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ORMONI E SOSTANZE CORRELATE

DECAPEPTYL

FL 3,75MG+2ML+1SIR

IPSEN SpA

Descrizione prodotto

DECAPEPTYL*FL 3,75MG+2ML+1SIR

Principio attivo

TRIPTORELINA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ORMONI E SOSTANZE CORRELATE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

180.10


Codice ATC livello 5:
L02AE04

Codice AIC:
26999021


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

1. Carcinoma della prostata e dei suoi secondarismi, in cui sia indicata la soppressione della produzione di testosterone;

2. carcinoma della mammella in donne in pre– e perimenopausa in cui risulta indicato il trattamento ormonale;

3. endometriosi genitale ed extragenitale (stadi I–IV);

4. fibromi uterini;

5. trattamento della pubertà precoce, prima degli 8 anni nella bambina e prima dei 10 anni nel bambino;

6. terapia prechirurgica - della durata di tre mesi - degli interventi di miomectomia e isterectomia nella paziente metrorragica; trattamento pre–chirurgico - della durata di un mese - degli interventi di ablazione endometriale e di resezione dei setti endouterini per via isteroscopica;

7. trattamento della infertilità nella donna in associazione alle gonadotropine (HMG, HCG, FSH) nei protocolli di induzione dell’ovulazione.

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Composizione

Il flaconcino di polvere contiene:

principio attivo: triptorelina 3,75 mg.

Per l’elenco degli eccipienti, vedere 6.1.

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Eccipienti

Polimero dl–lactide coglicolidico, mannitolo, carmellosa sodica, polisorbato 80

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Controindicazioni

Ipersensibilità al GnRH, ai suoi analoghi o ad uno qualsiasi degli eccipienti della specialità medicinale (vedere 4.8). Gravidanza ed allattamento. Interrompere il trattamento in caso di insorgenza fortuita di gravidanza (vedere 4.6)

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Posologia

– Nel carcinoma della prostata e nel carcinoma della mammella effettuare un’iniezione tassativamente ogni 4 settimane.

Non interrompere il trattamento senza consultare il medico curante.

– Nell’endometriosi e nel fibroma uterino non operabile il trattamento deve iniziare nei primi 5 giorni del ciclo. Il ritmo delle iniezioni e’ di una ogni 4 settimane per 6 mesi.

– Nella terapia pre–chirurgica degli interventi di miomectomia, isterectomia, ablazione endometriale e resezione di setti uterini, il trattamento deve iniziare nei primi 5 giorni del ciclo. Il ritmo delle iniezioni è di una ogni 4 settimane per 3 mesi.

– Nell’infertilita’ femminile si consiglia la somministrazione di una fiala di Decapeptyl 3,75 mg il secondo giorno del ciclo mestruale; la stimolazione con le gonadotropine puo’ essere iniziata quando la concentrazione plasmatica degli estrogeni e’ inferiore a 50 pg/ml (solitamente intorno al 15° giorno del ciclo).

– Nella pubertà precoce il trattamento con triptorelina deve essere effettuato sotto la generale supervisione di un endocrinologo pediatra o di un pediatra o di un endocrinologo esperto nel trattamento della pubertà precoce centrale.

Bambini con peso superiore ai 30Kg: somministrare una iniezione intramuscolare ogni 4 settimane (28 giorni)

Bambini con peso compreso tra i 20Kg ed i 30Kg: somministrare due–terzi della dose tramite iniezione intramuscolare ogni 4 settimane (28 giorni) (somministrare due–terzi del volume della sospensione ricostituita)

Bambini con peso inferiore ai 20Kg: somministrare metà dose tramite iniezione intramuscolare ogni 4 settimane (28 giorni) (somministrare metà del volume della sospensione ricostituita).

Nelle donne una somministrazione protratta oltre i 6 mesi deve essere attentamente valutata dal medico specialista affinche’ il beneficio atteso sia superiore ai possibili effetti collaterali conseguenti alla soppressione estrogenica prolungata, specie a livello osseo.

