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ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

TRIAPIN

28CPR RIV 5MG+5MG

SANOFI-AVENTIS SpA

Descrizione prodotto

TRIAPIN*28CPR RIV 5MG+5MG

Principio attivo

FELODIPINA/RAMIPRIL

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

6.39


Codice ATC livello 5:
C09BB05

Codice AIC:
34095048


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale. La combinazione fissa di TRIAPIN è indicata in pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata da felodipina o da ramipril assunti singolarmente.

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Composizione

Ciascuna compressa contiene 5 mg di ramipril e 5 mg di felodipina.

Ciascuna compressa contiene 51,5 mg di lattosio anidro.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina

Iprolosa

Ipromellosa

Ossidi di ferro E172

Lattosio anidro

Macrogol 6000

Macrogolglicerol idrossistearato

Amido di mais

Paraffina

Propilgallato

Silicato sodico di alluminio

Sodio stearilfumarato

Titanio diossido E171

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Controindicazioni

TRIAPIN non deve essere somministrato:

•   a pazienti con ipersensibilità a felodipina (o ad altre diidropiridine), a ramipril, ad altri ACE inibitori o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;

•   a pazienti con anamnesi di angioedema;

•   in condizioni emodinamicamente instabili: shock cardiovascolare, insufficienza cardiaca non trattata, infarto miocardico acuto, angina pectoris instabile, ictus;

•   in pazienti con blocco AV di II o III grado;

•   in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica;

•   in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min) ed in pazienti in dialisi;

•   durante la gravidanza;

•   durante l’allattamento

•   in associazione con medicinali contenenti aliskiren in pazienti affetti da diabete o con compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina < 60 ml/min).

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Posologia

Posologia

Uso negli adulti, inclusi gli anziani

Una compressa di TRIAPIN una volta al giorno, che è peraltro la dose massima giornaliera.

Popolazioni speciali

Uso in pazienti con insufficienza epatica

Vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

Uso in pazienti con insufficienza renale o pazienti già in trattamento con diuretici

Vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

Può essere raccomandata una titolazione individuale della dose dei singoli componenti e, se clinicamente appropriato, si può prendere in considerazione un passaggio diretto dalla monoterapia alla combinazione fissa.

Popolazione pediatrica

L’uso di TRIAPIN non è raccomandato nei bambini per la mancanza di dati.

Modo di somministrazione

Le compresse di TRIAPIN devono essere ingerite intere con una sufficiente quantità di liquido. Le compresse non devono essere spezzate, frantumate o masticate.

Le compresse possono essere assunte senza cibo o dopo un pasto leggero non ricco di grassi o di carboidrati.

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Avvertenze e precauzioni

Angioedema

L’angioedema che si verifica durante il trattamento con un ACE inibitore richiede l’immediata sospensione del medicinale. L’angioedema può coinvolgere lingua, glottide o laringe e in tal caso possono essere necessarie misure di emergenza.

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori è stato riportato angioedema al volto, estremità, labbra, lingua, glottide o laringe. Deve essere instaurata una terapia di emergenza che includa, senza escludere altre eventuali terapie, un’immediata somministrazione sottocutanea di adrenalina in soluzione 1:1000 (da 0,3 a 0,5 ml) o la somministrazione endovenosa lenta di adrenalina 1 mg/ml (osservare le istruzioni sulla diluizione) con controllo dell’elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. Il paziente deve essere ricoverato e tenuto in osservazione per almeno 12 - 24 ore e non deve essere dimesso fino alla completa risoluzione dei sintomi.

Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori è stato riportato angioedema intestinale. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era storia pregressa di angioedema facciale e i livelli di esterasi-C1 erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato con tecniche quali TAC addominale o ecografia, o all’intervento chirurgico, e i sintomi si sono risolti dopo l’interruzione dell’ACE-inibitore. L’angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale di pazienti trattati con ACE-inibitori che presentano dolore addominale.

Rispetto ai pazienti non neri è stata riportata una più alta incidenza di angioedema nei pazienti neri trattati con ACE inibitori.

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) con medicinali contenenti aliskiren

Il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone, derivante dall’associazione di Triapin con aliskiren non è raccomandato poiché esiste un aumentato rischio di ipotensione, iperkaliemia e compromissione della funzione renale.

