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PROGESTINICI ED ESTROGENI IN ASSOCIAZIONE

FEMOSTON L 1/10

14CPR BI+14GRI

ABBOTT Srl

Descrizione prodotto

FEMOSTON L 1/10*14CPR BI+14GRI

Principio attivo

ESTRADIOLO/DIDROGESTERONE

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

PROGESTINICI ED ESTROGENI IN ASSOCIAZIONE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

9.23


Codice ATC livello 5:
G03FB08

Codice AIC:
33639055


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Terapia ormonale sostitutiva (TOS) per i sintomi da carenza estrogenica in donne in postmenopausa, da più di 6 mesi.

Prevenzione dell’osteoporosi in donne in postmenopausa ad alto rischio di future fratture che presentano intolleranze o controindicazioni ad altri farmaci autorizzati per la prevenzione dell’osteoporosi (vedi anche paragrafo 4.4).

L’esperienza relativa al trattamento di donne oltre i 65 anni è limitata.

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Composizione

14 compresse, ciascuna contenente 1 mg di 17β-estradiolo (come emiidrato) e 14 compresse, ciascuna contenente 1 mg di 17β-estradiolo (come emiidrato) e 10 mg di didrogesterone.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa:

lattosio monoidrato; ipromellosa; amido di mais; silice colloidale anidra; magnesio stearato.

Rivestimento della compressa

Estradiolo 1 mg, colore bianco: titanio diossido (E171); ipromellosa; macrogol 400.

Estradiolo 1 mg e didrogesterone 10 mg, colore grigio: titanio diossido (E 171); ossido di ferro nero (E 172); polivinile alcool; macrogol 3350; talco.

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Controindicazioni

- Ipersensibilità nota ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti

- Cancro della mammella accertato, pregresso o sospetto

- Neoplasie estrogeno-dipendenti accertate o sospette (ad es. cancro dell’endometrio)

- Sanguinamento genitale di origine non accertata

- Iperplasia endometriale non trattata

- Tromboembolismo venoso pregresso o in atto (trombosi venosa profonda, embolia polmonare)

- Disturbi trombofilici noti (ad es. carenza di proteina C, di proteina S o di antitrombina, vedi paragrafo 4.4)

- Patologia tromboembolica arteriosa attiva o recente (ad es. angina, infarto miocardico)

- Epatopatia acuta o storia di epatopatia, qualora gli indici di funzionalità epatica non si siano normalizzati

- Porfiria

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Posologia

Femoston® L 1/10 è una TOS per uso orale da assumere secondo uno schema continuo sequenziale.

L’estrogeno è dosato continuamente. Il progesterone è aggiunto per gli ultimi 14 giorni del ciclo di 28 giorni, in maniera consecutiva.

Il trattamento inizia con 1 compressa bianca al giorno per i primi 14 giorni seguita da 1 compressa grigia per i successivi 14 giorni, come indicato sul retro del blister.

Femoston® L 1/10 deve essere assunto continuamente senza interruzione tra le confezioni.

Per iniziare e proseguire il trattamento dei sintomi postmenopausali, deve essere impiegata la dose più bassa efficace per un periodo che sia il più breve possibile (vedi anche paragrafo 4.4).

In generale, il trattamento combinato sequenziale deve iniziare con Femoston® L 1/10.

In relazione alla risposta clinica, il dosaggio può successivamente essere adattato su base individuale.

Le pazienti in trattamento con un regime ciclico o sequenziale continuo devono completare il ciclo di terapia di 28 giorni per poi iniziare il trattamento con Femoston® L 1/10.

Le pazienti che provengono da un’altra terapia combinata continua, possono iniziare il trattamento in qualsiasi momento.

Se si è dimenticato di assumere una dose, si deve assumere la compressa dimenticata prima possibile. Tuttavia, se sono già trascorse più di 12 ore, si deve continuare con la dose successiva senza assumere la compressa dimenticata. La probabilità di sanguinamenti interciclo o spotting può essere aumentata.

Femoston® L 1/10 può essere somministrato indipendentemente dall’assunzione di cibo.

Popolazione pediatrica:

Non ci sono indicazioni pertinenti per l’uso di Femoston® L 1/10 nella popolazione pediatrica.