Attenersi rigorosamente alla prescrizione del medico; non interrompere il trattamento senza il parere del medico.

Il farmaco si somministra per via intramuscolare dopo preparazione estemporanea.

N.B.: E’ importante che l’iniezione sia eseguita in rigoroso accordo con le modalità d’uso.

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Avvertenze e precauzioni

L’uso degli agonisti del GnRH può causare riduzione della densità minerale ossea. Nell’uomo dati preliminari suggeriscono che l’utilizzo di un bifosfonato in combinazione con un agonista del GnRH possa ridurre la perdita minerale ossea. E’ necessario prestare particolare attenzione nel caso di pazienti con fattori di rischio aggiuntivi per l’osteoporosi (es. abuso cronico di alcol, fumatori, terapie a lungo termine con farmaci che riducono la densità minerale ossea, come anticonvulsivanti o corticoidi, storia familiare di osteoporosi, malnutrizione).

Può rendersi necessario un aggiustamento della terapia anti–ipertensiva nei pazienti sottoposti a terapia con analoghi del GnRH.

Prima di prescrivere la triptorelina, è necessaria la verifica dello stato di non gravidanza della paziente.

Raramente il trattamento con agonisti del GnRH può rivelare la presenza di un pre–esistente, non noto, adenoma pituitario delle cellule gonadotrope. Questi pazienti possono presentare apoplessia pituitaria caratterizzata da improvviso mal di testa, vomito, alterazione della vista e oftalmoplegia.

Sono stati riportati alterazioni dell’umore, inclusa la depressione. E’ necessario, durante la terapia, monitorare attentamente i pazienti con depressione nota.

Carcinoma della prostata

La triptorelina, come altri agonisti del GnRH, inizialmente causa un aumento transitorio dei livelli sierici di testosterone. Come conseguenza possono occasionalmente verificarsi, durante le prime settimane di trattamento, casi isolati di temporaneo peggioramento dei segni e dei sintomi del carcinoma prostatico. Durante la fase iniziale del trattamento, può essere preso in considerazione l’utilizzo anche di un anti–androgeno adatto a contrastare l’iniziale aumento dei livelli sierici di testosterone ed il peggioramento dei sintomi clinici. Un piccolo numero di pazienti può manifestare un temporaneo peggioramento dei segni e dei sintomi del carcinoma prostatico (recrudescenza tumorale) ed un temporaneo aumento del dolore correlato al tumore (dolore metastatico) che possono essere gestiti a livello di sintomi. Come con altri agonisti del GnRH, sono stati osservati casi isolati di compressione midollare (parestesie e senso di debolezza agli arti inferiori) o di ostruzione uretrale ed ematuria. Tali complicazioni regrediscono spontaneamente quando la testosteronemia raggiunge i livelli di castrazione (solitamente entro 20 giorni dalla prima somministrazione).

Se si verificano compressione midollare o alterazione renale, devono essere intrapresi i trattamenti standard per queste complicazioni e, in casi estremi, deve essere presa in considerazione una orchiectomia immediata (castrazione chirurgica). Durante le prime settimane di trattamento è indicato un attento monitoraggio, soprattutto dei pazienti che soffrono di metastasi vertebrali, a rischio di compressione midollare e di quelli con ostruzione del tratto urinario. Dopo castrazione chirurgica, la triptorelina non induce nessuna ulteriore diminuzione dei livelli sierici di testosterone.

La deprivazione androgenica a lungo termine, tramite orchiectomia bilaterale o tramite somministrazione degli analoghi del GnRH, è associata ad un aumentato rischio di perdita ossea e può portare ad osteoporosi e ad un aumentato rischio di fratture ossee. E’ stato osservato inoltre, sulla base di dati epidemiologici, che i pazienti, durante la terapia di deprivazione androgenica, possono manifestare modifiche metaboliche (es. intolleranza al glucosio) od un aumentato rischio cardiovascolare. Comunque dati prospettici non hanno confermato un legame tra il trattamento con analoghi del GnRH ed un aumento nella mortalità cardiovascolare. I pazienti ad alto rischio per malattie metaboliche o cardiovascolari devono essere valutati con attenzione prima di iniziare il trattamento ed adeguatamente monitorati durante la terapia di deprivazione androgenica.

