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ESTROGENI

ESTRADERM MX

8CER 100MCG/DIE

NOVARTIS FARMA SpA

Descrizione prodotto

ESTRADERM MX*8CER 100MCG/DIE

Principio attivo

ESTRADIOLO EMIIDRATO

Forma farmaceutica

CEROTTI

ATC livello 3

ESTROGENI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

16.50


Codice ATC livello 5:
G03CA03

Codice AIC:
31773031


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Terapia ormonale sostitutiva (TOS) dei sintomi derivanti da deficienza estrogenica in donne in postmenopausa.

Terapia di seconda scelta per la prevenzione dell’osteoporosi in donne in postmenopausa ad alto rischio di future fratture che presentano intolleranze o controindicazioni specifiche ad altri farmaci autorizzati per la prevenzione dell’osteoporosi.

Nelle donne con utero intatto gli estrogeni devono essere sempre associati ad un trattamento sequenziale con progestinici.

L’esperienza in donne al di sopra dei 65 anni di età è limitata.

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Composizione

ESTRADERM MX 25 mcg/die cerotto transdermico

Un cerotto transdermico che libera 25 mcg di estradiolo nelle 24 ore contiene: Principio attivo: estradiolo emiidrato 0,75 mg

ESTRADERM MX 50 mcg/die cerotto transdermico

Un cerotto transdermico che libera 50 mcg di estradiolo nelle 24 ore contiene: Principio attivo: estradiolo emiidrato 1,5 mg

ESTRADERM MX 100 mcg/die cerotto transdermico

Un cerotto transdermico che libera 100 mcg di estradiolo nelle 24 ore contiene: Principio attivo: estradiolo emiidrato 3 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Acrilato–metacrilato copolimero, isopropilpalmitato, polietilene tereftalato, etilene–vinilacetato. La pellicola di protezione, che viene rimossa prima dell’applicazione del cerotto transdermico, è siliconata sul lato interno.

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Controindicazioni

Estraderm MX non deve essere utilizzato in donne nelle seguenti condizioni:

• carcinoma mammario pregresso, sospetto o accertato;

• tumori maligni estrogeno–dipendenti (es. carcinoma endometriale) sospetti o accertati;

• sanguinamento genitale non diagnosticato;

• iperplasia endometriale non trattata;

• tromboembolismo venoso in atto o pregresso (es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare);

• disturbi trombofilici noti (es.: deficit di proteina C, proteina S o antitrombina, vedere paragrafo 4.4);

• malattia tromboembolica arteriosa attiva o recente (es. angina pectoris, infarto miocardico);

• epatopatia acuta o storia di epatopatia finchè gli esami di funzionalità epatica non siano tornati nella norma;

• ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti;

• porfiria;

• gravidanza nota o sospetta;

• allattamento.

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Posologia

Posologia

Adulti e anziani

Per tutte le indicazioni terapeutiche si deve utilizzare la dose minima efficace.

La terapia ormonale sostitutiva (TOS), con il solo estrogeno o con l’estrogeno combinato con il progestinico deve essere continuata solo fino a quando i benefici siano superiori ai rischi.

Estraderm MX viene applicato due volte alla settimana, ciò significa che deve essere cambiato ogni 3–4 giorni.

Il trattamento deve essere iniziato con la dose più bassa possibile. Se la dose selezionata non è in grado di eliminare i segni ed i sintomi da carenza estrogenica, deve essere somministrata una dose superiore. Tensione mammaria, sanguinamenti vaginali, ritenzione di liquidi o gonfiore (se persistono per più di 6 settimane) sono di solito segnali che la dose è troppo alta e deve essere ridotta.

I dati epidemiologici suggeriscono che la terapia estrogena somministrata per almeno 5 anni all’insorgenza della menopausa riduce le fratture dell’anca e di Colles di circa il 50% e le fratture vertebrali fino al 90%.

