Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

ANTIPSICOTICI

CLOZAPINA ORION

FL 28CPR 100MG

ORION PHARMA Srl

Descrizione prodotto

CLOZAPINA ORION*FL 28CPR 100MG

Principio attivo

CLOZAPINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ANTIPSICOTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

24.73


Codice ATC livello 5:
N05AH02

Codice AIC:
35136050


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

Clozapina è indicata nei pazienti schizofrenici che sono resistenti al trattamento e nei pazienti schizofrenici con gravi ed intrattabili reazioni avverse di tipo neurologico ad altri antipsicotici, inclusi quelli atipici.

La resistenza al trattamento è definita come mancanza di soddisfacente miglioramento clinico a fronte dell’uso di dosi adeguate di almeno due differenti antipsicotici, incluso un antipsicotico atipico, prescritti per un periodo di trattamento adeguato.

Clozapina è anche indicata in disturbi psicotici che si osservano in corso di morbo di Parkinson, in caso di fallimento del trattamento standard.

nascondi

Composizione

Ciascuna compressa contiene 100 mg di clozapina.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1. Elenco degli eccipienti.

nascondi

Eccipienti

Silice colloidale anidra, lattosio monoidrato, magnesio stearato, amido di mais, cellulosa microcristallina, sodio amido glicolato, povidone.

nascondi

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

Pazienti che non possono sottoporsi a regolari controlli ematologici

Anamnesi di granulocitopenia/agranulocitosi tossica o idiosincrasica (con eccezione della granulocitopenia/agranulocitosi dovuta a precedente chemioterapia)

Anamnesi di agranulocitosi indotta da clozapina

Compromissione della funzionalità del midollo osseo

Epilessia incontrollabile

Psicosi alcolica e altre psicosi tossiche, intossicazione da farmaci, condizioni comatose

Collasso circolatorio e/o depressione del Sistema Nervoso Centrale da qualsiasi causa.

Gravi disturbi renali o cardiaci (es. miocardite)

Malattia epatica attiva associata a nausea, anoressia o ittero; malattia epatica progressiva, insufficienza epatica

Ileo paralitico

Il trattamento con clozapina non deve essere iniziato contemporaneamente ad altri farmaci dei quali è nota la capacità di causare agranulocitosi; si sconsiglia l’uso concomitante di antipsicotici depot.

nascondi

Posologia

Il dosaggio deve essere aggiustato individualmente. Per ogni paziente deve essere usata la minima dose efficace.

L’inizio del trattamento con clozapina deve essere limitato solo a quei pazienti con una conta leucocitaria ≥ 3500/mm³ (3,5x109/L) e conta dei neutrofili ≥ 2000/mm³ (2,0x109/L) comprese entro i normali limiti standard.

Un aggiustamento della dose è indicato nei pazienti in trattamento anche con altri farmaci che hanno interazioni farmacodinamiche e farmacocinetiche con clozapina, quali le benzodiazepine o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (vedere il paragrafo 4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione).

I dosaggi raccomandati sono i seguenti:

Pazienti schizofrenici resistenti al trattamento

Terapia iniziale

12.5 mg (metà compressa da 25 mg) una o due volte durante il primo giorno, seguita da una o due compresse da 25 mg durante il secondo giorno di trattamento. Se ben tollerata, la dose giornaliera può essere aumentata gradualmente di 25-50 mg allo scopo di raggiungere un livello di dose di 300 mg/die entro 2-3 settimane. Successivamente, se necessario, la dose giornaliera può essere incrementata ulteriormente di 50-100 mg ogni mezza settimana o preferibilmente a intervalli settimanali.

Uso nell’anziano

Si raccomanda un trattamento iniziale a dosi particolarmente basse (12.5 mg, in un’unica somministrazione il primo giorno) con successivi incrementi di dose limitati a 25 mg/die.

Uso in pediatria

La sicurezza e l’efficacia di clozapina nei bambini di età inferiore ai 16 anni non è stata stabilita. Essa non deve essere utilizzata in questo gruppo di pazienti finchè non saranno disponibili ulteriori informazioni.

Intervallo della dose terapeutica

Nella maggior parte dei pazienti, l’efficacia antipsicotica di clozapina può essere ottenuta con la somministrazione di 200-450 mg/die in dosi frazionate. La dose totale giornaliera può essere suddivisa in modo non uniforme somministrando la maggior parte della dose prima di coricarsi. Per la dose di mantenimento vedere di seguito.

Dose massima

Per ottenere il completo beneficio terapeutico alcuni pazienti possono aver bisogno di dosi più elevate, in questi casi sono ammissibili aumenti prudenti della dose (cioè non superando i 100 mg) fino a 900 mg/die. Deve essere tenuta presente la possibilità di un aumento delle reazioni avverse (in particolare convulsioni) che si verificano a dosi superiori ai 450 mg/die.

Dose di mantenimento

Dopo aver raggiunto il massimo beneficio terapeutico, molti pazienti possono essere efficacemente mantenuti con dosaggi inferiori. Si raccomanda quindi una cauta riduzione del dosaggio. Il trattamento deve essere mantenuto per almeno 6 mesi. Se la dose giornaliera non supera i 200 mg, una sola somministrazione giornaliera alla sera può essere appropriata.

Fine della terapia

Nel caso in cui si decida di sospendere la terapia con clozapina, si raccomanda una graduale riduzione della dose nell’arco di 1-2 settimane. Nel caso in cui sia necessario interrompere bruscamente il trattamento, (es. in caso di leucopenia) il paziente dovrà essere seguito con attenzione per la ricomparsa dei sintomi psicotici e sintomi legati al rimbalzo colinergico, quali eccessiva sudorazione, cefalea, nausea, vomito e diarrea.