La somministrazione di triptorelina a dosi terapeutiche provoca soppressione del sistema pituitario gonadico. La normale funzionalità viene normalmente rispristinata dopo l’interruzione del trattamento. Test diagnostici sulla funzionalità pituitaria gonadica condotti durante il trattamento e dopo l’interruzione della terapia con gli analoghi del GnRH possono quindi essere fuorvianti.

E’ utile controllare regolarmente i livelli di testosterone nel sangue poiché questi non devono superare livelli di 1ng/ml.

Donne

Riduzione della densità minerale ossea

L’uso degli agonisti del GnRH è verosimile che causi, in media, una riduzione della densità minerale ossea dell’1% / mese durante un periodo di trattamento di 6 mesi. Ad ogni 10% di riduzione della densità minerale ossea si ha un aumento di circa 2–3 volte del rischio di fratture.

I dati attualmente disponibili suggeriscono che, nella maggior parte delle donne, il ripristino della densità ossea avvenga dopo la cessazione della terapia.

Non sono disponibili dati specifici per pazienti con osteoporosi confermata o con fattori di rischio per l’osteoporosi (es. abuso cronico di alcol, fumatrici, terapie a lungo termine con farmaci che riducono la densità minerale ossea, come anticonvulsivanti o corticoidi, storia familiare di osteoporosi, malnutrizione, ad esempio anoressia nervosa). Poiché è probabile che la riduzione della densità minerale ossea risulti più dannosa in queste pazienti, il trattamento con triptorelina deve essere preso in considerazione su base individuale ed iniziato, dopo una valutazione molto accurata, solo se i benefici del trattamento sono maggiori dei rischi. E’ necessario prendere in considerazione misure aggiuntive per contrastare la perdita di densità minerale ossea.

Fibromiomi uterini ed endometriosi

Utilizzata alle dosi raccomandate, la triptorelina causa amenorrea ipogonadotropa costante. Se si verifica emorragia genitale dopo il primo mese, è necessario controllare i livelli plasmatici di estradiolo e se i livelli sono inferiori a 50pg/ml, è necessario verificare la possibile presenza di lesioni organiche. Dopo l’interruzione del trattamento, la funzionalità ovarica è ripristinata e l’ovulazione compare circa due mesi dopo l’ultima iniezione. Un metodo di contraccezione non ormonale deve essere usato durante il trattamento e per un mese dopo l’ultima iniezione.

Poiché le mestruazioni devono essere bloccate durante il trattamento con la triptorelina, è necessario istruire le pazienti in modo che informino il medico se persistono mestruazioni regolari durante il trattamento.

Durante il trattamento dei fibroidi uterini, si raccomanda di monitorare regolarmente la dimensione del fibroide. Ci sono state rare segnalazioni di sanguinamento in pazienti con fibroide sottomucoso in trattamento con un analogo del GnRH. Generalmente il sanguinamento si è verificato 6–10 settimane dopo l’inizio della terapia.

Infertilità femminile

La stimolazione follicolare, indotta dall’uso di GnRH analoghi e gonadotropine, può essere notevolmente aumentata in una minoranza di pazienti predisposte,in particolare in caso di Sindrome dell’Ovaio Policistico.

La risposta ovarica all’associazione triptorelina–gonadotropina, può variare da una paziente all’altra pur con lo stesso dosaggio e in alcuni casi da un ciclo all’altro nella stessa paziente. L’ovulazione indotta deve essere monitorata sotto stretta supervisione medica con rigorosi e regolari controlli biologici e clinici. Come con altri analoghi del GnRH, ci sono state segnalazioni di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) associata all’uso di triptorelina in combinazione con gonadotropine. Se la risposta ovarica è eccessiva, si raccomanda di interrompere il ciclo di stimolazione interrompendo le iniezioni di gonadotropina.

