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ANTIBATTERICI CHINOLONICI

UTINOR

14CPR RIV 400MG

MSD ITALIA Srl

Descrizione prodotto

UTINOR*14CPR RIV 400MG

Principio attivo

NORFLOXACINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIBATTERICI CHINOLONICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

5.48


Codice ATC livello 5:
J01MA06

Codice AIC:
28483016


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

UTINOR è indicato per il trattamento delle infezioni delle alte e basse vie urinarie (cistite, pielite, cistopielite), causate da batteri sensibili a UTINOR.

Con dosi usuali di UTINOR sono state trattate con successo infezioni causate da microorganismi patogeni pluriresistenti.

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Composizione

Ogni compressa rivestita con film contiene:

Principio attivo: norfloxacina 400 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio diossido.

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Controindicazioni

UTINOR è controindicato in pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad altri agenti antibatterici chinolonici.

Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state verificate, perciò la norfloxacina non deve essere somministrata a bambini di età inferiore a 18 anni o nei ragazzi con incompleto sviluppo scheletrico.

Come con altri acidi organici, UTINOR non deve essere usato in soggetti con storia di convulsioni o fattori noti predisponenti ad attacchi epilettici (vedere paragrafo 4.8).

Precedente tendinopatia con fluorochinoloni.

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Posologia

UTINOR deve essere assunto con un bicchiere d’acqua, un’ora prima o due ore dopo i pasti o l’ingestione di latte.

Nel trattamento delle infezioni del tratto urinario, il dosaggio usuale per gli adulti è di 400 mg due volte al giorno per 7-10 giorni.

Nelle donne con cistite acuta non complicata si è dimostrata efficace una terapia di 3-7 giorni.

La sensibilità a UTINOR dell’agente eziologico deve essere testata, ma la terapia con UTINOR può essere iniziata prima di avere ottenuto i risultati di questi esami.

Per il dosaggio nei pazienti con insufficienza renale vedere paragrafo 4.4.

Uso pediatrico

Nei bambini non sono state stabilite sicurezza ed efficacia (vedere paragrafo 4.3).

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Avvertenze e precauzioni

UTINOR viene impiegato nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie anche in pazienti con insufficienza renale. Dal momento che UTINOR è escreto principalmente per via renale, una grave compromissione renale può alterarne in maniera significativa i livelli urinari. In coloro che presentano una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73 mq la posologia raccomandata è 1 compressa da 400 mg al giorno. A questo dosaggio la concentrazione urinaria è superiore alla MIC della maggior parte dei patogeni sensibili a UTINOR.

Si consiglia un sufficiente apporto di liquidi durante il trattamento per evitare il manifestarsi di cristalluria.

Sono state osservate reazioni di fotosensibilità con eccessive esposizioni al sole in pazienti in trattamento con alcuni farmaci di questa classe. Si deve evitare un’eccessiva esposizione al sole e qualora si verifichi fotosensibilità la somministrazione del farmaco deve essere interrotta.

In casi sporadici in corso di terapia con fluorochinoloni si possono manifestare infiammazioni e lesioni con rottura dei tendini. In caso di comparsa di sintomi di tendinite e/o di rottura di tendini, il trattamento con UTINOR deve essere sospeso immediatamente ed il paziente deve essere avvertito di contattare il medico per le opportune misure terapeutiche. Fattori predisponenti alle tendiniti sono età superiore ai 60 anni, esercizio fisico intenso, trattamento a lungo termine con corticosteroidi, fase precoce di deambulazione di pazienti a letto.

In rari casi sono state segnalate reazioni emolitiche in pazienti con un’alterazione latente o effettiva dell’attività della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (vedere paragrafo 4.8).

I chinoloni, inclusa la norfloxacina, possono esacerbare i segni di miastenia gravis e portare ad un indebolimento potenzialmente letale dei muscoli respiratori. Si deve agire con cautela nell’uso dei chinoloni, incluso UTINOR, in pazienti con miastenia gravis (vedere paragrafo 4.8).

