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STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

NORADRENALINA TARTR

5F 2MG 1ML

MONICO SpA

Descrizione prodotto

NORADRENALINA TARTR*5F 2MG 1ML

Principio attivo

NORADRENALINA TARTRATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

STIMOLANTI CARDIACI, ESCLUSI I GLICOSIDI CARDIACI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

11.19


Codice ATC livello 5:
C01CA03

Codice AIC:
30799011


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Rianimazione del paziente in arresto cardiaco.

Trattamento dell’ipotensione acuta, che persiste anche dopo adeguato ripristino del volume ematico.

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Composizione

Una fiala contiene:

Principio attivo: Noradrenalina Tartrato Acido 2 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Ogni fiala di Noradrenlina 2 mg/1 ml contiene: sodio cloruro mg 8, sodio metabisolfito mg 1, acqua per preparazioni iniettabili q.b. a ml 1.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Ipotensione causata da ipovolemia,

Generalmente controindicata in gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

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Posologia

La noradrenalina deve essere diluita in una soluzione di glucosio al 5% in acqua o in soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) perché tali soluzioni proteggono contro l’eccessiva ossidazione e la conseguente perdita di potenza.

E’ sconsigliata la diluizione con la soluzione salina da sola.

La dose iniziale di noradrenalina è di 8–12 mcg /min per infusione endovenosa.

E’ necessario aggiustare la velocità di flusso per stabilire e mantenere una pressione sanguigna normale (sistolica 80–100 mmHg).

La dose usuale di mantenimento comprende un intervallo da 2 a 4 mcg /minuto.

Possono essere necessarie dosi giornaliere fino a 68 mg.

Prima della somministrazione della noradrenalina si deve correggere la deplezione del volume sanguigno nel modo più completo possibile. Quando, come misura di emergenza, la pressione intraaortica deve essere mantenuta per prevenire un’ischemia arteriosa cerebrale o coronarica, la noradrenalina può essere somministrata prima o in concomitanza al ripristino del volume sanguigno.

Eventuali trasfusioni di sangue intero o plasma, se indicati per aumentare il volume sanguigno, devono essere somministrate separatamente dalla soluzione contenente noradrenalina (per esempio, usando un tubo a Y e contenitori separati se somministrati simultaneamente.)

Pazienti anziani

Studi clinici sulla noradrenalina non includono un numero sufficiente di soggetti con età≥65 anni per determinare se rispondono in maniera differente dai pazienti più giovani. Altre esperienze cliniche non hanno identificato una differenza nella risposta tra pazienti anziani e giovani. In generale, bisogna scegliere con cautela la dose per l’anziano, di solito partendo dalla più bassa dose nell’intervallo di dosaggio. Negli anziani l’infusione di noradrenalina non deve essere effettuata nelle vene delle gambe (vedere paragrafo 4.4).

Non c’è esperienza sull’uso della noradrenalina nei bambini.

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Avvertenze e precauzioni

Fare particolare attenzione in caso di:

– terapia concomitante con antidepressivi triciclici o IMAO;

– anestetici come alotano o ciclopropano, a causa del rischio di provocare tachicardia o fibrillazione ventricolare (vedere paragrafo 4.5);

– trombosi vascolare periferica e mesenterica, a causa del rischio di aumentata ischemia e estensione dell’area di infarto a meno che la somministrazione di noradrenalina sia necessaria per una procedura salva–vita;

– ipossia profonda o ipercarbia, a causa del rischio di provocare tachicardia o fibrillazione ventricolare;

– allergia ai solfiti (soprattutto nei pazienti asmatici);

Quando possibile, l’infusione di noradrenalina deve essere effettuata in vene di grande calibro, in particolare nella zona antecubitale, perché, quando somministrata in questa zona, il rischio di necrosi tissutale è apparentemente minimo. La vena femorale sembra essere un altro accettabile sito di infusione. L’uso di un catetere, se possibile, deve essere evitato poiché l’ostruzione al flusso sanguigno intorno al tubo può causare stasi e aumento della concentrazione locale del farmaco.

Nei pazienti anziano e nei pazienti con malattie vascolari occlusive (aterosclerosi, arterioscelrosi, endoarterite diabetica, malattia di Buerger) si devono evitare le vene della gamba come sito di infusione. In tali pazienti, infatti, sono stati riportati casi di gangrena nell’estremità bassa quando l’infusione di noradrenalina era fatta a livello di una vena della caviglia.

Il sito di infusione deve essere controllato frequentemente. Deve essere fatta attenzione per evitare stravasi di noradrenalina nei tessuti, in quanto può insorgere necrosi tissutale a causa dell’azione vasocostrittrice del farmaco.

Un impallidimento nel corso dell’infusione, talvolta senza un evidente stravaso, è stato attribuito ad una costrizione dei vasi con un aumento della permeabilità del letto venoso, permettendo qualche fuoriuscita. Questo può anche portare in rari casi ad una perdita di tessuto, in particolare durante l’infusione nelle vene delle gambe in pazienti anziani o in quelli che soffrono di patologie vascolari obliteranti. Quindi, se si verifica un impallidimento, deve essere preso in considerazione il cambio del sito di infusione.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti : Il medicinale contiene sodio metabisolfito: tale sostanza può determinare in soggetti sensibili, e particolarmente negli asmatici, relazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi.

La presenza di un solfito in questo medicinale non deve impedire la somministrazione del farmaco per il trattamento di reazioni allergiche gravi o situazioni di emergenza.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del medicinale senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

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Interazioni

La noradrenalina non deve essere somministrata contemporaneamente a:

– anestetici come ciclopropano e alotano: possono aumentare l’eccitabilità cardiaca che può determinare tachicardia ventricolare o fibrillazione;

– antidepressivi triciclici: possono potenziare gli effetti della noradrenalina causando ipertensione, aritmie cardiache e tachicardia. Se è necessario somministrare insieme questi farmaci, deve essere effettuato un attento monitoraggio e deve essere ridotta la dose di noradrenalina. I pazienti devono informare il loro medico o dentista che stanno assumendo farmaci antidepressivi triciclici prima di qualsiasi intervento o procedura medica;

– antidepressivi IMAO e altri inibitori delle MAO: possono aumentare l’effetto ipertensivo per riduzione del metabolismo simpaticomimetico. E’ necessario monitorare i pazienti per la possibilità di sviluppo di una crisi ipertensiva. In questo caso è necessario sospendere immediatamente il trattamento coni l farmaco ed iniziare una terapia ipotensiva. Nitroprussiato, nitroglicerina, fentolamina e labetalolo sono tra i farmaci più usati;

– neurolettici: possono diminuire l’efficacia della noradrenalina. Se è necessario somministrare insieme questi farmaci è necessario un aggiustamento della dose di noradrenalina per mantenere o raggiungere l’effetto terapeutico atteso. Si raccomanda di tenere monitorata la pressione sanguigna;

– diidroergotamina: si può avere un estremo aumento della pressione;

– antibiotici (linezolid): si può avere uno scatenamento o il peggioramento di crisi ipertensiva. Pertanto è necessario ridurre la dose di noradrenalina ed aggiustarla per raggiungere l’effetto desiderato;

– inibitori delle COMT (entacapone): possono aumentare tachicardia, ipertensione e aritmia. Pertanto è necessario monitorare accuratamente i pazienti;

– guanetidina: può determinare un aumento della pressione e rischio di aritmie.

La noradrenalina non deve essere somministrata per via endovenosa insieme a:

– antibiotici tamponati basici. La noradrenalina è labile in ambiente alcalino ed è necessario esercitare cautela nelle preparazioni quando si raggiunge un pH finale maggiore di 6;

– cefamandolo, cefoxitina, moxalactam, nitrofurantoina, secobarbital, fenobarbital, tiopentale.

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Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della noradrenalina organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.

Patologie cardiache

Edema polmonare, ipertensione, emorragia cerebrale, bradicardia riflessa, aritmie, dolore anginoso, palpitazioni, arresto cardiaco e morte improvvisa.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Necrosi tissutale in seguito a stravaso di noradrenalina. Se tale evenienza si verifica, si deve effettuare un’infiltrazione con 10–15 ml di soluzione salina contenenti da 5 a 10 mg di fentolamina per tentare di prevenire la necrosi tissutale e la perdita di tessuto.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Il metabolismo glucidico può essere alterato in seguito all’utilizzo di farmaci simpaticomimetici, come la noradrenalina.

Patologie gastrointestinali

Nausea, vomito e ipersalivazione.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Trombosi causata da aggregazione piastrinica indotta dalle catecolamine.

Patologie del sistema nervoso

Paura, ansia, agitazione, tremore, insonnia, confusione, irritabilità, debolezza e psicosi.

Patologie renali ed urinarie

Diminuzione della clearance della creatinina e dell’insulina.

Difficoltà nella minzione e ritenzione urinaria.

Patologie respiratore, toraciche e mediastiniche

Difficoltà respiratorie.

Sovradosaggi o dosi convenzionali di farmaco in persone ipersensibili (es. pazienti ipertiroidei) causano un’ipertensione importante con forti mal di testa, fotofobia, dolore retro sternale acuto, pallore, sudorazione intensa e vomito.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Gli studi animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza e sullo sviluppo fetale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

La noradrenalina non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità. Nella valutazione del rapporto rischio/beneficio occorre considerare che la noradrenalina è usata come salvavita nelle emergenze cardiache.

La noradrenalina può ridurre la perfusione placentare provocando bradicardia fetale.

La noradrenalina attraversa facilmente la placenta e può stimolare le contrazioni uterine o diminuire il flusso sanguigno causando ipossia fetale.

Allattamento

Non è noto se la noradrenalina sia escreta nel latte materno e non sono noti i potenziali effetti avversi che si verificherebbero nel neonato in seguito all’esposizione al farmaco. Non è noto se la noradrenalina influisca sulla quantità o sulla composizione del latte materno. Fin quando non saranno disponibili ulteriori dati, è necessario utilizzare cautela quando si usa la noradrenalina in donne che stanno allattando.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 15°C. Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce.

Non usare la soluzione di noradrenalina se il suo colore è brunastro o se contiene un precipitato.

Evitare il contatto con sali di ferro, alcali od agenti ossidanti.

Tenere la fiala nell’imballaggio esterno per proteggerla dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 5 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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