L’uso di Triapin in associazione con aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o con compromissione renale (clearance della creatinina <60 ml/min) (vedere paragrafo 4.3).

Funzionalità renale

La funzionalità renale deve essere controllata, in particolare durante le prime settimane di trattamento con ACE inibitori. Particolare attenzione deve essere riservata a quei pazienti con attivazione del sistema renina-angiotensina.

Per i pazienti con compromissione della funzionalità renale di lieve/moderata gravità (clearance della creatininina 20-60 ml/min) e per i pazienti già in trattamento con diuretici: si veda il dosaggio dei rispettivi monocomponenti.

Monitoraggio elettrolitico: iperkaliemia

In alcuni pazienti in terapia con ACE-inibitori, compreso ramipril, sono state osservate elevate concentrazioni sieriche di potassio. Pazienti a rischio per lo sviluppo di iperkaliemia comprendono quelli con insufficienza renale, diabete mellito, o quelli che assumono diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; o pazienti in terapia con altri medicinali associati a aumenti del potassio sierico (ad esempio eparina). Se si ritiene necessario l’uso concomitante dei prodotti sopra menzionati, si raccomanda di monitorare regolarmente la concentrazione sierica di potassio.

Monitoraggio elettrolitico: iponatriemia

Sindrome da inappropriata secrezione di ormone anti-diuretico (SIADH) e conseguente iponatriemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ramipril. Si raccomanda che i livelli sierici di sodio siano regolarmente monitorati nei pazienti anziani e in altri pazienti a rischio di iponatriemia.

Proteinuria

Si può verificare in particolare nei pazienti con preesistente insufficienza renale o in trattamento con dosi relativamente alte di ACE inibitori.

Ipertensione renovascolare/stenosi dell’arteria renale

Nei pazienti con ipertensione renovascolare e preesistente stenosi bilaterale dell’arteria renale, o stenosi unilaterale dell’arteria renale in pazienti con un solo rene, trattati con ACE inibitori, aumenta il rischio di grave ipotensione e di insufficienza renale. La perdita della funzionalità renale può verificarsi con solo lievi variazioni nei livelli di creatinina anche in pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale.

Non c’è alcuna esperienza sulla somministrazione di TRIAPIN in pazienti che hanno subito di recente un trapianto renale.

Insufficienza epatica

Raramente gli ACE inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con un ittero colestatico e progredisce a necrosi epatica fulminante e (talvolta) a morte. Il meccanismo di questa sindrome non è noto. I pazienti in trattamento con ACE inibitori che sviluppano ittero o un significativo innalzamento degli enzimi epatici devono interrompere il trattamento con ACE inibitori e ricevere un appropriato trattamento medico.

Pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata: per il dosaggio vedere i rispettivi monoprodotti.

Chirurgia/anestesia

Può manifestarsi ipotensione nei pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore o durante il trattamento con agenti anestetici che notoriamente riducono la pressione sanguigna. Se si manifesta ipotensione, può essere corretta mediante espansione del volume plasmatico.

Stenosi aortica/cardiomiopatia ipertrofica

Gli ACE inibitori devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con impedimenti emodinamicamente rilevanti della funzione ventricolare sinistra o dello svuotamento del ventricolo (es. stenosi della valvola aortica o mitrale, cardiomiopatia ostruttiva). La fase iniziale del trattamento richiede uno speciale controllo medico.

Ipotensione sintomatica

In alcuni pazienti, dopo la prima dose, si può riscontrare ipotensione sintomatica, ciò avviene principalmente nei pazienti con insufficienza cardiaca (con o senza insufficienza renale) trattati con alte dosi di diuretici dell’ansa, in situazioni di iposodiemia o di ridotta funzionalità renale. A tali pazienti deve essere somministrato TRIAPIN solamente dopo appropriate valutazioni e dopo che le dosi dei singoli componenti siano state aumentate gradualmente. TRIAPIN deve essere somministrato unicamente se il paziente è emodinamicamente stabile (vedere paragrafo 4.3). Si può verificare ipotensione in pazienti ipertesi senza insufficienza cardiaca e renale, particolarmente in quelli con ipovolemia da terapia diuretica, regime iposodico, diarrea o vomito.