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Avvertenze e precauzioni

Per il trattamento dei sintomi postmenopausali la TOS deve essere iniziata solo in presenza di sintomi che influiscano negativamente sulla qualità di vita. Si deve comunque effettuare almeno ogni anno una accurata valutazione dei rischi e dei benefici e la terapia deve proseguire solo nel caso in cui i benefici superino i rischi.

Prove relative ai rischi associati alla TOS nel trattamento della menopausa precoce sono limitate. Ad ogni modo, a causa del basso livello di rischio assoluto nelle donne più giovani, il rapporto dei rischi e dei benefici per queste donne può essere più favorevole rispetto alle donne più anziane.

Esame medico/controlli:

Prima di iniziare o ricominciare una TOS, è opportuno disporre di una anamnesi personale e familiare completa. Su tale base sarà condotto l’esame fisico (compreso quello pelvico e del seno) e la valutazione delle controindicazioni e delle avvertenze per l’uso della terapia. Durante il trattamento si consigliano controlli periodici con frequenza e caratteristiche adattate alle esigenze individuali della donna. Le pazienti devono essere avvertite di riferire al proprio medico o al personale sanitario modificazioni avvertite nel seno (vedi "Cancro mammario" di seguito). Si deve inoltre effettuare un accurato monitoraggio del seno, compresa una appropriata diagnosi per immagine, es. una mammografia, in accordo con i programmi di controllo attualmente in uso, modificati in rapporto alle necessità cliniche individuali.

Condizioni che richiedono una supervisione:

La paziente deve essere accuratamente controllata se si instaura, si è verificata in passato, e/o si è aggravata durante la gravidanza o durante precedenti trattamenti ormonali una delle condizioni di seguito indicate. Va presa in considerazione la possibilità che tali condizioni possano ripresentarsi o aggravarsi durante il trattamento con Femoston® L 1/10, in particolare:

- Leiomiomi (fibromi uterini) o endometriosi

- Fattori di rischio per disordini tromboembolici (vedi oltre)

- Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti, ad es. ereditarietà di 1° grado per cancro mammario

- Ipertensione

- Malattie epatiche (ad es. adenomi epatici)

- Diabete mellito con o senza compromissione vascolare

- Colelitiasi

- Emicrania o cefalea (severa)

- Lupus eritematoso sistemico

- Storia di iperplasia endometriale (vedi oltre)

- Epilessia

- Asma

- Otosclerosi

- Meningioma

La terapia deve essere interrotta se compare una controindicazione e nelle seguenti situazioni:

- Ittero o deterioramento della funzione epatica

- Aumento significativo della pressione arteriosa

- Esordio di cefalea tipo emicrania

- Gravidanza

Iperplasia endometriale e carcinoma

Il rischio di iperplasia e carcinoma endometriale nelle pazienti con utero integro, aumenta quando gli estrogeni sono somministrati da soli per periodi prolungati. L’aumento riscontrato di rischio di cancro endometriale tra le utilizzatrici di solo estrogeno varia da 2 a 12 volte in più rispetto alle donne che non lo utilizzano, a seconda della durata del trattamento e del dosaggio dell’estrogeno (vedi paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Dopo l’interruzione del trattamento il rischio rimane elevato per almeno 10 anni.

L’aggiunta di un progestinico somministrato ciclicamente per almeno 12 giorni al mese su un ciclo di 28 giorni o una terapia combinata continua estrogeno-progesticina nelle pazienti non isterectomizzate può prevenire il rischio eccessivo associato ad una TOS con soli estrogeni.

Sanguinamenti interciclo e spotting possono verificarsi durante i primi cicli di trattamento. Se compaiono sanguinamenti interciclo o spotting dopo un certo periodo di tempo dall’inizio della terapia o continuano dopo l’interruzione del trattamento, va approfondita la causa, utilizzando anche la biopsia endometriale per escludere neoplasie dell’endometrio.

Cancro mammario

Evidenze generali suggeriscono un aumento del rischio di cancro mammario nelle pazienti che assumono una TOS combinata estrogeno-progestinica e possibilmente anche solo estrogenica, che dipende dalla durata del trattamento con una TOS.