Regime terapeutico

Estraderm MX viene somministrato in modo sequenziale (applicazione ininterrotta 2 volte la settimana) o ciclico. Trattamento ciclico: l’estrogeno è somministrato ciclicamente, con un periodo di trattamento di 21 giorni seguiti da una sospensione di 7 giorni. In donne con utero intatto Estraderm MX dovrebbe essere impiegato in associazione a progestinici, secondo il seguente schema.

Nel caso di somministrazione sequenziale di estradiolo mediante Estraderm MX, si consiglia la prescrizione di un progestinico (ad esempio medrossiprogesterone acetato (MAP) 10 mg, noretisterone 5 mg, noretisterone acetato 1–5 mg o diidrogesterone 20 mg, al giorno) per 10–14 giorni (preferibilmente 12) durante ogni ciclo di 28 giorni.

In caso di somministrazione ciclica di estradiolo il progestinico verrà somministrato negli ultimi 12 giorni giorni di ogni periodo di 3 settimane di trattamento, di modo che durante la 4a settimana di ogni ciclo non venga somministrato nessun ormone. In entrambi i casi alla fine di ogni ciclo di 12 giorni di terapia con progestinici, si ha generalmente sanguinamento vaginale da sospensione.

A meno che non vi sia una precedente diagnosi di endometriosi, l’aggiunta di un progestinico non è raccomandata in donne senza utero.

Modo di somministrazione

Il cerotto deve essere applicato su una zona della cute pulita asciutta e intatta, immediatamente dopo la rimozione della pellicola di rivestimento.

La sede selezionata deve essere una in cui, durante il movimento del corpo, si formano solo piccole pieghe della pelle, per esempio glutei, fianchi o addome e che non è esposta a luce solare diretta come ad esempio quelle aree normalmente coperte dagli abiti.

La superficie cutanea selezionata non deve essere unta di olio o di crema, né presentare arrossamenti o irritazioni.

Estraderm MX non va mai applicato sul seno o in prossimità dello stesso.

Non applicare il cerotto transdermico per due volte consecutive sulla stessa zona della pelle.

Se una donna ha dimenticato di applicare un cerotto, deve applicare un nuovo cerotto al più presto. Il cerotto successivo deve essere applicato secondo lo schema di trattamento originario.

La mancata assunzione di una o più dosi può aumentare la probabilità di ricomparsa dei sintomi o che si verifichino sanguinamento da rottura e spotting.

Bambini

Estraderm MX non deve essere utilizzato nei bambini.

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Avvertenze e precauzioni

La TOS è stata associata ad un aumentato rischio di alcuni tipi di cancro e di patologie cardiovascolari.

I rischi ed i benefici della TOS devono sempre essere attentamente soppesati tenendo anche in considerazione l’insorgenza di rischi con il procedere della terapia. In particolare, quando viene preso in considerazione l’uso della TOS in donne che non presentino i sintomi della menopausa, o nel caso di un uso a lungo termine, devono essere prese in considerazione terapie alternative.

Osteoporosi

Prima di iniziare una TOS per la prevenzione dell’osteoporosi deve essere dedicata particolare considerazione ai benefici verso i rischi individuali. Se i rischi superano i benefici devono essere prese in considerazione terapie alternative. Si raccomanda una rivalutazione periodica del proseguimento del trattamento.

Sensibilità da contatto

Come in tutti i casi di somministrazione topica di un farmaco possono verificarsi sensibilizzazioni da contatto. Sebbene ciò sia estremamente raro con Estraderm MX, le donne che sviluppano sensibilità da contatto ad uno dei componenti del cerotto dovrebbero essere allertate che si possono sviluppare reazioni di ipersensibilità gravi con la continua esposizione all’agente causale.