I pazienti che sono particolarmente a rischio di eccessiva riduzione della pressione arteriosa (pazienti con insufficienza coronarica o cerebrovascolare) devono essere trattati con ramipril e felodipina in associazione libera. Se si raggiunge un controllo della pressione arteriosa stabile e soddisfacente con le dosi di ramipril e felodipina contenute in TRIAPIN, il paziente può passare all’associazione fissa. In alcuni casi felodipina può causare ipotensione con tachicardia, che possono aggravare una concomitante angina pectoris.

Neutropenia/Agranulocitosi

TRIAPIN può causare agranulocitosi e neutropenia. Questi effetti indesiderati sono stati osservati anche con altri ACE inibitori, raramente in pazienti senza complicanze, ma più frequentemente in pazienti con insufficienza renale, specialmente quando associata a collagenopatia vascolare (lupus eritematoso sistemico, sclerodermia) e in terapia con agenti immunosoppressori. Nei pazienti con collagenopatia vascolare si deve monitorare la conta dei globuli bianchi, specialmente se la malattia è associata ad alterata funzionalità renale. La neutropenia e l’agranulocitosi sono reversibili dopo interruzione del trattamento con ACE inibitori. Se nel corso della terapia con TRIAPIN dovessero comparire sintomi quali febbre, ingrossamento dei linfonodi, e/o infiammazione della gola, va consultato il medico e va verificata immediatamente la conta dei globuli bianchi.

Tosse

Durante il trattamento con ACE-inibitori può manifestarsi tosse secca che scompare dopo l’interruzione del trattamento.

Trattamento concomitante con ACE-inibitori e antidiabetici

Il trattamento concomitante con ACE-inibitori e antidiabetici (insulina ed ipoglicemizzanti orali) può aumentare l’effetto ipoglicemico con rischio di ipoglicemia. Tale effetto può essere particolarmente pronunciato all’inizio del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale.

La felodipina viene metabolizzata dal CYP3A4. Pertanto deve essere evitata l’associazione con prodotti medicinali che sono potenti inibitori o induttori di CYP3A4. Per la stessa ragione, la concomitante assunzione di succo di pompelmo deve essere evitata (vedere paragrafo 4.5).

Litio

La combinazione di litio e ACE-inibitori non è raccomandata. (vedere paragrafo 4.5).

LDL-aferesi

Deve essere evitato l’uso concomitante di ACE-inibitori e di trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici a carica negativa poichè ciò può provocare gravi reazioni anafilattoidi. Tali trattamenti extracorporei includono dialisi o emofiltrazione con talune membrane ad alto flusso (ad es. poliacrilonitrile) e aferesi delle lipoproteine a bassa densità con destrano-solfato.

Terapia desensibilizzante

Aumentata probabilità e maggior gravità delle reazioni anafilattiche e anafilattoidi al veleno degli insetti (ad es. api e vespe) come per gli altri ACE-inibitori.

Differenze etniche

Come con altri ACE-inibitori, ramipril è apparentemente meno efficace nel ridurre la pressione sanguigna in pazienti neri rispetto a pazienti non neri, probabilmente a causa di una più alta prevalenza di stati di bassa renina nella popolazione nera ipertesa.

Bambini, pazienti con clearance della creatinina < 20 ml/min, e pazienti in dialisi

Non c’è alcuna esperienza. TRIAPIN non deve essere somministrato a questi gruppi di pazienti.

Lattosio

Questo prodotto contiene lattosio. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Associazioni controindicate

Medicinali contenenti aliskiren: l’associazione di Triapin con medicinali contenenti aliskiren è controindicata in pazienti affetti da diabete mellito o con compromissione renale da moderata a grave e non è raccomandata negli altri pazienti (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Associazioni non raccomandate

Sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio: si può verificare aumento della potassiemia. Il trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassio (es.spironolattone, triamterene o amiloride) o sali di potassio richiedono un attento monitoraggio del potassio sierico.

La felodipina è un substrato di CYP3A4. I medicinali che inducono o inibiscono il CYP3A4 hanno grande influenza sulle concentrazioni plasmatiche di felodipina.

I medicinali che aumentano il metabolismo della felodipina attraverso l’induzione del citocromo P450 3A4 comprendono carbamazepina, fenitoina, fenobarbitale e rifampicina come pure l’iperico (Hypericum perforatum). Durante la somministrazione concomitante di felodipina con carbamazepina, fenitoina e fenobarbitale, la AUC diminuisce del 93% e la Cmax dell’82%. Ci si aspetta un effetto simile con l’iperico. Deve essere evitata la combinazione con induttori di CYP3A4.

Tra i potenti inibitori del citocromo P450 3A4 si includono gli antimicotici azolici, i macrolidi, la telitromicina e gli inibitori delle proteasi HIV. Durante la somministrazione concomitante di felodipina con itraconazolo, la Cmax è aumentata di 8 volte e l’AUC di 6 volte. Durante la somministrazione concomitante di felodipina con eritromicina, la Cmax e l’AUC sono aumentate approssimativamente di 2,5 volte.

Deve essere evitata la combinazione con potenti inibitori di CYP3A4.

Il succo di pompelmo inibisce il citocromo P450 3A4. La somministrazione concomitante di felodipina con succo di pompelmo ne aumenta la Cmax e l’AUC di circa 2 volte. Tale combinazione deve essere evitata.

Associazioni da considerare con particolare cautela

Litio: gli ACE inibitori possono ridurre l’escrezione di litio causando tossicità da litio. I livelli di litio devono essere controllati.

Agenti antipertensivi e altre sostanze con potenziale effetto ipotensivo (es.nitrati, antipsicotici, narcotici, anestetici): l’effetto antipertensivo di TRIAPIN può essere potenziato.

Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altri farmaci che possono alterare il quadro ematico: possono aumentare la probabilità di reazioni ematologiche.

Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS): possono determinare una riduzione dell’effetto di ramipril. Inoltre, il trattamento concomitante con gli ACE-inibitori e tali medicinali può aumentare il rischio di peggioramento della funzionalità renale e un aumento della potassiemia.

Farmaci simpaticomimetici: questi farmaci possono ridurre l’effetto antipertensivo di TRIAPIN. Si raccomanda un particolare e attento monitoraggio della pressione arteriosa.

Insulina, metformina, sulfoniluree: il concomitante trattamento con ACE-inibitori e farmaci antidiabetici può causare un pronunciato effetto ipoglicemico con rischio di ipoglicemia. Questo effetto è più pronunciato all’inizio del trattamento.

Teofillina: il trattamento concomitante di felodipina e teofillina orale riduce l’assorbimento di teofillina di circa il 20%. Questo è probabilmente un effetto clinicamente di minor importanza.

Tacrolimus: la felodipina può aumentare la concentrazione di tacrolimus. Quando usati insieme, la concentrazione sierica di tacrolimus deve essere monitorata e il dosaggio di tacrolimus può richiedere un adeguamento.

Eparina: possibile aumento della potassiemia.

Sale: un aumento dell’apporto salino con la dieta può attenuare l’effetto antipertensivo di TRIAPIN.

Alcool: aumenta la vasodilatazione. Può aumentare l’effetto antipertensivo di TRIAPIN.

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Effetti indesiderati

Le frequenze utilizzate nelle tabelle di questo paragrafo sono:

molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

I seguenti effetti indesiderati possono essere riscontrati durante il trattamento con felodipina:

Frequenze / Organo o sistema Comune Non comune Raro Molto raro
Disturbi del sistema immunitario       Reazioni di ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione       Iperglicemia
Disturbi psichiatrici     Impotenza/ disfunzioni sessuali  
Patologie del sistema nervoso Cefalea Capogiri, parestesie Sincope  
Patologie cardiache   Tachicardia, palpitazioni    
Patologie vascolari Vampate, edema periferico     Vasculite leucocitoclastica
Patologie gastrointestinali   Nausea, dolori addominali Vomito Iperplasia gengivale, gengivite
Patologie epatobiliari       Aumento degli enzimi epatici
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Rash, prurito Orticaria Reazioni di fotosensibilità, angioedema
Patologie del sistema muscolosceletrico e del tessuto connettivo     Artralgia, mialgia  
Patologie renali e urinarie       Pollachiuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Affaticamento   Febbre

I seguenti effetti indesiderati possono essere riscontrati durante il trattamento con ramipril:

