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BETABLOCCANTI

ATENOLOLO GERMED

50CPR 100MG

GERMED PHARMA SpA

Descrizione prodotto

ATENOLOLO GERMED*50CPR 100MG

Principio attivo

ATENOLOLO

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

BETABLOCCANTI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

6.02


Codice ATC livello 5:
C07AB03

Codice AIC:
33046018


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale; angina pectoris, aritmia tachicardica.

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Composizione

Una compressa contiene:

Principio attivo

Atenololo                         mg  100

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Eccipienti

Magnesio carbonato; amido di mais; sodio laurilsolfato; magnesio stearato.

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Controindicazioni

Ipersensibilità verso i componenti o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

Bradicardia spiccata; blocco atrioventricolare superiore al primo grado; insufficienza cardiaca non controllata da una terapia adeguata; shock cardiogeno, feocromocitoma non trattato, ipotensione, acidosi metabolica, severi disturbi della circolazione arteriosa periferica. L’atenololo non deve essere associato a terapia con verapamil e diltiazem.

L’atenololo è  controindicato in gravidanza, durante l'allattamento e in età pediatrica.

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Posologia

- Ipertensione arteriosa  : iniziare la terapia con ½ compressa al giorno.  Se non si ottiene un effetto soddisfacente    aumentare la dose ad una compressa (100 mg) al giorno durante la seconda settimana.

Di solito il pieno effetto antipertensivo si raggiunge dopo una o due settimane di terapia.

Se necessario, è possibile ottenere un ulteriore riduzione dei valori  pressori associando Atenololo con altri farmaci antipertensivi. In particolare, la somministrazione contemporanea di Atenololo con un  diuretico determina un effetto antipertensivo superiore a quello prodotto  dai singoli farmaci.

- Angina pectoris : la maggior parte dei pazienti risponde alla somministrazione di una  compressa (100 mg) al  giorno. Aumentando la posologia non si ottiene generalmente un ulteriore beneficio.

- Aritmie :  ½ - 1 compressa al giorno.

Anziani : Può rendersi necessario ridurre la posologia, particolarmente nei pazienti con  compromissione della    funzionalità renale.

Bambini : Non esistono esperienze cliniche relative all'impiego pediatrico dell’atenololo; pertanto si sconsiglia la somministrazione  ai bambini.

Pazienti con insufficienza renale : Poiché l’atenololo è escreto per via renale è necessario ridurre il dosaggio  nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale. Non si verifica accumulo significativo di atenololo nei pazienti che hanno una   clearance della creatinina superiore a 35ml/min. ( il limite normale è di 100-150 ml/min). Nei pazienti con clearance creatininica  di 15/35 ml/min.  (equivalente a 3.4-6.8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg  al giorno o 100 mg a giorni alterni.  Per i pazienti con clearance creatininica minore di 15 ml/min (equivalente a 6.8 mg% di creatinemia) la posologia deve essere di 50 mg a giorni alterni  o 100 mg ogni 4 giorni.

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Avvertenze e precauzioni

Come per gli altri farmaci antagonisti dei beta-recettori, il trattamento non deve essere interrotto bruscamente specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica.

Insufficienza cardiaca : Sebbene l’atenololo sia controindicato nello scompenso cardiaco, può essere sommini­strato, con la dovuta cautela, ai pazienti con una riserva cardiaca scarsa, mentre il suo impiego deve essere evitato nei pazienti affetti da scompenso cardiaco conclamato; il farmaco può tuttavia essere usato nei pazienti con insufficienza cardiaca controllata da una terapia adeguata.

Bradicardia : La riduzione della frequenza cardiaca è una delle azioni farmacologiche indotte dall'atenololo; qualora compaiano sintomi attribuibili all'eccessiva riduzione della frequenza cardiaca, il dosaggio di atenololo deve essere ri­dot­to.

Broncopatie : La cardioselettività posseduta dall'atenololo permette il suo impiego, con cautela, nei pazienti con malattie ostruttive croniche delle vie aeree. Tuttavia  nei pazienti asmatici può indurre un aumento della resistenza delle vie respiratorie; in tal caso la terapia con atenololo deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori, quali il salbutamolo o  l'isoprenalina, ai dosaggi comunemente utilizzati.

Diabetici e pazienti soggetti all'ipoglicemia:   Nei pazienti diabetici, in particolare in quelli affetti da diabete labi­le, e in pazienti soggetti a ipoglicemia, l’atenololo a causa della propria attività bloccante beta-adrenergica, può prevenire la comparsa dei segni e sintomi premonitori dell'ipoglicemia acuta quali le modificazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. L’atenololo può modificare la tachicardia indotta da ipoglicemia.

L’atenololo può mascherare i segni di tireotossicosi.

Disordini vascolari : Il beta-blocco può aggravare i disturbi vascolari periferici preesistenti. L’atenololo non deve essere somministrato a pazienti affetti da gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica.

Reazioni anafilattiche. Nei pazienti in terapia con beta-bloccante e con una storia di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si può verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte dell'allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi di adrenalina comunemente impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche.

Anestesia. Se un paziente in trattamento con atenololo dovesse essere sottoposto ad anestesia generale, occorre che l'anestesista sia in­formato di tale terapia, in quanto il blocco beta-adrenergico può ridurre l'effetto inotropo richiesto da quegli anestetici che necessitano di un'adeguata mobilizzazione catecolaminica per il mantenimento della funzionalità cardiaca. Dovrà essere pertanto impiegato un agente anestetico con una minima attività inotropa negativa.