Terapia combinata estrogeno-progestinica:

Lo studio randomizzato, controllato verso placebo, "Women’s Health Initiative study" (WHI), e studi epidemiologici, concordano nell’individuazione di un aumentato rischio di diagnosi di cancro mammario in donne in trattamento con la TOS combinata a base di estrogeni e progestinici che compare dopo circa 3 anni (vedi paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

Terapia a base di soli estrogeni:

Lo studio WHI ha dimostrato che il rischio di cancro mammario nelle donne isterectomizzate in trattamento con TOS a base di soli estrogeni, non aumenta. Studi osservazionali hanno riportato per lo più un leggero aumento del rischio di una diagnosi di cancro mammario che è sostanzialmente più basso di quello riscontrato nelle utilizzatrici di terapie combinate a base di estrogeni-progestinici (vedi paragrafo 4.8).

L’eccesso di rischio compare entro qualche anno dall’inizio del trattamento ma ritorna al valore iniziale entro qualche anno (al massimo 5) dopo la sospensione del trattamento.

La TOS, soprattutto il trattamento estroprogestinico, aumenta la densità mammografica che può influenzare negativamente la diagnosi radiologica del cancro mammario.

Cancro ovarico

Il cancro ovarico è più raro del cancro mammario. L’uso a lungo termine (almeno 5-10 anni) di una TOS a base di soli estrogeni è stato associato ad un leggero aumento del rischio di cancro ovarico (vedi paragrafo 4.8). Alcuni studi, incluso lo studio WHI, suggeriscono che l’uso a lungo termine di una TOS combinata può conferire un rischio simile o leggermente più basso (vedi paragrafo 4.8).

Tromboembolismo venoso

La TOS è associata ad un rischio da 1,3 a 3 volte maggiore di sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare. La possibilità che si verifichi tale evento è più alta nel primo anno di TOS che non successivamente (vedi paragrafo 4.8).

Le pazienti con stati noti di trombofilia hanno un aumentato rischio di TEV e la TOS può aumentare questo rischio. La TOS è pertanto controindicata in queste pazienti (vedi paragrafo 4.3).

I fattori di rischio generalmente riconosciuti per la TEV includono l’uso di estrogeni, età avanzata, interventi chirurgici importanti, immobilizzazioni prolungate, obesità (indice di massa corporea >30 kg/m²), periodo di gravidanza/post-parto, lupus eritematoso sistemico (LES), e cancro. Non vi è consenso circa il possibile ruolo delle vene varicose nell’ambito della TEV.

Come in tutte le pazienti in condizioni post-operatorie, deve essere data un’attenzione scrupolosa alle misure di profilassi per prevenire la TEV post-chirurgica. Quando l’immobilizzazione prolungata segue un intervento di chirurgia rilevante, si raccomanda la temporanea sospensione della TOS per un periodo di 4-6 settimane prima dell’intervento. Il trattamento potrà riprendere dopo la completa mobilizzazione della paziente.

Nelle pazienti senza storia personale di TEV ma con un parente di primo grado con una pregressa trombosi in giovane età, i controlli devono essere proposti dopo un attento consulto riguardo i propri limiti (solo una parte dei problemi dovuti alla trombofilia possono essere identificati dai controlli).

Se nei membri della famiglia viene identificato un difetto dovuto alla trombofilia isolato con la trombosi, o se il problema è grave (ad es. antitrombina, proteina S, o carenza di proteina C o una combinazione di problemi), la TOS è controindicata.

Le donne già in trattamento con anticoagulanti richiedono un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio nell’utilizzo della TOS.

Se la TEV si verifica dopo l’inizio della terapia, il farmaco deve essere sospeso. Le pazienti devono essere avvertite di contattare immediatamente il loro medico se avvertono sintomi potenziali di tromboembolia (es. edema dolorante ad una gamba, dolore improvviso al torace, dispnea).

Coronaropatia (CAD)

Non vi è evidenza, in base a studi clinici controllati randomizzati, di protezione da infarto del miocardio in donne con o senza coronopatia, in trattamento con TOS combinata a base di estrogeni-progestinici o a base di soli estrogeni.

Terapia combinata a base di estrogeni-progestinici:

Il rischio relativo di CAD durante l’uso di TOS combinata a base di estrogeni-progestinici è leggermente aumentato. Il rischio assoluto ai livelli iniziali di CAD è fortemente dipendente dall’età, il numero di casi addizionali di CAD dovuti all’utilizzo di estrogeni-progestinici è molto basso nelle donne in salute vicino alla menopausa, ma aumenta con l’avanzare dell’età.

Terapia a base di soli estrogeni:

Dati provenienti da studi clinici controllati randomizzati non evidenziano un aumentato rischio di CAD nelle pazienti isterectomizzate in trattamento con terapia a base di soli estrogeni.