Reazioni anafilattiche\anafilattoidi gravi e angioedema

Dopo la commercializzazione sono stati segnalati casi di reazioni

anafilattiche/anafilattoidi che si sono sviluppate in tempi diversi nel corso del trattamento con Estraderm e che hanno richiesto un intervento medico di emergenza. E’ stato notato il coinvolgimento della pelle (orticaria, prurito, gonfiore di labbra–lingua–volto) e del tratto respiratorio (compromissione respiratoria) oppure del tratto gastrointestinale (dolore addominale, vomito). Durante l’esperienza postmarketing nell’utilizzo di Estraderm è comparso angioedema che ha coinvolto occhio/palpebra, volto, laringe, faringe, lingua ed estremità (mani, gambe, caviglie e dita) con o senza orticaria e che hanno richiesto l’intervento medico. Se l’angioedema coinvolge la lingua, la glottide o la laringe, può sopravvenire ostruzione delle vie aeree. I pazienti che sviluppano angioedema dopo trattamento con Estraderm non devono più ricevere Estraderm.

Gli estrogeni, in particolare in donne con angioedema ereditario, possono indurre o esacerbare sintomi di angioedema.

Iperplasia endometriale e carcinoma endometriale

• In donne con utero intatto, il rischio d’iperplasia e di carcinoma endometriale aumenta in seguito alla somministrazione di estrogeni da soli per lunghi periodi. L’aumento del rischio per carcinoma endometriale riportato per le utilizzatrici di estrogeno è variabile tra 2 e 12 volte rispetto alle non utilizzatrici e dipende dalla durata del trattamento e dalla dose di estrogeno (vedere paragrafo 4.8). Dopo aver interrotto il trattamento, il rischio può rimanere elevato per almeno 10 anni.

• L’aggiunta ciclica di un progestinico al ciclo di estrogeni per almeno 12 giorni\mese rispetto ad un ciclo di 28 giorni o l’uso combinato continuo di una terapia estroprogestinica in donne non isterectomizzate previene l’eccessivo rischio associato con la TOS a base di solo estrogeno.

• Per cerotti con dosaggio superiore a 50 mcg/die la sicurezza endometriale con l’aggiunta di progestinici non è stata dimostrata.

• Sanguinamenti da rottura e spotting possono verificarsi durante i primi mesi di trattamento. Tutti i casi di sanguinamenti vaginali o spotting non diagnosticati e

persistenti devono essere investigati, anche mediante biopsia endometriale se indicata per interpretare l’anomalia ed il trattamento deve essere rivalutato.

• Una stimolazione estrogenica non bilanciata può portare alla trasformazione premaligna o maligna di foci residui di endometriosi. L’aggiunta di progestinici alla TOS con soli estrogeni è pertanto raccomandata nelle donne sottoposte ad isterectomia per endometriosi, specialmente in caso di endometriosi residua.

Tumore al seno

Risulta un’evidenza generale di un aumentato rischio di tumore mammario in donne che hanno ricevuto TOS, con estrogeni o combinazioni estroprogestiniche (vedere paragrafo 4.8). Tale aumento dipende dalla durata dell’assunzione di TOS e sembra ritornare alla situazione di base nel corso di più anni (almeno 5) dall’interruzione del trattamento. In una metanalisi di 51 studi epidemiologici condotti tra gli anni 70 ed i primi anni 90, l’incidenza totale di tumore alla mammella in non utilizzatrici di TOS tra 50 e 70 anni è circa 45 su 1000 donne. Il numero totale di casi in eccesso di tumore al seno diagnosticati su 1000 donne che iniziavano ad utilizzare la TOS tra i 50 e i 70 anni e la utilizzavano per 5, 10 o 15 anni è stimato rispettivamente in 2, 6 e 12.

Il numero di casi addizionali di tumore al seno è a grandi linee simile in donne che iniziano la TOS tra i 45 ed i 65 anni, indipendentemente dalla loro età al momento dell’inizio del trattamento.

Lo studio randomizzato controllato verso placebo – Women’s Health Initiative study (WHI) e studi epidemiologici sono concordi nel riscontrare un aumento del rischio di tumore al seno in donne che assumono TOS estroprogestinica che diventa evidente dopo circa 3 anni (vedere paragrafo 4.8).

