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ANTITROMBOTICI

FLOLAN

EV FL 0,5MG+FL 50ML SOL

GLAXOSMITHKLINE SpA

Descrizione prodotto

FLOLAN*EV FL 0,5MG+FL 50ML SOL

Principio attivo

EPOPROSTENOLO SODICO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTITROMBOTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

231.12


Codice ATC livello 5:
B01AC09

Codice AIC:
27750013


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Dialisi renale

L’epoprostenolo è indicato come alternativa all’eparina durante la dialisi renale, specialmente quando esiste un alto rischio di problemi emorragici in seguito all’uso di eparina.

Ipertensione polmonare primitiva

L’epoprostenolo è anche indicato per il trattamento endovenoso a lungo termine dell’ipertensione polmonare primitiva nei pazienti delle classi funzionali III e IV della NYHA (New York Heart Association).

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Composizione

FLOLAN 0,5 mg/50 ml Polvere e solvente per soluzione per infusione

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo

epoprostenolo sodico 0,531 mg

pari a epoprostenolo 0,5 mg

FLOLAN 0,5 mg Polvere per soluzione per infusione

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo

epoprostenolo sodico 0,531 mg

pari a epoprostenolo 0,5 mg

FLOLAN 1,5 mg/50 ml Polvere e solvente per soluzione per infusione

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo

epoprostenolo sodico 1,593 mg

pari a epoprostenolo 1,5 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Flaconcino di polvere:

glicina, sodio cloruro, mannitolo

Flaconcino di solvente:

glicina, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

L’epoprostenolo è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

L’epoprostenolo è controindicato nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia dovuta a disfunzione ventricolare sinistra grave.

L’epoprostenolo non deve essere usato in modo cronico in pazienti che sviluppino edema polmonare durante la titolazione della dose. Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

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Posologia

L’epoprostenolo polvere deve essere ricostituito prima dell’uso. Ogni ulteriore diluizione deve essere eseguita usando unicamente le soluzioni consigliate (vedere paragrafo 6.6).

Dialisi renale

L’epoprostenolo è somministrabile solo per infusione continua, sia intravascolare che nel sangue che affluisce al dializzatore.

Adulti

Il seguente schema di infusione è risultato efficace:

Prima della dialisi:

4 ng/kg/min per via endovenosa per 15 minuti.

Durante la dialisi:

4 ng/kg/min nell’accesso arterioso del dializzatore.

L’infusione dovrebbe essere sospesa al termine della dialisi.

Le dosi consigliate per la dialisi renale devono essere superate solo sottoponendo il paziente ad uno stretto controllo della pressione.

Bambini ed anziani

Non sono disponibili informazioni specifiche sull’uso di epoprostenolo nella dialisi renale in bambini o pazienti anziani.

Ipertensione polmonare primitiva

I seguenti schemi di infusione sono risultati efficaci:

Adulti

Trattamento a breve termine (acuto) con titolazione del dosaggio

Per determinare la velocità di infusione nel trattamento a lungo termine è richiesta una procedura a breve termine con dosi a scalare somministrate attraverso un catetere venoso periferico o centrale.

La velocità di infusione iniziale è di 2 ng/kg/min e deve essere aumentata con incrementi pari a 2 ng/kg/min ogni 15 minuti o più fino a quando non vengano raggiunti il massimo beneficio emodinamico o gli effetti farmacologici dose-limitanti.

Se la velocità iniziale di infusione di 2 ng/kg/min non è tollerata, si deve identificare una dose inferiore che sia tollerata dal paziente.

Infusione continua a lungo termine

L’infusione continua a lungo termine di epoprostenolo deve essere effettuata attraverso un catetere venoso centrale. Infusioni intravenose periferiche temporanee possono essere usate fino a che un accesso centrale non sia stabilito.

Infusioni a lungo termine devono essere iniziate ad una velocità inferiore di 4 ng/kg/min rispetto alla velocità di infusione massima tollerata determinata durante il trattamento a breve termine con dosi a scalare.

Se la velocità di infusione massima tollerata è inferiore a 5 ng/kg/min, l’infusione a lungo termine deve essere iniziata alla metà della velocità di infusione massima tollerata.

