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IMMUNOGLOBULINE

IGAMAD

IM 1SIR 1500UI/2ML

GRIFOLS ITALIA SpA

Descrizione prodotto

IGAMAD*IM 1SIR 1500UI/2ML

Principio attivo

IMMUNOGLOBULINA UMANA RH0

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

IMMUNOGLOBULINE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

57.95


Codice ATC livello 5:
J06BB01

Codice AIC:
33867021


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

La somministrazione di Igamad è indicata per:

Profilassi dell’immunizzazione Rh(D) in donne Rh(D) negative

Gravidanza/parto di un bambino Rh(D) positivo.

Aborto/minaccia di aborto, gravidanza ectopica o mole idatiforme.

Emorragia transplacentare (TPH) derivante da emorragia preparto (APH), amniocentesi, biopsia coriale o procedure di manipolazione ostetrica (ad esempio: posizionamento cefalico esterno o trauma addominale).

Trattamento di soggetti Rh(D) negativi dopo trasfusioni incompatibili di sangue o di altri prodotti contenenti eritrociti Rh(D) positivi.

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Composizione

Principio attivo: Immunoglobulina umana anti-D (Rh) 1500 U.I. (300 mcg )

(Proteine umane 320 mg)

(Percentuale di immunoglobulina umana ≥ 95% Ig)

Per gli eccipienti, vedere il punto 6.1.

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Eccipienti

Glicina 45 mg,

sodio Cloruro 6 mg,

acqua p.p.i. q.b.a 2 ml.

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.

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Posologia

In gravidanza, parti ed interventi ginecologici:

profilassi postparto:

1000 - 1500 U.I. (200 - 300 mcg ) sono raccomandate come dose standard ottimale, senza aver effettuato il test di Kleihauer-Betke (determinazione di emazie con emoglobina fetale).

L’iniezione alla madre deve essere praticata quanto prima possibile dopo la nascita e sempre non più tardi di 72 ore dal parto.

Se c'è il sospetto di una copiosa emorragia feto-materna, questa deve essere quantificata con un metodo adeguato e si devono somministrare dosi supplementari di anti-D, come indicato.

profilassi preparto e postparto:

1000 - 1500 U.I. (200 - 300 mcg ) alla ventottesima settimana di gravidanza; in alcuni casi è giustificato iniziare prima la profilassi.

Una dose ulteriore di 1000 - 1500 U.I. (200 - 300 mcg ) deve essere somministrata entro 72 ore dopo la nascita se il neonato è Rh(D) positivo.

Se c'è il sospetto di una copiosa emorragia feto-materna, questa deve essere quantificata con un metodo adeguato e si devono somministrare dosi supplementari di anti-D, come indicato.

dopo interruzione di gravidanza, gravidanza extrauterina o mole idatiforme:

prima della dodicesima settimana di gravidanza:

600 - 750 U.I. (120 - 150 mcg ), se possibile entro 72 ore dall’evento;

dopo la dodicesima settimana di gravidanza:

1250 - 1500 U.I. (250 - 300 mcg ), se possibile entro 72 ore dall’evento;

dopo amniocentesi o biopsia coriale:

1250 - 1500 U.I. (250 - 300 mcg ), se possibile entro 72 ore dall’evento.

Dopo trasfusione di sangue Rh-incompatibile:

Ogni 10 ml di sangue trasfuso, somministrare da 500 U.I. a 1250 U.I.

(100 - 250 mcg ) per un periodo di alcuni giorni.

Modo di somministrazione:

Iniezione lenta per via intramuscolare.

In caso di disordini della coagulazione, quando sono controindicate iniezioni intramuscolari, l’immunoglobulina umana anti-D (Rh) può essere somministrata per via sottocutanea. Dopo l’iniezione deve essere applicata un’accurata pressione manuale mediante una compressa di garza nel sito di iniezione.

Se sono richieste alte dosi totali (> 5 ml) è opportuno somministrarle in dosi frazionate e in differenti siti anatomici.

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Avvertenze e precauzioni

Non somministrare il prodotto per via endovenosa (rischio di shock).

Le iniezioni devono essere fatte per via intramuscolare, avendo cura di aspirare con la siringa prima dell’iniezione, per essere certi che l’ago non sia dentro un vaso sanguigno.

Nel caso di uso postparto, il prodotto deve essere somministrato alla madre. Non somministrare al neonato.

Il prodotto non deve essere somministrato a soggetti Rh(D) positivi.

I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Se compaiono dei sintomi di reazioni di tipo allergico od anafilattico, sospendere immediatamente la somministrazione.

Vere reazioni allergiche all’immunoglobulina umana anti-D (Rh) sono rare, ma risposte di tipo allergico possono manifestarsi. I pazienti devono essere informati dei primi segni delle reazioni di ipersensibilizzazione, inclusi orticaria, orticaria diffusa, costrizione al torace, sibilo, ipotensione e anafilassi.

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Interazioni

Il trattamento richiesto dipende dalla natura e gravità dell'effetto collaterale.

In caso di shock, si devono seguire le linee guida correnti per il trattamento dello shock.

Igamad contiene una piccola quantità di IgA. Sebbene l'immunoglobulina umana anti-D (Rh) sia stata usata con successo nel trattamento di soggetti deficitari di IgA, il medico deve valutare il beneficio verso i potenziali rischi di reazioni d'ipersensibilità. Soggetti con deficit di IgA, dopo somministrazione di emoderivati contenenti IgA, possono sviluppare anticorpi contro le IgA e reazioni anafilattiche.

Quando vengono somministrati farmaci preparati a partire da sangue o plasma umani, non si può escludere in maniera assoluta la possibilità d'insorgenza di malattie infettive dovuta alla trasmissione di agenti infettivi. Ciò vale anche per patogeni di natura sconosciuta.

Il rischio di trasmissione di agenti infettivi viene comunque ridotto tramite:  

Selezione dei donatori con intervista medica e screening delle singole donazioni e dei plasma pool, per HBsAg e anticorpi di HIV e HCV.

  Analisi sui pool di plasma per la ricerca dell’RNA di HCV.

  Procedure d'inattivazione/rimozione virale inclusi nel processo di produzione, convalidati usando virus modello. Tali processi sono considerati efficaci per HIV, HCV, HBV e HAV.

Le procedure d'inattivazione/rimozione virale possono essere di valore limitato contro virus senza involucro lipidico, come il parvovirus B19 ed altri agenti infettivi trasmissibili.

Riduzione della carica virale:

Virus modello HIV Herpes Bovino tipo 1 Diarrea Virale Bovina Encefalomiocardite
Virus bersaglio HIV Epatite B Herpes Epatite C Epatite A
virus con involucro lipidico virus senza involucro lipidico
Precipitazione Frazione III: fattore di riduzione (Log 10) ≥ 4,7 + 0,2 ≥ 6,6 + 0,3 4,0 + 0,3 3,5 + 0,2
PASTORIZZAZIONE: fattore di riduzione (Log 10 ) ≥ 5,0 + 0,3 ≥ 6,5 + 0,2 4,7 + 0,3 4,3 + 0,4
Fattore di riduzione TOTALE (Log 10 ) 9,7 13,1 8,7 7,8

Nell'interesse dei pazienti, ogni volta che Igamad viene somministrato, si raccomanda di registrarne il nome ed il numero di lotto, se possibile.

L'immunizzazione attiva tramite vaccini con virus vivi attenuati (ad esempio: morbillo, parotite, rosolia) deve essere posposta 3 mesi dopo l'ultima somministrazione di immunoglobulina umana anti-D (Rh), dato che l'efficacia del vaccino con virus vivo attenuato può essere diminuita.

Se è necessario somministrare immunoglobulina umana anti-D (Rh) entro 2-4 settimane da una vaccinazione con virus vivo attenuato, l'efficacia di tale vaccinazione può essere diminuita.

Dopo somministrazione di immunoglobuline, l’aumento transitorio di vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue dei pazienti può dare origine ad un risultato positivo errato nei test sierologici.

I risultati dei test di tipizzazione ematica ed anticorpali, inclusi il test di Coombs o antiglobulinico, vengono significativamente alterati dalla somministrazione di immunoglobulina umana anti-D (Rh).

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Effetti indesiderati

Dolore ed ipersensibilità locale si possono osservare nel sito di iniezione; ciò può essere evitato suddividendo le dosi più elevate in diversi siti d’iniezione.

Occasionalmente si può verificare febbre, malessere, mal di testa, reazioni cutanee e brividi. In rari casi sono stati riportati: nausea, vomito, ipotensione, tachicardia e reazioni di tipo allergico od anafilattico, incluso dispnea e shock, anche quando il paziente non aveva mostrato ipersensibilità alla somministrazione precedente.

Per informazioni sulla sicurezza virale, vedere la sezione 4.4.

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Gravidanza e allattamento

Igamad è usato in gravidanza.

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Conservazione

Conservare a temperatura compresa tra 2 e 8 °C.

Non congelare.

Non usare dopo la data di scadenza.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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