Lo studio WHI non ha riscontrato aumento del rischio di tumore al seno in donne isterectomizzate utilizzatrici di TOS con solo estrogeno. Studi osservazionali hanno ampiamente riportato un piccolo aumento nel rischio di avere una diagnosi di tumore al seno che è sostanzialmente più basso di quello riscontrato in utilizzatrici di combinazioni estroprogestiniche (vedere paragrafo 4.8).

L’aumento del rischio viene riscontrato principalmente nelle donne di costituzione corporea magra o normale. Sebbene le donne obese siano a maggior rischio di sviluppare un tumore del seno, la TOS non aumenta ulteriormente questo rischio.

Le donne devono essere avvisate che devono riportare al proprio medico o personale sanitario modificazioni delle mammelle. Indagini cliniche, inclusa la mammografia, devono essere eseguite in linea con i protocolli clinici correntemente accettati e le necessità cliniche del singolo caso.

La TOS, soprattutto estroprogestinica, aumenta la densità delle immagini mammografiche che può rendere difficoltosa la rilevazione radiologica del tumore al seno.

Carcinoma ovarico

Il carcinoma ovarico è molto più raro del tumore al seno. Una TOS di lunga durata (almeno 5–10 anni) con estrogeni da soli è stata associata ad un leggero aumento del rischio di carcinoma ovarico (vedere paragrafo 4.8).

Alcuni studi compreso lo studio WHI suggeriscono che l’uso a lungo termine di TOS combinata può conferire un rischio simile o leggermente inferiore (vedere paragrafo 4.8).

Tromboembolismo venoso

La TOS è associata con un rischio superiore di 1,3–3 volte nello sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), cioè trombosi venosa profonda od embolia polmonare. Alcuni studi randomizzati controllati (WHI con estrogeni singoli, WHI con TOS combinate e HERS) ed epidemiologici hanno evidenziato, in donne sottoposte a TOS, un aumento del rischio di 2–3 volte rispetto alle donne non utilizzatrici di TOS. In quest’ultime si stima che il numero di casi di TEV che si verificheranno in un periodo di 5 anni sia di circa 3 per 1000 donne di età compresa tra 50 e 59 anni, e di 8 per 1000 donne di età compresa tra 60 e 69 anni. Si stima che in donne sane che facciano uso di TOS per 5 anni il numero di casi addizionali di tromboembolismo venoso su un periodo di 5 anni sia di 2–6 casi per 1000 donne di età 50–59 anni e 5–15 casi per 1000 donne di età 60–69 anni. Il verificarsi di tali eventi è più probabile nel primo anno di TOS che negli anni successivi.

Studi con TOS combinata hanno evidenziato un’aumentata incidenza in particolare di embolia polmonare.

Fattori di rischio di tromboembolismo venoso generalmente riconosciuti includono: una storia familiare o personale di malattia tromboembolica, l’obesità (BMI >30) ed il lupus eritematoso sistemico. Il rischio di TEV aumenta anche con l’età. Non c’è consenso sul possibile ruolo delle vene varicose nel tromboembolismo venoso.

Pazienti con una storia di tromboembolismo venoso, o stati trombofilici accertati, hanno un maggior rischio di tromboembolismo venoso. La TOS può aumentare questo rischio. Una storia personale o una storia familiare fortemente positiva di tromboembolismo o di aborto spontaneo ricorrente dovrebbe essere indagata al fine di escludere una predisposizione alla trombosi. Finchè non sia stata effettuata una valutazione completa dei fattori trombofilici, o iniziato un trattamento anticoagulante, l’uso di TOS in tali pazienti deve essere considerato come controindicato (vedere paragrafo 4.3). Le donne già in trattamento con anticoagulanti richiedono un accertamento accurato del rapporto beneficio–rischio della TOS.