Disturbi cardiaci

Si deve prestare particolare attenzione quando si utilizzano i fluorochinoloni, incluso UTINOR, in pazienti con fattori di rischio noti per il prolungamento dell’intervallo QT, come per esempio:

•  sindrome congenita del QT lungo

•  assunzione concomitante di farmaci che sono noti per prolungare l’intervallo QT (per esempio antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici)

•  squilibrio elettrolitico non corretto (per esempio ipokalemia, ipomagnesemia)

•  patologia cardiaca (per esempio insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, bradicardia)

•  i pazienti anziani e le donne possono essere più sensibili ai medicinali che prolungano il QTc. Pertanto, si deve prestare particolare attenzione quando si somministrano i fluorochinoloni, incluso UTINOR, in queste popolazioni (edere paragrafi 4.2 Pazienti anziani, paragrafo 4.5, paragrafo 4.9).

La colite pseudomembranosa è stata segnalata con quasi tutti gli agenti antibatterici compreso UTINOR, e può variare in gravità da lieve a potenzialmente letale. È pertanto importante considerare questa diagnosi in pazienti che presentano diarrea a seguito di somministrazione di agenti antibatterici. Gli studi indicano che la causa primaria della “colite associata ad antibiotici” è una tossina prodotta da Clostridium difficile.

In caso di sospetto o conferma di colite associata ad antibiotici da Clostridium difficile si può dover interrompere la terapia antibiotica in corso non diretta contro Clostridium difficile. Si deve implementare una gestione appropriata del bilancio idroelettrolitico, una integrazione dell’apporto proteico, un trattamento antibiotico di Clostridium difficile, e una valutazione chirurgica secondo l’indicazione clinica.

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Interazioni

Farmaci noti per prolungare l’intervallo QT

UTINOR, come altri fluorochinoloni, deve essere usato con cautela in pazienti che assumono farmaci noti per prolungare l’intervallo QT (per esempio antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici) (vedere paragrafo 4.4).

La contemporanea somministrazione di probenecid non altera le concentrazioni sieriche di UTINOR, ma l’escrezione urinaria di questo farmaco diminuisce.

Come con altri acidi organici ad attività antibatterica, si è dimostrato in vitro antagonismo fra UTINOR e nitrofurantoina.

I chinoloni, inclusa la norfloxacina, hanno mostrato di inibire il CYP1A2 in vitro. L’uso concomitante con i farmaci metabolizzati dal CYP1A2 (ad es., caffeina, clozapina, ropinirolo, tacrina, teofillina, tizanidina) può dar luogo ad un incremento delle concentrazioni dei farmaci substrato quando vengono somministrati ai dosaggi abituali. I pazienti che assumono uno qualsiasi di questi farmaci in concomitanza con norfloxacina devono essere attentamente monitorati.

Sono stati segnalati aumenti dei livelli plasmatici di teofillina con l’uso concomitante di chinoloni. Si sono avute, raramente, segnalazioni di effetti collaterali correlati alla teofillina in pazienti in terapia concomitante con norfloxacina e teofillina. Di conseguenza si deve considerare il monitoraggio dei livelli plasmatici di teofillina e, se necessario, un aggiustamento del dosaggio.

Sono stati segnalati aumenti dei livelli sierici di ciclosporina con l’uso concomitante di norfloxacina. Quando questi farmaci vengono usati in concomitanza, quindi, si devono monitorizzare i livelli sierici di ciclosporina ed aggiustare appropriatamente il dosaggio di questo farmaco.

I chinoloni, inclusa la norfloxacina, possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti orali incluso il warfarin o i suoi derivati e il fluindione o farmaci simili. Quando questi prodotti vengono somministrati in concomitanza con chinoloni, si devono attentamente controllare il tempo di protrombina o altri opportuni esami della coagulazione.

La somministrazione concomitante di chinoloni compresa la norfloxacina con la gliburide (una solfanilurea) ha dato luogo in casi molto rari all’insorgenza di ipoglicemia grave. In caso di somministrazione concomitante dei due farmaci si raccomanda pertanto il monitoraggio della glicemia.

Preparati polivitaminici, prodotti contenenti ferro o zinco, antiacidi, sucralfato o didanosina non devono essere somministrati contemporaneamente e nelle 2 ore successive alla somministrazione della norfloxacina, in quanto possono interferire sull’assorbimento, riducendo i livelli sierici ed urinari di norfloxacina.

La didanosina in compresse masticabili/tamponate od in polvere per uso pediatrico non deve essere somministrata in concomitanza con o entro 2 ore dall’uso di norfloxacina, in quanto tali prodotti possono interferire con l’assorbimento causando un abbassamento dei livelli sierici ed urinari di norfloxacina.

Alcuni chinoloni, inclusa la norfloxacina, hanno anche mostrato di interferire con il metabolismo della caffeina. Questo può portare ad una riduzione della clearance della caffeina e ad un prolungamento dell’emivita plasmatica che può portare all’accumulo di caffeina nel plasma quando i prodotti che contengono caffeina vengono consumati durante il trattamento con norfloxacina.

La somministrazione concomitante di un farmaco antinfiammatorio non-steroideo (FANS) con un chinolone, compresa norfloxacina, può aumentare il rischio di stimolazione del SNC e di episodi convulsivi. UTINOR deve pertanto essere usato con cautela nei pazienti in terapia concomitante con i FANS.

Dati provenienti da studi su animali hanno mostrato che i chinoloni in associazione a fenbufene possono provocare convulsioni; di conseguenza la somministrazione concomitante di chinoloni e fenbufene deve essere evitata.

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Effetti indesiderati

Negli studi clinici, UTINOR è stato valutato per la sicurezza in circa 2900 individui.

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati durante gli studi clinici o con l’esperienza postmarketing: comune (≥ 1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)]

Infezioni e infestazioni

Non comune: candidiasi vaginale.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: eosinofilia, leucopenia, neutropenia.

Raro: trombocitopenia.

Molto raro: agranulocitosi, anemia emolitica, talvolta associata a deficienza della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi.

Patologie del sistema immunitario

Molto raro: reazioni di ipersensibilità, anafilassi.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: anoressia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: depressione, disturbi del sonno.

Raro: disorientamento, nervosismo, irritabilità, ansia, euforia, allucinazioni, disturbi psichici, confusione.

Molto raro: reazioni psicotiche.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, capogiro, parestesia, ipoestesia, disgeusia.

Raro: tremore.

Molto raro: polineuropatia, sindrome di Guillain-Barrè, convulsioni, mioclono, esacerbazione della miastenia grave.

Patologie dell’occhio

Raro: epifora, disturbi visivi.

Non nota: distacco della retina.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Raro: tinnito.

Molto raro: diminuzione dell’udito.

Disturbi cardiaci

Non nota: aritmia ventricolare e torsione di punta (riportati prevalentemente in pazienti con fattori di rischio noti per il prolungamento del QT), QT prolungato all’ECG (vedere paragrafi 4.4 e 4.9).

Patologie vascolari

Molto raro: vasculite.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: dispnea.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, dispepsia, stipsi, flatulenza, gastralgia.

Non comune: diarrea, dolori addominali/crampi, pirosi.

Raro: pancreatite.

Molto raro: secchezza delle fauci, vomito.

Patologie epatobiliari

Raro: ittero.

Molto raro: epatite, ittero colestatico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea, prurito, orticaria.

Raro: fotosensibilità.

Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica, angioedema.

Non nota: vasculite leucocitoclastica, eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome di DRESS).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e tessuto connettivo

Raro: artralgia, mialgia.

Molto raro: tendinite, artrite.

Patologie renali e urinarie

Molto raro: nefrite interstiziale, insufficienza renale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: stanchezza.

Molto raro: febbre.

Esami diagnostici

Comune: aumento di ALT (SGPT), aumento di AST (SGOT).

Raro: aumento di azotemia e creatininemia, diminuzione dell’ematocrito.

Molto raro: aumento della creatinchinasi (CK).

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Molto raro: rottura dei tendini.

Nell’esperienza post-marketing è stata inoltre riportata la colite pseudomembranosa.

Con l’uso del prodotto sono possibili reazioni anafilattoidi gravi (edema della lingua, edema della glottide, dispnea, ipotensione arteriosa fino allo shock pericoloso).

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

UTINOR è stato ritrovato nel sangue del cordone ombelicale e nel liquido amniotico; di conseguenza UTINOR non deve essere usato in gravidanza.

Allattamento

UTINOR è stato ritrovato nel latte materno; di conseguenza UTINOR non deve essere usato durante l’allattamento.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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