Modifica della posologia

Modifiche della velocità di infusione a lungo termine devono essere basate sulla persistenza, ricorrenza o peggioramento nel paziente dei sintomi relativi all’ipertensione polmonare primitiva o alla comparsa di eventi avversi dovuti a dosi eccessive di epoprostenolo.

In generale, col passare del tempo, si evidenzia la necessità di incrementare la posologia rispetto alla dose a lungo termine iniziale.

Incrementi della posologia devono essere presi in considerazione se i sintomi di ipertensione polmonare primitiva persistono o ricorrono dopo un miglioramento.

La velocità di infusione deve essere aumentata con incrementi da 1 a 2 ng/kg/min ad intervalli sufficienti da consentire lo stabilirsi della risposta clinica; tali intervalli devono essere di almeno 15 minuti. A seguito dello stabilirsi di una nuova velocità di infusione, il paziente deve essere tenuto sotto osservazione, la pressione arteriosa in orto e clinostatismo e la frequenza cardiaca devono essere monitorate per diverse ore al fine di assicurarsi che la nuova dose sia tollerata.

Durante l’infusione a lungo termine, la presenza di eventi farmacologici dose-correlati simili a quelli osservati durante il periodo di titolazione del dosaggio, può necessitare una riduzione della velocità infusionale, tuttavia gli eventi avversi possono occasionalmente risolversi senza alcuna modifica della posologia.

La riduzione della posologia deve essere condotta gradualmente con decrementi di 2 ng/kg/min ogni 15 minuti od oltre fino a che si risolvano gli effetti dose-limitanti.

Devono essere evitate l’interruzione brusca di epoprostenolo ovvero riduzioni cospicue ed improvvise della velocità infusionale. Tranne che nelle situazioni di pericolo di vita (per esempio: perdita di conoscenza, collasso, ecc.) la velocità infusionale di epoprostenolo deve essere modificata solo sotto controllo medico.

Bambini

Esistono dati limitati sull’impiego di epoprostenolo per l’ipertensione polmonare primitiva nei bambini.

Anziani

Esistono dati limitati sull’impiego di epoprostenolo nei pazienti di età superiore a 65 anni. In generale, la identificazione della dose in un paziente anziano deve essere condotta con attenzione, tenendo conto della maggiore frequenza di insufficienza della funzionalità epatica, renale o cardiaca, di malattie concomitanti, di altre terapie farmacologiche.

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Avvertenze e precauzioni

A causa dell’elevato pH della soluzione finale per infusione, si deve porre attenzione nell’evitare stravasi durante la somministrazione con i conseguenti rischi di danno tissutale. L’epoprostenolo è un potente vasodilatatore polmonare e sistemico.

L’epoprostenolo è un inibitore potente della aggregazione piastrinica; di conseguenza, si deve tener conto di un incrementato rischio di complicanze emorragiche, in particolare per pazienti che hanno anche altri fattori di rischio per sanguinamento (vedere paragrafo 4.5).

Gli effetti cardiovascolari che si manifestano durante l’infusione regrediscono entro 30 minuti dalla fine della somministrazione.

Se si verifica una ipotensione eccessiva durante la somministrazione di epoprostenolo, si deve ridurre la dose o l’infusione deve essere interrotta. L’ipotensione può essere profonda in seguito a sovradosaggio e può causare perdita di coscienza (vedere paragrafo 4.9).

La frequenza cardiaca e la pressione arteriosa devono essere controllate durante l’infusione di epoprostenolo.

L’epoprostenolo può aumentare o abbassare la frequenza cardiaca. Tali variazioni possono dipendere sia dalla frequenza cardiaca di base che dalla concentrazione di epoprostenolo somministrato.

Gli effetti di epoprostenolo sulla frequenza cardiaca possono essere mascherati dal concomitante uso di farmaci che agiscono sui riflessi cardiovascolari.

Sono stati riportati elevati livelli sierici di glucosio durante l’infusione di epoprostenolo nell’uomo.

Dialisi renale

L’effetto ipotensivo di epoprostenolo può essere accentuato dall’uso di "tampone acetato" nella soluzione dialitica durante la dialisi renale.

Durante dialisi renale con epoprostenolo ci si deve assicurare che la gittata cardiaca aumenti in maniera consistente in modo che il rilascio di ossigeno ai tessuti periferici non diminuisca.

L’epoprostenolo non è un anticoagulante convenzionale. Esso è stato usato con successo, in sostituzione dell’eparina, nella dialisi renale, ma in una piccola percentuale di casi si è avuta la formazione di coaguli nel circuito extracorporeo così da richiedere la sospensione della dialisi.

Quando l’epoprostenolo è usato da solo, misure come quelle del tempo di coagulazione del sangue intero attivato possono non essere attendibili.

Ipertensione Polmonare Primitiva

L’epoprostenolo deve essere usato solo da clinici con esperienza nella diagnosi e nel trattamento di tale patologia.

La titolazione del dosaggio a breve termine con l’epoprostenolo deve essere condotta in una struttura ospedaliera con personale idoneo ed attrezzata per il monitoraggio emodinamico e il trattamento di emergenza.

Alcuni pazienti con ipertensione polmonare primitiva hanno sviluppato edema polmonare durante la titolazione della dose, che può essere associata a malattia polmonare veno-occlusiva.

Occorre evitare brusche sospensioni o interruzioni dell’infusione, ad eccezione delle situazioni con pericolo di vita. Una brusca interruzione del trattamento può portare a rebound dell’ipertensione polmonare che provoca capogiri, astenia, aumento della dispnea, fino alla morte (vedere paragrafo 4.2).

L’epoprostenolo è infuso in modo continuo attraverso un catetere venoso centrale permanente per mezzo di una piccola pompa infusionale portatile.

Pertanto la terapia con l’epoprostenolo richiede da parte del paziente attenzione nella ricostituzione sterile del farmaco, nella sua somministrazione, nella cura del catetere venoso centrale permanente, e disponibilità ad una continua ed attenta educazione a questa pratica.

Nella preparazione del farmaco e nella cura del catetere deve essere applicata una tecnica sterile.

Anche brevi interruzioni nella somministrazione dell’epoprostenolo possono dar luogo ad un rapido aggravamento sintomatico. La decisione di somministrare l’epoprostenolo per l’ipertensione polmonare primitiva, deve essere basata sulla consapevolezza da parte del paziente che esiste una elevata probabilità che la terapia con l’epoprostenolo sarà necessaria per periodi prolungati, anche per anni; deve essere quindi attentamente considerata la capacità del paziente di prendersi cura del catetere endovenoso permanente e della pompa infusionale.

La soluzione tampone di glicina non contiene conservanti pertanto un flaconcino deve essere usato una sola volta e quindi eliminato.

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Interazioni

L’epoprostenolo può potenziare l’azione dell’eparina. Quando si somministra l’epoprostenolo a pazienti che ricevono contemporaneamente anticoagulanti si consiglia il monitoraggio dei parametri della coagulazione.

L’effetto vasodilatatore dell’epoprostenolo può aumentare od essere aumentato per l’uso concomitante di altri vasodilatatori.

Come riportato con altri analoghi delle prostaglandine, l’epoprostenolo può ridurre l’efficacia trombolitica dell’attivatore tissutale del plasminogeno (t-PA) aumentandone la clearance epatica.

Quando vengono impiegati contemporaneamente FANS o altri farmaci che influenzano l’aggregazione piastrinica, c’è la possibilità che l’epoprostenolo aumenti il rischio di emorragia.

Dopo l’inizio della terapia con epoprostenolo i pazienti in trattamento con digossina possono manifestare un aumento delle concentrazioni di digossina che, per quanto temporaneo, può rivelarsi significativo dal punto di vista clinico in pazienti predisposti ad intossicazione da digossina.

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito per organo, apparato/sistema e per frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune ≥1/10 (≥10%), comune ≥1/100 e <1/10 (≥1% e <10%), non comune ≥1/1000 e <1/100 (≥0,1% e <1%), raro ≥1/10000 e <1/1000 (≥0,01% e <0,1%), molto raro <1/10000 (<0,01%), non nota (non può essere stimata dai dati a disposizione).

L’interpretazione degli eventi avversi comparsi durante la somministrazione a lungo termine di epoprostenolo è resa difficile dalle caratteristiche cliniche della patologia di base che viene trattata.

Infezioni ed infestazioni

Comune: sepsi, setticemia (per lo più correlate al sistema di somministrazione dell’epoprostenolo)

Sono state riportate infezioni correlate all’uso del catetere causate da organismi non sempre considerati patogeni (incluso il micrococco)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: calo della conta piastrinica, sanguinamenti in diverse sedi (ad esempio polmonare,gastrointestinale, epistassi, intracranico, post-chirurgico, retroperitoneale)

Patologie del sistema endocrino

Molto raro: ipertiroidismo

Disturbi psichiatrici

Comune: ansia, nervosismo

Molto raro: agitazione

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea

Patologie cardiache

Comune: tachicardia è stata riportata in seguito a somministrazione di epoprostenolo a dosi pari a 5 ng/kg/min ed inferiori.

In volontari sani, con una dose di epoprostenolo maggiore di 5 ng/kg/min sono stati descritti casi di bradicardia, accompagnati talvolta da ipotensione ortostatica.

In volontari sani coscienti, a seguito di somministrazione endovenosa di una dose di epoprostenolo equivalente a 30 ng/kg/min, è stata riportata bradicardia associata ad una considerevole caduta della pressione arteriosa sistolica e diastolica.

Ipotensione

Patologie vascolari

Molto comune: arrossamento del viso (osservato anche in pazienti anestetizzati)

Molto raro: pallore

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota: edema polmonare

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea, vomito, diarrea

Comune: coliche addominali, talvolta riportate come sensazione di fastidio a livello addominale

Non comune: secchezza delle fauci

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: rash

Non comune: sudorazione

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: dolore alla mascella

Comune: artralgia

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: dolore (non specificato)

Comune: dolore al sito di iniezione*, dolore toracico*

Raro: infezione locale*,

Molto raro: arrossamento al sito di infusione*, occlusione del lungo catetere intravenoso, senso di affaticamento, costrizione toracica

*Associato con il sistema di somministrazione dell’epoprostenolo.

Durante l’infusione di epoprostenolo sono stati riscontrati elevati valori di glicemia.

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Gravidanza e allattamento

Fertilità

Studi sugli animali non hanno dato indicazioni di effetti dannosi sulla fertilità. Tuttavia, non è nota la rilevanza per l’uomo di questi risultati ottenuti dagli animali.

Gravidanza

Studi sugli animali non hanno dato indicazioni di effetti dannosi su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale. Tuttavia, non è nota la rilevanza per l’uomo di questi risultati ottenuti dagli animali.

In assenza di un’adeguata esperienza sull’uso di epoprostenolo in gravidanza umana, i potenziali benefici per la madre vanno confrontati con i rischi, sconosciuti, per il feto.

Allattamento

Non è noto se epoprostenolo o i suoi metaboliti siano escreti nel latte umano. Un rischio per il poppante non si può escludere. E’ necessario prendere una decisione in merito alla possibilità di interrompere/astenersi dall’allattamento al seno oppure se interrompere/astenersi dal trattamento con epoprostenolo tenendo conto dei benefici dell’allattamento al seno per il bambino e dei benefici della terapia per la madre.

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Conservazione

Il flaconcino contenente epoprostenolo va conservato ad una temperatura non superiore a 25°C ed al riparo dalla luce.

Conservare in luogo asciutto. Non congelare.

La soluzione tampone di glicina va conservata ad una temperatura non superiore a 25°C ed al riparo dalla luce. Non congelare. Essa non contiene conservanti, per cui va usata una sola volta e poi eliminata.

La ricostituzione e diluizione devono effettuarsi immediatamente prima dell’uso (vedere paragrafo 4.2 e 6.6).

Soluzioni di epoprostenolo appena preparate per il trattamento dell’ipertensione polmonare primitiva devono essere usate entro 12 ore a 25°C, o conservate fino a 40 ore a 2°-8°C e poi usate entro 8 ore a 25°C.

Laddove una pompa infusionale consenta l’impiego di una tasca refrigerata, la soluzione di epoprostenolo può essere usata in un periodo di 24 ore, a condizione che la tasca refrigerata stessa sia cambiata come necessario durante il giorno.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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