Ripresa della terapia

Nei pazienti che hanno interrotto la terapia per piu’ di 2 giorni, il trattamento deve ricominciare con la dose di 12.5 mg (mezza compressa da 25 mg) somministrata una o due volte durante il primo giorno. Se questa dose è ben tollerata, è possibile raggiungere la posologia ottimale in tempi piu’ brevi rispetto a quelli raccomandati per il trattamento iniziale.

Comunque, nei pazienti che hanno presentato precedentemente arresto respiratorio o cardiaco con la dose iniziale (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego) ma per i quali si è poi raggiunta con successo una dose terapeutica, il dosaggio deve essere riaggiustato con estrema cautela.

Passaggio al trattamento con clozapina da precedente terapia antipsicotica

Si raccomanda in generale di non usare clozapina in combinazione ad altri farmaci antipsicotici. Quando si inizia la terapia con clozapina in pazienti sottoposti a terapia con antipsicotici orali, si raccomanda di interrompere prima il trattamento degli altri antipsicotici riducendo il dosaggio.

Disturbi psicotici in corso di morbo di Parkinson, in caso di fallimento della terapia standard

La dose iniziale non deve superare 12,5 mg/die (mezza compressa da 25 mg), presa la sera. I successivi aumenti di dose devono essere incrementati di 12,5 mg, con un massimo di due incrementi a settimana fino ad un massimo di 50 mg, dose che non può essere raggiunta prima della fine della seconda settimana. La dose totale giornaliera deve essere somministrata preferibilmente come dose singola alla sera. La dose media efficace generalmente è tra i 25 e 37,5 mg/die. Nel caso che il trattamento, per almeno una settimana, con una dose da 50 mg non fornisca una soddisfacente risposta terapeutica, il dosaggio può essere aumentato con cautela di 12,5 mg ogni settimana.

La dose di 50 mg/die deve essere superata solo in casi eccezionali, e la dose massima di 100 mg/die non deve essere mai superata.

Gli aumenti di dose devono essere limitati e rinviati se si verificano ipotensione ortostatica, eccessiva sedazione o confusione mentale. Bisogna tenere sotto controllo la pressione arteriosa durante le prime settimane di trattamento.

Quando si osserva completa remissione dei sintomi psicotici per almeno 2 settimane, è possibile se indicato, incrementare l’uso di farmaci anti Parkinson sulla base dello stato motorio. Se questo approccio si risolve nella ricomparsa dei sintomi psicotici, il dosaggio con clozapina può essere innalzato con incrementi di 12,5 mg a settimana fino ad un massimo di 100 mg/die, assunto in una o due dosi separate (vedi sopra).

Termine del trattamento: si raccomanda una riduzione graduale della dose di 12,5 mg alla volta per un periodo di almeno una settimana (preferibilmente due settimane).

Il trattamento deve essere interrotto immediatamente in caso di neutropenia o agranulocitosi come indicato nel paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego. In questo caso, un attento controllo psichiatrico del paziente è essenziale dal momento che i sintomi si possono ripresentare velocemente.

nascondi

Avvertenze e precauzioni

Clozapina può causare agranulocitosi. Il suo uso deve essere limitato a pazienti:

affetti da schizofrenia, che non rispondono o non tollerano il trattamento con antipsicotici o affetti da psicosi in corso di morbo di Parkinson in caso di fallimento con altri trattamenti (vedere il punto 4.1)

che hanno inizialmente un normale quadro leucocitario (conta globuli bianchi ≥3500/mm³ (3,5x109/L) e conta dei neutrofili ≥2000/mm³ (2,0x109/L), e

nei quali può essere effettuata regolarmente la conta leucocitaria e la conta dei neutrofili secondo lo schema che segue: settimanalmente durante le prime 18 settimane di terapia e successivamente almeno ogni 4 settimane nel corso del trattamento. I controlli devono continuare durante il trattamento e per le 4 settimane dopo la fine del trattamento con Clozapina.

I medici che prescrivono Clozapina devono attenersi completamente alle misure di sicurezza richieste. Durante ogni consulto medico al paziente che riceve Clozapina deve essere ricordato di contattare immediatamente il medico curante qualora cominci a svilupparsi un qualsiasi tipo di infezione. Particolare attenzione deve essere prestata a sintomi simili a quelli influenzali quali febbre o mal di gola o altri segni di infezione che possono essere indicativi di neutropenia.

Clozapina deve essere dispensata sotto stretto controllo medico in accordo alle raccomandazioni ufficiali.

Miocardite

Clozapina è associata ad un aumento del rischio di miocardite che ha avuto, in rari casi, esito fatale. L’aumento del rischio di miocardite è maggiore nei primi due mesi di trattamento. Casi di cardiomiopatia con esito fatale sono stati riportati raramente.

Miocardite o cardiomiopatia devono essere sospettati in pazienti che avvertono tachicardia persistente a riposo, specialmente nei primi due mesi di trattamento e/o palpitazioni, aritmie, dolore al torace e altri segni e sintomi di insufficienza cardiaca (es. immotivato senso di fatica, dispnea, tachipnea) o sintomi che somigliano all’infarto miocardico.

Se si sospetta miocardite o cardiomiopatia, il trattamento con clozapina deve essere immediatamente interrotto ed il paziente deve essere urgentemente indirizzato ad un cardiologo.

Pazienti che sviluppano miocardite o cardiomiopatia indotta da clozapina non devono essere trattati nuovamente con clozapina.

Clozapina può indurre agranulocitosi. L’incidenza di agranulocitosi e la frequenza dei casi fatali in seguito allo sviluppo di agranulocitosi sono diminuite significativamente da quando è stata istituita la conta leucocitaria e il monitoraggio dei neutrofili. Le misure precauzionali che seguono sono pertanto obbligatorie e devono essere effettuate in accordo con le raccomandazioni ufficiali.