Ictus ischemico

La terapia combinata a base di estrogeni-progestinici e quella a base di soli estrogeni sono associate ad un aumento fino a 1,5 volte maggiore del rischio di ictus ischemico. Il rischio relativo non cambia con l’età o il momento in cui si raggiunge la menopausa. Ad ogni modo, poiché il rischio di ictus ai livelli iniziali è fortemente dipendente dall’età, il rischio generale di ictus nelle pazienti in trattamento con TOS aumenta con l’avanzare dell’età (vedi paragrafo 4.8).

Altre condizioni:

- Gli estrogeni possono causare ritenzione di liquidi e quindi le pazienti con disfunzione cardiaca o renale devono essere attentamente controllate.

- Donne con ipertrigliceridemia devono essere strettamente controllate durante la terapia estrogenica sostitutiva od ormonale sostitutiva, poiché in corso di terapia estrogenica sono stati riportati rari casi di elevato aumento dei livelli dei trigliceridi tali da indurre pancreatiti.

- Gli estrogeni determinano l’aumento della globulina che lega l’ormone tiroideo (TBG), portando all’aumento dell’ormone tiroideo totale, misurato con la proteina che lega lo iodio (PBI), dei livelli del T4 (su colonna o con metodo radio-immunologico) o dei livelli del T3 (con metodo radio-immunologico). L’assorbimento su resina del T3 è ridotto, riflettendo l’aumento della TBG. Le concentrazioni di T4 e T3 libero non risultano modificate. Altre proteine di legame possono risultare aumentate nel siero, ad es. la globulina che lega l’ormone corticoide (CBG), la globulina che lega gli ormoni sessuali (SHBG), causando rispettivamente l’aumento dei corticosteroidi e degli steroidi sessuali circolanti. La concentrazione di ormoni liberi o biologicamente attivi non risulta modificata. Altre proteine plasmatiche possono risultare aumentate (substrato angiotensinogeno/renina, alfa-I-antitripsina, ceruloplasmina).

- La TOS non migliora le funzioni cognitive. Vi è qualche evidenza di un aumento del rischio di probabile demenza in donne che abbiano iniziato una TOS combinata continua o a base di soli estrogeni dopo i 65 anni.

- Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

- Questo trattamento combinato di estrogeni-progestinici non è un contraccettivo.

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Interazioni

Non sono stati eseguiti studi sulle interazioni.

L’efficacia di estrogeni e progestinici può essere ridotta:

- Il metabolismo degli estrogeni e dei progestinici può essere aumentato dall’uso concomitante di sostanze in grado di causare induzione degli enzimi che metabolizzano i farmaci, in particolare degli enzimi del citocromo P450, quali gli anticonvulsivanti (ad es. fenobarbital, fenitoina, carbamazepina) ed anti-infettivi (ad es. rifampicina, rifabutina, nevirapina, efavirenz).

- Ritonavir e nelfinavir, sebbene noti come potenti inibitori, al contrario mostrano proprietà inducenti, quando utilizzati in concomitanza con gli ormoni steroidei.

- Preparazioni erboristiche contenenti l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) possono aumentare il metabolismo di estrogeni e progestinici.

- Dal punto di vista clinico, l’aumento del metabolismo degli estrogeni e dei progestinici può comportare una riduzione del loro effetto e modifiche nel profilo del sanguinamento uterino.

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Effetti indesiderati

Nel corso di studi clinici e dopo la commercializzazione sono stati osservati gli effetti indesiderati di seguito riportati per ciascun dosaggio.

