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ALTRI ANTINEOPLASTICI

CARBOPLATINO PFI

EV 50MG 5ML

PFIZER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

CARBOPLATINO PFI*EV 50MG 5ML

Principio attivo

CARBOPLATINO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

30.51


Codice ATC livello 5:
L01XA02

Codice AIC:
32776015


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

CARBOPLATINO Pfizer è indicato per il trattamento dei seguenti tumori solidi:

•   carcinoma epiteliale dell’ovaio in fase avanzata;

•   carcinoma del polmone a piccole cellule;

•   carcinoma epidermoide della testa e del collo.

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Composizione

Ogni flacone da 5 ml contiene:

principio attivo: carboplatino 50 mg

Ogni flacone da 15 ml contiene:

principio attivo: carboplatino 150 mg

Ogni flacone da 45 ml contiene:

principio attivo: carboplatino 450 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ai farmaci contenenti platino (ad es. il cisplatino) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Il trattamento con CARBOPLATINO Pfizer è controindicato nelle seguenti condizioni:

•   in presenza di una grave insufficienza renale;

•   in presenza di una grave mielosoppressione;

•   in presenza di una sostanziale emorragia;

•   durante la gravidanza e l’allattamento.

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Posologia

La dose raccomandata per pazienti adulti non trattati precedentemente (con funzionalità renale normale) è di 400 mg/m² in una singola dose, tramite infusione endovenosa della durata di 15-60 minuti. Ulteriori cicli non devono essere ripetuti prima di quattro settimane.

Nei pazienti che presentano fattori di rischio come precedenti trattamenti mielosoppressivi o nei pazienti anziani, è consigliabile una riduzione del dosaggio iniziale pari al 20-25%.

Si consiglia di determinare il nadir ematologico con controlli settimanali della crasi ematica al fine di effettuare i successivi adeguamenti di dosaggio.

Pazienti con funzionalità renale compromessa

Poiché il carboplatino viene escreto per via renale ed è nefrotossico, il dosaggio ottimale deve essere determinato in base a frequenti controlli del nadir ematologico e della funzionalità renale.

La posologia consigliata nei pazienti con un’alterata funzionalità renale, basata sulla clearance creatininica è la seguente:

Clearance creatininica Dose di carboplatino
>40 ml/min 400 mg/m²
20-39 ml/min 250 mg/m²
0-19 ml/min 150 mg/m²

Uso in pediatria

Non sono disponibili sufficienti dati per stabilire le dosi di carboplatino in campo pediatrico.

Terapia di associazione

Il carboplatino è stato utilizzato in associazione ad altri agenti antineoplastici e il dosaggio varia in funzione del protocollo clinico seguito. Gli aggiustamenti di dosaggio devono essere effettuati in base allo schema di trattamento adottato e ai risultati ottenuti dai controlli ematologici.

Istruzioni per la preparazione e l’uso

Il carboplatino è un farmaco citotossico; devono quindi essere prese appropriate misure di sicurezza durante l’uso.

Come per tutti gli altri agenti antineoplastici, CARBOPLATINO Pfizer deve essere maneggiato da personale addestrato, in un’area appositamente designata (preferibilmente in una cappa a flusso laminare adeguata per trattare composti citotossici).

Il personale dovrà indossare guanti di protezione e in caso di contatto accidentale della soluzione con pelle e mucose, l’area interessata deve essere immediatamente lavata con abbondante acqua e sapone.

Si raccomanda che farmaci citotossici, quale il carboplatino, non vengano maneggiati da personale femminile in stato di gravidanza.

Si raccomanda l’uso di siringhe Luer-Lock. È preferibile utilizzare aghi a foro largo per minimizzare la pressione e la possibile formazione di gas.

Gli oggetti utilizzati per la preparazione di soluzioni di CARBOPLATINO Pfizer o adibiti alla raccolta di rifiuti corporei, devono essere eliminati in sacchetti di politene con doppia chiusura ed inceneriti a 1100°C.

