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BETABLOCCANTI

ATENOLOLO SANDOZ

42CPR 100MG

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

ATENOLOLO SANDOZ*42CPR 100MG

Principio attivo

ATENOLOLO

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

BETABLOCCANTI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

5.53


Codice ATC livello 5:
C07AB03

Codice AIC:
34361244


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ipertensione.

Angina pectoris stabile.

Prevenzione secondaria dopo infarto acuto del miocardio.

Aritmie sopraventricolari:

tachicardia sopraventricolare parossistica (nel trattamento terapeutico e nella profilassi); fibrillazione atriale e flutter atriale: in caso di risposta inadeguata a dosi massime di glucosidi cardioattivi o nel caso che i glucosidi cardioattivi fossero controindicati o fossero associati ad un rapporto rischio/beneficio sfavorevole.

Aritmie ventricolari:

extrasistole ventricolare (come trattamento  profilattico o terapeutico), se l’extrasistole è il risultato di una accresciuta attività simpatica), tachicardie ventricolari e fibrillazione ventricolare (come trattamento profilattico), soprattutto quando l’anomalia ventricolare è il risultato di una elevata attività simpatica.

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Composizione

Una compressa di Atenololo Sandoz 50 contiene:

Principio attivo

Atenololo 50 mg

Una compressa di Atenololo Sandoz 100 contiene:

Principio attivo

Atenololo 100 mg

Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Povidone K 25, amido di mais, cellulosa microcristallina, amido glicolato sodico, magnesio stearato e silice colloidale anidra.

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Controindicazioni

·     Shock cardiogenico;

·     insufficienza cardiaca non controllata;

·     sindrome del nodo del seno (compreso blocco seno-atriale);

·     blocco atrioventricolare di secondo e terzo grado;

·     feocromocitoma non trattato;

·     acidosi metabolica;

·     bradicardia (< 45-50 bpm);

·     ipotensione;

·     ipersensibilità all’atenololo o a uno qualsiasi degli eccipienti;

·     gravi disturbi della circolazione periferica;

·     floctafenina;

·     asma grave e gravi disordini cronici ostruttivi polmonari, come ostruzione delle vie aeree.

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Posologia

Il dosaggio deve essere adattato individualmente. Si raccomanda di iniziare con la dose più bassa possibile così da rilevare tempestivamente eventuali disturbi cardiaci, bradicardia e sintomi bronchiali.

Questo è particolarmente importante nei pazienti anziani. Eventuali adattamenti al dosaggio devono essere apportati in modo graduale (per esempio, una volta alla settimana) in condizioni controllate o in base all’effetto clinico.

Ipertensione:

Il dosaggio iniziale raccomandato è di 25 mg. Il dosaggio abituale di mantenimento è di una compressa (50 - 100 mg) al giorno. L’effetto massimo sarà raggiunto dopo 1-2 settimane. Se si desidera un ulteriore miglioramento della pressione arteriosa, atenololo può essere associato con un altro farmaco antipertensivo, per esempio un diuretico.

Angina pectoris:

Il dosaggio è di 50 - 100 mg al giorno, in relazione all’effetto clinico, così da raggiungere un ritmo cardiaco di 55-60 battiti al minuto a riposo. Aumentando il dosaggio giornaliero oltre 100 mg non si ottiene generalmente un maggiore beneficio. Se lo si desidera, la dose giornaliera di 100 mg può essere suddivisa in due dosaggi.

Aritmie:

Dopo aver controllato l’aritmia con somministrazione intravenosa di atenololo (quando indicato), la dose di mantenimento raccomandata è di  50-100 mg al giorno per via orale.

Prevenzione secondaria dopo infarto del miocardio:

Dopo 10 minuti dall’iniezione intravenosa, somministrare 50 mg, seguiti da altri 50 mg dopo 12 ore. La dose di mantenimento giornaliera è di 100 mg in 1-2 somministrazioni per 6 giorni o fino a dimissione dall’ospedale.

