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ANTIARITMICI, CLASSE I E III

PROPAFENONE RATIO

30CPR 150MG

RATIOPHARM ITALIA Srl

Descrizione prodotto

PROPAFENONE RATIO*30CPR 150MG

Principio attivo

PROPAFENONE CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIARITMICI, CLASSE I E III

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

3.54


Codice ATC livello 5:
C01BC03

Codice AIC:
34123012


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Prevenzione e trattamento di tachicardie e tachiaritmie ventricolari e sopraventricolari, compresa la sindrome di W.P.W., quando associate a sintomi disabilitanti.

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Composizione

Una compressa rivestita con film di 150 mg contiene:

Principio attivo:

Propafenone Cloridrato: 150 mg

(equivalente a propafenone base 135,552 mg)

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Amido di mais, Copovidone, Croscarmellosa Sodica, Magnesio Stearato, Silice colloidale, Ipromellosa, Titanio Biossido, Polietilenglicole 6000

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza cardiaca manifesta, shock cardiogeno (ad eccezione di quello provocato da aritmia), grave bradicardia, nei primi tre mesi dopo un infarto del miocardio o in caso di compromissione della funzione cardiaca (volume di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 35%), oltre che in pazienti affetti da aritmie ventricolari che possono metterne in pericolo la vita, gravi disturbi preesistenti della conduzione dell’eccitamento a livello senoatriale, atrioventricolare ed intraventricolare, malattia del nodo del seno atriale (sindrome bradicardia – tachicardia), blocco di branca (senza impianto di pacemaker), sindrome del nodo del seno (senza impianto di pacemaker), disturbi manifesti del bilancio elettrolitico (es. compromissione del metabolismo del potassio), gravi pneumopatie ostruttive, marcata ipotensione, miastenia grave, accertata ipersensibilità verso i componenti del farmaco o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Generalmente controindicato in gravidanza (Vedere paragrafo 4.6).

Controindicato durante l’allattamento.

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Posologia

Per il trattamento iniziale e quello di mantenimento, la dose giornaliera consigliata è di 450 – 600 mg (una compressa da 150 mg, tre o quattro volte al giorno).

Occasionalmente può essere necessario un aumento della dose giornaliera fino a 900 mg (due compresse da 150 mg tre volte al giorno).

Questa dose giornaliera può essere superata solamente in casi eccezionali sotto stretto controllo cardiologico.

Questi dosaggi si riferiscono a pazienti con peso corporeo di circa 70 Kg. Le dosi giornaliere dovranno essere ridotte proporzionalmente per pazienti con peso corporeo inferiore.

La dose individuale di mantenimento dovrà essere determinata sotto controllo specialistico cardiologico comprendente ripetute valutazioni elettrocardiografiche e rilievi della pressione arteriosa (fase di aggiustamento posologico).

Se la durata dell’intervallo QRS è prolungata di oltre il 20% o l’intervallo QT corretto per la frequenza è prolungato oppure in caso di blocco AV di 2° o 3° grado, la dose dovrà essere ridotta o sospesa fino alla normalizzazione del tracciato elettrocardiografico.

In pazienti anziani o in pazienti con significativa compromissione della funzione ventricolare sinistra (LVEF < 35%) o una malattia strutturale miocardica, la dose di Propafenone compresse, così come per altri farmaci antiaritmici, dovrà essere aumentata gradualmente ponendo speciale controllo durante la fase iniziale del trattamento. In pazienti con compromissione della funzionalità epatica e/o renale, le usuali dosi terapeutiche possono portare ad accumulo. Tali soggetti possono comunque essere controllati in maniera soddisfacente con Propafenone-ratiopharm 150 mg compresse rivestite con film con un monitoraggio ECG e la determinazione della concentrazione plasmatica di propafenone.

Per via del loro sapore amaro e per via dell’effetto anestetizzante locale del principio attivo, le compresse devono essere inghiottite intere, non succhiate o masticate con sufficiente liquido (es. un bicchiere di acqua), a stomaco pieno.

Propafenone-ratiopharm è indicato per la terapia orale di mantenimento e per la prevenzione di recidive.

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Avvertenze e precauzioni

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

In pazienti anziani e pazienti con grave danno miocardico, il dosaggio deve essere particolarmente prudente e graduale durante la fase di titolazione. Nel trattamento della fibrillazione atriale parossistica, nel passaggio da fibrillazione atriale a flutter atriale, si può verificare lo sviluppo di una conduzione al ventricolo di 2:1 o 1:1, con una consequenziale frequenza ventricolare molto rapida (es. ≥180 battiti per minuto). La frequenza e la soglia di sensibilità dei pace-makers possono subire alterazioni durante la terapia con Propafenone. Perciò il funzionamento dei pace-makers dovrà essere opportunamente modificato e controllato di conseguenza.

In caso di pregresso infarto miocardico, l’uso di Propafenone deve essere limitato al trattamento delle aritmie ventricolari che mettono in pericolo la vita del paziente.

In pazienti che presentano una alterata funzionalità epatica o renale, può verificarsi accumulo di farmaco con la somministrazione di dosi terapeutiche di Propafenone. Tuttavia, sotto costante controllo elettrocardiografico, questi pazienti possono essere trattati con Propafenone a dosi ridotte.

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Interazioni

In caso di impiego contemporaneo di anestetici locali (per esempio durante l’impianto di pace-makers, interventi chirurgici od odontoiatrici) nonché di altri farmaci che determinano un effetto inibitorio sulla frequenza cardiaca e/o sulla contrattilità (per esempio beta-bloccanti, antidepressivi triciclici) deve essere tenuta in considerazione la possibilità di un potenziamento dell’effetto di Propafenone.

Sono stati riscontrati aumenti dei livelli plasmatici di propanololo, metoprololo, desipramina, ciclosporina e digossina a seguito della somministrazione contemporanea di questi farmaci con Propafenone.

In un caso, in seguito alla somministrazione addizionale di propafenone cloridrato la concentrazione plasmatica di teofillina è raddoppiata.

Ad ogni segno di sovradosaggio delle rispettive sostanze, devono essere determinate le appropriate concentrazioni plasmatiche e deve essere eseguita una riduzione della dose se necessario.

Un aumento della concentrazione plasmatica di Propafenone è stata riscontrata durante trattamento simultaneo con principi attivi che ne inibiscono il metabolismo bloccando gli isoenzimi CYP2D6, CYP1A2, CYP3A4 es. cimetidina, chinidina o chetoconazolo, eritromicina e succo di pompelmo.

La somministrazione concomitante di propafenone cloridrato e fenobarbital o rifampicina può attenuare l'attività antiaritmica di propafenone cloridrato, a causa di una riduzione della concentrazione plasmatica di propafenone cloridrato.

Gli anticoagulanti orali (es. fenprocumone, warfarin) possono interagire con Propafenone, con conseguente potenziamento dell’effetto anticoagulante.

Si raccomanda quindi di controllare accuratamente i parametri della coagulazione di quei pazienti trattati contemporaneamente con anticoagulanti orali e Propafenone.

Il propafenone è controindicato in co-somministrazione a 800-1200 mg/die di ritonavir per il potenziale aumento delle concentrazioni plasmatiche.

La terapia di combinazione di amiodarone e propafenone può avere effetti sulla conduzione e sulla ripolarizzazione cardiaca e condurre ad anomalie potenzialmente proaritmiche. Possono essere richiesti degli aggiustamenti posologici per entrambi i composti sulla base della risposta terapeutica.

L’uso concomitante del propafenone e della lidocaina non hanno eidenziato effetti sulla farmacocinetica. Tuttavia, la cosomministrazione del propafenone e della lidocaina in infusione endovenosa ha riportato un aumento del rischio di eventi avversi sul sistema nervoso centrale.

Il fenobarbital è conosciuto come un induttore della CYP3A4. Si richiede un attento monitoraggio della risposta alla terapia con propafenone durante la cosomministrazione con fenobarbital.

La somministrazione contemporanea di propafenone cloridrato e fluoxetina nei soggetti con estesa metabolizzazione incrementa i valori di Cmax e AUC del S propafenone del 39 e 50% e di Cmax ed AUC del R propafenone del 71 e 50% rispettivamente.

L'uso concomitante con paroxetina può provocare un aumento del livello plasmatico di propafenone.

Basse dosi di propafenone possono essere sufficienti per provocare la risposta terapeutica desiderata.

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Effetti indesiderati

Effetti indesiderati

Per la valutazione degli effetti indesiderati sono utilizzate le seguenti categorie di frequenza:

Molto comune ≥ 10%

Comune ≥ 1.0 - <10%

Non comune (≥ 1/1.000, <1/100)

Raro ≥0.01 - <0.1%

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: leucocitopenia, granulocitopenia o trombocitopenia che sono reversibili dopo interruzione della terapia con propafenone cloridrato. Agranulocitosi.

Disturbi del sistema immunitario.

Raro: aumento degli anticorpi antinucleo.

Disturbi psichiatrici

Comune: anoressia.

Non comune: affaticamento, disturbi psicologici, come ansia e confusione, agitazione, incubi e disturbi del sonno.

Patologie del sistema nervoso.

Comune: parestesie.

Non comune: sintomi extrapiramidali, atassia.

Molto raro: sintomi crampo-simili a seguito di sovradosaggio.

Patologie dell’occhio.

Comune: disturbi visivi.

Patologie cardiache.

Comune: patologie della regolazione circolatoria con una tendenza all’ ipotensione, che si verificano quando il paziente è in posizione verticale e che sono precipitate da lunghi periodi in piedi (sindrome ortostatica), in particolare nei pazienti anziani con compromissione della funzionalità del miocardio. Vertigini, sincope, dolore toracico. Effetti proaritmici possono verificarsi sotto forma di aritmie cardiache modificate o aumentate, che possono portare a grave compromissione della funzionalità cardiaca, a volte con conseguente arresto cardiaco. Questi effetti proaritmici sono caratterizzati sia da bradicardia, disturbi di conduzione dello stimolo (ad esempio seno-atriale, atrio-ventricolare o blocco intraventricolare) o da frequenza cardiaca accelerata (ad esempio, la reiterazione di tachicardia ventricolare). L'insufficienza cardiaca può peggiorare.

Raro: flutter o fibrillazione ventricolare.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.

Non comune: dispnea nei pazienti con tendenza al broncospasmo.

Patologie gastrointestinali.

Comune: Patologie gastrointestinali (per esempio perdita di appetito, nausea, conati di vomito, sensazione di sazietà, stipsi, dolore addominale), secchezza della bocca, sapore amaro e intorpidimento della bocca, soprattutto a seguito di un alto dosaggio iniziale.

Patologie epatobiliari

Non comune: colestasi come sintomo di reazione allergica/iperergica e/o compromissione della funzionalità epatica (aumento degli enzimi epatico-specifici, come ad esempio delle transaminasi sieriche, fosfatasi alcalina), ittero ed epatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: reazioni cutanee allergiche (ad esempio, arrossamento, prurito, esantema, orticaria).

Raro: sindrome lupus eritematoso simile

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Raro: diminuita potenza sessuale e diminuzione della conta degli spermatozoi (in seguito a somministrazione ad alte dosi di propafenone cloridrato), che sono reversibili dopo interruzione del trattamento. Poiché il trattamento con propafenone cloridrato può essere di vitale importanza, questo medicinale non può essere sospeso senza consultare il medico a causa del verificarsi di questo effetto indesiderato.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: febbre.

Non comune: mal di testa

In rare occasioni, particolarmente con elevate dosi iniziali, si è verificato gonfiore gastrointestinale ed in pazienti anziani è stata occasionalmente osservata distonia posturale.

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Gravidanza e allattamento

Vi è una esperienza clinica insufficiente dell'uso durante la gravidanza e l'allattamento. Nei pochi casi a disposizione pubblicati, in gravidanza e durante l’allattamento non ci sono state complicazioni ed i neonati sono risultati clinicamente normali.

Gli studi sugli animali non hanno dimostrato alcun danno prenatale o perinatale alla prole ad una dose clinicamente rilevante. Poichè il propafenone attraversa la barriera placentare ed è escreto nel latte materno, devono essere comunque valutati i benefici della terapia durante la gravidanza o l'allattamento rispetto ai potenziali rischi per il bambino. Durante la gravidanza la prescrizione di Propafenone-ratiopharm deve essere effettuata nei casi di riconosciuta ed effettiva necessità, sotto diretto controllo medico.

A motivo dei potenziali gravi effetti indesiderati sul neonato, il medico dovrebbe decidere se fare interrompere l’allattamento o l’impiego del farmaco, considerando l’importanza di quest’ultimo per la madre.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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