Procedure da seguire in caso di versamento della soluzione

In caso di versamento della soluzione, è necessario limitare l’accesso nell’area interessata. Il personale dovrà indossare due paia di guanti (gomma latex), una maschera respiratoria, un camice di protezione ed occhiali di sicurezza. Limitare lo spargimento della soluzione rovesciata utilizzando materiale assorbente, ad esempio carta, segatura o ghiaia assorbente (per animali). È possibile utilizzare anche : acido solforico 3M, potassio permanganato 0,3M (2:1) o ipoclorito di sodio al 5%. Il materiale assorbente utilizzato ed eventuali altri scarti devono essere raccolti, messi in contenitori di plastica, sigillati ed etichettati in maniera appropriata. I rifiuti citotossici devono essere considerati pericolosi o tossici e muniti di etichetta riportante in modo chiaro la seguente dicitura: "RIFIUTI CITOTOSSICI DA INCENERIRE A 1100°C". I rifiuti devono essere inceneriti a 1100°C per almeno 1 secondo. Ripulire l’area dove si è verificato il versamento con abbondante acqua.

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Avvertenze e precauzioni

La somministrazione del carboplatino deve essere effettuata sotto la supervisione di medici specializzati nell’uso di farmaci citotossici. Un attento monitoraggio per la tossicità è prioritario soprattutto in caso di somministrazione di alte dosi di farmaco.

Il carboplatino è un farmaco altamente tossico con un ristretto indice terapeutico ed è improbabile che l’effetto terapeutico avvenga senza il manifestarsi di qualche evento di tossicità.

Funzionalià del midollo osseo

La mielosoppressione (leucopenia, neutropenia e trombocitopenia) è dose-dipendente e costituisce la tossicità dose-limitante del carboplatino.Nei pazienti che assumono carboplatino deve essere effettuato il conteggio delle cellule del sangue periferico ad intervalli frequenti (ad esempio frequenza settimanale). Benché alle dosi raccomandate la tossicità ematologica del carboplatino sia generalmente moderata e reversibile, nei pazienti con insufficienza renale e nei pazienti che assumono contemporaneamente (o che hanno assunto) altri farmaci mielosoppressori o sono stati sottoposti a radioterapia, si può manifestare mielosoppressione grave (soprattutto trombocitopenia). I criteri per aggiustare la dose in pazienti che hanno manifestato mielosoppressione a seguito di una dose di carboplatino sono forniti nel paragrafo 4.2; come alternativa ad una riduzione del dosaggio, si può rimandare la somministrazione di una dose terapeutica totale fino al recupero della conta di neutrofili e piastrine (valori ≥2000/mm³ e 100000/mm³, rispettivamente). Il trattamento di una grave tossicità ematologica può consistere in cure di supporto, uso di agenti anti-infettivi per complicazioni infettive, trasfusioni di derivati del sangue, recupero del midollo osseo autologo, trapianto delle cellule staminali e di agenti ematopoietici (fattori stimolanti le colonie).

Funzionalità renale

Il carboplatino è escreto principalmente nelle urine, pertanto nei pazienti in trattamento con carboplatino deve essere monitorata la funzione renale. La clearance della creatinina sembra essere la misura più sensibile per valutare la corretta funzionalità renale nei pazienti che ricevono il farmaco. I criteri per aggiustare la dose nei pazienti con insufficienza renale sono illustrati al paragrafo 4.2. Al contrario della terapia con il cisplatino, non è necessario effettuare idratazione pre e post-trattamento con il carboplatino, poiché quest’ultimo ha un basso potenziale di nefrotossicità; tuttavia, una precedente terapia con cisplatino o la somministrazione contemporanea di altri farmaci nefrotossici (ad es. antibiotici aminoglicosidici) possono aumentare il rischio di nefrotossicità (vedere paragrafo 4.5).

Sistema nervoso centrale/udito

Si consiglia di effettuare degli esami neurologici di routine durante la terapia con carboplatino, particolarmente in pazienti precedentemente trattati con cisplatino e in pazienti con più di 65 anni di età. Il carboplatino può provocare ototossicità cumulativa. È necessario eseguire audiogrammi prima di iniziare la terapia e durante il trattamento o quando si manifestano sintomi uditivi. Un importante deterioramento clinico della funzione uditiva può richiedere modifiche del dosaggio o interruzione della terapia.

