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SOSTANZE CONTRO L'AMEBIASI ED ALTRE AFFEZIONI PROTOZOARIE

WELLVONE

OS SOSP FL 240ML

GLAXOSMITHKLINE SpA

Descrizione prodotto

WELLVONE*OS SOSP FL 240ML

Principio attivo

ATOVAQUONE

Forma farmaceutica

SOSPENSIONE OS

ATC livello 3

SOSTANZE CONTRO L'AMEBIASI ED ALTRE AFFEZIONI PROTOZOARIE

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

363.10


Codice ATC livello 5:
P01AX06

Codice AIC:
29557028


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

Wellvone Sospensione è indicato per:

Trattamento dell’episodio acuto di polmonite da Pneumocystis (PCP, causata da Pneumocystis jiroveci formalmente classificata come P carinii) di grado lieve-moderato (rapporto tra tensione alveolare/arteriosa dell’ossigeno [(A-a)DO2] ≤ 45 mmHg (6 kPa) e tensione d’ossigeno nel sangue arterioso (PaO2) ≥ 60 mmHg (8 kPa) con respirazione ad aria ambientale) in pazienti che siano intolleranti alla terapia con co-trimossazolo (vedere paragrafo 4.4).

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Composizione

Ciascun ml di sospensione contiene 150 mg di atovaquone.

Una dose da 5 ml contiene 750 mg di atovaquone.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Alcool benzilico

Gomma Xantana

Polossamero 188

Saccarina sodica

Acqua depurata

Aroma tutti frutti (Firmenich 51.880/A) contenente olio di arancio dolce, olio concentrato di arancio, glicole propilenico, alcool benzilico, vanillina, aldeide acetica, acetato di amile, butirrato di etile.

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Controindicazioni

Wellvone Sospensione è controindicato negli individui con ipersensibilità nota all’atovaquone o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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Posologia

Va sottolineata al paziente l’importanza di assumere Wellvone a dose piena ed a stomaco pieno. L’assunzione insieme al cibo, specialmente cibo ad alto contenuto di grassi, ne incrementa la biodisponibilità da due a tre volte.

Posologia negli adulti

Polmonite da Pneumocystis: si raccomanda una dose orale giornaliera di 750 mg due volte al giorno (1 dose da 5 ml mattina e sera) somministrati, unitamente al cibo, per 21 giorni.

Dosi più alte possono essere più efficaci in alcuni pazienti (vedere paragrafo 5.2).

Posologia nei bambini

L’efficacia clinica in questa categoria di pazienti non è stata studiata.

Posologia negli anziani

Non vi sono stati studi di Wellvone negli anziani (vedere paragrafo 4.4).

Alterazioni della funzionalità renale od epatica

Wellvone non è stato studiato specificamente in pazienti affetti da significative alterazioni nella funzionalità epatica o renale (vedere paragrafo 5.2 per la farmacocinetica negli adulti). Nel caso fosse necessario trattare questi pazienti con Wellvone, si raccomanda cautela; la somministrazione dovrebbe inoltre essere attentamente controllata.

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Avvertenze e precauzioni

La diarrea all’inizio del trattamento è stata vista associarsi a livelli plasmatici significativamente più bassi di atovaquone. Questi erano correlati a loro volta con una maggiore incidenza di insuccessi terapeutici ed un tasso di sopravvivenza minore. Pertanto, per tali pazienti e per quelli che presentano difficoltà nell’assumere Wellvone con il cibo, devono essere prese in considerazione terapie alternative.

I pazienti in trattamento concomitante con tetracicline devono essere attentamente controllati (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di atovaquone ed efavirenz o inibitori della proteasi potenziati deve essere evitata quando è possibile (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di atovaquone e rifampicina o rifabutina non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

L’uso concomitante di metoclopramide non è raccomandato. Deve essere somministrato un altro trattamento antiemetico (vedere paragrafo 4.5).

L’atovaquone può incrementare i livelli di etoposide e del suo metabolita (vedere paragrafo 4.5).

L’efficacia del Wellvone non è stata sottoposta a valutazioni sistematiche:

1)  in pazienti in cui si sia osservato un insuccesso di altre terapie per la PCP, compreso il cotrimossazolo;

2)  nel trattamento degli episodi gravi di PCP [(A-a)DO2 > 45 mmHg (6 kPa)];

3)  nella profilassi della PCP;

4)  nei confronti della pentamidina per via endovenosa per il trattamento della PCP.

Non vi sono dati disponibili in pazienti immunocompromessi HIV negativi ed affetti da PCP.

Non è stata conseguita alcuna esperienza clinica del trattamento di atovaquone nei pazienti anziani. Pertanto l’impiego nei soggetti anziani deve essere attentamente controllato.

I pazienti con malattia polmonare devono essere attentamente valutati al fine di escludere cause di malattia differenti dalla PCP e trattati con ulteriori farmaci appropriati. Wellvone non rappresenta una terapia efficace per altre malattie fungine, batteriche, micobatteriche o virali.

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Interazioni

Poiché l’esperienza è limitata, deve essere posta attenzione nell’associare altri farmaci con Wellvone.

La somministrazione concomitante di rifampicina o rifabutina non è raccomandata dal momento che riduce i livelli delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone rispettivamente di circa il 50% e 34% (vedere paragrafo 4.4).

Il trattamento concomitante con metoclopramide è stato associato ad un significativo decremento (circa 50%) delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone (vedere paragrafo 4.4). Deve essere somministrato un altro trattamento antiemetico.

Si è osservato che le concentrazioni di atovaquone sono diminuite fino al 75% quando somministrato con efavirenz o con inibitori della proteasi potenziati. Tale combinazione deve essere evitata quando è possibile (vedere paragrafo 4.4).