Nelle pazienti con alterazione della funzionalità renale o epatica la tritorelina ha un’emivita media terminale di 7–8 ore, mentre nei soggetti sani è di 3–5 ore. Nonostante questa prolungata esposizione, non ci si aspetta che la triptorelina sia presente in circolo al momento del trasferimento embrionale.

Carcinoma della mammella

Nelle pazienti con carcinoma della mammella il trattamento con Decapeptyl 3,75mg può essere utile nei casi in cui le altre terapie non hanno determinato una risposta clinica o hanno perso efficacia; qualora utilizzato come farmaco di prima scelta, non riduce l’efficacia delle altre terapie, ove richieste.

Pubertà precoce

E’ necessario effettuare un’approfondita ed individuale valutazione dei rischi e dei benefici prima di iniziare il trattamento di bambini con tumore del cervello in progressione.

Nelle bambine la stimolazione ovarica iniziale, seguita dalla deprivazione estrogenica indotta dal trattamento, può provocare, nel primo mese, sanguinamento vaginale di intensità da lieve a moderata.

Dopo l’interruzione del trattamento, si avrà lo sviluppo delle caratteristiche puberali.

Informazioni relative alla futura fertilità sono ancora limitate. Nella maggior parte delle bambine regolari mestruazioni inizieranno circa un anno dopo l’interruzione della terapia.

E’ necessario escludere la pubertà pseudo–precoce (tumore o iperplasia gonadica o surrenalica) e la pubertà precoce gonadotropine–indipendente (tossicosi testicolare, iperplasia familiare delle cellule di Leyding).

La densità minerale ossea (BMD) può diminuire durante la terapia con GnRH per pubertà precoce centrale. Dopo la cessazione della terapia, comunque, viene preservato il successivo accrescimento della massa ossea ed il trattamento non sembra avere effetti sul picco di massa ossea nella tarda adolescenza.

Dopo l’interruzione del trattamento con GnRH può verificarsi slittamento della testa del femore. La teoria sostenuta è che basse concentrazioni di estrogeni durante il trattamento con gli agonisti del GnRH indeboliscano la placca epifisaria. L’aumento della velocità di crescita dopo l’interruzione del trattamento di conseguenza esita in una riduzione della forza di taglio necessaria alla dislocazione dell’epifisi.

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Interazioni

E’ necessario prestare attenzione quando la triptorelina viene somministrata in concomitanza ad altri farmaci che hanno effetti sulla secrezione pituitaria delle gonadotropine ed è raccomandato che venga monitorata la situazione ormonale del paziente.

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Effetti indesiderati

Esperienza da studi clinici

Tollerabilità generale negli uomini

Come con terapie con altri agonisti del GnRH o dopo castrazione chirurgica, i più comuni eventi avversi osservati correlati al trattamento con triptorelina erano dovuti ai suoi attesi effetti farmacologici: aumento iniziale dei livelli di testosterone, seguito dalla quasi completa soppressione di testosterone. Questi effetti comprendono vampate di calore (50%), disfunzione erettile (4%) e diminuzione della libido (3%).

Sono state riportate le seguenti reazioni avverse, per le quali la correlazione con il trattamento con triptorelina è considerata almeno possibile. La maggior parte di queste reazioni sono note per essere correlate alla castrazione biochimica o chirurgica.

La frequenza delle reazioni avverse viene classificata come segue: molto comune (≥1/10) – comune (≥1/100– <1/10) – non comune (≥1/1.000 – <1/100) – rara (≥1/10.000 – <1/1.000).