Insufficienza renale. L'atenololo è escreto per via renale e pertanto il dosaggio deve essere regolato con particolare attenzione nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale.  Non si verifica accumulo significativo di atenololo nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min. (il limite normale è di 100-150 ml/min.). Nei pazienti con clearance creatininica di 15-35 ml/min. (equivalente a 3,4-6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o 100 mg a giorni alterni.  Per i pazienti con clearance creatininica < 15 ml/min (equivalente a 6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg a giorni alterni o 100 mg ogni 4 giorni.

Pazienti in emodialisi. L'atenololo viene rimosso dall'organismo durante l'emodialisi. Qualora il paziente in terapia con atenololo venga sottoposto a dialisi, la terapia va proseguita per via orale alla dose di 50 mg dopo ogni seduta. La somministrazione deve essere effettuata sotto controllo ospedaliero in quanto possono verificarsi marcate riduzioni della pressione arteriosa.

Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini.

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Interazioni

Farmaci antiaritmici di I classe : particolare cautela richiede la somministrazione di atenololo a pazienti in trattamento con farmaci antiaritmici appartenenti alla I classe di Vaugham Williams, come la disopiramide, per il possibile rischio di depressione miocardica e bradicardia.

Verapamile: l‘atenololo non deve essere somministrato a pazienti in terapia con verapamile; è necessario che siano trascorse almeno 48 ore dalla sospensione di uno di questi farmaci prima di iniziare l'altra terapia.

Clonidina :  poiché i b-bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che può verificarsi dopo sospen­sione della clonidina, occorre particolare cautela nella sostituzione della clonidina  con il b-bloccante. Pertanto l'inizio del trattamento con il beta-bloccante deve avvenire parecchi giorni dopo l'interruzione della terapia con clonidina.  Se atenololo e clonidina vengono somministrati contemporaneamente, la somministrazione di clonidina non deve essere interrotta se non parecchi giorni dopo la sospensione del b-bloccante.

ACE-inibitori : l’uso concomitante di farmaci  ACE-inibitori potenzia l’effetto ipotensivo.

Agenti anestetici :  Vedere paragrafo “Precauzioni per l’uso”.

Antiinfiammatori   : l’uso concomitante di farmaci che inibiscono la sintesi di prostaglandine (es. ibuprofene, indometacina) può diminuire l'effetto ipotensivo dei betabloccanti.

Glicosidi Digitalici : l’uso concomitante di glicosidi digitalici può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare.

Alcool : l’uso concomitante di alcool aumenta l’effetto ipotensivo.

Antidiabetici : i beta-bloccanti possono aumentare l’effetto ipoglicemico e mascherare i segni di ipoglicemia quali il tremore e la tachicardia. I beta-bloccanti dovrebbero essere evitati nei pazienti diabetici; qualora risultassero indispensabili la glicemia dovrebbe essere attentamente monitorata.

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Effetti indesiderati

Sistema cardiovascolare :  bradicardia; deterioramento della funzionalità cardiaca in pazienti affetti da insufficienza cardiaca; ipotensione; ipotensione posturale che può essere associata a sincope; freddo alle estremità; nei pazienti sensibili si può aggravare un blocco cardiaco; claudicazione intermittente, fenomeno di Raynaud.

Sistema nervoso centrale : capogiri; cefalea; cambiamenti dell’umore; incubi notturni, psicosi e allucinazioni; disturbi del sonno similmente a quanto riportato da altri beta-bloccanti. Aggravamento di sindromi nervose con depressione mentale, catatonia, confusione e turbe della memoria.

Sistema gastrointestinale : secchezza delle fauci, disturbi gastrointestinali.

Ematologici : porpora; trombocitopenia, granulocitopenia.

Sistema tegumentario : alopecia, secchezza agli occhi;  reazioni cutanee di tipo psoriasico o aggravamento della psoriasi; rash cutaneo; eruzioni eritematose. Qualora una reazione di tale tipo non trovi una precisa spiegazione, deve essere considerata la sospensione del trattamento.

Neurologici   : parestesia.

Sistema respiratorio   : in pazienti con asma o con una storia di problemi asmatici può verificarsi broncospasmo.

Sensi   : disturbi visivi.

Altri : affaticamento; è stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo, tuttavia non è chiara la rilevanza clinica.

L’eventuale comparsa occasionale di trombocitopenia, porpora, granulocitopenia, eruzioni eritematose richiede l’interruzione del trattamento.

La sospensione del trattamento con atenololo deve essere graduale.

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Gravidanza e allattamento

Benché le sperimentazioni di farmaco-tossicologia animale non abbiano evidenziato effetti teratogenici attribuibili all'atenololo, non può essere esclusa la possibilità di un danno fetale e quindi è consigliabile non impiegare l’atenololo durante la gravidanza.  L'atenololo attraversa la barriera placentare e si sono riscontrati livelli ematici nel cordone ombelicale.

L'atenololo si accumula nel latte materno in concentrazioni pari a 3 volte le concentrazioni ematiche medie. Nonostante non vi siano segnalazioni di effetti negativi sul neonato è consigliabile astenersi dall'impiego di atenololo durante l'allattamento.

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Conservazione

Nessuna.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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