Frequenze / Organo o sistema Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico   Eosinofilia Diminuzione del numero dei globuli bianchi (compresa neutropenia o agranulocitosi), diminuzione del numero dei globuli rossi, diminuzione dell’emoglobina, diminuzione del numero delle piastrine.   Insufficienza midollare pancitopenia, anemia emolitica.
Disturbi del sistema immunitario         Reazioni anafilattiche o anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Aumento del potassio sierico Anoressia, diminuzione dell’appetito     Diminuzione del sodio sierico
Disturbi psichiatrici   Umore depresso, ansia, nervosismo, agitazione, disturbi del sonno inclusa sonnolenza Stato confusionale   Disturbi dell’attenzione
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri Vertigine, parestesia, ageusia, disgeusia Tremori, disordini dell’equilibrio   Ischemia cerebrale, compresi ictus ischemico e attacco ischemico transitorio, alterazioni delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia.
Patologie dell’occhio   Disturbi della vista inclusa visione offuscata Congiuntivite    
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Disturbi uditivi, tinnito    
Patologie cardiache   Ischemia miocardica compresa angina pectoris o infarto miocardico, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico      
Patologie vascolari Ipotensione, diminuzione della pressione ortostatica, sincope Vampate Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite   Fenomeno di Raynaud
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea. Broncospasmo incluso peggioramento dell’asma, congestione nasale.      
Patologie gastrointestinali Infiammazione gastrointestinale, disturbi della digestione, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea, vomito. Pancreatite (con gli ACE inibitori sono stati riportati molto eccezionalmente casi ad esito fatale), aumento dei livelli degli enzimi pancreatici, angioedema del piccolo intestino, dolore nella parte superiore dell’addome inclusa gastrite, stipsi, bocca secca Glossiti   Stomatite aftosa
Patologie epatobiliari   Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata Ittero colestatico, danno epatocellulare   Insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica (molto eccezionalmente è stato riportato esito fatale)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea in particolare maculopapulare Angioedema: (molto eccezionalmente l’ostruzione delle vie aeree in seguito ad angioedema può avere esito fatale); prurito, iperidrosi Dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi. Reazioni di foto-sensibilità Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, psoriasi aggravata, dermatite psoriasiforme, esantema o enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Spasmi muscolari, mialgia Artralgia      
Patologie endocrine         Sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH)
Patologie renali e urinarie   Danno renale inclusa insufficienza renale acuta, aumento della minzione, peggioramento di una proteinuria pre-esistente, aumento dei livelli sierici di urea, aumento dei livelli sierici di creatinina.      
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Impotenza erettile transitoria, riduzione della libido     Ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolore toracico, affaticamento Piressia Astenia    

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

TRIAPIN è controindicato (vedere paragrafo 4.3) in gravidanza.

I calcio-antagonisti possono inibire le contrazioni uterine durante il parto. Non è ancora stato stabilito se il prodotto prolunghi il travaglio a fine gravidanza. Può verificarsi il rischio di ipossia fetale in caso di ipotensione materna e di ridotta perfusione dell’utero, dovuta a ridistribuzione del flusso ematico attraverso la vasodilatazione periferica. Negli animali da esperimento, i calcio-antagonisti hanno causato embriotossicità e/o effetti teratogeni, in particolare malformazioni scheletriche distali in diverse specie animali.

Non sono stati condotti studi appropriati e ben controllati nell’essere umano con ramipril. Gli ACE inibitori attraversano la barriera placentare e possono causare morbilità e mortalità fetale e neonatale quando vengono somministrati in gravidanza.

L’esposizione fetale agli ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre è stata associata ad ipotensione neonatale, insufficienza renale, deformità facciale o del cranio e/o morte. È stato anche riportato oligoidramnios materno che riflette una ridotta funzionalità renale nel feto. Sono stati riportati in associazione ad oligoidramnios contratture degli arti, deformità craniofacciali, sviluppo di ipoplasia polmonare e ritardo della crescita intrauterina. Sono stati anche riportati ritardo della crescita intrauterina, prematurità, persistenza del dotto arterioso e morte fetale, ma non è chiaro se siano in relazione agli ACE inibitori o a concomitanti malattie materne. Non è risaputo se l’esposizione al farmaco nel primo trimestre può avere effetti fetali avversi.

Allattamento

Negli animali ramipril viene escreto nel latte. Non sono disponibili informazioni circa l’escrezione di ramipril nel latte umano. Felodipina è escreta nel latte umano.

Le donne non devono allattare al seno durante il trattamento con TRIAPIN (vedere il paragrafo 4.3).

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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