Effetti gastrointestinali

Il carboplatino induce emesi. L’incidenza e la gravità dell’emesi possono essere ridotte mediante un pretrattamento con antiemetici o mediante la somministrazione per infusione continua di carboplatino nell’arco delle 24 ore, o per infusione di dosi separate in 5 giorni piuttosto che in una singola dose. Gli inibitori selettivi di tipo 3 (5-HT3) dei recettori serotoninergici (ad es. ondansetron) o le benzamidi sostituite (ad es. metoclopramide) possono essere degli antiemetici particolarmente efficaci, e, nei pazienti che hanno manifestato effetti emetici refrattari o gravi, si può prendere in considerazione una terapia combinata.

Reazioni di ipersensibilità

Come per altri composti contenenti complessi a base di platino, sono state segnalate reazioni allergiche al carboplatino.        I pazienti devono essere monitorari per possibili reazioni di tipo anafilattico e, ogni volta che viene somministrato carboplatino, devono essere disponibili attrezzature e medicinali adatti a trattare simili reazioni (ad es. antistaminici, corticosteroidi, epinefrina, ossigeno).

Effetti immunosoppressivi/Aumento della suscettibilità alle infezioni

La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi da agenti chemioterapici, incluso il carboplatino, può determinare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che ricevono carboplatino. Possono essere somministrati vaccini uccisi o inattivati, ma la risposta a questi vaccini può essere ridotta .

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Interazioni

Il carboplatino è per lo più utilizzato in combinazione con farmaci antineoplastici aventi effetti citotossici simili. In queste circostanze si può manifestare tossicità additiva. L’uso concomitante di carboplatino e di altri agenti mielosoppressivi o di radioterapia può potenziare la tossicità ematologica.

Un’aumentata incidenza di emesi è stata segnalata quando il carboplatino è stato somministrato contemporaneamente ad altri farmaci che inducono emesi, o in pazienti che hanno ricevuto precedentemente una terapia emetogena.

La somministrazione concomitante di carboplatino e aminoglicosidi comporta un aumentato rischio di nefrotossicità e/o di ototossicità, per cui tali farmaci devono essere usati in concomitanza con cautela. L’uso di altri farmaci nefrotossici determina un potenziamento degli effetti renali da carboplatino.

Il carboplatino interagisce con l’alluminio, formando un precipitato nero di platino e diminuendo la potenza. Aghi, siringhe, cateteri o set per somministrazione E.V. che contengano alluminio non devono essere utilizzati per la somministrazione del carboplatino.

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Effetti indesiderati

Molti degli effetti collaterali della terapia con carboplatino sono inevitabili a causa delle azioni farmacologiche del farmaco. Tuttavia, gli effetti indesiderati sono generalmente reversibili se individuati precocemente. Le reazioni avverse riportate per i diversi sistemi e apparati sono i seguenti:

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Sono stati segnalati rari casi di leucemie mielogene acute e sindromi mielodisplastiche insorte in pazienti trattati con carboplatino, in particolare se somministrato in combinazione con altri potenziali agenti leucemogeni.

Patologie del sistema emolinfopoietico

La maggiore e dose-limitante tossicità del carboplatino è la soppressione del midollo osseo che si manifesta con trombocitopenia, leucopenia, neutropenia e/o anemia. La mielosoppressione è dose-relativa. Il nadir delle piastrine e dei leucociti/granulociti si manifesta generalmente tra le due e le tre settimane dalla somministrazione del farmaco. Il recupero è generalmente tale da permettere la somministrazione della successiva dose di carboplatino dopo quattro settimane dalla precedente. L’anemia (valori di emoglobina inferiori a 11 g/dl), che può essere sintomatica, si manifesta in una sostanziale percentuale di pazienti. Questo effetto può essere cumulativo e le trasfusioni possono essere necessarie particolarmente in quei pazienti che sono sottoposti ad una terapia prolungata (ad es. per più di 6 cicli). È probabile il manifestarsi di sequenze cliniche di tossicità del midollo osseo/ematica come febbre, infezioni, sepsi/shock settico ed emorragie. 

Esami diagnostici

Anomalie elettrolitiche (ipopotassiemia, ipocalcemia, iponatriemia e/o  ipomagnesemia).

