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ANTITROMBOTICI

AT III KED.

2000UI+FL 40ML+SET

KEDRION SpA

Descrizione prodotto

AT III KED.*2000UI+FL 40ML+SET

Principio attivo

ANTITROMBINA III UMANA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTITROMBOTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

660.00


Codice ATC livello 5:
B01AB02

Codice AIC:
29378039


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

AT III Kedrion è indicata:

In pazienti con deficit congenito di Antitrombina:

per la profilassi della trombosi venosa profonda e del tromboembolismo in situazioni di rischio clinico (specialmente in caso di interventi chirurgici o durante il periodo del parto), in associazione con eparina quando indicato;

b) per la prevenzione della progressione della trombosi venosa profonda e del tromboembolismo in associazione ad eparina, quando indicato.

In pazienti con deficit acquisito di Antitrombina:

coagulazione intravascolare disseminata (DIC) associata a: sepsi severa, politrauma, ustioni, gravidanza;

altra coagulopatia acuta da consumo.

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Composizione

Composizione qualitativa

Antitrombina, in polvere, concentrato da plasma umano

Composizione quantitativa

AT III KEDRION 500 UI AT III KEDRION 1000 UI AT III KEDRION 2000 UI
Antitrombina da plasma umano 500 UI/flacone 1000 UI/flacone 2000 UI/flacone
Antitrombina da plasma umano ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili 50 UI/ml (500 UI/10 ml) 50 UI/ ml (1000 UI/20 ml) 50 UI/ ml (2000 UI/40 ml)
volume solvente 10 ml 20 ml 40 ml

L’attività (UI) è determinata usando il metodo cromogenico.

L’attività specifica di AT III KEDRION è non inferiore a 5,0 UI/mg di proteine.

Per gli eccipienti vedere 6.1.

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Eccipienti

Sodio fosfato monobasico

Sodio cloruro

Glicina

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.

Precedenti di trombocitopenia indotta da eparina.

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Posologia

Il trattamento deve iniziare sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento di pazienti con deficienza di antitrombina.

Posologia

Nelle deficienze congenite, il dosaggio deve essere individualizzato per ciascun paziente tenendo conto della storia familiare con particolare riguardo a eventi tromboembolici, agli effettivi fattori di rischio clinico ed agli accertamenti di laboratorio.

Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva nelle deficienze acquisite dipendono dal livello plasmatico di antitrombina, dalla presenza di segni di aumentato turnover, dalla patologia di base e dalla gravità della condizione clinica. La quantità da somministrare e la frequenza delle somministrazioni devono essere sempre basate per ogni singolo caso sull’efficacia clinica e sugli accertamenti di laboratorio.

La quantità di unità di antitrombina somministrata è espressa in Unità Internazionali (UI), le quali sono correlate allo standard attuale dell’OMS per l’antitrombina. L’attività dell’antitrombina nel plasma è espressa sia come percentuale (relativa al plasma umano normale), sia come Unità Internazionali (relative allo standard internazionale per l’antitrombina plasmatica).

Una Unità Internazionale (UI) di attività di antitrombina è equivalente alla quantità di antitrombina presente in un millilitro di plasma umano normale. Il calcolo della dose di antitrombina richiesta si base sulla osservazione empirica che una Unità Internazionale (UI) di antitrombina per kg di peso corporeo aumenta l’attività dell’antitrombina plasmatica di circa 1,5%.

La dose iniziale è determinata usando la formula seguente:

Unità richieste = peso corporeo (kg) x (livello desiderato – attività effettiva di antitrombina [%]) x {fattore di correzione}

L’attività iniziale di antitrombina che si vuole ottenere dipende dalla situazione clinica. Quando c’è l’indicazione per la sostituzione dell’antitrombina, il dosaggio deve essere sufficiente per raggiungere l’attività di antitrombina desiderata e per mantenere un livello efficace. Il dosaggio deve essere individuato e controllato sulla base delle determinazioni dell’attività antitrombinica in laboratorio; determinazioni che dovrebbero essere eseguite almeno due volte al giorno fino a che il paziente si sia stabilizzato, e poi una volta al giorno, preferibilmente immediatamente prima della successiva infusione. La correzione del dosaggio dovrebbe tenere in considerazione sia i segni di aumentato turnover dell’antitrombina, in accordo con i controlli di laboratorio, sia il decorso clinico. L’attività dell’antitrombina dovrebbe essere mantenuta sopra l’80% per tutta la durata del trattamento, a meno che caratteristiche cliniche non indichino un diverso livello effettivo.

La dose iniziale usuale nelle deficienze congenite è di 30-50 UI/kg.

Successivamente, la dose e la frequenza, così come la durata del trattamento, devono essere regolate sulla base dei dati biologici e della situazione clinica.

Non ci sono dati sufficienti per consigliare l’uso di AT III KEDRION nei bambini minori di 6 anni.