Il rischio di tromboembolismo venoso può essere temporaneamente aumentato in caso di prolungata immobilizzazione, traumi o chirurgia maggiore. Come in tutti i pazienti operati, si deve porre una scrupolosa attenzione alle misure profilattiche per prevenire gli episodi di tromboembolismo venoso postoperatorio. Quando si prevede un’immobilizzazione prolungata a seguito di interventi di chirurgia elettiva,

particolarmente di chirurgia addominale e di chirurgia ortopedica degli arti inferiori, si dovrebbe considerare la sospensione temporanea della TOS se possibile 4–6 settimane prima dell’intervento. La TOS non dovrebbe riprendere se non dopo la completa mobilizzazione della donna.

Se si sviluppa una tromboembolia venosa dopo l’inizio della terapia il trattamento dovrebbe essere sospeso. Le pazienti dovrebbero essere avvertite di mettersi in contatto col proprio medico immediatamente in caso di sintomi potenzialmente dovuti a tromboembolismo venoso (es. arto inferiore gonfio e dolente, improvviso dolore toracico, dispnea).

Patologia cardiovascolare

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) non deve essere usata per prevenire malattie cardiovascolari.

Gli studi randomizzati controllati non evidenziano alcun beneficio cardiovascolare con l’uso di estrogeni coniugati combinati con medrossiprogesterone acetato (MPA). Studi clinici di grandi dimensioni mostrano un possibile aumento del rischio di morbilità cardiovascolare nel primo anno di terapia e nessun beneficio successivamente. Per altri tipi di TOS non ci sono ancora studi randomizzati controllati riguardanti l’eventuale beneficio su morbilità e mortalità cardiovascolare. E’ pertanto da accertare se questi dati si possano estendere anche a TOS con altri prodotti.

Malattia coronarica (CAD)

Dagli studi controllati randomizzati non c’è evidenza di protezione nei confronti dell’infarto miocardico in donne con o senza CAD che hanno ricevuto una TOS combinata estroprogestinica o una TOS di solo estrogeno.

Il rischio relativo di CAD durante l’uso di TOS combinata estroprogestinica è leggermente superiore. Poichè il rischio assoluto basale di CAD è fortemente dipendente dall’età, il numero di casi extra di CAD dovuti all’uso di estrogeno+progestinico è molto basso in donne sane prossime alla menopausa, ma può aumentare con l’avanzare dell’età.

Dati controllati randomizzati non hanno riscontrato aumento di rischio di CAD in donne isterectomizzate utilizzatrici di TOS con solo estrogeno.

Ictus

Studi clinici randomizzati controllati di grandi dimensioni (WHI–trial) hanno mostrato, come risultato secondario, un aumentato rischio di ictus in donne sane durante trattamento con estrogeni coniugati da soli o combinati con MPA. Per le donne che non usano TOS si stima che il numero di casi di ictus che si verificheranno in un periodo di 5 anni sia di circa 3 per 1000 donne di età compresa tra 50 e 59 anni e di 11 per 1000 donne di età compresa tra 60 e 69 anni. Si stima che per donne che usano estrogeni coniugati da soli o combinati con MPA per 5 anni ed oltre, il numero di casi addizionali sia di 1–5 (migliore stima = 3) per 1000

donne di 50–59 anni, e di 1–9 (migliore stima = 4) per 1000 donne di 60–69 anni. Non sappiamo se tale aumento di rischio si estenda anche a TOS con altri prodotti.

Demenza

In uno studio ancillare randomizzato, controllato vs placebo del WHI, il Women’s Health Initiative Memory Study (WHIMS), le donne con età pari o superiore a 65 anni (età media 71) trattate con CEE orali e MPA per un follow–up medio di 4 anni hanno evidenziato un aumento del rischio di sviluppare probabile demenza di 2 volte. L’eccesso di rischio assoluto di probabile demenza era di 23 casi supplementari per 10.000 persone–anno (45 verso 22) nelle donne trattate con CEE/MPA e il rischio relativo era 2,05.

In uno studio ancillare randomizzato, controllato con solo estrogeno vs placebo del WHI, il Women’s Health Initiative Memory Study (WHIMS), l’eccesso di rischio assoluto di probabile demenza dopo un follow–up medio di 5,2 anni era di 12 casi supplementari per 10.000 persone–anno (37 verso 25) in donne trattate con CEE e il rischio relativo era 1,49, dato che non raggiungeva significatività statistica (p = 0,18) rispetto al placebo.

Poiché solo donne con età da 65 a 79 anni erano incluse in entrambi questi sottostudi non è noto se questi risultati si applicano anche a donne in menopausa di più giovane età.

Per i prodotti transdermici a base di estrogeni da soli o combinati con progestinici, ampi studi clinici randomizzati non hanno attualmente valutato il rischio associato di TOS e probabile demenza. Non esistono pertanto dati a supporto delle conclusioni che la frequenza di probabile demenza sia diversa con Estraderm MX.

Altre condizioni

Gli estrogeni possono causare ritenzione idrica, e pertanto pazienti con disfunzione renale o cardiaca devono essere accuratamente valutati. Pazienti con insufficienza renale terminale devono essere strettamente osservate poichè i livelli circolanti di principio attivo si prevedono aumentati.

Donne con preesistente ipertrigliceridemia devono essere seguite strettamente durante terapia estrogenica o TOS poichè in questa condizione sono stati riportati casi di importanti aumenti dei trigliceridi plasmatici e conseguente pancreatite a seguito di terapia estrogenica.

Gli estrogeni aumentano i livelli di TBG, la globulina legante l’ormone tiroideo, con conseguente aumento dei livelli di ormone tiroideo totale circolante misurato da PBI, T4 (metodo su colonna o RIA) o T3 (metodo RIA). La captazione di T3 è ridotta, a riflettere l’aumento di TBG. Le frazioni libere di T3 e T4 non sono modificate.

Al fine di assicurare che i livelli dell’ormone tiroideo rimangano entro un range accettabile, in pazienti che necessitano di terapia sostitutiva dell’ormone tiroideo e che assumono anche estrogeni, l’attività tiroidea deve essere monitorata regolarmente.

Altre proteine leganti, come la corticoglobulina (CBG) e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), possono essere aumentate e determinare un aumento rispettivamente dei livelli circolanti di corticosteroidi e steroidi sessuali. Le frazioni ormonali libere o biologicamente attive sono immodificate. Altre proteine plasmatiche possono essere aumentate (substrato angiotensinogeno/renina, alfa I antitripsina, ceruloplasmina).

Sebbene le osservazioni condotte fino ad ora suggeriscano che gli estrogeni, inclusi quelli somministrati per via transdermica, non influenzino il metabolismo dei carboidrati, le donne diabetiche debbono essere attentamente monitorate all’inizio della terapia fino a quando non saranno acquisiti ulteriori dati.

Esame medico e controlli successivi

Prima di iniziare o riprendere una TOS, devono essere eseguite da parte del medico un’anamnesi familiare e personale complete. Devono inoltre essere eseguite una visita generale e ginecologica (incluso l’esame di pelvi e seno), guidate dalla storia clinica e dalle controindicazioni ed avvertenze per l’uso.

Durante il trattamento sono raccomandati controlli clinici periodici di natura e frequenza adeguate al singolo caso. Le donne dovrebbero essere consigliate di riferire al proprio medico ogni cambiamento nel loro seno (vedere âE.£Carcinoma ovaricoâE.  di seguito). Indagini cliniche, inclusa la mammografia, devono essere eseguite in linea con i protocolli clinici correntemente accettati e le necessità cliniche del singolo caso. Un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici deve essere eseguita periodicamente.

In tutti i casi di persistente o irregolare sanguinamento vaginale non diagnosticato, dovrebbero essere adottate adeguate misure diagnostiche, comprendenti accertamenti sull’endometrio, quando indicato, per escludere un’anomalia; la TOS deve essere rivalutata.

E’ opportuno prendere in considerazione la dose minima e la minor durata della terapia.

Condizioni che richiedono un particolare controllo

Nel caso una delle seguenti condizioni sia presente, o sia stata presente in passato, e/o sia stata aggravata dalla gravidanza o da un precedente trattamento ormonale, la paziente deve essere seguita strettamente. Si tenga in considerazione che queste condizioni possono ripresentarsi od aggravarsi durante il trattamento con Estraderm MX:

• leiomioma (fibroidi uterini) o endometriosi;

• anamnesi o fattori di rischio per malattie tromboemboliche (vedere di seguito);

• fattori di rischio per tumori estrogeno–dipendenti (es. eredità di primo grado per carcinoma mammario);

• ipertensione;

• epatopatie (es. adenoma epatico);

• diabete mellito con o senza coinvolgimento vascolare;

• colelitiasi;

• emicrania o cefalea grave;

• lupus eritematoso sistemico;

• anamnesi d’iperplasia endometriale (vedere di seguito);

• epilessia;

• asma bronchiale;

• otosclerosi.

Nel caso in corso di TOS sia diagnosticato o sospettato un peggioramento delle condizioni sopra menzionate, il beneficio ed il rischio della TOS devono essere rivalutati caso per caso.

Indicazioni per un’immediata sospensione del trattamento

Il trattamento deve essere immediatamente sospeso nel caso venga evidenziata l’esistenza di una controindicazione (come descritto nel paragrafo 4.3) e nei seguenti casi:

• ittero o deterioramento della funzione epatica;

• aumento significativo della pressione arteriosa;

• insorgenza di cefalea di tipo emicranico;

• gravidanza.

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Interazioni

Il metabolismo di estrogeni (e progestinici) può essere aumentato dall’uso concomitante di sostanze note per il loro effetto di induzione degli enzimi che metabolizzano i farmaci, particolarmente il citocromo P450, come gli anticonvulsivanti (es. carbamazepina, fenitoina, fenobarbital), e gli antinfettivi (rifampicina, rifabutina, nevirapina, efavirenz). Il ritonavir e il nelfinavir, sebbene siano noti come forti inibitori, presentano al contrario proprietà inducenti quando usati in concomitanza con ormoni steroidei. Preparati a base di erbe come l’Hypericum perforatum possono indurre il metabolismo di estrogeni (e progestinici).

Un aumentato metabolismo di estrogeni e progestinici può determinare effetti clinici ridotti e variazioni nel profilo dei sanguinamenti uterini.

I preparati transdermici, evitando l’effetto di primo passaggio epatico, sono meno influenzati dagli induttori enzimatici rispetto ai preparati orali.

Alcuni test di laboratorio, quali quelli sulla tolleranza glicemica o della funzione tiroidea, possono essere influenzati dalla terapia con estrogeni.

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Effetti indesiderati

Le reazioni avverse da studi clinici (Tabella 1) e dall’esperienza post–marketing sono listate secondo il sistema di organo\classe MedDRA. All’interno di ciascun organo\classe, gli effetti indesiderati sono ordinati per frequenza. All’interno di ciascuna classe di frequenza gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Inoltre, la frequenza di ogni effetto indesiderato viene anche riportata secondo la seguente convenzione (CIOMS III): molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000) incluse segnalazioni isolate e non note.

Tabella 1

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Non comune Cancro al seno**
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro Reazione anafilattoide (5)
Non nota* Ipersensibilità (incl. Reazione anafilattica ed angioedema).
Disturbi psichiatrici
Non nota* Depressione, nervosismo, labilità affettiva, disturbi della libido
Patologie del sistema nervoso
Comune Mal di testa
Raro Capogiri
Non nota* Emicrania
Patologie cardiache
Molto raro Embolismo, ipertensione, vene varicose (inclusa esacerbazione)
Patologie gastrointestinali
Comune Nausea, dolore addominale, distensione addominale
Molto raro Test di funzionalità epatica alterati, ittero colestatico
Non nota* Colelitiasi, vomito, diarrea, disturbi della cistifellea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro Dermatite da contatto, alterazioni della pigmentazione, prurito generalizzato, esantema generalizzato
Non nota* Alopecia, cloasma
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro Dolore delle estremità (dolore agli arti) (4)
Non nota* Mal di schiena
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Molto comune Disturbi del seno (1), sanguinamento irregolare (2,3)
Non nota* Iperplasia endometriale, leiomioma uterino, dolore toracico, tensione mammaria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Reazioni al sito di applicazione
Raro Edema, aumento o diminuzione di peso

* Riportati durante l’esperienza post marketing

(1) Sintomo da effetto dell’estrogeno, sintomo di iperdosaggio

(2) Solitamente sintomo di iperdosaggio da estrogeno

(3) Se l’estrogeno viene adeguatamente associato ad un progestinico si manifestano regolari sanguinamenti da interruzione, come avviene nel normale ciclo mestruale. Come tutte le terapie estrogeniche, la terapia con estrogeni per via transdermica può indurre iperplasia dell’endometrio, a meno che la terapia estrogenica non sia controbilanciata dalla somministrazione di adeguate dosi di un progestinico.

(4) Non correlato a malattie tromboemboliche e generalmente transitorio, della durata di 3–6 settimane. Se i sintomi persistono, si dovrebbe ridurre la dose di estrogeno

(5) Alcune donne avevano una pregressa storia di allergia o disturbi allergici

** Il rischio di carcinoma mammario aumenta con il numero di anni d’uso di TOS. Per quanto riguarda i

dati di studi epidemiologici – 51 studi epidemiologici realizzati negli anni tra il 1970 e gli inizi degli anni ’90, riportati in una rianalisi, e studi più recenti – l’incidenza cumulativa stimata di carcinoma mammario per le donne che non usano la TOS è 45 casi ogni 1.000 donne tra 50 e 70 anni. Si stima che, tra coloro che hanno fatto uso recente o fanno uso di TOS, il numero di casi addizionali nel periodo corrispondente, sarebbe tra 1 e 3 (migliore stima = 2) casi per 1.000 donne che usano la TOS per 5 anni, fra 3 e 9 (migliore stima = 6) casi per 1.000 donne che usano la TOS per 10 anni, e tra 5 e 20 (migliore stima = 12) casi per 1.000 donne che usano la TOS per 15 anni (vedi paragrafo 4.4). Il numero di casi addizionali di carcinoma mammario è largamente simile per coloro che iniziano una TOS indipendentemente dall’età al momento dell’inizio del trattamento (solo tra 45 e 65 anni).

Altri effetti indesiderati sono stati riportati con l’uso di estroprogestinici:

• neoplasie estrogeno–dipendenti benigne e maligne, es. carcinoma endometriale;

• tromboembolismo venoso – es. trombosi venosa profonda degli arti inferiori e pelvica, embolia polmonare – è più frequente tra donne che assumono una TOS rispetto a coloro che non lo fanno. Per ulteriori informazioni vedere paragrafo 4.3 e 4.4;

• accidenti cerebrovascolari;

• infarto miocardico;

• colecistopatie;

• porpora vascolare;

• demenza;

• occhi secchi;

• modifiche del film lacrimale.

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Gravidanza e allattamento

Estraderm MX è controindicato in gravidanza. In caso di gravidanza durante il trattamento con Estraderm MX, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Gli estrogeni, se somministrati a donne incinte, possono causare danni al feto.

Allattamento

Estraderm MX è controindicato durante l’allattamento.

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Conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.

I cerotti di Estraderm MX devono essere conservati confezionati nelle loro bustine. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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