A causa dei rischi associati alla clozapina, il suo uso è limitato a pazienti nei quali la terapia è indicata come definito nel paragrafo 4.1 (Indicazioni terapeutiche) e:

• che hanno un normale quadro leucocitario iniziale di conta leucocitaria ≥3500/mm³ (3,5x109/L) e conta dei neutrofili ≥2000/mm³ (2,0x109/L), e

• nei quali una regolare conta leucocitaria e la conta dei neutrofili può essere effettuata settimanalmente per le prime 18 settimane di terapia e almeno ogni 4 settimane nel corso del trattamento. Il monitoraggio deve continuare durante il corso del trattamento e successivamente per le 4 settimane dopo la fine della terapia con clozapina.

Prima di iniziare la terapia con clozapina i pazienti devono sottoporsi ad analisi del sangue (vedere agranulocitosi) ad una anamesi e ad una visita medica. Pazienti con anamnesi di malattie cardiache o quadro cardiaco anormale alla visita medica, devono rivolgersi ad uno specialista per essere sottoposti ad altre indagini quali elettrocardiogramma, e il paziente deve essere trattato solo se i benefici attesi superano chiaramente i rischi (vedere paragrafo 4.3). Il medico curante deve valutare la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma prima dell’inizio del trattamento

I medici che prescrivono clozapina devono attenersi completamente alle misure di sicurezza richieste.

Prima di iniziare il trattamento il medico deve assicurarsi, al meglio delle sue conoscenze, che il paziente non ha precedentemente manifestato una reazione avversa ematologica alla clozapina che ha comportato l’interruzione del trattamento. La prescrizione non deve essere fatta per periodi più lunghi dell’intervallo tra due esami ematologici.

L’interruzione immediata del trattamento con clozapina è obbligatoria, se, in qualsiasi momento durante il trattamento con clozapina, la conta leucocitaria è minore di 3000/mm³ (3,0x109/L) o la conta dei neutrofili è minore di 1500/mm³ (1,5x109/L). Pazienti che hanno interrotto il trattamento con clozapina in conseguenza a una riduzione della conta leucocitaria o della conta dei neutrofili non devono essere ritrattati con clozapina.

Ad ogni visita medica al paziente che riceve clozapina deve essere ricordato di contattare immediatamente il medico curante al manifestarsi di qualsiasi tipo di infezione. Particolare attenzione deve essere prestata a sintomi simili a quelli influenzali quali febbre o mal di gola o altri sintomi di infezione, che possono essere indicativi di neutropenia. I pazienti e il personale che li ha in cura, devono essere informati che al presentarsi di uno qualsiasi di questi sintomi, essi devono sottoporsi immediatamente ad un esame ematologico per la conta delle cellule del sangue. Si consiglia ai medici che prescrivono clozapina di tenere un archivio degli esami ematologici dei pazienti e di prendere tutte le misure necessarie a impedire che questi pazienti vengano accidentalmente ritrattati in futuro.

Pazienti con un anamnesi di disturbi primari al midollo osseo possono essere trattati con clozapina solo se i benefici attesi superano i rischi. Prima di iniziare il trattamento con clozapina questi pazienti devono essere attentamente controllati da un ematologo.

I pazienti che hanno una bassa conta leucocitaria dovuta a neutropenia benigna su base etnica devono essere tenuti sotto particolare controllo e possono iniziare il trattamento con clozapina con il consenso di un ematologo.

Conta leucocitaria e controllo dei neutrofili

La conta leucocitaria e la conta differenziale devono essere effettuate entro 10 giorni prima di iniziare il trattamento con clozapina per assicurarsi che solo i pazienti con normale conta leucocitaria e conta dei neutrofili (conta globuli bianchi ≥3500/mm³ (3,5x109/L) e conta dei neutrofili ≥2000/mm³ (2,0x109 /L)) riceveranno il farmaco. Dopo aver iniziato il trattamento con clozapina la conta leucocitaria e la conta dei neutrofili deve essere monitorata settimanalmente per le prime 18 settimane e successivamente almeno a intervalli di 4 settimane.

Il controllo deve continuare per tutta la durata del trattamento con clozapina e per 4 settimane dopo la sua completa interruzione o fino a che si sia verificato il recupero ematologico (vedere sotto Riduzione della conta leucocitaria e della conta dei neutrofili). Ad ogni visita medica al paziente deve essere ricordato di contattare immediatamente il medico curante qualora si manifesti una qualsiasi tipo di infezione, febbre, mal di gola o altri sintomi simil influenzali. Se si manifesta qualsiasi segno o sintomo di infezione, deve essere eseguita immediatamente la conta leucocitaria e quella differenziale.

Riduzione della conta leucocitaria e della conta dei neutrofili

Se, durante la terapia con clozapina, la conta leucocitaria scende a valori compresi tra 3500/mm³ (3,5x109/L) e 3000/mm³ (3,0x109/L) o la conta dei neutrofili scende al di sotto di valori compresi tra 2000/mm³ (2,0x109/L) e 1500/mm³ (1,5x109/L), è necessario effettuare una valutazione ematologica almeno due volte a settimana finchè la conta leucocitaria e la conta dei neutrofili del paziente non si stabilizzano rispettivamente entro un range di 3000-3500/mm³ (3,0-3,5x109/L) e 1500-2000/mm³ (1,5-2,0x109/L) o a valori superiori.

E’ obbligatorio interrompere immediatamente il trattamento con clozapina se durante il trattamento la conta leucocitaria è inferiore a 3000/mm³ (3,0x109/L) o la conta dei neutrofili è minore di 1500/mm³ (1,5x109/L). In questi casi la conta leucocitaria e la conta differenziale delle cellule del sangue deve essere fatta giornalmente e i pazienti devono essere attentamente monitorati per sintomi simil influenzali o per altri sintomi indicativi di infezione. Si raccomanda di confermare i valori ematologici eseguendo due conte ematiche per due giorni consecutivi; comunque la somministrazione di clozapina deve essere interrotta dopo la prima conta.

Dopo l’interruzione della somministrazione di clozapina è necessario valutare il quadro ematologico fino a che non se ne osserva il recupero.