Classificazione sistemica organica Eventi avversi molto comuni Eventi avversi comuni Eventi avversi non comuni Eventi avversi rari Ulteriori eventi avversi post–marketing
≥1/10 ≥1/100– <1/10 ≥1/1.000 – <1/100 ≥1/10.000–<1/1.000 Frequenza non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico       Porpora  
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Tinnito Vertigini  
Patologie endocrine       Diabete mellito  
Patologie dell’occhio       Sensazione anomala negli occhi, disturbi della vista Visione offuscata
Patologie gastrointestinali   Nausea Dolore addominale, costipazione, diarrea, vomito Distensione addominale, bocca secca, disgeusia, flatulenza  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Fatica, eritema al sito di iniezione, infiammazione al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione, reazione al sito di iniezione, edema  Letargia,  dolore, rigidità, sonnolenza Dolore al torace, distasia, malattia simile all’influenza, piressia Malessere
Disturbi del sistema immunitario       Reazione anafilattica, ipersensibilità  
Infezioni ed infestazioni       Rinofaringite  
Esami diagnostici     Aumento dell’ alanina aminotransferasi, aumento dell’ aspartato aminotransferasi, aumento della creatinina nel sangue, aumento dell’urea nel sangue, aumento di peso Aumento della fosfatasi alcalina nel sangue, aumento della temperatura corporea, perdita di peso Aumento della pressione sanguigna
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Anoressia, gotta, aumento dell’appetito    
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore alla schiena Dolore muscolo–schelettrico, dolore alle estremità Artralgia, crampi muscolari, debolezza muscolare, mialgia Rigidità delle articolazioni, gonfiore delle articolazioni, rigidità muscolo–schelettrica, osteoartrite Dolore osseo
Patologie del sistema nervoso Parestesia agli arti inferiori Vertigini, mal di testa Parestesia Compromissione della memoria  
Disturbi psichiatrici   Perdita della libido Depressione, insonnia, irritabilità, umore altalenante Stato confusionale, diminuzione dell’attività, euforia Ansietà
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Disfunzione erettile Ginecomastia, dolore al seno, atrofia testicolare, dolore testicolare Difficoltà nell’eiaculazione  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Dispnea Ortopnea, epistassi  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi   Acne, alopecia, prurito, rash Vescicola Edema angioneurotico, orticaria
Patologie vascolari Vampate di calore   Ipertensione Ipotensione  
Patologie cardiache         Palpitazioni

Triptorelina causa un aumento dei livelli circolanti di testosterone entro la prima settimana dopo l’iniezione iniziale della formulazione a rilascio prolungato. Con questo iniziale aumento dei livelli circolanti di testosterone, una piccola percentuale di pazienti (≤ 5%) può manifestare un temporaneo peggioramento dei segni e dei sintomi del carcinoma prostatico (recrudescenza tumorale), che di solito si manifesta con un aumento dei sintomi urinari (< 2%) inclusi disuria ed ematuria e dolore metastatico (5%), che possono essere gestiti a livello di sintomi. Questi sintomi sono transitori e di solito scompaiono in 1–2 settimane.

Si sono verificati casi isolati di esacerbazione dei sintomi della malattia, ostruzione uretrale o compressione midollare da metastasi. I pazienti con lesioni vertebrali da metastasi e/o con ostruzione del tratto urinario superiore o inferiore devono quindi essere monitorati con attenzione durante le prime settimane di terapia (vedere sezione 4.4)

L’uso degli agonisti del GnRH per il trattamento del carcinoma prostatico può essere associato ad un aumento della perdita ossea e possono portare ad osteoporosi e ad un aumentato rischio di frattura ossea.

L’aumento della conta linfocitaria è stato segnalato in pazienti in trattamento con gli analoghi GnRH.

Tollerabilità generale nelle donne (vedere sezione 4.4)

Come conseguenza della diminuzione dei livelli di estrogeni, gli eventi avversi più comunemente riportati (attesi nel 10% o più delle donne), sono stati: mal di testa, diminuzione della libido, disordini del sonno, alterazione dell’umore, dispareunia, dismenorrea, emorragia genitale, sindrome da iperstimolazione ovarica, ipertrofia ovarica, dolore pelvico, dolore addominale, secchezza vulvovaginale, iperidrosi, vampate di calore e astenia.

Sono state riportate le seguenti reazioni avverse, per le quali la correlazione con il trattamento con triptorelina è considerata almeno possibile. La maggior parte di queste reazioni sono note per essere correlate alla castrazione biochimica o chirurgica.

