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ANTAGONISTI ORMONALI E SOSTANZE CORRELATE

FEMARA

30CPR RIV 2,5MG

NOVARTIS FARMA SpA

Descrizione prodotto

FEMARA*30CPR RIV 2,5MG

Principio attivo

LETROZOLO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTAGONISTI ORMONALI E SOSTANZE CORRELATE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

73.06


Codice ATC livello 5:
L02BG04

Codice AIC:
33242013


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

• Trattamento adiuvante del carcinoma mammario in fase precoce in donne in postmenopausa con stato recettoriale ormonale positivo.

• Trattamento adiuvante del carcinoma mammario ormonosensibile in fase precoce in donne in postmenopausa dopo trattamento adiuvante standard con tamoxifene della durata di 5 anni.

• Trattamento di prima linea del carcinoma mammario ormonosensibile, in fase avanzata, in donne in postmenopausa.

• Trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata in donne in postmenopausa naturale o artificialmente indotta, dopo ripresa o progressione della malattia che siano state trattate in precedenza con antiestrogeni.

L’efficacia non è stata dimostrata in pazienti con stato recettoriale estrogenico negativo.

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Composizione

Principio attivo: letrozolo.

Ogni compressa rivestita con film contiene 2,5 mg di letrozolo.

Ogni compressa contiene 61,5 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Contenuto delle compresse: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, amido di mais, carbossimetilamido sodico, magnesio stearato e silice colloidale anidra.

Rivestimento: ipromellosa, talco, macrogol 8000, titanio diossido (E171) e ossido di ferro giallo (E172).

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Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

• Stato ormonale premenopausale, gravidanza, allattamento (vedere paragrafi 4.6 Gravidanza ed allattamento e 5.3 Dati preclinici di sicurezza).

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Posologia

Pazienti adulte ed anziane

La dose raccomandata di Femara è di 2,5 mg una volta al giorno. Non è richiesta alcuna modifica della dose nelle pazienti anziane. Nel trattamento adiuvante, si raccomanda di trattare con Femara in monoterapia per 5 anni o fino a comparsa di recidiva del tumore a seconda di cosa si verifica per prima.

Nello studio registrativo per il trattamento adiuvante, circa il 50% delle pazienti nel gruppo di trattamento con Femara è stato trattato per almeno 5 anni (vedere paragrafo 5.1).

Nel trattamento adiuvante può essere considerato anche uno schema di trattamento sequenziale (letrozolo per 2 anni seguito da tamoxifene per 3 anni) (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Nello studio registrativo sul trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, il 44% delle pazienti nel gruppo di trattamento con Femara è stato trattato per 5 anni.

Nelle pazienti con malattia avanzata o metastatica, il trattamento con Femara deve essere continuato finchè la progressione tumorale diventa evidente.

Bambini

Non pertinente.

Pazienti con compromissione epatica e/o renale

Non è richiesto alcun adattamento del dosaggio nelle pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min.

I dati disponibili non sono sufficienti in caso di insufficienza renale con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min o in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

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Avvertenze e precauzioni

In pazienti con stato postmenopausale non chiaro, per stabilire chiaramente lo stato menopausale si devono valutare i livelli di LH, FSH e/o estradiolo prima di iniziare il trattamento.

Compromissione renale

Femara non è stato studiato in un numero sufficiente di pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min. In tali pazienti deve essere attentamente considerato il potenziale rapporto rischio/beneficio prima della somministrazione di Femara.

Compromissione epatica

Femara è stato studiato solo in un limitato numero di pazienti senza metastasi con vari gradi di funzionalità epatica: insufficienza epatica da lieve a moderata e grave. In volontari di sesso maschile, non affetti da tumore, con compromissione epatica grave (cirrosi epatica e classe C secondo la scala Child-Pugh), l’esposizione sistemica e l’emivita terminale del prodotto erano aumentati di 2-3 volte rispetto ai volontari sani. Pertanto, Femara deve essere somministrato in queste pazienti con cautela e dopo attenta considerazione del potenziale rapporto rischio/beneficio (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche).

Effetti sull’osso

Femara è un agente potente nell’abbassare gli estrogeni. Nel trattamento adiuvante e nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, il follow-up mediano rispettivamente di 73 e 62 mesi è ora sufficiente per valutare in modo completo il rischio di fratture associato ad un uso a lungo termine di Femara.

Le pazienti con anamnesi di osteoporosi e/o di fratture o con rischio aumentato di osteoporosi devono essere sottoposte ad una valutazione della densità minerale ossea attraverso densitometria ossea prima dell’inizio del trattamento adiuvante e del trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene e devono essere monitorate per lo sviluppo di osteoporosi durante e dopo il trattamento con letrozolo. Il trattamento o la profilassi dell’osteoporosi devono essere iniziati in modo appropriato e monitorati attentamente. Nel trattamento adiuvante può essere considerato anche uno schema di trattamento sequenziale (letrozolo per 2 anni seguito da tamoxifene per 3 anni) sulla base del profilo di sicurezza della paziente (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione, 4.8 Effetti indesiderati e 5.1 Proprietà farmacodinamiche).