Conta delle cellule ematiche Azione richiesta
Conta leucocitaria/mm³ (/L) Conta dei neutrofili/ mm³ (/L)
≥3500 (≥3,5x109) ≥2000 (≥2,0x109) Continuare il trattamento con clozapina
3000-3500 (3,0x109-3,5x109) 1500-2000 (1,5x109-2,0x109) Continuare il trattamento con clozapina ed effettuare esami ematologici due volte a settimana finchè la conta si stabilizza o aumenta
<3000 (<3,0x109) <1500 (<1,5x109) Interrompere immediatamente il trattamento con clozapina, effettuare esami ematologici giornalmente fino alla risoluzione dell’anormalità nel quadro ematologico, controllare l’insorgenza di infezioni. Non ritrattare il paziente.

Se il trattamento con clozapina è stato interrotto e si verifica un ulteriore calo nella conta leucocitaria sotto i 2000/mm³ (2x109/L) o la conta dei neutrofili scende al di sotto di 1000/mm³ (1,0x109/L), è necessario che tale situazione sia gestita da un ematologo esperto.

Interruzione della terapia per cause ematologiche

Pazienti che hanno interrotto la terapia con clozapina in conseguenza della riduzione della conta leucocitaria o della conta dei neutrofili (vedi sopra) non devono essere ritrattati con clozapina.

Si incoraggiano i medici che prescrivono clozapina a tenere un archivio di tutti gli esami ematologici dei pazienti e di prendere tutte le misure necessarie a impedire che questi pazienti vengano ritrattati accidentalmente in futuro.

Interruzione della terapia per altre cause

Pazienti che sono stati trattati con clozapina per più di 18 settimane e hanno interrotto il trattamento da più di tre giorni ma meno di 4 settimane devono effettuare controlli settimanali per la conta leucocitaria e per la conta dei neutrofili per altre 6 settimane. Se non si verificano anormalità al quadro ematologico si possono effettuare controlli ad intervalli che non superino le 4 settimane. Se si è interrotto il trattamento con clozapina per 4 settimane o più, è necessario eseguire controlli settimanali nelle successive 18 settimane di trattamento e la dose deve essere riaggiustata (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Altre precauzioni

In caso di eosinofilia, se la conta degli eosinofili aumenta oltre 3000/mm³ (3,0x109/L) si raccomanda di interrompere il trattamento con clozapina; la terapia deve essere ripresa soltanto dopo che la conta degli eosinofili è scesa sotto i 1000/mm³ (1,0x109/L).

In caso di trombocitopenia, si raccomanda l’interruzione del trattamento con clozapina se la conta delle piastrine scende sotto i 50000/ mm³ (50x109/L).

Ipotensione ortostatica, con o senza sincope, si può manifestare durante il trattamento con clozapina. Raramente il collasso può essere profondo e può essere accompagnato da arresto cardiaco e/o respiratorio. Tali eventi si manifestano con maggiore probabilità con l’uso concomitante di benzodiazepine o qualunque altro farmaco antipsicotico (vedere il paragrafo 4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione) e durante la fase iniziale di aggiustamento della dose quando l’innalzamento della dose è rapido; in casi molto rari tali eventi si manifestano perfino in seguito alla somministrazione della prima dose. Pertanto i pazienti che iniziano la terapia con clozapina richiedono uno stretto controllo medico. Durante la prima settimana di trattamento nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, è necessario un controllo della pressione sanguigna sia in posizione eretta che in posizione supina.

Patologie cardiache

I farmaci neurolettici possono causare un prolungamento del QT dose dipendente. Sono state riportate torsades de pointes, morte improvvisa non spiegata, aritmie ventricolari e arresto cardiaco. (vedere paragrafo 4.8). Clozapina Orion deve essere usata con cautela in pazienti con nota malattia cardiovascolare o anamnesi di prolungamento del QT. Alterazioni elettrolitiche (basso livello di potassio e magnesio) aumentano il rischio di aritmie maligne. Le alterazioni elettrolitiche devono essere trattate prima di iniziare il trattamento e anche durante il trattamento (vedere paragrafi 4.5, 4.8 e 4.9).

L’uso concomitante di neurolettici deve essere evitato.

L’analisi dei dati di sicurezza suggerisce che l’uso di clozapina è associato ad un aumento del rischio di miocardite soprattutto, ma non limitato a questo periodo, durante i primi due mesi di trattamento. Alcuni casi di miocardite hanno avuto esito fatale.

Pericardite/versamento pericardico e cardiomiopatia sono state inoltre segnalate in associazione all’uso di clozapina; queste segnalazioni includono anche casi di morte.

Il sospetto di miocardite o cardiomiopatia deve insorgere per i pazienti che mostrano tachicardia persistente a riposo, specialmente nei primi due mesi di trattamento, e/o palpitazioni, aritmie, dolori al torace e altri segni e sintomi di insufficienza cardiaca (per esempio immotivato senso di fatica, dispnea, tachipnea), o sintomi che mimano l’infarto miocardico. In aggiunta a quelli sopra indicati altri sintomi che possono essere presenti includono i sintomi simil influenzali.

Se si sospetta miocardite o cardiomiopatia è necessario interrompere immediatamente il trattamento con clozapina e il paziente deve essere indirizzato urgentemente ad un cardiologo.

Pazienti con miocardite o cardiomiopatia indotta da clozapina non devono essere ritrattati con clozapina.

In studi clinici randomizzati e controllati con placebo in popolazione affetta da demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, è stato visto un rischio aumentato di circa tre volte di eventi avversi cerebrovascolari. Il meccanismo per questo aumentato rischio non è noto. Un aumentato rischio non può essere escluso per altri antipsicotici o altre popolazioni di pazienti. La clozapina deve essere usata con cautela in pazienti con fattori di rischio per infarto.