La frequenza delle reazioni avverse è classificata come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 – <1/10).

Classificazione sistemica organica Eventi avversi molto comuni Eventi avversi comuni Ulteriori eventi avversi post–marketing
≥1/10 ≥1/100 – <1/10 Frequenza non nota
Patologie gastrointestinali   Nausea, dolore addominale, disturbo addominale Diarrea, vomito
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Eritema al sito di iniezione, infiammazione al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione Piressia, malessere
Esami diagnostici   Aumento di peso Aumento della pressione del sangue
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Artralgia, spasmi muscolari Mialgia, debolezza muscolare
Patologie del sistema nervoso Mal di testa, diminuzione della libido   Vertigini
Disturbi psichiatrici Disordini del sonno, alterazione dell’umore   Depressione, ansietà e stato confusionale
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Dispareunia, dismenorrea, emorragia genitale (inclusa menorragia, metrorragia), diminuzione della libido, sindrome da iperstimolazione ovarica, ipertrofia ovarica, dolore pelvico, secchezza vulvovaginale Dolore al seno Amenorrea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi   Edema angioneurotico, prurito, rash, orticaria
Patologie vascolari Vampate di calore    
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Dispnea
Patologie dell’occhio     Visione offuscata, disturbi della vista
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Vertigini
Disturbi del sistema immunitario     Reazione di ipersensibilità
Patologie cardiache     Palpitazioni

All’inizio del trattamento i sintomi dell’endometriosi, inclusi dolore pelvico e dismenorrea, possono essere esacerbati molto comunemente (≥ 10%) durante il transitorio aumento dei livelli plasmatici di estradiolo. Questi sintomi sono transitori e abitualmente scompaiono in 1–2 settimane. L’emorragia genitale, inclusa menorragia e metrorragia, può verificarsi nel mese successivo alla prima iniezione. Quando utilizzata per trattare l’infertilità, la combinazione con gonadotropine può provocare sindrome da iperstimolazione ovarica. Possono verificarsi ipertrofia ovarica, dolore pelvico e/o addominale.

Tollerabilità generale nei bambini (vedere sezione 4.4)

La frequenza delle reazioni avverse è classificata come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 – <1/10).

Classificazione sistemica organica Eventi avversi molto comuni Eventi avversi comuni Ulteriori eventi avversi post–marketing
≥1/10 ≥1/100 – <1/10 Frequenza non nota
Patologie gastrointestinali     Vomito, dolore addominale, disturbo addominale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Dolore, eritema, eritema al sito di iniezione, infiammazione al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione Malessere
Esami diagnostici     Aumento della pressione del sangue, aumento di peso
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Mialgia
Patologie del sistema nervoso   Mal di testa  
Disturbi psichiatrici     Influenza sulla labilità emotiva, nervosismo
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Emorragia genitale, sanguinamento vaginale  
Patologie vascolari   Vampate di calore  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Epistassi
Patologie dell’occhio     Visione offuscata, disturbi della vista
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Edema angioneurotico, rash, orticaria
Disturbi del sistema immunitario   Reazione di ipersensibilità Reazione di ipersensibilità

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Triptorelina non deve essere utilizzata durante la gravidanza poiché l’uso concomitante degli agonisti del GnRH è associato ad un rischio teorico di aborto o di anomalie fetali. E’ necessario, prima di iniziare il trattamento, esaminare con cura donne potenzialmente fertili per escludere lo stato di gravidanza. Metodi di contraccezione non ormonali devono essere utilizzati durante la terapia fino a quando non ricompare il ciclo mestruale.

Lo stato di gravidanza deve essere escluso prima di utilizzare la triptorelina per il trattamento dell’infertilità. Quando triptorelina è utilizzata in questo ambito, non c’è evidenza clinica che suggerisca una correlazione causale tra la triptorelina e qualsiasi successiva anomalia nello sviluppo dell’ovocito, nella gravidanza o nell’esito della gravidanza.

Allattamento:

Triptorelina non deve essere utilizzata durante l’allattamento al seno.

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Conservazione

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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