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STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

ADRENALINA MONICO

5F 1MG 1ML

MONICO SpA

Descrizione prodotto

ADRENALINA MONICO*5F 1MG 1ML

Principio attivo

ADRENALINA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

3.81


Codice ATC livello 5:
C01CA24

Codice AIC:
30780023


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Shock anafilattico o angioedema.

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Composizione

Adrenalina MONICO 0.5 mg/ml soluzione iniettabile

Ogni fiala contiene

Principio attivo: adrenalina 0.5 mg.

Adrenalina MONICO 1 mg/1 ml soluzione iniettabile

Ogni fiala contiene

Principio attivo: adrenalina 1 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Ogni fiala di Adrenalina 0.5 mg /1 ml contiene: sodio cloruro mg 8, acido cloridrico 1M ml 0,005, sodio metabisolfito mg 0,5, acqua per preparazioni iniettabili q.b. a ml 1

Ogni fiala di Adrenalina 1 mg/1 ml contiene: sodio cloruro mg 8, acido cloridrico 1M ml 0,01, sodio metabisolfito mg 1, acqua per preparazioni iniettabili q.b. a ml 1

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti in stato di shock (ad eccezione dello shock anafilattico); patologie cardiache organiche; ipertrofia cardiaca; aritmie cardiache; danno cerebrale organico; arteriosclerosi cerebrale; glaucoma ad angolo chiuso.

L’adrenalina non deve essere somministrata in corso di anestesia generale con cloroformio, tricloroetilene o ciclopropano e deve essere utilizzata con grande cautela con altri anestetici alogenati (es. alotano).

L’adrenalina non deve essere usata in alcune aree, come dita e lingua, durante l’anestesia locale perché la vasocostrizione può causare necrosi dei tessuti.

L’adrenalina non deve essere usata durante il secondo stadio del travaglio (vedere paragrafo 4.6).

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Posologia

Adulti ed adolescenti (12–18 anni di età)

Una dose di 0.5–1 mg per somministrazione intramuscolare, da ripetersi ogni 10 minuti, considerando la pressione sanguigna e le pulsazioni, fino ai primi segni di miglioramento

Nel caso in cui il paziente sia in condizioni gravi ed esistano dubbi riguardo l’assorbimento in seguito a somministrazione intramuscolare, l’adrenalina può essere somministrata lentamente per via endovenosa ad una dose di 0.5 mg con una velocità di infusione pari a 100 mcg/min, usando una diluzione 1:10.000 (ad esempio, diluzione 1:10 nel caso di una siringa)

Adolescenti prepuberali o a ridotto accrescimento

Utilizzare dosi ridotte alla metà (250 mcg)

Bambini (età inferiore a 12 anni)

Fino a 6 mesi: 50 mcg per somministrazione intramuscolare

Da 6 mesi a 6 anni: 120 mcg per somministrazione intramuscolare (dosaggio per bambini robusti; per bambini sottopeso usare metà dose).

Da 6 a 12 anni: 250 mcg per somministrazione intramuscolare.

Nel caso in cui il bambino sia in condizioni gravi ed esistano dubbi riguardo l’assorbimento in seguito a somministrazione intramuscolare, l’adrenalima può essere somministrata molto lentamente per via endovenosa ad una dose di 10 mcg/kg usando una diluizione 1:10.000 (ad esempio diluzione 1:10 nel caso di una siringa). E’ necessario un costante monitoraggio per assicurarsi che sia utilizzata la corretta intensità.

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Avvertenze e precauzioni

L’iniezione intramuscolare di adrenalina nelle natiche deve essere evitata a causa del rischio di necrosi tissutale.

L’uso prolungato dell’adrenalina può portare a grave acidosi metabolica a causa di un’alta concentrazione ematica di acido lattico.

L’adrenalina deve essere somministrata con cautela nei pazienti anziani, nei pazienti affetti da diabete mellito o da malattie cardiovascolari e nei soggetti ipersensibili alle amine simpaticomimetiche.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti: la soluzione di adrenalina contiene sodio metabisolfito, un solfito che può causare reazioni di tipo allergico inclusi sintomi anafilattici o fatali o episodi asmatici gravi nei pazienti suscettibili. La presenza di un solfito in questo medicinale non deve impedire la somministrazione del farmaco per il trattamento di reazioni allergiche gravi o in situazioni di emergenza.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del medicinale senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai testi antidoping.