Pazienti con una storia di epilessia devono essere controllati attentamente durante il trattamento con clozapina in quanto sono state riportate convulsioni correlate alla dose. In questi casi la dose deve essere ridotta (vedere il paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione) e se necessario bisogna iniziare un trattamento anticonvulsivante.

Pazienti con stabili e preesistenti disordini epatici possono assumere clozapina, ma sono necessari esami regolari della funzione epatica.

Bisogna effettuare esami della funzionalità epatica nei pazienti che durante il trattamento con clozapina sviluppano sintomi di una possibile disfunzione epatica, come la nausea, il vomito e/o l’anoressia,. Il trattamento con clozapina deve essere interrotto quando si ha un aumento clinicamente rilevante negli indici di funzionalità epatica (più di tre volte il limite superiore della norma) o si manifestano sintomi di ittero. Il trattamento può essere poi ripreso solo quando i risultati dei test sulla funzionalità epatica risultano normali (vedere Ripresa della terapia nel paragrafo 4.2). In questi casi la funzionalità epatica dovrà essere tenuta sotto stretto controllo dopo la ripresa della terapia.

La clozapina esercita attività anticolinergica, che può portare a effetti indesiderati in tutto l’organismo. E’ necessario un attento controllo in presenza di ingrossamento della prostata e glaucoma ad angolo chiuso. Probabilmente a causa delle sue proprietà anticolinergiche, la clozapina è stata associata a vari gradi di compromissione della peristalsi intestinale, dalla costipazione all’ostruzione intestinale, fecaloma e ileo paralitico (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). In rare occasioni questi casi sono stati fatali. Bisogna prestare particolare attenzione nei pazienti che stanno ricevendo trattamenti concomitanti noti per causare costipazione (specialmente quelli con proprietà anticolinergiche come alcuni antipsicotici, antidepressivi e antiparkinson) hanno una anamnesi caratterizzata da disturbi al colon o anamnesi di interventi chirurgici nella parte inferiore dell’addome che possono peggiorare la situazione. E’ di importanza vitale che la costipazione sia riconosciuta e trattata attivamente.

Durante la terapia con clozapina i pazienti possono presentare aumenti transitori della temperatura al di sopra dei 38 °C, con un picco di incidenza entro le prime 3 settimane di trattamento. Questa febbre è generalmente benigna. A volte può essere associata ad un aumento o ad una diminuzione della conta leucocitaria. I pazienti con febbre devono essere attentamente controllati in modo da escludere la possibilità di una infezione di base o lo sviluppo di agranulocitosi. Se la febbre è alta bisogna considerare la possibilità che si tratti della sindrome neurolettica maligna (SNM).

Casi di compromessa tolleranza al glucosio e/o sviluppo o peggioramento del diabete mellito sono stati riportati raramente durante il trattamento con clozapina. Un meccanismo per questa possibile associazione non è stato ancora determinato. In pazienti senza precedenti di iperglicemia sono stati riportati molto raramente casi di iperglicemia grave con chetoacidosi o coma iperosmolare, alcuni dei quali hanno avuto esito fatale. Quando sono stati disponibili dati di follow-up, nella maggior parte dei casi l’interruzione del trattamento con clozapina ha risolto la compromessa tolleranza al glucosio e la risomministrazione di clozapina ha determinato la sua ricomparsa. L’interruzione del trattamento con clozapina deve essere preso in considerazione in pazienti per i quali il trattamento medico della iperglicemia ha fallito.

Dal momento che la clozapina può essere associata a tromboembolismo deve essere evitata l’immobilizzazione del paziente.

Uso nell’anziano

Si raccomanda di iniziare il trattamento a più basse dosi (vedere il paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione)

Con il trattamento con clozapina può manifestarsi ipotensione ortostatica ed è stata riportata anche tachicardia, che può essere prolungata. Pazienti anziani, soprattutto quelli che hanno una compromessa funzionalità cardiovascolare, possono essere suscettibili a questi effetti.

I pazienti anziani possono anche essere particolarmente sensibili all’effetto anticolinergico della clozapina, come la ritenzione urinaria e la costipazione.

nascondi

Interazioni

Controindicazioni all’uso concomitante di altri medicinali

Farmaci dei quali è nota la sostanziale potenzialità di deprimere la funzionalità del midollo osseo non devono essere somministrati contemporaneamente alla clozapina (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).

Antipsicotici depot a lunga azione (che hanno un potenziale effetto mielosoppressivo) non devono essere usati contemporaneamente alla clozapina dal momento che questi non possono essere eliminati velocemente dall’organismo in situazioni che lo richiedano, per es. in caso di neutropenia (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).

L’alcool non deve essere assunto contemporaneamente a clozapina a causa di un possibile potenziamento dell’effetto sedativo.

Precauzioni compreso l’aggiustamento della dose

La clozapina può aumentare gli effetti centrali dei farmaci deprimenti il SNC come i narcotici, gli antistaminici e le benzodiazepine. Particolare attenzione deve essere posta quando si inizia la terapia con clozapina in pazienti che stanno ricevendo benzodiazepine o qualsiasi altro farmaco psicotropico. Questi pazienti possono andare incontro ad un aumentato rischio di collasso circolatorio che in rare occasioni può essere profondo e può portare ad arresto cardiaco e/o respiratorio. Non è chiaro se il collasso cardiaco o respiratorio può essere prevenuto con l’aggiustamento della dose.

A causa della possibilità di effetti additivi, è essenziale esercitare prudenza nella somministrazione concomitante di farmaci che hanno proprietà anticolinergiche, ipotensive, o effetti depressati sul sistema respiratorio.

Per le sue proprietà anti-α-adrenergiche, la clozapina può ridurre l’effetto ipertensivo della noradrenalina, o di altri agenti con predominante azione α-adrenergica e annullare l’effetto pressorio dell’adrenalina.