Modo di somministrazione

Sciogliere il liofilizzato come descritto al paragrafo 6.6.

Il prodotto deve essere somministrato per via endovenosa.

L’infusione deve essere completata in un tempo massimo di due ore.

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Avvertenze e precauzioni

Come con qualunque prodotto proteico endovenoso, sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere strettamente controllati ed attentamente osservati per qualunque sintomo durante il periodo di infusione. I pazienti devono essere informati sui primi segni di reazioni di ipersensibilità inclusi orticaria, eritema generalizzato, senso di costrizione al torace, dispnea, ipotensione e anafilassi. Se questi sintomi compaiono dopo la somministrazione, i pazienti devono contattare i loro medici.

In caso di shock, devono essere seguiti gli standard per il trattamento di tale condizione.

Quando si somministrano specialità medicinali ottenute da sangue o plasma umano, non e’ possibile escludere completamente la comparsa di patologie infettive conseguenti alla trasmissione di agenti infettivi. Ciò risulta applicabile anche a patogeni di natura sconosciuta.

Per AT III KEDRION il rischio di trasmissione di agenti infettivi è comunque ridotto da:

selezione dei donatori mediante visita medica e screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per il contenuto di ALT e per i marcatori relativi ai tre virus maggiormente patogeni: HbsAg e anticorpi anti-HCV ed anti-HIV;

verifica dell’eventuale presenza di materiale genomico per HCV nei pool di plasma;

introduzione nel processo produttivo di stadi di inattivazione/rimozione virale, convalidati mediante l’impiego di virus modello; AT III KEDRION in conformità alle più recenti linee guida europee (CPMP/BWP/269/95 rev 2), e per ridurre ulteriormente il rischio di trasmissione di agenti patogeni conosciuti e sconosciuti, è sottoposto a due step specifici di riduzione della carica virale. Il primo step di inattivazione virale consiste nella pastorizzazione della soluzione di AT III KEDRION a 60°C per 10 ore; il secondo step di rimozione consiste in una nanofiltrazione attraverso speciali filtri da 15 nanometri.

Gli studi di validazione virale, condotti secondo le linee guida del CPMP su virus con e senza rivestimento lipidico, confermano l’efficacia dei due step di inattivazione/rimozione sulla base dei risultati ottenuti sui virus testati.

Si consiglia una vaccinazione appropriata (epatite A e B) per i pazienti con deficienza congenita che ricevono regolarmente concentrati di antitrombina derivati da plasma.

Nell’interesse dei pazienti, si raccomanda, se possibile, ogni volta che AT III KEDRION viene loro somministrato, di registrare il nome commerciale del prodotto ed il numero di lotto di produzione.

Sorveglianza clinica e biologica quando l’antitrombina è usata insieme con l’eparina:

per regolare il dosaggio dell’eparina e per evitare una eccessiva ipocoagulabilità, devono essere eseguiti regolarmente i controlli dell’estensione dell’anticoagulazione (APPT, e dove appropriato attività anti-FXa), a intervalli ravvicinati ed in particolare nei primi minuti/ore che seguono l’inizio della somministrazione di antitrombina;

per regolare la dose individuale devono essere controllati quotidianamente i livelli di antitrombina, per il rischio di diminuzione dei livelli di antitrombina dovuto ad un prolungato trattamento con eparina non frazionata.

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Interazioni

Eparina: la sostituzione di antitrombina durante la somministrazione di eparina in dosi terapeutiche aumenta il rischio di emorragia. L’effetto dell’antitrombina è fortemente potenziato dall’eparina. L’emivita dell’antitrombina può essere considerevolmente ridotta da un concomitante trattamento con eparina a causa di un accelerato turnover dell’antitrombina. Quindi, la contemporanea somministrazione di eparina e antitrombina ad un paziente con aumentato rischio di sanguinamento deve essere controllata clinicamente e biologicamente.

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Effetti indesiderati

Raramente sono state osservate ipersensibilità o reazioni allergiche (che possono includere angioedema, bruciore ed irritazione nel sito di iniezione, brividi, arrossamento, eritema generalizzato, mal di testa, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia,  senso di costrizione toracica, formicolio, vomito, dispnea), che possono portare in alcuni casi a grave anafilassi (incluso lo shock).

In rare occasioni è stata osservata febbre.

Per informazioni sulla sicurezza virale vedere 4.4.

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Gravidanza e allattamento

L’esperienza sulla sicurezza dell’uso di prodotti di antitrombina umana durante la gravidanza umana è limitata.

AT III KEDRION dovrebbe essere somministrato durante la gravidanza e l’allattamento a donne con deficienza di antitrombina solo se chiaramente indicato, tenendo conto che in queste pazienti, durante la gravidanza, si ha un aumento del rischio di eventi tromboembolici.

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Conservazione

Conservare a temperatura compresa tra +2°C e +8°C, al riparo dalla luce.

Non congelare.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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