Bambini:

Non esistono esperienze cliniche relative all’impiego pediatrico di atenololo. Pertanto non è raccomandato somministrare atenololo ai bambini.

Anziani:

Nei pazienti anziani si deve iniziare la terapia utilizzando un dosaggio inferiore. Il dosaggio deve essere adattato in base all’effetto clinico.

Insufficienza renale:

Velocità filtrazione glomerulare (ml/min/1.73 m² superficie corporea) Dosaggio raccomandato di atenololo (mg/giorno)
> 35 La posologia non deve essere modificata
15 - 35 25 – 50 mg (o 50 – 100 mg ogni 2 giorni)
< 15 25 – 50 mg ogni 2 giorni

Ai pazienti in emodialisi somministrare una compressa da 50 mg dopo ogni dialisi. La somministrazione deve essere effettuata in ambiente ospedaliero in quanto possono verificarsi improvvise riduzioni della pressione arteriosa.

Insufficienza epatica:

Non è necessario modificare la posologia raccomandata.

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Avvertenze e precauzioni

Cardiopatia ischemica

Il trattamento non deve essere interrotto improvvisamente soprattutto nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Il dosaggio deve essere gradualmente ridotto (per esempio in 1-2 settimane), e se necessario contemporaneamente all’inizio della terapia sostitutiva, così da prevenire un’esacerbazione della angina pectoris. Possono anche svilupparsi ipertensione e aritmie.

Inoltre vi è il rischio di infarto del miocardio e morte improvvisa.

Atenololo non deve essere somministrato a pazienti con insufficienza cardiaca congestizia non trattata: Prima di tutto si deve curare questa patologia.

Interventi chirurgici

Qualora si decidesse di interrompere la somministrazione di beta-bloccanti in preparazione ad un intervento chirurgico, si deve sospendere la terapia per almeno 24 ore. La continua somministrazione di beta-bloccanti riduce il rischio di aritmie durante l’induzione e l’intubazione ma aumenta anche il rischio di ipotensione.

Se il trattamento non viene interrotto, si deve prestare attenzione nell’uso di alcuni farmaci anestetici. Si deve proteggere il paziente da reazioni vagali attraverso somministrazione intravenosa di atropina.

Disturbi della circolazione periferica

Nei pazienti con disturbi circolatori periferici (malattia o sindrome di Raynauds, claudicazione intermittente), atenololo deve essere impiegato con la massima cautela poiché tali disturbi possono aggravarsi.

In presenza di gravi disturbi della circolazione periferica è controindicata l’assunzione del farmaco (vedere “Controindicazioni”).

Frequenza cardiaca

Atenololo può indurre bradicardia. Ridurre il dosaggio nel caso la frequenza del polso scendesse al di sotto di 50-55 battiti al minuto in condizioni di riposo, e nel caso il paziente presentasse i sintomi tipici da bradicardia.

Apparato respiratorio

Nei pazienti con gravi disordini cronici ostruttivi polmonari si può aggravare l’ostruzione delle vie respiratorie. Pertanto atenololo deve essere usato in questi pazienti con estrema cautela.

Blocco cardiaco

Atenololo deve essere somministrato con cautela ai pazienti con blocco cardiaco di primo grado a causa dei suoi effetti negativi sui tempi di conduzione cardiaca.

Insufficienza renale

Nei pazienti con insufficienza renale il dosaggio deve essere adattato alla ridotta velocità di filtrazione glomerulare (vedere par. 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”).

Anziani

I pazienti anziani devono essere trattati con particolare attenzione (vedere par. 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”).

Angina di Prinzmetal

Nei pazienti affetti da angina di Prinzmetal, atenololo può aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina tramite la vasocostrizione arteriosa coronarica non contrastata mediata da alfa-recettori. Per questi pazienti atenololo deve  essere usato con la massima cautela.

Psoriasi

Ai pazienti con anamnesi di psoriasi somministrare atenololo solo dopo un’attenta valutazione.