La concomitante somministrazione di farmaci noti per inibire l’attività di alcuni isoenzimi del citocromo P450 può aumentare i livelli di clozapina e può essere necessario ridurre la dose di clozapina per impedire gli effetti indesiderati. Questa riduzione è più importante per inibitori della CYP1A2 come la caffeina (Vedi sotto) e per gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina fluvoxamina e (più controverso) paroxetina. Alcuni degli altri inibitori della ricaptazione della serotonina come la fluoxetina e la sertralina sono inibitori della CYP2D6 e, di conseguenza è meno probabile che ci siano importanti interazioni farmacocinetiche con la clozapina. Similmente sono improbabili, sebbene siano stati riportati alcuni casi, le interazioni farmacocinetiche con inibitori della CYP3A4, come gli antimicotici azolici, la cimetidina, l’eritromicina e gli inibitori delle proteasi. Dato che la concentrazione plasmatica di clozapina è aumentata dall’assunzione di caffeina e diminuita all’incirca del 50% in seguito alla sua mancata assunzione per un periodo di 5 giorni, può essere necessario modificare il dosaggio della clozapina quando c’è un cambiamento nelle abitudini dell’assunzione di bevande contenenti caffeina. Nel caso si smetta di fumare improvvisamente la concentrazione di clozapina può aumentare, portando quindi ad un aumento degli effetti avversi.

La somministrazione contemporanea di farmaci noti per indurre gli enzimi del citocromo P450 può diminuire la concentrazione plasmatica della clozapina, portando ad una riduzione della sua efficacia. Farmaci noti per indurre l’attività degli enzimi del citocromo P450 e che hanno interazioni note con la clozapina comprendono, per esempio, carbamazepina (da non somministrare in associazione alla clozapina, a causa del suo potenziale mielosoppressivo) fenitoina e rifampicina.

Altri farmaci

L’uso concomitante di litio o altri agenti attivi sul SNC può aumentare il rischio di sviluppo della sindrome neurolettica maligna (SNM).

L’uso concomitante di farmaci che prolungano il QT e farmaci che causano sbilanciamento elettrolitico deve essere evitato (vedere paragrafo 4.4).

Sono stati riportati casi rari ma gravi di convulsioni inclusi l’insorgenza di convulsioni in pazienti non epilettici, e isolati casi di delirio quando la clozapina è stata somministrata contemporaneamente all’acido valproico. Questi effetti sono possibilmente dovuti ad interazione farmacodinamica, con un meccanismo che non è stato chiarito.

E’ richiesta attenzione per i pazienti che ricevono un trattamento concomitante con altri farmaci che sono inibitori o induttori degli isoenzimi del citocromo P450. Fino ad ora non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti con antidepressivi triciclici, fenotiazine e antiaritmici di tipo Ic, che sono noti legarsi al citocromo P450 2D6.

Uno schema delle interazioni farmacologiche con clozapina ritenute le più importanti è fornito nella tabella 1 che segue (questa non è una lista completa)

Tabella 1: Riferimento alle più comuni interazioni da farmaci con la Clozapina

Farmaco Interazioni Commenti
Deprimenti del midollo osseo (es.carbamazepina, cloranfenicolo) sulfonammidi (es. cotrimossazolo), analgesici pirazolonici (es. fenilbutazone), penicillamina, agenti citotossici e antipsicotici depot a lunga azione per via iniettiva Interagisce aumentando il rischio e/o la gravità della soppressione del midollo osseo La clozapina non deve essere usata contemporaneamente ad altri agenti che possiedono un ben noto potenziale soppressivo sulla funzione del midollo osseo (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni)
Benzodiazepine L’uso concomitante può aumentare il rischio di collasso circolatorio, che può portare ad arresto cardiaco e/o respiratorio Anche se l’incidenza è rara, si raccomanda attenzione quando si somministrano contemporaneamente questi farmaci. Le segnalazioni suggeriscono che la depressione respiratoria e il collasso hanno una maggiore probabilità di presentarsi all’inizio di queste associazioni o quando la clozapina è in aggiunta a un regime di terapia in corso di benzodiazepine.
Anticolinergici La clozapina potenzia l’azione di questi farmaci attraverso un’attività anticolinergica additiva Tenere sotto controllo pazienti per effetti avversi di tipo anticolinergico es. costipazione, specialmente quando si usa per controllare ipersalivazione.
Antiipertensivi La clozapina può potenziare gli effetti ipotensivi di questi farmaci a causa dei suoi effetti antagonisti sul simpatico. Bisogna fare attenzione se la clozapina è usata contemporaneamente ad agenti antiipertensivi. I pazienti devono essere avvisati sul rischio di ipotensione, specialmente durante il periodo iniziale di aggiustamento della dose.
Alcool, inibitori delle MAO, deprimenti del SNC, includendo narcotici e benzodiazepine Potenziamento degli effetti centrali. Quando clozapina è somministrata con questi farmaci si ha un effetto additivo sulla depressione del SNC e interferenze sulla funzione cognitiva e motoria Bisogna fare attenzione se la clozapina è usata contemporaneamente a altri agenti attivi sul SNC. Avvisare i pazienti di possibili effetti sedativi additivi e avvertiteli di non guidare veicoli o utilizzare macchinari.
Farmaci fortemente legati alle proteine (es warfarin e digossina) La clozapina può causare un aumento della concentrazione plasmatica di questi farmaci dovuta al loro spiazzamento dalle proteine plasmatiche. I pazienti devono essere controllati per la comparsa di effetti indesiderati associati all’uso di questi farmaci e le dosi del farmaco, che si lega alle proteine, se necessario, deve essere aggiustata.
Fenitoina L’aggiunta della fenitoina durante il trattamento con clozapina può causare una riduzione della concentrazione plasmatica di clozapina. Se si deve utilizzare la fenitoina il paziente deve essere strettamente controllato per un peggioramento o ricomparsa di sintomi psicotici.
Litio L’uso concomitante può aumentare il rischio di sviluppo della sindrome neurolettica maligna (SNM) Attenzione ai segni e sintomi della SNM

nascondi

Effetti indesiderati

Il profilo degli eventi avversi di clozapina è prevedibile in massima parte dalle sue proprietà farmacologiche. Un’importante eccezione è la sua tendenza a causare agranulocitosi (vedere il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). A causa di questo rischio, il suo uso è limitato alla schizofrenia resistente al trattamento e alla psicosi che si manifesta nel morbo di Parkinson in caso di fallimento dei trattamenti standard. Sebbene i controlli ematologici siano una componente essenziale per il controllo del paziente che riceve clozapina, il medico deve essere consapevole di altri eventi avversi rari ma gravi che possono essere diagnosticati nei primi stadi del trattamento solo dopo un’attenta osservazione e una anamnesi del paziente al fine di una prevenzione della morbilità o della mortalità.

