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STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

ISOPRENALINA CLORIDR

50F 0,2MG

SALF SpA

Descrizione prodotto

ISOPRENALINA CLORIDR*50F 0,2MG

Principio attivo

ISOPRENALINA CLORIDRATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

27.54


Codice ATC livello 5:
C01CA02

Codice AIC:
30674028


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

L’isoprenalina è usata come broncodialtatore nel trattamento sintomatico dell’asma bronchiale e nel broncospasmo che si può manifestare in associazione con bronchite cronica, enfisema polmonare, bronchietassia ed altre malattie polmonari ostruttive croniche. Il farmaco può essere usato anche nel trattamento del broncospasmo durante l’anestesia. L’isoprenalina ha trovato impiego, per somministrazione parenterale, nella sindrome di Adams-Stokes e nelle artitmie ventricolari dovute a blocco nodale AV. Il farmaco somministrato per infusione e.v., produce stimolazione cardiaca e vasodilatazione che può essere utile per la correzione dello squilibrio emodinamico nel trattamento di alcuni tipi di shock.

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Composizione

Principio attivo: Isoprenalina cloridrato 0,2 mg

Eccipienti: Ac. lattico 2 M 0,006 mg – Sodio lattato 2 M0,008 mg – Sodio metabisolfito 1 mg - Acqua p.p.i. q.b. a 1 ml

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Eccipienti

Sodio lattato

Acido lattico

Sodio metabisolfito

Acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

L’isoprenalina è controindicata in caso di ipersensibiltà, aritmie associate a tachicardia, ipertensione, infarto cardiaco recente, tireotossicosi, stenosi aortica sottovalvolare, malattia ischemica cardiaca.

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Posologia

L’isoprenalina cloridrato può essere somministrata per e.v., i.m., s.c. e raramente per iniezione intracardiaca. Nell’adulto, per il controllo del broncospasmo durante l’anestesia, si somministrano per e.v. 0,01-0,02 mg di isoprenalina cloridrato (0,5 – 1 ml di una soluzione allo 0,002%). Nell’emergenza cardiaca, la dose nell’adulto è di 0,02-0,06 mg (1-3 ml di una soluzione allo 0,002%) somministrata per bolo e.v.; possono seguire dosi di 0,01-0,2 mg (0,5 – 10 ml di una soluzione allo 0,002%). L’infusione e.v. deve avere un flusso iniziale di circa 5 mcg/min (1,25 ml di una soluzione allo 0,0004% per minuto) negli adulti e 2,5 mcg/min oppure 0,1 mcg/kg/min nei bambini; seguono negli adulti dosi individualizzate comprese tra 2 e 20 mcg/min.

Nelle condizioni meno gravi, gli adulti ricevono, inizialmente per i.m. o per via s.c., una dose di 0,2 mg; seguono dosi i.m. comprese tra 0,02 e 1 mg (0,1-5 ml di una soluzione allo 0,02%) e successivamente dosi sottocutanee comprese tra 0,15 e 0,2 mg (0,75-1 ml di una soluzione allo 0,02%). Per casi di estrema gravità e in mancanza di altri mezzi più idonei, negli adulti si somministra una dose di 0,02 mg per iniezione intracardiaca. Nel trattamento aggiuntivo dello shock, l’isoprenalina è somministrata per infusione e.v. La soluzione allo 0,02% deve essere diluita prima di essere somministrata in sodio cloruro 0.9% o glucosio 5%; il flusso dell’infusione deve essere di 0,5-5 mcg/min (0,25-2,5 ml di una soluzione allo 0,0002%).

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Avvertenze e precauzioni

La soluzione deve essere limpida, incolore o di colore lievemente paglierino e priva di particelle visibili. Serve per una sola ed ininterrotta somministrazione e l’eventuale residuo non può essere utilizzato. Somministrare lentamente. In caso di infusione endovenosa, proteggere il flacone con carta stagnola.

Il farmaco deve essere somministrato con estrema cautela nei pazienti affetti da insufficienza renale e /o epatica, diabete, quadriplegia, fibrosi cistica o in trattamento da farmaci che possono aumentare gli effetti collaterali da b-agonisti. L’isoprenalina deve essere usata con cautela anche negli anziani e nei soggetti affetti da shock cardiogeno poiché si ha un aumento del fabbisogno di ossigeno del miocardio.

Il prodotto contiene sodio metabisolfito: tale sostanza può provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico e attacchi asmatici gravi. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping: può determinare effetti dopanti e causare anche per dosi terapeutiche positività ai test anti-doping.

Tenere fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

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Interazioni

L’isoprenalina non deve essere somministrata in concomitanza con antidepressivi triciclici, amine simpaticomimetiche, anestetici alogenati, glicosidi digitalici, inibitori b-adrenergici, salicilamide, inibitori delle MAO, bevande alcoliche, teofillina, corticosteroidi.

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Effetti indesiderati

L’isoprenalina causa frequentemente nervosismo, agitazione, insonnia, ansietà, tensione, sensazione di paura, eccitamento e, raramente, sudorazione, debolezza, vertigini, cefalea, flushing, nausea, vomito, tinnito, astenia. L’uso prolungato del farmaco causa ingrossamento delle parotidi. Nei pazienti che non tollerano altri farmaci simpaticomimetici l’isoprenalina può produrre edema polmonare. Si possono inoltre riscontrare disturbi del ritmo cardiaco, aritmie ventricolari e precipitazione della sindrome di Adams-Stokes nei pazienti con blocco AV transitorio. Il farmaco, occasionalmente, ha causato uno stato simil-shock in pazienti con angina pectoris.

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Gravidanza e allattamento

Si rimanda il medico utilizzatore alla letteratura scientifica

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Conservazione

L’isoprenalina deve essere conservata al riparo dalla luce e a temperatura non superiore a + 15°C. La soluzione imbrunisce gradualmente per esposizione all’aria e alla luce e al calore; deve perciò essere conservata in recipienti ben chiusi. Nelle fiale l’aria è stata sostituita con azoto.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 5 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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