Classificazione Organo Sistema (MedDRA) Comune Non comune Raro Molto raro
≥1/100, < 1/10 ≥1/1.000, < 1/100 ≥ 1/10.000, < 1/1.000 <1/10.000
Infezioni e infestazioni   Disturbi che simulano la cistite, candidosi vaginale    
Tumori benigni, maligni e non specificati   Aumento di dimensione dei leiomiomi    
Patologie del sistema emolinfopoietico       Anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario       Ipersensibilità
Disturbi psichiatrici   Depressione, influenza sulla libido, nervosismo    
Patologie del sistema nervoso Cefalea, emicrania Capogiro   Corea, meningioma
Patologie dell’occhio     Intolleranza alle lenti a contatto, aumentata curvatura della cornea  
Patologie cardiache       Infarto miocardico
Patologie vascolari   Malattia vascolare periferica, vene varicose, tromboembolismo venoso*, ipertensione   Ictus
Patologie gastrointestinali Nausea, dolore addominale, flatulenza Dispepsia   Vomito
Patologie epatobiliari   Patologia della cistifellea Funzionalità epatica anormale, talvolta con ittero, astenia o malessere, e dolore addominale  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Reazioni allergiche cutanee (ad esempio rash, orticaria, prurito)   Cloasma o melasma, che può persistere quando il farmaco è interrotto, eritema multiforme, eritema nodoso, porpora vascolare, angioedema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Crampi alle gambe Dolore alla schiena    
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Dolore/dolorabilità mammaria, sanguinamento interciclo e perdite post-menopausale, dolore pelvico Erosione della cervice uterina, secrezione cervicale uterina, dismenorrea, menorragia Aumento del volume mammario, sindrome premestruale  
Patologie congenite, familiari e genetiche       Peggioramento della porfiria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Edema periferico    
Esami diagnostici Aumento/diminuzione di peso      

* per ulteriori informazioni vedere sotto

Rischio di cancro mammario:

È stato riportato un aumento fino a 2 volte maggiore del rischio di cancro mammario, in pazienti in trattamento con TOS combinata a base di estrogeni/progestinici per più di 5 anni.

Qualsiasi aumentato rischio nelle utilizzatrici di una terapia a base di soli estrogeni è sostanzialmente più bassa di quanto riportato nelle utilizzatrici di una combinazione di estrogeni-progestinici.

Il livello di rischio è dipendente dalla durata della terapia (vedi paragrafo 4.4).

Di seguito si riportano i risultati del più vasto studio randomizzato controllato verso placebo (Studio WHI) e il più vasto studio epidemiologico (Studio MWS).

MWS - Rischi aggiuntivi stimati di cancro mammario dopo 5 anni di terapia

Range di età (anni) Casi aggiuntivi per 1000 pazienti che non hanno mai assunto una TOS per un periodo oltre i 5 annia Stima del rischio# Casi aggiuntivi per 1000 pazienti in trattamento con una TOS per un periodo oltre i 5 anni (95%CI)
TOS a base di soli estrogeni
50-65 9-12 1.2 1-2 (0 - 3)
TOS combinata a base di estrogeni-progestinici
50-65 9-12 1.7 6 (5 - 7)

# Stima generale del rischio. La stima del rischio non è costante ma può aumentare con l’aumento della durata dell’utilizzo.

Nota: Poiché l’incidenza di base del cancro mammario differisce da paese a paese all’interno della Comunità Europea, il numero dei casi aggiuntivi di cancro mammario può anche variare proporzionalmente.

a Tasso di incidenza di base preso dai paesi sviluppati

Studi WHI Americani - Rischio aggiuntivo di cancro mammario dopo 5 anni di terapia

Range di età (anni) Incidenza per 1000 pazienti nel braccio del placebo oltre 5 anni Stima del rischio e 95%CI Casi aggiuntivi per 1000 pazienti in trattamento con una TOS per un periodo oltre i 5 anni (95%CI)
ECE soli estrogeni
50-79 21 0.8 (0.7 - 1.0) -4 (-6 - 0)b
ECE+MAP estrogeni e progestinici+
50-79 17 1.2 (1.0 - 1.5) +4 (0 - 9)

+ Quando l’analisi è stata ristretta a donne che non hanno assunto una TOS prima dello studio, non c’è stato un aumento del rischio apparente durante i primi 5 anni di trattamento: dopo 5 anni è stato più elevato che nelle non utilizzatrici.

b Studio WHI in donne senza utero, che non hanno mai mostrato un aumento del rischio di cancro mammario.

Rischio di cancro endometriale

Donne con utero nel periodo post-menopausale:

Il rischio di cancro endometriale è circa di 5 donne su 1000 con utero che non utilizzano una TOS.

In donne con utero, l’utilizzo di una TOS a base di soli estrogeni non è raccomandato perché aumenta il rischio di cancro endometriale (vedi paragrafo 4.4). In relazione alla durata del trattamento a base di soli estrogeni e alla dose di estrogeni impiegata, l’aumento di rischio di cancro endometriale negli studi epidemiologici è variato tra 5 e 55 casi diagnosticati aggiuntivi ogni 1000 donne di età compresa tra i 50 e i 65 anni.

L’aggiunta di un progestinico ad una terapia a base di soli estrogeni per almeno 12 giorni per ciclo può prevenire l’aumento del rischio. Nello studio MWS l’utilizzo per 5 anni di una terapia combinata (sequenziale o continua) non aumenta il rischio di cancro endometriale (RR di 1.0 (0.8 - 1.2)).

Cancro ovarico:

L’uso a lungo termine di una TOS a base di soli estrogeni e una combinata a base di estrogeni-progestinici è stato associato ad un leggero aumento del rischio di cancro ovarico. Nello studio MWS di 5 anni di TOS è stato riportato 1 caso aggiuntivo su 2500 utilizzatrici.

Rischio di tromboembolismo venoso:

La TOS è associata ad un aumento da 1.3 a 3 volte maggiore del rischio di sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare. Questo tipo di evento si verifica maggiormente durante il primo anno di utilizzo di una TOS (vedi paragrafo 4.4). Di seguito i risultati degli studi WHI:

Studi WHI- Rischio aggiuntivo di TEV dopo oltre 5 anni di terapia

Range di età (anni) Incidenza per 1000 pazienti nel braccio del placebo oltre 5 anni Stima del rischio e 95%CI Casi aggiuntivi per 1000 pazienti in trattamento con una TOS
Terapia orale a base di soli estrogenic
50-59 7 1.2 (0.6 - 2.4) 1 (-3 - 10)
Terapia orale combinata a base di estrogeni-progestinici
50-59 4 2.3 (1.2 - 4.3) 5 (1 - 13)

c Studio in donne senza utero

Rischio di malattia coronarica:

Il rischio di malattia coronarica è leggermente aumentato nelle pazienti in trattamento con una TOS combinata a base di estrogeni-progestinici, con oltre 60 anni di età (vedi paragrafo 4.4).

Rischio di ictus ischemico:

L’uso di una terapia a base di soli estrogeni e quella a base di estrogeni-progestinici è associato ad un aumento relativo fino a 1.5 volte maggiore di rischio di ictus ischemico. Il rischio di ictus emorragico non è aumentato durante il trattamento con TOS.

Questo rischio relativo non è dipendente dall’età o dalla durata della terapia, ma visto che il rischio basale è fortemente età-dipendente, il rischio generale di ictus in donne che utilizzano una TOS può aumentare con l’età (vedi paragrafo 4.4).

Studi WHI combinati - Rischio aggiuntivo di ictus ischemicoddopo oltre 5 anni di terapia

Range di età (anni) Incidenza per 1000 pazienti nel braccio del placebo oltre 5 anni Stima del rischio e 95%CI Casi aggiuntivi per 1000 pazienti in trattamento con una TOS per un periodo oltre i 5 anni
50-59 8 1.3 (1.1 - 1.6) 3 (1 - 5)

d Non è stata fatta differenza tra ictus ischemico ed emorragico

Altre reazioni avverse sono state riportate in relazione al trattamento estroprogestinico:

Neoplasie benigne, maligne e di natura imprecisata.

Neoplasie estrogenodipendenti sia benigne sia maligne, ad es. cancro endometriale, cancro ovarico. Aumento delle dimensioni del meningioma.

Disturbi del sistema immunitario:

Lupus eritematoso sistemico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Ipertrigliceridemia.

Patologie del sistema nervoso:

Probabile demenza, esacerbazione di epilessia.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

Variazioni del seno fibrocistico.

Patologie vascolari:

Tromboembolismo arterioso.

Patologie gastrointestinali:

Pancreatite (in donne con ipertrigliceridemia pre-esistente).

Esami diagnostici:

Ormoni tiroidei totali aumentati.

Patologie renali e urinarie:

Incontinenza urinaria.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Femoston® L 1/10 non è indicato in gravidanza. Se si instaura una gravidanza durante la somministrazione di Femoston® L 1/10, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.

I risultati della maggior parte degli studi epidemiologici, relativi all’esposizione involontaria del feto agli estrogeni e progestinici, non indicano effetti teratogenici o fetotossici.

Non vi sono dati adeguati sull’uso di estradiolo/didrogesterone in donne in gravidanza.

Studi condotti su animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedi paragrafo 5.3). Il potenziale rischio per l’uomo non è noto.

Allattamento:

Femoston® L 1/10 non è indicato durante l’allattamento.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C.

Conservare nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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