Allergeni

Atenololo può accrescere sia la sensibilità verso gli allergeni sia la gravità delle reazioni anafilattiche. Atenololo può ridurre l’efficacia dell’epinefrina.

Ipoglicemia

I farmaci beta-bloccanti possono mascherare i sintomi da ipoglicemia, specialmente la tachicardia. Atenololo non ha un effetto potenziante sull’ipoglicemia indotta da insulina e non altera il ripristino ai normali livelli di glucosio.

Pazienti diabetici

Prima di iniziare il trattamento controllare i valori della glicemia.

Tireotossicosi

I farmaci beta-bloccanti possono mascherare i sintomi cardivascolari da tireotossicosi.

Feocromocitoma trattato

Monitorare la pressione arteriosa qualora il farmaco fosse assunto da pazienti affetti da feocromocitoma trattato.

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Interazioni

Associazioni controindicate:

·     Floctafenina : i farmaci beta-bloccanti possono impedire gli effetti compensatori cardiovascolari associati all’ipotensione o allo shock che possono essere indotti dalla floctafenina.

Associazioni non raccomandate

·     Calcio antagonisti (verapamil e, in misura minore, diltiazem): influenza negativa sulla contrattilità e sulla conduzione atrio-ventricolare.

·     Glucosidi digitalici: l’associazione con atenololo può aumentare i tempi di conduzione atrio-ventricolare.

·     Inibitori della monoaminoossidasi (tranne gli inibitori MAO-B).

·     Clonidina: i beta-bloccanti aumentano il rischio di ipertensione rebound.

·     Sultopride: atenololo non deve essere somministrato in associazione con sultopride in quanto vi è un aumentato rischio che si verifichino aritmie ventricolari, ad esempio torsioni di punta.

Prestare attenzione nelle seguenti associazioni

·     Farmaci anti-aritmici di classe I (per esempio disopiramide, chinidina) e amiodarone: possono essere potenziati gli effetti sul tempo di conduzione atriale e può essere indotto un effetto inotropo negativo.

·     Insulina e farmaci antidiabetici orali: possono essere potenziati gli effetti ipoglicemici (soprattutto per quanto riguarda i beta-bloccanti non-selettivi). I farmaci beta-bloccanti possono mascherare i sintomi da ipoglicemia (tachicardia).

·     Farmaci anestetici: attenuazione della tachicardia di riflesso e aumento del rischio di ipotensione. L’effetto dei beta-bloccanti riduce il rischio di aritmia durante l’induzione e l’intubazione. L’anastesista deve essere informato nel caso il paziente fosse in trattamento con un farmaco beta-bloccante. E’ meglio evitare l’uso degli anestetici che causano depressione miocardica, quali ciclopropano e tricloretilene.

·     Baclofene: è aumentato l’effetto antiipertensivo.

·     Mezzi di contrasto iodati: atenololo può impedire le reazioni compensatorie cardiovascolari associate all’ipotensione o allo shock, indotte dai mezzi di contrasto iodati.

·     Amiodarone: l’associazione con atenololo può potenziare l’effetto deprimente sulla conduzione e l’effetto inotropo negativo, in particolare in quei pazienti affetti da disfunzioni del nodo del seno o del nodo atrio-ventricolare.

Da tenere presente le seguenti associazioni:

·     Calcio antagonisti (derivati della diidropiridina come nifedipina): possono aumentare il rischio di ipotensione. Nei pazienti con insufficienza cardiaca latente il trattamento con atenololo può provocare collasso cardiaco.

·     Farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine: (es. FANS) possono diminuire l’effetto ipotensivo di atenololo.

·     Agenti simpaticomimetici: (es. adrenalina) possono contrastare l’effetto di atenololo.

·     Somministrazione concomitante di antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine ed  altri agenti antiipertensivi: può essere potenziato l’effetto di riduzione della pressione arteriosa.

·     Ampicillina: può ridurre la biodisponibilità di atenololo. Perciò, in caso di assunzione contemporanea di un elevato dosaggio di ampicillina, il medico deve monitorare la riposta del paziente alla terapia con atenolo al fine di evidenziarne una eventuale alterazione.

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Effetti indesiderati

Molto comune: >1/10

Comune: >1/100 e <1/10

Non comune: >1/1.000 e <1/100

Raro: >1/10.000 e <1/1.000

Molto raro: <1/10.000 inclusi episodi isolati

Alterazioni del sangue e sistema linfatico

Raro: trombocitopenia, leucopenia.

Alterazioni del sistema endocrino

I beta-bloccanti possono mascherare i sintomi della tireotossicosi e dell’ipoglicemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: disturbi del sonno.

Raro: allucinazioni, psicosi, stato confusionale, depressione, incubi, ansia, impotenza.

Alterazioni del sistema nervoso

Raro: cefalea, capogiri, parestesia delle estremità.

Disturbi oculari

Raro: indebolimento delle vista, disturbi visivi, secchezza agli occhi.

Alterazioni cardiache

Comune: bradicardia.

Raro: rallentata conduzione atrio-ventricolare o aumento del blocco atrio-ventricolare già esistente, ipotensione (qualche volta associata a sincope), peggioramento dell’insufficienza cardiaca.

Altrazioni del sistema vascolare

Comune: estremità fredde e cianotiche.

Raro: sintomi di Raynaud, aumento di una claudicazione intermittente già esistente.

Alterazioni dell’apparato respiratorio, toraciche e mediastiniche

Raro: broncospasmo in pazienti con asma bronchiale o con anamnesi di affezioni asmatiche.

Alterazioni dell’apparato gastrointestinale

Comune: disturbi gastrointestinali, nausea, vomito, diarrea, secchezza delle fauci, costipazione.

Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: rash, alopecia, reazioni cutanee di tipo psoriasico, aggravamento della psoriasi, porpora.

Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione

Comune: stato di affaticamento, sudorazione.

Indagini diagnostiche

Molto raro: è stato osservato un aumento degli ANA (anticorpi-antinucleo); tuttavia non è chiara la rilevanza clinica.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I farmaci beta-bloccanti, riducendo la perfusione placentare, possono causare la morte intrauterina del feto, oppure provocare dei parti immaturi o prematuri. Inoltre, possono verificarsi effetti negativi sul feto o sul neonato (soprattutto ipoglicemia e bradicardia).

Nel periodo postnatale vi è un rischio accresciuto di complicanze cardiache e polmonari. Pertanto il neonato deve essere attentamente monitorato.

Atenololo passa attraverso la placenta. Consultare il proprio medico se si assumesse regolarmente atenololo durante la gravidanza.

Sono stati raggiunti buoni risultati nella cura dell’ipertensione con atenololo in gravidanza e sotto attenta sorveglianza. Non si sono verificate anomalie fetali, si deve precisare che Atenololo è stato usato solo dopo la ventesima settimana di gestazione. Inoltre, non vi sono indicazioni di effetti avversi al momento del parto o durante il periodo di allattamento. Tuttavia non si può comunque escludere un effetto pericoloso per il feto.

Allattamento

La concentrazione nel latte materno è tre volte superiore che nel sangue. Durante l’allattamento sono state riscontrate solo basse concentrazioni di atenololo nel bambino. Comunque non può essere escluso che, a lungo termine, nel bambino possano comparire effetti tipici dei beta-bloccanti. Si consiglia di rispettare un intervallo di sei ore, se possibile, tra l’assunzione di atenololo e l’allattamento. In questo intervallo di tempo il bambino può essere allattato artificialmente.

Durante la gravidanza e l’allattamento si devono soppesare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi derivati dall’utilizzo del farmaco.

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Conservazione

Non conservare  a temperatura superiore ai 25°C. Conservare il prodotto nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 5

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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