Sistema emolinfopoietico

Collegato all’uso di clozapina vi è il rischio di sviluppo di granulocitopenia e agranulocitosi. L’agranulocitosi può causare sepsi e può essere fatale, sebbene sia un evento generalmente reversibile alla sospensione del trattamento. Dal momento che è richiesta l’immediata sospensione del trattamento per prevenire lo sviluppo di agranulocitosi potenzialmente fatale è obbligatorio il controllo della conta leucocitaria (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). La tabella 2 che segue, riassume l’incidenza stimata di agranulocitosi in relazione ad ogni periodo di trattamento con clozapina.

Tabella 2: Stima dell’incidenza dell’agranulocitosi 1)

Periodo di trattamento Incidenza di agranulocitosi per 100000 persone - settimana 2)di osservazione
Settimane 0-18 32.0
Settimane 19-52 2.3
Settimane 53 e oltre 1.8

1) dati raccolti tra il 1989 e il 2001 dall’ UK Clozaril Patient Monitoring Service lifetime registry

2) Persona - tempo rappresenta la somma delle unità di tempo individuali per le quali i pazienti presenti nell’archivio sono stati esposti a clozapina prima di manifestare agranulocitosi. Per esempio 100000 persone - settimana si può osservare in 1000 pazienti che erano nell’archivio per 100 settimane (100*1000= 100000, o 200 pazienti che erano nell’archivio per 500 settimane (200*500= 100000) prima di mostrare agranulocitosi.

L’incidenza cumulativa dei casi di agranulocitosi monitorata nel UK Clozaril Patient Monitoring Service (0-11.6 anni tra il 1989 e il 2001) è dello 0,78%. La maggior parte dei casi (all’incirca il 70%) si verifica entro le prime 18 settimane di trattamento.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Durante il trattamento con clozapina raramente si sono verificati compromissione della tolleranza al glucosio e/o sviluppo o peggioramento del diabete mellito. In pazienti senza precedenti di iperglicemia, trattati con clozapina, in occasioni molto rare è stata riportata iperglicemia grave, in alcuni casi sfociata in chetoacidosi/coma iperosmolare. Nella maggior parte dei pazienti i livelli di glucosio si sono normalizzati dopo la sospensione del trattamento con clozapina ed in alcuni casi l’iperglicemia si è ripresentata quando il trattamento è stato ripreso. Sebbene la maggior parte dei pazienti avevano fattori di rischio per diabete mellito non insulino dipendente, l’iperglicemia è stata anche documentata in pazienti senza fattori di rischio noti (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Patologie del sistema nervoso

Gli eventi avversi molto frequenti osservati comprendono sonnolenza/sedazione, e vertigini.

Clozapina può causare variazioni dell’EEG, inclusa la presenza di picchi e complessi ad onde. Diminuisce la soglia convulsiva in maniera dose dipendente e può indurre spasmi mioclonici o convulsioni generalizzate. Questi sintomi si manifestano con maggiore probabilità con il rapido aumento della dose e in pazienti con epilessia preesistente. In questi casi la dose deve essere ridotta e se necessario, bisogna iniziare un trattamento con anticonvulsivanti. La carbamazepina deve essere evitata per il suo potenziale effetto di deprimere la funzione del midollo osseo e con gli altri anticonvulsivanti bisogna considerare la possibilità che vi siano interazioni farmacocinetiche. In rari casi i pazienti trattati con clozapina possono manifestare delirio.

Molto raramente è stata riportata discinesia tardiva in pazienti trattati con clozapina ai quali erano stati somministrati altri agenti antipsicotici. Pazienti, nei quali si era sviluppata discinesia tardiva con altri agenti antipsicotici, sono migliorati con l’uso di clozapina.

Patologie cardiache

Possono manifestarsi tachicardia e ipotensione posturale con o senza sincope, soprattutto nelle settimane iniziali del trattamento. La prevalenza e la gravità dell’ipotensione è influenzata dalla frequenza e dalla grandezza degli aggiustamenti della dose. Con clozapina è stato riportato collasso circolatorio come risultato di profonda ipotensione, in particolare correlato ad un aggiustamento della dose aggressivo, con possibili conseguenze gravi di arresto cardiaco o polmonare.

Una parte minoritaria di pazienti trattati con clozapina ha variazioni dell’ECG simili a quelle che si hanno con altri farmaci antipsicotici, comprese la depressione del segmento S-T e l’appiattimento o l’inversione dell’onda T, che si normalizza dopo l’interruzione del trattamento con clozapina. Il significato clinico di questi cambiamenti non è chiaro. Comunque tali alterazioni sono state osservate in pazienti con miocardite, che pertanto devono essere tenuti in considerazione.

Sono stati riportati isolati casi di aritmie cardiache, pericardite/versamento pericardico e miocardite, alcune delle quali sono state fatali. La maggior parte dei casi di miocardite si hanno entro i primi 2 mesi di terapia con clozapina. La cardiomiopatia generalmente si manifesta più tardi nel corso del trattamento.

L’eosinofilia è stata riportata in associazione ad alcuni casi di miocardite (approssimativamente 14%) e di pericardite/versamento pericardico. Non è noto, comunque, se l’eosinofilia è un indice predittivo affidabile di cardite.