Poichè le compresse contengono lattosio, Femara non è raccomandato per pazienti affette da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da grave deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio.

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Interazioni

Studi clinici di interazione con la cimetidina ed il warfarin indicano che la somministrazione concomitante di Femara con questi farmaci non dà luogo ad interazioni clinicamente significative.

Inoltre, una revisione dei dati clinici disponibili indica che non c’è alcuna evidenza di altre interazioni clinicamente rilevanti con i farmaci comunemente prescritti.

Non vi è alcuna esperienza clinica relativa all’uso di Femara in associazione con altri farmaci antitumorali.

In vitro, il letrozolo inibisce gli isoenzimi 2A6 e, moderatamente 2C19 del citocromo P450. Pertanto, deve essere usata cautela qualora sia necessario somministrare contemporaneamente farmaci la cui biodisponibilità dipenda principalmente da questi isoenzimi o il cui indice terapeutico sia ristretto.

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le frequenze delle reazioni avverse per Femara sono principalmente basate su dati raccolti da studi clinici.

Fino a circa un terzo delle pazienti trattate con Femara nella fase metastatica e circa l’80% delle pazienti in trattamento adiuvante (entrambi i gruppi Femara e tamoxifene con una durata mediana del trattamento di 60 mesi), così come neltrattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene (entrambi i gruppi Femara e placebo, con una durata mediana del trattamento di 60 mesi per Femara) hanno manifestato delle reazioni avverse.). La maggior parte delle reazioni avverse si sono manifestate durante le prime settimane di trattamento.

Le reazioni avverse riportate con maggiore frequenza negli studi clinici sono state vampate, ipercolesterolemia, artralgia, affaticamento, aumento della sudorazione e nausea.

Ulteriori reazioni avverse importanti che si possono manifestare con Femara sono: eventi scheletrici come osteoporosi e/o fratture ossee ed eventi cardiovascolari (comprendenti eventi cerebrovascolari e tromboembolici). La categoria di frequenza per queste reazioni avverse è descritta in tabella 1.

Nel trattamento adiuvante, in qualsiasi momento dopo la randomizzazione (follow-up mediano di 73 mesi) indipendentemente da una relazione con il medicinale, un’ incidenza significativamente maggiore è stata vista per Femara rispetto al tamoxifene per fratture ossee (13,8% vs. 10,5%) e osteoporosi (5,1% vs. 2,7%) mentre gli eventi tromboembolici e l’iperplasia/cancro endometriale si sono manifestati con una frequenza significativamente maggiore nel gruppo di trattamento con tamoxifene in monoterapia rispetto a gruppo di trattamento con Femara (eventi tromboembolici 3,6% vs. 2,1%, iperplasia/cancro endometriale 2,9% vs 0,4%). Non sono state riportate altre differenze significative rispetto ad altri eventi cardiovascolari/cerebrovascolari, sebbene sia stata osservata un’incidenza dell’infarto del miocardio maggiore con Femara rispetto al tamoxifene (1,5% vs 1.0%, RR 1,48, 95% IC 0,89, 2,45).

Dagli studi clinici e dall’esperienza successiva alla commercializzazione di Femara, sono state segnalate le seguenti reazioni avverse, riportate in Tabella 1:

Tabella 1 Reazioni avverse

Le reazioni avverse sono classificate all’interno di ciascuna classe di frequenza, in ordine decrescente di frequenza, usando la seguente convenzione: molto comune ≥ 10%, comune da ≥1% a < 10%, non comune da ≥ 0,1% a < 1%, raro da ≥ 0,01% a < 0,1%, molto raro<0,01%, non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

MedDRA SOC Reazioni avverse
Infezioni e infestazioni
Non comune: Infezione del tratto urinario
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Non comune: Dolore tumorale¹
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: Leucopenia
Disturbi del sistema immunitario
Non nota² Reazioni anafilattiche
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune Ipercolesterolemia
Comune: Anoressia, aumento dell’appetito
Disturbi psichiatrici
Comune Depressione
Non comune: Ansia (incluso nervosismo), irritabilità
Patologie del sistema nervoso
Comune: Cefalea, capogiri
Non comune: Sonnolenza, insonnia, compromissione della memoria, disestesia (incluse parestesia, ipoestesia), alterazione del gusto, accidente cerebrovascolare.
Patologie dell’occhio
Non comune Cataratta, irritazione agli occhi, visione offuscata
Patologie cardiache
Non comune: Palpitazioni¹, tachicardia, eventi ischemici cardiaci (inclusa angina di nuova insorgenza o aggravamento di angina, angina che richiede un intervento chirurgico, infarto del miocardio e ischemia miocardica)
Patologie vascolari
Molto comune Vampate
Comune Ipertensione
Non comune: Tromboflebiti (incluse tromboflebiti delle vene superficiali e profonde)
Raro: Embolia polmonare, trombosi arteriosa, infarto cerebrovascolare
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Dispnea, tosse
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea, dispepsia¹, costipazione, dolore addominale, diarrea, vomito
Non comune: Secchezza della bocca, stomatite¹
Patologie epatobiliari
Non comune: Aumento degli enzimi epatici
Non nota: Epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: Aumento della sudorazione
Comune: Alopecia, eruzione cutanea (inclusa eruzione eritematosa, maculopapulare, psoriasiforme e eritema vescicolare) secchezza della pelle
Non comune: Prurito, orticaria
Non nota Reazione anafilattica, angioedema, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune Artralgia
Comune: Mialgia, dolore alle ossa¹, osteoporosi, fratture delle ossa
Non comune Artrite
Patologie renali e urinarie  
Non comune Aumento della frequenza urinaria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune Sanguinamento vaginale
Non comune Secrezione vaginale, secchezza vaginale, dolore al seno
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: Affaticamento (inclusa astenia, malessere)
Comune: Edema periferico
Non comune: Edema generale, secchezza della mucosa, sete, piressia
Esami diagnostici  
Comune: Aumento di peso
Non comune: Perdita di peso

Note: "il trattamento adiuvante include trattamenti adiuvanti e trattamenti adiuvanti dopo terapia standard con tamoxifene"

¹ Reazioni avverse al farmaco segnalate solo nel trattamento della fase metastatica

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Reazioni avverse cardiache

Nel trattamento adiuvante, indipendentemente dal rapporto di causalità, sono state segnalate le seguenti reazioni avverse durante il trattamento o entro i 30 giorni successivi all’interruzione del trattamento (durata mediana del trattamento di 5 anni) rispettivamente per Femara e tamoxifene: infarto del miocardio* (1,0% vs. 0,5%); angina che ha richiesto un intervento chirurgico (1,0% vs 1,0%); insufficienza cardiaca (1,1% vs 0,6%); ipertensione (5,6% vs 5,7%); evento tromboembolico* (2,1% vs 3,6%); accidente cerebrovascolare/attacco ischemico transitorio (2,1% vs 1,9%). Gli eventi contrassegnati con * erano significativamente differenti dal punto di vista statistico nei due gruppi di trattamento.

Nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, indipendentemente dal rapporto di causalità, sono state segnalate le seguenti reazioni avverse durante il trattamento o entro i 30 giorni successivi all’interruzione del trattamento rispettivamente per Femara (durata mediana del trattamento di 5 anni) e placebo (durata mediana del trattamento di 3 anni): angina che ha richiesto un intervento chirurgico (0,8% vs 0,6%); angina di nuova insorgenza o aggravamento di angina (1,4% vs 1,0%); infarto del miocardio (1,0% vs 0,7%); evento tromboembolico* (0,9% vs 0,3%); ictus/attacco ischemico transitorio* (1,5% vs 0,8%). Gli eventi contrassegnati con * erano significativamente differenti dal punto di vista statistico nei due gruppi di trattamento.

Reazioni avverse scheletriche

Nel trattamento adiuvante, le fratture ossee e l’osteoporosi si sono manifestate significativamente più spesso nei pazienti trattati con Femara (fratture ossee, 10,2% e osteoporosi 5,1%) rispetto a quelli trattati con tamoxifene (7,2% e 2,7% rispettivamente). La durata mediana del trattamento è stata di 5 anni.

Indipendentemente dal trattamento, le fratture ossee e l’osteoporosi si sono manifestate più comunemente nelle pazienti con età ≥ 65 anni al momento dell’arruolamento, così come nelle pazienti con un’anamnesi di fratture ossee e/o osteoporosi.

Nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, un numero significativamente maggiore di pazienti trattate con Femara hanno manifestato fratture ossee e osteoporosi (fratture ossee 10,4% e osteoporosi 12,2%) rispetto a pazienti nel gruppo di trattamento con placebo (5,8% e 6, 4% rispettivamente) durante il trattamento o nei 30 giorni successivi all’interruzione del trattamento. La durata mediana del trattamento è stata di 5 anni per Femara, rispetto ai 3 anni del placebo. Indipendentemente dal trattamento, le fratture ossee e l’osteoporosi si sono manifestate più comunemente nelle pazienti con età ≥ 65 anni al momento dell’arruolamento, così come nelle pazienti con anamnesi di fratture ossee e/o osteoporosi.

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Gravidanza e allattamento

Donne in stato perimenopausale o in età fertile

Il medico deve discutere con le donne che potenzialmente possono diventare gravide (es. donne in stato perimenopausale o postmenopausale recente) la necessità di effettuare un test di gravidanza prima dell’inizio della terapia con Femara e di un adeguato sistema contraccettivo finchè lo stato postmenopausale non sia stato completamente stabilito (vedere paragrafi 4.4 Speciali avvertenze e precauzioni di impiego e 5.3. Dati preclinici di sicurezza).

Gravidanza

Femara è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni e 5.3 Dati preclinici di sicurezza).

Allattamento

Femara è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30°C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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