Patologie del sistema nervoso

Si possono manifestare neuropatie periferiche prevalentemente come parestesia e riduzione dei riflessi tendinei profondi.  L’effetto, più comune in pazienti al di sopra dei 65 anni di età, sembra essere cumulativo, manifestandosi principalmente in pazienti sottoposti ad una terapia prolungata e/o in quelli che sono stati sottoposti ad un precedente trattamento con cisplatino. Si possono manifestare anche effetti a livello del sistema nervoso centrale. In alcuni casi la neurotossicità osservata con il carboplatino può essere il risultato di una combinazione con alcuni degli effetti ritardati conseguenti ad un precedente trattamento con cisplatino.

Patologie dell’occhio

Disturbi visivi, quali una diminuzione transitoria della vista (che può essere totale per la luce e per i colori) o altri disturbi possono manifestarsi in pazienti trattati con carboplatino. Il miglioramento e/o il totale recupero della visione avvengono generalmente entro le settimane successive alla sospensione del farmaco. Cecità corticale è stata segnalata in pazienti con funzione renale danneggiata trattati con alte dosi di carboplatino.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Tinnito e perdita dell’udito sono stati segnalati in pazienti trattati con carboplatino. Il rischio di ototossicità può essere aumentato in seguito alla contemporanea somministrazione di altri farmaci ototossici (ad es. aminoglicosidi).

Patologie cardiache

Insufficienza cardiaca; cardiopatie ischemiche (ad es. infarto del miocardio, arresto cardiaco, angina, ischemia miocardica).

Patologie vascolari

Eventi cerebrovascolari.

Patologie gastrointestinali

Nausea e/o vomito, che generalmente sono di gravità da lieve a moderata, possono manifestarsi 6-12 ore dopo la somministrazione del carboplatino e possono persistere fino a 24 ore o più a lungo. Sono stati riportati inoltre altri effetti gastrointestinali quali mucositi, diarrea, stipsi e dolori addominali.

Patologie epatobiliari

Possono manifestarsi aumenti lievi e solitamente transitori delle concentrazioni della fosfatasi alcalina sierica, dell’aspartato aminotransferasi e della bilirubina. Sono stati riportati sostanziali anormalità dei tests di funzionalità epatica in pazienti trattati con carboplatino ad alte dosi e con trapianto autologo del midollo osseo. 

Disturbi del sistema immunitario

Sono state segnalate reazioni allergiche al carboplatino. Queste comprendono reazioni anafilattiche/anafilattoidi, ipotensione, broncospasmo e piressia. Reazioni di ipersensibilità possono manifestarsi entro pochi minuti dalla somministrazione endovenosa di carboplatino.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raramente possono manifestarsi dermatiti esfoliative. In correlazione al carboplatino sono stati inoltre segnalati rash eritematoso, prurito, orticaria ed alopecia.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Mialgia/atralgia.

Patologie renali e urinarie

Raramente sono state segnalate insufficienze renali acute. Sindrome uremica emolitica. Si possono manifestare aumenti lievi e transitori dei livelli sierici di creatinina e dei livelli ematici di azotemia e di acido urico. Il rischio di nefrotossicità indotto da carboplatino (ad es. alterazione della clearance della creatinina) diviene maggiore a dosi relativamente elevate o in pazienti trattati precedentemente con cisplatino.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Astenia, sintomi influenzali, reazioni al sito di iniezione.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Il carboplatino può causare danni al feto quando somministrato in donne in gravidanza. Il farmaco deve essere utilizzato in gravidanza soltanto in caso di pericolo di vita oppure per malattie per le quali farmaci più sicuri non possono essere usati o sono inefficaci.

Se la terapia con il carboplatino viene effettuata durante la gravidanza, o se la paziente resta incinta durante la terapia, la paziente deve essere avvertita dei potenziali rischi per il feto.

Alle donne in età fertile si deve consigliare di evitare una gravidanza durante la terapia con carboplatino.

Allattamento

Non è stato accertato se il carboplatino o i suoi metaboliti contenenti platino vengano distribuiti nel latte materno. Tuttavia, a causa del rischio di eventi avversi che possono manifestarsi nei lattanti a seguito del passaggio del farmaco nel latte materno, durante la terapia l’allattamento al seno deve essere interrotto.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25 °C. Non congelare. Proteggere dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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