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Interazioni

L’adrenalina non deve essere somministrata contemporaneamente a:

– altri agenti simpaticomimetici, a causa della possibilità di effetti additivi e conseguente aumento di tossicità;

– alfa– e beta–bloccanti. Gli effetti cardiaci e broncodilatatori dell’adrenalina sono antagonizzati dai beta–bloccanti, come il propranololo; l’effetto ipertensivo e di vasocostrizione è antagonizzato dagli alfa–bloccanti, come la fentolamina, e dai derivati della segale cornuta (diidroergotossina) per le loro proprietà alfa–bloccanti e D2–agoniste;

– anestetici generali (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). La somministrazione di adrenalina in pazienti che hanno ricevuto ciclopropano o anestetici alogenati, può causare aritmie gravi, incluse contrazioni ventricolari premature, tachicardia o fibrillazione.

– glicosidi cardioattivi a dosi elevate poiché possono predisporre il cuore ad aritmie;

– antidepressivi triciclici (es. imipramina), alcuni antistaminici (es. difenidramina, tripelennamina e desclorfeniramina) e gli ormoni tiroidei possono potenziare le azioni dell’adrenalina, specialmente riguardo al cronotropismo e batmotropismo;

– fenotiazine: l’adrenalina non deve essere utilizzata per neutralizzare il collasso cardiocircolatorio o l’ipotensione causata dalle fenotiazine poiché causa un ulteriore abbassamento pressorio;

– insulina e gli altri agenti ipoglicemizzanti poiché l’adrenalina può causare iperglicemia. Può essere richiesto un aumento del dosaggio di insulina o di ipoglicemizzanti orali;

– clonidina: a causa dell’aumento del rischio di ipertensione;

– dopexamina: può aumentare l’effetto dell’adrenalina;

– entacapone: può aumentare l’azione dell’adrenalina;

– antipsicotici; antagonizzano l’effetto ipertensivo dei simpaticomimetici;

– doxapram: a causa dell’aumento del rischio di ipertensione;

– ergotamina e metisergide: a causa di un aumento del rischio di ergotismo;

– ossitocina: a acusa dell’aumento dell’effetto vasopressorio e rischio di ipertensione.

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Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati dell’adrenalina organizzati secondo la classificazione organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati,

Patologie cardiache: cardiopalmo, tachicardia, aritmie cardiache potenzialmente fatale.

Patologie del sistema nervoso: rigidità, agitazione, cefalea, tremore, vertigini, stordimento, nervosismo, insonnia, eccitabilità, debolezza, aggravamento o induzione di stati di agitazione psicomotoria, disorientamento, perdita della memoria, sensazione di panico, allucinazioni.

Disturbi psichiatrici: tendenze suicide od omicide, stati psicotici.

Patologie gastrointestinali: nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: sudorazione, pallore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: difficoltà respiratoria, apnea.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non vi sono studi adeguati riguardo l’uso di adrenalina in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva quando somministrata a dosi 25 volte superiori rispetto a quelle utilizzate nell’uomo. Il rischio potenziale per l’uomo non è noto.

L’adrenalina inibisce le contrazioni uterine spontanee o indotte dall’ossitocina e può ritardare il secondo stadio del travaglio. Al dosaggio sufficiente a ridurre le contrazioni uterine, il farmaco può causare un prolungamento dell’atonia uterina con emorragie. Se usato durante la gravidanza, l’adrenalina può causare anossia fetale.

Per questa ragione l’adrenalina per via parenterale non deve essere somministrata durante il secondo stadio del travaglio. L’adrenalina deve essere usata durante la gravidanza solo se i potenziali benefici giustificano i potenziali rischi per il feto.

Allattamento

L’adrenalina viene escreta nel latte materno. Pertanto, l’allattamento deve essere evitato quando si somministra adrenalina.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 15° C. Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce.

TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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