I segni e i sintomi di miocardite e cardiomiopatia comprendono tachicardia persistente a riposo, palpitazioni, aritmie, dolore al torace, e altri segni e sintomi di insufficienza cardiaca (per esempio immotivato senso di fatica, dispnea, tachipnea) o sintomi che somigliano all’infarto miocardico. Altri sintomi in aggiunta a quelli sopra indicati che possono essere presenti includono quelli simili a quelli influenzali.

Improvvise ed inspiegabili morti sono note verificarsi tra pazienti psichiatrici che ricevono cure con antipsicotici convenzionali ma anche tra pazienti psichiatrici non trattati. Questi casi di morte sono stati riportati molto raramente in pazienti che ricevono clozapina.

Patologie vascolari

Sono stati riportati rari casi di tromboembolismo.

Sistema respiratorio

Molto raramente si sono verificate o depressione o arresto respiratorio, con o senza collasso circolatorio (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego e 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

Apparato gastrointestinale

Molto frequentemente sono state osservate sia costipazione che ipersalivazione, e frequentemente nausea e vomito. Molto raramente può verificarsi ileo (vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). Raramente il trattamento con clozapina può essere associato a disfagia. Può presentarsi aspirazione dell’alimento ingerito in pazienti che presentano disfagia o in conseguenza a sovradosaggio acuto

Patologie epatobiliari

Possono verificarsi transitori asintomatici innalzamenti degli enzimi epatici e raramente epatite e ittero colestatico. Molto raramente sono state riportate necrosi epatiche fulminanti. Se si sviluppa ittero bisogna interrompere il trattamento con clozapina (vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). In rari casi è stata riportata pancreatite acuta.

Patologie renali

In associazione al trattamento con clozapina sono stati riportati casi isolati di nefrite interstiziale acuta.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Sono stati riportati casi molto rari di priapismo.

Patologie sistemiche

Sono stati riportati casi di sindrome neurolettica maligna (SNM) in pazienti che ricevevano clozapina o da sola o in associazione con litio o altri agenti attivi sul SNC.

La tabella che segue (Tabella 3) riassume le reazioni avverse raccolte dalle segnalazioni fatte spontaneamente e durante gli studi clinici.

Tabella 3: stima della frequenza degli eventi avversi associati al trattamento da segnalazioni spontanee e dagli studi clinici

Le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza con cui si manifestano, basandosi sulla seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), raro (≥1/10000, < 1/1000), molto raro (< 1/10000), comprendendo anche segnalazioni isolate.

Patologie del sistema emolinfopoietico  
Comune Leucopenia/diminuzione della conta leucocitaria/neutropenia, eosinofilia, leucocitosi
Non comune Agranulocitosi
Molto raro Trombocitopenia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione  
Comune Aumento di peso
Raro Ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito
Molto raro Chetoacidosi, coma iperosmolare, grave iperglicemia, aumento dei trigliceridi
Disturbi psichiatrici  
Raro Irrequietezza, agitazione
Patologie del Sistema Nervoso  
Molto comune Sonnolenza/sedazione, vertigini
Comune Visione sfuocata, cefalea, tremore, rigidità, acatisia, sintomi extrapiramidali, convulsioni/spasmi mioclonici
Raro Confusione, delirio
Molto raro Discinesia tardiva
Patologie cardiache  
Molto comune Tachicardia
Comune Variazioni dell’ECG
Raro Collasso circolatorio, prolungamento dell’intervallo QT, aritmie (incluse aritmie ventricolari VF, VT), miocarditi, pericardite/versamento pericardico
Molto raro Cardiomiopatia, Torsades de pointes, arresto cardiaco
Patologie vascolari  
Comune Ipertensione, ipotensione posturale,sincope
Raro Tromboembolismo
Patologie respiratorie  
Raro Aspirazione del cibo ingerito
Molto raro Depressione respiratoria/arresto respiratorio
Patologie gastrointestinali  
Molto comune Costipazione, ipersalivazione
Comune Nausea, vomito, anoressia, secchezza delle fauci
Raro Disfagia
Molto raro Ingrossamento della ghiandola parotide, ostruzione intestinale/ileo paralitico/fecaloma
Patologie epatobiliari  
Comune Innalzamento degli enzimi epatici
Raro Epatite, ittero colestatico, pancreatite
Molto raro Necrosi epatica fulminante
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  
Molto raro Reazioni cutanee
Patologie renali e urinarie  
Comune Incontinenza urinaria, ritenzione urinaria
Molto raro Nefrite interstiziale
Patologie dell’apparato riproduttivo  
Molto raro Priapismo
Patologie sistemiche  
Comune Stanchezza, febbre, ipertermia benigna, disturbi nella sudorazione/nella regolazione della temperatura
Non comune Sindrome neurolettica maligna (SNM)
Molto raro Morte improvvisa ed inspiegabile
Esami diagnostici  
Raro Aumento del CPK

nascondi

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Sono disponibili solo limitati dati clinici sull’esposizione a clozapina delle donne in gravidanza. Esperimenti negli animali non hanno mostrato un effetto dannoso diretto o indiretto della clozapina sulla gravidanza, lo sviluppo embrionale/fetale, il parto o lo sviluppo post natale (Vedere 5.3). Bisogna fare attenzione quando si prescrive clozapina alle donne gravide.

Allattamento

Studi su animali suggeriscono che la clozapina è escreta nel latte materno e ha un effetto sui lattanti; pertanto le donne che prendono clozapina non devono allattare al seno.

Donne in età riproduttiva

Quando si passa da altri farmaci antipsicotici alla clozapina è possibile un ritorno al normale ciclo mestruale. Le donne potenzialmente fertili devono assumere adeguate misure contraccettive.

nascondi

Conservazione

Nessuna precauzione particolare per la conservazione.

nascondi

Malattie Collegate: 1

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti