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ALTRI PREPARATI ANTIANEMICI

EPREX

1SIR 10000UI 1ML

JANSSEN CILAG SpA

Descrizione prodotto

EPREX*1SIR 10000UI 1ML

Principio attivo

EPOETINA ALFA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI PREPARATI ANTIANEMICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

165.40


Codice ATC livello 5:
B03XA01

Codice AIC:
27015181


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

– Trattamento dell’anemia sintomatica associata a insufficienza renale cronica (IRC) in pazienti adulti e pediatrici.

– Trattamento dell’anemia associata ad insufficienza renale cronica in pazienti adulti e pediatrici in emodialisi e in pazienti adulti in dialisi peritoneale.

– Trattamento dell’anemia grave, di origine renale, accompagnata da sintomi clinici, in pazienti adulti con insufficienza renale non ancora sottoposti a dialisi.

– Trattamento dell’anemia e riduzione del fabbisogno trasfusionale in pazienti adulti in chemioterapia per tumori solidi, linfoma maligno o mieloma multiplo e a rischio di trasfusione come indicato dallo stato generale del paziente (situazione cardiovascolare, anemia preesistente all’inizio della chemioterapia).

EPREX può essere usato per aumentare la quantità di sangue autologo in pazienti che fanno parte di un programma di predonazione. L’uso in questa indicazione deve essere valutato alla luce dei rischi di eventi tromboembolici. Il trattamento è indicato solo in pazienti con anemia di grado moderato (Hb 10–13 g/dl [ 6.2 – 8.1 mmol/l], nessuna carenza di ferro) se le procedure di conservazione del sangue non sono disponibili o sono insufficienti in caso di intervento elettivo di chirurgia maggiore che richieda un elevato quantitativo di sangue (4 o più unità per le donne o 5 o più unità per gli uomini).

EPREX può essere usato per ridurre l’esposizione a trasfusioni di sangue allogenico in pazienti adulti, che non presentino carenze di ferro, candidati a interventi maggiori di chirurgia ortopedica elettiva ritenuti a elevato rischio di complicazioni da trasfusione. L’uso deve essere limitato a pazienti con anemia di grado moderato (emoglobina 10–13 g/dl), per i quali non sia disponibile un programma di predonazione di sangue autologo, e per i quali si preveda una perdita di sangue moderata (da 900 a 1800 ml).

Nel peri–operatorio devono sempre essere seguite le pratiche di buona gestione del sangue.

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Composizione

Epoetina alfa* 10,000 IU/ml (84.0 mcg per ml)

Una siringa preriempita da 0.3 ml contiene 3000 UI (25.2 mcg ) di epoetina alfa

Una siringa preriempita da 0.4 ml contiene 4000 UI (33.6 mcg ) di epoetina alfa

Una siringa preriempita da 0.5 ml contiene 5000 UI (42.0 mcg ) di epoetina alfa

Una siringa preriempita da 0.6 ml contiene 6000 UI (50.4 microgrami) di epoetina alfa

Una siringa preriempita da 0.8 ml contiene 8000 UI (67.2 mcg ) di epoetina alfa

Una siringa preriempita da 1.0 ml contiene 10,000 UI (84.0 mcg ) di epoetina alfa

*prodotta con tecnologia da DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese.

Per la lista completa degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Polisorbato 80

Glicina

Acqua per preparazioni iniettabili.

Eccipienti con azione o effetto noti (presenti in questo prodotto ad una concentrazione <1 mmol)

Sodio fosfato monobasico diidrato

Sodio fosfato bibasico diidrato

Sodio cloruro

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Controindicazioni

I pazienti che sviluppano Aplasia Pura delle Cellule della serie Rossa (PRCA) a seguito del trattamento con qualsiasi eritropoietina, non devono essere trattati con EPREX o con altre eritropoietine (vedere paragrafo 4.4 PRCA).

Ipertensione non controllata.

Devono essere tenute presenti, nei pazienti trattati con epoetina alfa, tutte le controindicazioni associate al programma di predeposito di sangue autologo.

Ipersensibilità verso il principio attivo o gli eccipienti.

L’impiego di epoetina alfa è controindicato in presenza di gravi disturbi vascolari a livello coronarico, arterioso periferico, carotideo o cerebrale in pazienti candidati a interventi di chirurgia maggiore ortopedica elettiva e non facenti parte di un programma di predonazione autologa. L’impiego è altresì controindicato in pazienti con recenti episodi di infarto del miocardio o altre complicazioni cerebro–vascolari.

Pazienti candidati a interventi chirurgici che per qualunque motivo non possano ricevere una adeguata profilassi antitrombotica.

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Posologia

Modalità di somministrazione

Come per altri prodotti iniettabili, controllare che non vi siano particelle nella soluzione o variazioni di colore.

(a) Somministrazione per via endovenosa: deve avvenire in almeno 1–5 minuti a seconda della dose totale.

In pazienti emodializzati, l’iniezione in bolo può essere effettuata, durante la dialisi, attraverso un accesso venoso adeguato nella linea di dialisi.

In alternativa, l’iniezione può essere fatta al termine della dialisi, attraverso l’accesso alla fistola, seguita da somministrazione di 10 ml di soluzione fisiologica per sciacquare le vie di accesso e assicurare una soddisfacente immissione del prodotto nel circolo ematico.

In pazienti che hanno presentato reazioni di tipo influenzale, è preferibile una somministrazione più lenta.

Non somministrare per infusione endovenosa o in soluzione con altri farmaci.

(b) Somministrazione per via sottocutanea: non si deve generalmente superare il volume massimo di 1 ml per ciascun sito di iniezione. In caso di volumi maggiori si deve scegliere più di un sito di iniezione.

Le iniezioni devono essere fatte negli arti o nella parete addominale anteriore.

Nel caso in cui il medico ritenga che il paziente o la persona che lo assiste siano in grado di somministrare EPREX per via sottocutanea in modo sicuro e appropriato, devono essere fornite le istruzioni per una corretta dose e somministrazione.

Vedere paragrafo 3. Come usare EPREX (istruzioni per effettuare l’iniezione) del foglio illustrativo.

Trattamento dell’anemia sintomatica in pazienti adulti e pediatrici con insufficienza renale cronica (IRC):

In pazienti con insufficienza renale cronica in cui gli accessi venosi sono disponibili di routine (pazienti in emodialisi), è preferibile l’utilizzo della via di somministrazione endovenosa.

Nei pazienti in cui gli accessi venosi non sono immediatamente disponibili (pazienti non ancora sottoposti a dialisi o in dialisi peritoneale), EPREX può essere somministrato per via sottocutanea.

Sintomi e sequele dell’anemia possono variare in base al sesso, all’età e alle comorbidità in atto; è necessaria la valutazione da parte del medico delle condizioni cliniche del singolo paziente.

EPREX deve essere somministrato in modo da raggiungere una concentrazione di emoglobina non superiore a 12 g/dl (7,5 mmol/l). Un incremento di emoglobina superiore a 2 g/dl (1,25 mmol/l) in un periodo di quattro settimane deve essere evitato. In caso accadesse, deve essere effettuato un appropriato aggiustamento di dose.

A causa della variabilità individuale, si possono osservare nei singoli pazienti valori di emoglobina superiori o inferiori al target desiderato. Tale variabilità deve essere gestita attraverso aggiustamenti della dose, nel rispetto dell’intervallo del target di emoglobina compreso fra 10 g/dl (6,2 mmol/l) e 12 g/dl (7,5 mmol/l). Nei pazienti pediatrici il target di emoglobina raccomandato è compreso tra 9,5 e 11 g/dl (5,9–6,8 mmol/l).

Deve essere evitato un livello di emoglobina costantemente superiore a 12 g/dl (7,5 mmol). Se l’emoglobina aumenta più di 2 g/dl (1,25 mmol/l) al mese, ridurre la dose di epoetina alfa del 25–50%. Se l’emoglobina supera i 13 g/dl (8,1 mmol/l) sospendere la terapia finchè non ritorni a 12 g/dl (7,5 mmol/l) e poi continuare epoetina alfa a dosi inferiori del 25% delle precedenti.

I pazienti devono essere attentamente monitorati per assicurare che la dose più bassa autorizzata di Eprex venga utilizzata per assicurare l’adeguato controllo dell’anemia e dei sintomi correlati.

Prima e durante il trattamento, deve essere valutata la situazione del ferro che, se necessario, può essere integrato. Inoltre, prima di iniziare la terapia con epoetina alfa, si devono escludere altre cause di anemia quali carenza di vitamina B12 o folati. Una mancanza di risposta alla terapia con epoetina alfa deve far subito ricercare i fattori responsabili. Questi includono: carenza di ferro, folati o vitamina B12, intossicazione da alluminio, infezioni intercorrenti, episodi infiammatori o traumatici, perdita di sangue occulto, emolisi, fibrosi del midollo osseo di qualsiasi origine.

Pazienti adulti in emodialisi:

In pazienti in emodialisi in cui gli accessi venosi sono immediatamente disponibili, è preferibile l’utilizzo della via di somministrazione endovenosa.

Il trattamento è diviso in due fasi:

Fase di correzione:

50 UI/kg di peso 3 volte la settimana.

Se è necessario un aggiustamento della dose, questo deve avvenire gradualmente ad intervalli di almeno quattro settimane. Ad ogni variazione, l’aumento o la diminuzione della dose deve essere pari a 25 UI/kg 3 volte la settimana.

Fase di mantenimento:

Aggiustare la dose per mantenere i valori di emoglobina al livello desiderato:

Hb tra 10 e 12 g/dl (6,2–7,5 mmol/l).

La dose settimanale totale raccomandata è fra 75 e 300 UI/kg.

I dati clinici disponibili suggeriscono che quei pazienti il cui livello iniziale di emoglobina è molto basso (< 6 g/dl o < 3,75 mmol/l) possono richiedere dosi di mantenimento più alte di quelli con un grado iniziale di anemia meno grave (> 8 g/dl o > 5 mmol/l).

Pazienti pediatrici in emodialisi:

Il trattamento è diviso in due fasi:

Fase di correzione:

50 UI/kg di peso 3 volte la settimana per via endovenosa. Se è necessario un aggiustamento della dose, questo deve avvenire gradualmente con incrementi di 25 UI/kg 3 volte la settimana ad intervalli di almeno 4 settimane finché si raggiunga il valore desiderato.

Fase di mantenimento:

Aggiustare la dose per mantenere i valori di emoglobina al livello desiderato:

Hb tra 9,5 e 11 g/dl (5,9–6,8 mmol/l).

Generalmente bambini con peso inferiore a 30 kg richiedono dosi di mantenimento superiori a quelle dei bambini con peso superiore a 30 kg e a quelle degli adulti. Ad esempio, in studi clinici, dopo 6 mesi di trattamento, sono state osservate le seguenti dosi di mantenimento:

  Dose (UI/kg 3 volte la settimana)
Peso (kg) Mediana Dose abituale di mantenimento
<10 100 75–150
10–30 75 60–150
>30 33 30–100

I dati clinici disponibili suggeriscono che quei pazienti il cui livello iniziale di emoglobina è molto basso (< 6,8 g/dl o < 4,25 mmol/l) possono richiedere dosi di mantenimento più alte di quelli con un grado iniziale di anemia meno grave (> 6,8 g/dl o > 4,25 mmol/l).

Pazienti adulti con insufficienza renale non ancora sottoposti a dialisi:

Nei pazienti in cui gli accessi venosi non sono immediatamente disponibili, EPREX può essere somministrato per via sottocutanea.

Il trattamento è diviso in due fasi:

Fase di correzione

La dose iniziale è di 50 UI/kg 3 volte la settimana, seguita, se necessario, da un aumento di dose con incrementi di 25 UI/kg, 3 volte la settimana, finché si raggiunga il valore desiderato (ciò deve avvenire gradualmente ad intervalli di almeno quattro settimane).

Fase di mantenimento

Durante la fase di mantenimento, EPREX può essere somministrato 3 volte alla settimana e, in caso di somministrazione sottocutanea, una volta alla settimana o una volta ogni due settimane. La dose e gli intervalli di somministrazione devono essere adattati correttamente per mantenere i valori di emoglobina al livello desiderato: Hb fra 10 e 12 g/dl (6,2–7,5 mmol/l). L’estensione dell’intervallo di somministrazione potrebbe richiedere un aumento della dose.

La dose massima non deve superare 150 UI/kg 3 volte la settimana, 240 UI/Kg (fino ad un massimo di 20.000 UI) una volta la settimana o 480 UI/Kg (fino ad un massimo di 40.000 UI) una volta ogni 2 settimane.

Pazienti adulti in dialisi peritoneale

Nei pazienti in cui gli accessi venosi non sono immediatamente disponibili, EPREX può essere somministrato per via sottocutanea.

Il trattamento è diviso in due fasi:

Fase di correzione

La dose iniziale è di 50 UI/kg, 2 volte la settimana.

Fase di mantenimento

Aggiustare la dose per mantenere i valori di emoglobina al livello desiderato: emoglobina fra 10 e 12 g/dl (6,2–7,5 mmol/l) (la dose di mantenimento è compresa fra 25 e 50 UI/kg 2 volte la settimana, ripartite in 2 somministrazioni uguali).

Trattamento dei pazienti con anemia indotta da chemioterapia

EPREX deve essere somministrato per via sottocutanea a pazienti anemici (concentrazione di emoglobina £10 g/dl (6,2 mmol/l). I sintomi e sequele dell’anemia possono variare in base all’età, al sesso, e alla situazione generale della malattia; è necessaria la valutazione da parte del medico delle condizioni cliniche del singolo paziente.

A causa della variabilità individuale, si possono osservare nei singoli pazienti valori di emoglobina superiori o inferiori al target desiderato. Tale variabilità deve essere gestita attraverso aggiustamenti della dose, nel rispetto dell’intervallo del target di emoglobina compreso fra 10 g/dl (6,2 mmol/l) e 12 g/dl (7,5 mmol/l).

Deve essere evitato un livello di emoglobina costantemente superiore a 12 g/dl (7,5 mmol). Le istruzioni per un corretto aggiustamento della dose nel caso in cui l’emoglobina raggiungesse valori superiori a 12 g/dl (7,5 mmol) sono riportate qui di seguito.

La somministrazione di epoetina alfa deve continuare ancora per un mese dopo la fine della chemioterapia.

La dose iniziale è 150 UI/kg, somministrata per via sottocutanea, 3 volte la settimana.

In alternativa, EPREX può essere somministrato per via sottocutanea alla dose iniziale di 450 UI/Kg una volta alla settimana.

Se, dopo 4 settimane di trattamento l’emoglobina è aumentata di almeno 1 g/dl (0,62 mmol/l), o la conta dei reticolociti è aumentata di un valore ≥ 40.000 cellule/mcl rispetto ai valori basali, la dose deve rimanere di 150 UI/kg 3 volte la settimana o di 450 UI/Kg 1 volta a settimana. Se l’aumento di emoglobina è < 1 g/dl (<0,62 mmol/l) e quello della conta dei reticolociti è < 40.000 cellule/mcl rispetto ai valori basali, aumentare la dose a 300 UI/kg 3 volte la settimana. Se, dopo altre 4 settimane di terapia a 300 UI/kg 3 volte la settimana, l’emoglobina è aumentata di almeno 1 g/dl (0,62 mmol/l) o la conta dei reticolociti è aumentata di un valore ≥ 40.000 cellule/mcl, la dose deve rimanere a 300 UI/kg 3 volte la settimana.

Tuttavia, se l’aumento di emoglobina è stato < 1 g/dl (< 0,62 mmol/l) e l’incremento dei reticolociti < 40.000 cellule/mcl rispetto ai valori basali, significa che probabilmente non ci sarà risposta e il trattamento deve essere sospeso. La dose proposta è descritta nel seguente diagramma:

Dose iniziale Per 4 settimane Aumento reticolociti   Aumento Emoglobina Target Emoglobina  
150 UI/kg 3 volte per settimana o 450 UI/kg 1 volta per settimana ≥ 40000/mcl o ≥ 1 g/dl Circa 12 g/dl Mantenere dose iniziale
<40000/mcl e < 1 g/dl   Aumentare dose a 300 UI/kg 3 volte per settimana
           
Dose aumentata          
300 UI/kg 3 volte per settimana ≥ 40000/mcl o ≥ 1 g/dl   Mantenere dose 300 UI/kg 3 volte per settimana
<40000/mcl e < 1 g/dl   Sospendere la terapia

I pazienti devono essere monitorati attentamente per garantire che la dose più bassa approvata di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) è utilizzata per fornire un adeguato controllo dei sintomi dell’anemia.

Aggiustamento della dose per mantenere i livelli di emoglobina compresi tra 10 g/dl e 12 g/dl:

Se l’emoglobina aumenta più di 2 g/dl (1,25 mmol/l) al mese, o se il livello di emoglobina supera i 12 g/dl (7,5 mmol/l), ridurre la dose di epoetina alfa del 25–50%. Se l’emoglobina supera i 13 g/dl (8,1 mmol/l) sospendere la terapia fino a tornare a valori inferiori a 12 g/dl (7,5 mmol/l) e poi continuare epoetina alfa a dosi inferiori del 25% delle precedenti.

Pazienti adulti candidati a interventi chirurgici facenti parte di un programma di predonazione di sangue autologo:

Deve essere usata la via di somministrazione endovenosa. Al momento della donazione di sangue, epoetina alfa deve essere somministrata dopo aver completato la procedura di donazione.

Pazienti lievemente anemici (ematocrito fra 33–39%) che richiedono un predeposito di 4 o più unità di sangue, devono essere trattati con 600 UI/kg di epoetina alfa, 2 volte la settimana, durante le 3 settimane precedenti l’intervento. Usando questo regime, è stato possibile ottenere 4 o più unità di sangue dall’81% dei pazienti trattati con epoetina alfa rispetto al 37% dei pazienti trattati con placebo.

La terapia con epoetina alfa ha ridotto del 50% il rischio di uso di sangue omologo rispetto ai pazienti che non hanno ricevuto epoetina alfa.

Durante il trattamento con epoetina alfa, tutti i pazienti devono ricevere un’adeguata integrazione di ferro (es. 200 mg al giorno, per via orale, di ferro elementare).

L’integrazione di ferro deve iniziare il prima possibile, anche diverse settimane prima di iniziare il pre–deposito autologo, per ottenere adeguate riserve di ferro prima della terapia con epoetina alfa.

Pazienti adulti candidati ad interventi di chirurgia ortopedica elettiva

Deve essere usata la via di somministrazione sottocutanea.

Il regime posologico raccomandato è di 600 UI/Kg di epoetina alfa, somministrata una volta la settimana durante le tre settimane precedenti l’intervento (–21 giorni, –14 giorni e –7 giorni) ed il giorno dell’intervento. Qualora vi sia la necessità da un punto di vista medico di ridurre il tempo di attesa prima dell’intervento chirurgico ad un periodo inferiore alle tre settimane, la dose di 300 UI/kg di epoetina alfa deve essere somministrata giornalmente per 10 giorni consecutivi prima dell’intervento, il giorno dell’intervento e nei 4 giorni immediatamente successivi ad esso. Nell’effettuare gli esami ematologici nel periodo pre–operatorio, qualora l’emoglobina raggiunga un valore pari o superiore a 15 g/dl, la somministrazione di epoetina alfa deve essere sospesa ed ulteriori dosi non devono essere più somministrate.

Verificare con cura che all’inizio del trattamento i pazienti non presentino carenze di ferro.

Durante il trattamento con epoetina alfa tutti i pazienti devono ricevere un’adeguata integrazione di ferro (200 mg al giorno, per via orale, di ferro elementare). Se possibile, l’integrazione di ferro deve iniziare prima della terapia con epoetina alfa al fine di ottenere adeguate riserve di ferro.

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Avvertenze e precauzioni

Generali

In tutti i pazienti che ricevono epoetina alfa, la pressione deve essere attentamente monitorata e controllata come necessario. Epoetina alfa deve essere usata con cautela in presenza di ipertensione non trattata, trattata in modo inadeguato o difficilmente controllabile. Può essere necessario iniziare o intensificare un trattamento antiipertensivo. Nel caso in cui la pressione non possa essere controllata, il trattamento con epoetina alfa deve essere interrotto.

L’epoetina alfa deve essere usata con cautela in presenza di epilessia ed insufficienza epatica cronica.

In pazienti con insufficienza renale cronica e in pazienti oncologici trattati con epoetina alfa i livelli di emoglobina devono essere misurati regolarmente fino al raggiungimento di un livello stabile e successivamente con cadenza periodica.

In tutti i pazienti devono essere attentamente monitorati i livelli di emoglobina a causa di un potenziale aumento del rischio di eventi tromboembolici ed esiti fatali quando i pazienti vengono trattati a livelli di emoglobina superiori al livello target indicato.

Durante il trattamento con epoetina alfa si può verificare un moderato aumento dose–dipendente, seppure entro la norma, della conta piastrinica. Questo fenomeno regredisce nel corso della terapia. Inoltre, è stata segnalata trombocitemia superiore all’intervallo considerato normale. Si raccomanda di monitorare regolarmente le piastrine durante le prime 8 settimane di terapia.

Tutte le possibili cause di anemia (carenza di ferro, emolisi, perdita di sangue, carenza di vitamina B12 o folati) devono essere valutate e trattate prima di iniziare il trattamento con epoetina alfa. Nella maggior parte dei casi, i valori di ferritina sierica diminuiscono contemporaneamente all’aumento dei valori di ematocrito. Al fine di assicurare una risposta ottimale a epoetina alfa, devono essere assicurate adeguate riserve di ferro:

• Terapia integrativa con ferro per via orale, ad esempio 200–300 mg/die (100–200 mg/die nei pazienti pediatrici) è raccomandata nei pazienti con insufficienza renale cronica con livelli di ferritina sierica inferiori a 100 ng/ml.

• In tutti i pazienti oncologici con valori di saturazione della transferrina inferiori al 20%, è raccomandata una terapia sostitutiva con ferro per via orale di 200–300 mg/die.

Ognuno di questi fattori che contribuisce alla comparsa dell’anemia, deve essere considerato prima di aumentare la dose di epoetina alfa in pazienti affetti da cancro.

In pazienti trattati con epoetina alfa è stata osservata molto raramente l’insorgenza o l’esacerbazione di porfiria.

L’epoetina alfa deve essere utilizzata con cautela in pazienti con porfiria.

Al fine di assicurare la tracciabilità degli Agenti Stimolanti l’Eritropoiesi (ESA), è necessario che il nome commerciale dell’ESA somministrato sia sempre registrato o indicato nella cartella clinica del paziente.

Il cambio di terapia da un ESA ad un altro deve essere effettuato solo sotto appropriata supervisione

Aplasia Pura delle Cellule della serie Rossa (PRCA)

L’Aplasia Pura delle Cellule della serie Rossa (PRCA) mediata da anticorpi è stata riscontrata dopo mesi o anni, principalmente in pazienti con insufficienza renale cronica trattati con epoetina somministrata per via sottocutanea. Sono stati segnalati anche casi in pazienti con epatite C trattati con interferone e ribavirina, quando somministrati in associazione con ESA. EPREX non è approvato nel trattamento dell’anemia associata a epatite C.

In pazienti che mostrano una perdita improvvisa di efficacia, definita come diminuzione dei valori di emoglobina (da 1 a 2 g/dl al mese) con un incremento della necessità di trasfusioni, deve essere effettuata una conta dei reticolociti e devono essere valutate le cause note che impediscono la risposta (come carenza di ferro, folati e Vitamina B12, intossicazione da alluminio, infezione o infiammazione, perdite di sangue, emolisi).

Una diminuzione sproporzionata nei valori di emoglobina e lo sviluppo di una grave anemia associata ad una bassa conta dei reticolociti deve indurre ad interrompere il trattamento con EPREX e ad eseguire un test per la presenza di anticorpi anti–eritropoietina.

Deve inoltre essere valutata l’opportunità di effettuare un esame del midollo osseo per una diagnosi di PRCA.

Non deve essere iniziato alcun trattamento con altri ESA a causa del rischio di reazione crociata.

Trattamento dell’anemia sintomatica in pazienti adulti e pediatrici con insufficienza renale cronica (IRC):

In pazienti con insufficienza renale cronica per ridurre i rischi di aumenti pressori, l’emoglobina deve aumentare di circa 1 g/dl/mese (0,62 mmol/l) e non deve superare 2 g/dl/mese (1,25 mmol/l).

In pazienti con insufficienza renale cronica la concentrazione di emoglobina di mantenimento non deve superare il valore massimo della concentrazione di emoglobina stabilito come target, come riportato al paragrafo 4.2. Negli studi clinici è stato osservato un aumentato rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari seri associato alla somministrazione di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESAs) con un target emoglobinico superiore a 12 g/dl (7,5 mmol/ml).

Studi clinici controllati non hanno evidenziato benefici significativi attribuibili alla somministrazione di epoetine quando la concentrazione di emoglobina supera il livello necessario per il controllo dei sintomi dell’anemia e per evitare trasfusioni di sangue.

I pazienti con insufficienza renale cronica trattati con EPREX per via sottocutanea devono essere monitorati regolarmente per perdita di efficacia, intesa come assenza o diminuzione della risposta a EPREX nei pazienti che precedentemente presentavano risposta al trattamento. Questo fenomeno è caratterizzato da una persistente diminuzione dei valori di emoglobina a fronte di un incremento del dosaggio di EPREX.

Alcuni pazienti trattati con epoetina alfa ad intervalli di somministrazione più estesi (maggiori di una volta alla settimana) potrebbero non mantenere livelli di emoglobina adeguati (vedi sezione 5.1) e potrebbero richiedere un aumento della dose. I livelli di emoglobina devono essere monitorati regolarmente.

Possono presentarsi trombosi degli accessi vascolari, in pazienti in emodialisi, specialmente in pazienti con tendenza all’ipotensione e con complicanze delle fistole arterovenose (es. stenosi, aneurismi, ecc.). In questi pazienti si raccomanda un controllo preventivo degli accessi vascolari e una profilassi della trombosi con somministrazione ad es. di acido acetilsalicilico.

In casi isolati è stata osservata iperkaliemia, sebbene non sia stata stabilita la causalità. Gli elettroliti sierici devono essere monitorati in pazienti affetti da insufficienza renale cronica. Qualora si osservino valori elevati (o crescenti) del livello sierico di potassio, in aggiunta all’idoneo trattamento dell’iperkaliemia, deve essere considerata la possibilità di interrompere la somministrazione di epoetina alfa finché non siano stati corretti i livelli sierici di potassio.

Frequentemente durante l’emodialisi è richiesto un aumento della dose di eparina in seguito all’aumento del valore di ematocrito. Se l’aggiustamento delle dosi di eparina non è ottimale, si può verificare l’occlusione del dializzatore. In base ai dati finora disponibili la correzione dell’anemia con epoetina alfa in pazienti adulti con insufficienza renale cronica non ancora sottoposti a dialisi non accelera la progressione dell’insufficienza renale.

Trattamento dei pazienti con anemia indotta da chemioterapia

Le eritropoietine sono fattori di crescita che stimolano essenzialmente la produzione dei globuli rossi. I recettori delle eritropoietine possono essere espressi sulla superficie di una varietà di cellule tumorali. Come per tutti i fattori di crescita, esiste preoccupazione teorica che le eritropoietine possano stimolare la crescita tumorale.

In molti studi clinici controllati le eritropoietine non hanno dimostrato di migliorare la sopravvivenza globale o di ridurre il rischio di progressione tumorale nei pazienti con anemia associata a tumore.

In studi clinici controllati l’uso di EPREX e di altri agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESAs) ha dimostrato:

– ridotto controllo locoregionale in pazienti con tumore avanzato della testa–collo in radioterapia quando somministrati a target emoglobinici superiori a 14 g/dl (8,7 mmol/l);

– ridotta sopravvivenza globale e aumento di mortalità attribuibile a progressione della malattia a 4 mesi in pazienti con tumore metastatico della mammella in trattamento chemioterapico, quando somministrati a target emoglobinici tra 12–14 g/dl (7,5–8,7 mmol/l);

– aumentato rischio di mortalità quando somministrati a target emoglobinici di 12 g/dl (7,5 mmol/l); in pazienti con neoplasia attiva non in trattamento chemio e/o radioterapico. Il trattamento con agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESAs) non è indicato in questa popolazione di pazienti.

Alla luce di quanto sopra descritto, in alcune situazioni cliniche, per il trattamento dell’anemia in pazienti con cancro, la trasfusione di sangue deve essere preferita. La decisione di somministrare eritropoietina ricombinante deve essere basata su una valutazione beneficio–rischio con il coinvolgimento individuale del paziente, che deve considerare il proprio particolare contesto clinico. I fattori che devono essere considerati durante tale valutazione devono includere il tipo di tumore e il suo stadio d’avanzamento; il grado di anemia; l’aspettativa di vita; l’ambiente nel quale il paziente viene trattato; le preferenze del paziente (vedere paragrafo 5.1).

Nei pazienti oncologici in trattamento chemioterapico, l’intervallo di 2–3 settimane che intercorre tra la somministrazione e la comparsa dei globuli rossi indotti dall’ESA deve essere attentamente considerato per la valutazione dell’appropriatezza della terapia con epoetina alfa (pazienti a rischio di trasfusione).

Dato che un aumento dell’incidenza di eventi trombotici vascolari (TVE) è stato osservato in pazienti oncologici trattati con agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESAs) (vedere paragrafo 4.8), questo rischio deve essere attentamente valutato rispetto al beneficio derivante dal trattamento (con epoetina alfa) particolarmente in pazienti oncologici con elevato rischio di eventi trombotici vascolari quali pazienti obesi, e pazienti con pregressi episodi di TVE (quali trombosi venose profonde e embolia polmonare). Uno studio clinico (studio BEST) condotto su donne con cancro alla mammella metastatico è stato disegnato per determinare se il trattamento con epoetina alfa esteso oltre la correzione dell’anemia potesse migliorare i risultati del trattamento. In questo studio l’incidenza di eventi tromboembolici fatali è stata superiore nelle pazienti in trattamento con epoetina alfa rispetto a quelle in trattamento con placebo.

Pazienti adulti candidati a interventi chirurgici facenti parte di programmi di predonazione di sangue autologo

Devono essere rispettate tutte le avvertenze e le precauzioni speciali associate al programma di predonazione di sangue autologo, specialmente la sostituzione di routine del volume.

Pazienti candidati ad interventi di chirurgia maggiore ortopedica elettiva

In pazienti candidati ad interventi di chirurgia maggiore ortopedica elettiva la causa di anemia deve essere stabilita e trattata di conseguenza, ove possibile, prima dell’inizio del trattamento con epoetina alfa. Gli eventi trombotici possono costituire un rischio in questa popolazione e tale evenienza deve essere attentamente valutata in rapporto al beneficio atteso in questo gruppo di pazienti.

I pazienti candidati a interventi di chirurgia maggiore ortopedica elettiva devono ricevere un’adeguata profilassi antitrombotica, poiché eventi trombotici e vascolari possono manifestarsi in pazienti sottoposti a interventi chirurgici, specialmente in quelli con disturbi cardiovascolari di base. Inoltre, devono essere assunte speciali precauzioni nei pazienti con predisposizione allo sviluppo di Trombosi Venose Profonde (TVP). Inoltre, in pazienti con un’emoglobina basale > 13 g/dl, la possibilità che un trattamento con epoetina alfa possa essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici/vascolari post–operatori non può essere esclusa. Pertanto, epoetina alfa non deve essere impiegata in pazienti con emoglobina basale > 13 g/dl.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, per cui è sostanzialmente privo di sodio.

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Interazioni

Non è provato che il trattamento con epoetina alfa alteri il metabolismo di altri farmaci. Tuttavia, poiché la ciclosporina si lega ai globuli rossi, può esistere un’interazione con questo farmaco. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante, i livelli ematici di ciclosporina devono essere monitorati e la dose di questa aggiustata in base all’aumento dell’ ematocrito.

Non risultano interazioni in vitro fra G–CSF, GM–CSF ed epoetina alfa per quanto riguarda la differenziazione ematologica o la proliferazione in vitro di campioni bioptici tumorali.

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Effetti indesiderati

Generali

Nei pazienti oncologici e nei pazienti con insufficienza renale cronica la più frequente reazione avversa al farmaco durante il trattamento con epoetina alfa è un aumento dose–dipendente della pressione, o l’aggravamento di ipertensione preesistente.

Si raccomanda di monitorare l’andamento pressorio particolarmente all’inizio della terapia (vedere paragrafo 4.4). Altre comuni reazioni avverse al farmaco osservate in studi clinici con epoetina alfa sono trombosi venose profonde, embolia polmonare, convulsioni, diarrea, nausea, cefalea, sintomi simil–influenzali, piressia, eruzione cutanea e vomito. Sintomi simil–influenzali compresi cefalea, artralgia, mialgia e piressia insorgono prevalentemente all’inizio della terapia. La frequenza può variare in base alle indicazioni (vedere tabella sottostante).

In alcuni studi su pazienti adulti con insufficienza renale non ancora sottoposti a dialisi trattati con intervalli di somministrazione estesi è stata riportata la congestione del tratto respiratorio, che include eventi di congestione del tratto superiore, congestione nasale e nasofaringite.

Reazioni avverse gravi al farmaco comprendono trombosi venose e arteriose ed embolie (comprese alcune ad esito fatale), quali trombosi venose profonde, embolia polmonare, trombosi arteriosa, (compreso infarto del miocardio e ischemia del miocardio), trombosi retiniche e trombosi delle vie di accesso vascolare (compreso il sistema di dialisi). Inoltre, in studi clinici con epoetina alfa, sono stati segnalati episodi di accidenti cerebrovascolari (emorragia cerebrale e infarto cerebrale) e attacchi ischemici transitori.

Sono stati segnalati casi di aneurisma.

Sono state segnalate reazioni di ipersensitività, compresi casi di eruzione cutanea, orticaria, reazioni anafilattiche e angioedema neurotico.

Si sono manifestate crisi ipertensive con encefalopatia e convulsioni che richiedono pronto intervento medico e cure intensive in pazienti ipotesi o normotesi in trattamento con epoetina alfa. &EGRAVE; necessario valutare attentamente improvvise emicranie pulsanti che devono essere considerate come un possibile segnale di allarme.

Aplasia Pura delle Cellule della serie Rossa mediata da anticorpi (eritroblastopenia) è stata segnalata molto raramente < 1/10.000 casi per paziente anno dopo mesi o anni di trattamento con EPREX (vedere paragrafo 4.4).

Il profilo di sicurezza generale di EPREX è stato valutato in 142 soggetti affetti da Insufficienza Renale Cronica (IRC) e in 765 pazienti oncologici che hanno partecipato agli studi clinici registrativi controllati in doppio cieco con placebo.

Le reazioni avverse al farmaco riportate da ≥ 0,2% di pazienti trattati con EPREX in questi studi e nell’esperienza post–marketing vengono elencate qui di seguito tramite la classificazione per sistemi e organi (SOC) e per frequenza.

La frequenza è definita come molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro <1/10.000). Una frequenza viene definita come non nota quando la reazione avversa non è stata segnalata nell’ambito di uno studio clinico registrativo in doppio cieco controllato con placebo o quando la frequenza stessa non possa essere rilevata dai dati disponibili.

All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa
Patologie del sistema emolinfopoietico non comune Trombocitemia (pazienti oncologici)
frequenza non nota Aplasia Pura delle Cellule della serie Rossa anticorpo–mediata¹
Trombocitemia (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Disturbi del sistema immunitario frequenza non nota Reazione anafilattica
Ipersensibilità
Patologie del sistema nervoso molto comune Cefalea (pazienti oncologici)
comune Convulsioni (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Cefalea (pazienti con Insufficienza renale cronica)
non comune Emorragia cerebrale²
Convulsioni (pazienti oncologici)
frequenza non nota Accidenti cerebrovascolari²
Encefalopatia ipertensiva
Attacchi ischemici transitori
Patologie dell’occhio frequenza non nota Trombosi retinica
Patologie vascolari comune Trombosi venose profonde² (pazienti oncologici)
Ipertensione
frequenza non nota Trombosi venose profonde² (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Trombosi arteriose
Crisi ipertensive
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche comune Embolia polmonare² (pazienti oncologici)
frequenza non nota Embolia polmonare² (pazienti con
Insufficienza renale cronica)
Patologie gastrointestinali molto comune Nausea
  comune Diarrea (pazienti oncologici)
Vomito
  non comune Diarrea (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo comune Eruzione cutanea
  frequenza non nota Angioedema
Orticaria
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo molto comune Artralgia (pazienti con Insufficienza renale cronica)
  comune Artralgia (pazienti oncologici)
  non comune Mialgia (pazienti oncologici)
  frequenza non nota Mialgia (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Patologie congenite, familiari e genetiche frequenza non nota Porfiria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione molto comune Piressia (pazienti oncologici) Sindrome simil–influenzale (pazienti con Insufficienza renale cronica)
  comune Sindrome simil–influenzale (pazienti oncologici)
  frequenza non nota Inefficacia del farmaco
Edema periferico
Piressia (pazienti con Insufficienza renale cronica)
Reazioni al sito di iniezione
Esami diagnostici frequenza non nota Positività agli anticorpi anti–eritropoietina
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura comune trombosi delle vie di accesso vascolare (compreso il sistema di dialisi)

¹ la frequenza non può essere stimata dagli studi clinici

² compresi i casi ad esito fatale

Pazienti con Insufficienza Renale Cronica

In pazienti con Insufficienza Renale Cronica, livelli di emoglobina superiori a 12 g/dl possono essere associati ad un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, inclusa la morte (vedere paragrafo 4.4).

Nei pazienti in emodialisi si sono manifestate trombosi degli accessi vascolari, specialmente in pazienti con tendenza all’ipotensione o con complicanze delle fistole arterovenose (es. stenosi, aneurismi, ecc.) (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti oncologici

Un aumento dell’incidenza di eventi tromboembolici è stato rilevato in pazienti oncologici in trattamento con agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESAs), compresa epoetina alfa (vedere paragrafo 4.4)

Pazienti chirurgici

In pazienti candidati a interventi di chirurgia maggiore ortopedica elettiva, con un’emoglobina basale da 10 a 13 g/dl, l’incidenza di eventi trombotici vascolari (la maggior parte dei quali sono TVP), in tutta la popolazione di pazienti arruolata negli studi clinici, è apparsa simile nei gruppi di pazienti trattati con diverse dosi di epoetina alfa e nel gruppo placebo. L’esperienza clinica è comunque limitata.

Inoltre, in pazienti con un’emoglobina basale > 13 g/dl, non può essere esclusa la possibilità che il trattamento con epoetina alfa possa essere associato ad un aumento del rischio post–operatorio di eventi trombotici vascolari.

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Gravidanza e allattamento

Non sono disponibili studi adeguati e ben controllati in donne in gravidanza. Studi condotti sugli animali hanno mostrato tossicità sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Di conseguenza:

• In pazienti con insufficienza renale cronica epoetina alfa deve essere usata in gravidanza solo se il beneficio atteso supera i rischi potenziali per il feto.

• L’uso di epoetina alfa non è raccomandato in donne in gravidanza o in allattamento candidate a interventi chirurgici, che partecipano a un programma di predonazione di sangue autologo.

Non è noto se l’epoetina alfa esogena viene secreta nel latte materno umano. Epoetina alfa deve essere utilizzata con cautela in donne che allattano. La decisione di continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia con epoetina alfa deve essere presa considerando il beneficio dell’allattamento al seno per il neonato e il beneficio della terapia con epoetina alfa per la donna.

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Tale intervallo di temperatura deve essere garantito fino al momento della somministrazione al paziente.

Conservare nel contenitore originale per proteggere il prodotto dalla luce.

Non congelare o agitare.

Per uso ambulatoriale. EPREX può essere tirato fuori dal frigorifero ma deve essere mantenuto a temperatura ambiente (fino a 25°C) per una sola volta e per un periodo massimo di 3 giorni.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 9 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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