Il trattamento concomitante con tetracicline è stato associato con diminuzioni delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone.

Si è riscontrato che la somministrazione concomitante di atovaquone alle dosi di 45 mg/kg/die per la profilassi di PCP nei bambini (n=9) con leucemia linfoblastica acuta, incrementa le concentrazioni plasmatiche (AUC) di etoposide e del suo metabolita etoposide catecolo di una mediana di 8,6% e 28,4% (rispettivamente confrontata alla somministrazione concomitante di etoposide e sulfametossazolo-trimetoprim). Si deve porre attenzione nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con etoposide (vedere paragrafo 4.4).

Negli studi clinici con Wellvone si sono osservati lievi decrementi delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone (media <3 mcg/ml) nel caso di somministrazione concomitante di paracetamolo, benzodiazepine, aciclovir, oppiacei, cefalosporine, anti-diarroici e lassativi. Non si conosce la relazione causale fra la variazione delle concentrazioni plasmatiche di atovaquone e la somministrazione dei suddetti farmaci.

Gli studi clinici hanno studiato le interazioni di Wellvone compresse con:

Zidovudina - la zidovudina non sembra influenzare la farmacocinetica dell’atovaquone. Tuttavia, dati di farmacocinetica hanno messo in evidenza che l’atovaquone sembra diminuire il tasso di metabolismo della zidovudina al suo metabolita glucuronide (l’AUC allo stato stazionario della zidovudina era aumentata del 33% ed il picco di concentrazione plasmatica del glucuronide era diminuito del 19%). A dosaggi di zidovudina pari a 500 o 600 mg/die sembra improbabile che un ciclo concomitante di tre settimane di Wellvone, per il trattamento della PCP acuta, possa risultare in una aumentata incidenza di reazioni avverse attribuibili a concentrazioni plasmatiche di zidovudina più elevate.

Didanosina (ddI) - la ddI non influenza la farmacocinetica dell’atovaquone come è stato stabilito in uno studio prospettico multidose di interazione fra atovaquone e didanosina. Tuttavia, veniva rilevata una riduzione pari al 24% dell’area sotto la curva (AUC) per la didanosina, probabilmente priva di significato clinico, quando somministrata in concomitanza all’atovaquone.

Ciò nonostante, poiché non sono noti i meccanismi di interazione, gli effetti della somministrazione di atovaquone sulla zidovudina e ddI possono essere maggiori con l’uso della sospensione di atovaquone. Concentrazioni più elevate di atovaquone, possibili con l’uso della sospensione, possono determinare modifiche più ampie dei valori di AUC per la zidovudina o ddI rispetto a quelli osservati. I pazienti in trattamento con atovaquone e zidovudina devono essere regolarmente controllati per rilevare gli effetti avversi associati alla zidovudina.

La soministrazione concomitante di Wellvone e indinavir è risultata in una diminuzione della Cmin di indinavir (23% diminuzione; 90% CI 8-35%) e dell’AUC (9% diminuzione; 90% CI 1-18%). Deve essere posta particolare attenzione durante la somministrazione concomitante di indinavir e atovaquone per il potenziale rischio di mancanza di efficacia del trattamento di indinavir.

Negli studi clinici con Wellvone i seguenti farmaci non si associavano a modifiche delle concentrazioni plasmatiche, allo stato stazionario, di atovaquone: fluconazolo, clotrimazolo, ketoconazolo, antiacidi, corticosteroidi sistemici, farmaci anti-infiammatori non steroidei, antiemetici (esclusa metoclopramide) ed H2-antagonisti.

L’atovaquone è altamente legato alle proteine plasmatiche e deve essere posta cautela nel somministrare Wellvone in concomitanza ad altri farmaci con elevato legame alle proteine plasmatiche e con indici terapeutici ristretti. L’atovaquone non modifica la farmacocinetica, il metabolismo o l’entità del legame della fenitoina alle proteine plasmatiche in vivo. Non vi sono interazioni a livello del legame con le proteine plasmatiche tra atovaquone e chinina, fenitoina, warfarin, sulfametossazolo, indometacina o diazepam in vitro.

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Effetti indesiderati

In pazienti partecipanti a studi clinici con atovaquone si sono spesso verificati effetti indesiderati coerenti con il corso della malattia da Virus dell’Immunodeficienza Umana (HIV) in stadio avanzato o con la terapia concomitante. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e considerati avere una sospetta relazione causale (almeno possibile) con il trattamento con atovaquone con le seguenti frequenze:

La seguente convenzione viene impiegata per le frequenze: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, <1/10); non comune (≥ 1/1000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: anemia, neutropenia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: iponatriemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea.

Comune: diarrea, vomito.

Patologie epatobiliari

Comune: livelli elevati degli enzimi epatici.

Disturbi del sistema immunitario

Comune: reazione di ipersensibilità incluso angioedema, broncospasmo e costrizione della gola.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: rash, prurito.

Comune: orticaria.

Non noto: eritema multiforme, Sindrome di Stevens-Johnson.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: febbre.

Esami diagnostici

Non comune: livelli elevati di amilasi.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non vi sono informazioni circa gli effetti della somministrazione di atovaquone in gravidanza, nella specie umana. L’atovaquone non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che il beneficio terapeutico per la madre non superi qualsiasi possibile rischio per lo sviluppo del feto.

Gli studi sull’animale non hanno fornito dati sufficienti ad evidenziare i possibili rischi sulle potenzialità e capacità riproduttive.

Allattamento

Non è noto se l’atovaquone sia escreto nel latte materno umano e pertanto l’allattamento al seno non è raccomandato.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Non congelare.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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