in frigorifero (+2 - +8°C). Non congelare.

Tenere la siringa nel contenitore al riparo dalla luce.

Per il solo uso ambulatoriale, il prodotto può essere conservato dall’utilizzatore finale, fino a 25°C per un solo periodo di 6 mesi. Durante e/o alla fine dei 6 mesi, il prodotto non deve essere rimesso in frigorifero.

Dopo ricostituzione

Non congelare.

Tenere la siringa nel contenitore al riparo dalla luce. Per le condizioni di conservazione del prodotto medicinale ricostituito vedere paragrafo 6.3.

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Malattie Collegate: 1

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Ultima modifica: 19-09-2013
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